Ricette Stagionali: La Rucola ðŸ´

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Non amata da tutti, amara, piccantina, ognuna di queste piantine ha la sua peculiarità, stiamo parlando della Rucola.

La rucola, rughetta o anche ruca, è antitumorale, antidiabetica e antianemica.  Contiene ben 110 mg di vitamina C in 100 gr come i broccoli, e più del succo di limone che ne contiene 50 mg, che stimola il sistema immunitario e discrete quantità di betacarotene (protovitamina A: anticancerogena, utile alla vista, alla pelle…), oltre che sali minerali come il ferro (antianemico), il calcio e il magnesio, utili per la salute delle ossa, ma anche potassio e fibre. ha fra i suoi componenti anche la K, la A, la B5 e l’acido folico. E’ importante ricordare che la vitamina C aumenta l’assorbimento del ferro e qui ci sono entrambi, in buone quantità.
Fornisce 30 calorie per 100 grammi.

Le Proprietà:
– Aiuta la digestione, stimolando la produzione di succhi gastrici.
– Stimola l’appetito, col suo sapore amarognolo.
– E’ depurativa .
– Antidiabetica e antitumorale per il suo contenuto in sulforafano.
– E’ antibatterica, sempre per il contenuto in sulforafano, sostanza che aiuta la pianta a difendersi da vermi e funghi e che sull’uomo ha effetto anti-cancro.
– Protegge la mucosa gastrica quindi è un utile alleato in caso di iperacidità e ulcera.

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È possibile raccogliere la Rucola spontanea nei campi dal centro al sud Italia.

Ora passiamo ad una ricetta veloce, un pesto fresco e depurativo adatto per condire la pasta o utilizzato come patè per le bruschette.

Pochi ingredienti ma risultato assicurato, come la tradizione culinaria italiana ci racconta.

Ingredienti:

  • 50gr di Rucola
  • 15gr di pinoli tostati
  • 5 pomodori secchi (ammollati)
  • 20gr di parmigiano
  • olio, sale, pepe.

 

Procedimento:

Lavare la Rucola, lasciarla asciugare e disporla nel mixer direttamente con pinoli, pomodori secchi, parmigiano sale e pepe, iniziare a frullare ed aggiungere piano piano l’olio per regolare la consistenza.

Con queste quantità uscirà pesto necessario a condire 5/6 piatti di pasta. Se in eccesso può essere congelato e conservato per un paio di mesi.

Questa e tante altre erbe spontanee sono ad attenderci nei campi, staccare dalla frenesia cittadina e recarsi a raccoglierle gioverà sia al vostro spirito che alla vostra salute.

 

Muffin Salati Integrali con Zucchine e Rosmarino ðŸ´

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Ben ritrovati EcoPunkers,

oggi altra ricetta veloce, primaverli ed adatta alle scampagnate per questo week-end.

Prepareremo dei Muffin Salati con Zucchine e Rosmarino, vegan, infatti non utilizzeremo ne burro ne uova, il che li rende anche più leggeri ed adatti a chi ha intolleranze 😉

Io ho utilizzato le zucchine recuperate a fine mercato e che avevano bisogno di essere smaltite il prima possibile ma largo spazio alla fantasia, sarebbero buonissimi anche con asparagi, peperoni, pomodori secchi, provate.

 

Ingredienti :

  • 150g farina integrale
  • 100g farina 00
  • 40/50ml latte vegetale
  • 40ml olio d’oliva
  • lievito per dolci non vanigliato
  • 1/2 cuchiaino di curcuma
  • 1 zucchina grande
  • 1 rametto di rosmarino
  • sale & pepe qb

Procedimento:

Il primo passo è quello di preparare le zucchine, le laviamo e tagliamo con il lato grosso della grattugia, quando saranno pronte, mettiamo un filo d’olio in padella e aggiungiamo le zucchine, sale, pepe e il rosmarino, lasciamo soffriggere con coperchio  a fiamma media per 6/7min, dovranno dorarsi ed insaporirsi ma non dovranno essere del tutto cotte.

Ora passiamo all’impasto: versare la farina insieme all’olio d’oliva, il latte vegetale, il sale,la curcuma e anche il lievito amalgamando gli ingredienti, con una frusta o una forchetta, fino a ottenere un composto omogeneo e liscio e successivamente aggiungere le zucchine precedente cotte e tiepide, se il composto dovesse risultare troppo solido aggiungete un po’ di latte. A questo punto siamo pronti per riempire i nostri pirottini, io preferisco usare quelli di silicone, pratici da usare e riusare all’infinito. Cottura 180 gradi per 20/30 min, dovranno risultare ben dorati; ricordate di controllare la cottura interna con il vecchio trucchetto dello stuzzicadenti/spaghetto, se infilandolo nel muffin ne uscirà ben pulito e asciutto, i vostri muffin saranno pronti.

Vi suggerisco di accompagnarli con una buona insalata di pomodorini 🙂

Ed eccoli pronti per essere mangiati, Buon Appetito!

 

Marmellata di Kiwi e Whisky (veg, integrale)

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Oggi 1Marmellata 3usi:
da mettere su delle tartine salate semplici con su del rosmarino o per chi segue una dieta vegetariana sul formaggio (da bava alla bocca, assicurato!!) o il versione dolce per una crostata integrale più “esotica” magari abbinata ad una crema pasticciera Veg 🙂

Tutte idee molto pratiche ma di bella presentazione e golose per le feste di natale.

E cominciamo con la ricetta home-made con zucchero integrale frutta di stagione che tra un po’ non troveremo più sui banchi al mercato (e per questo abbiamo un buon motivo in più per conservarli in vasetto) con una nota più estrosa data dal Whisky

INGREDIENTI:
-1kg di kiwi
-1 tazzina di Whisky
-300gr di zucchero integrale di canna
-1/2 limone

PROCEDIMENTO:
Tagliamo i kiwi a pezzetti e cospargiamoli con il succo del mezzo limone.
Prendiamo una pentola e facciamo sciogliere lo zucchero con la tazzina di whisky per circa 1 min, a questo punto aggiungiamo i kiwi e mescolando facciamo sciogliere definitivamente lo zucchero, abbassiamo la fiamma (a fiamma bassa) cuociamo per circa 35/40 min finché i kiwi non saranno diventati crema, in questo periodo se notate che non c’è sufficiente liquido per la cottura aggiungete un po’ di acqua e terminate la cottura della marmellata quando avrà una consistenza tale da far fatica a scendere dal cucchiaio.

Pronti con i vasetti sterilizzati, ancora con la marmellata calda, invasiamo e chiudiamo bene i barattoli.

Se questo procedimento lo farete con la marmellata bollente e i barattoli ben sterilizzati non avrete neanche bisogno di bollirli successivamente!
Ma basterà coprirli e lasciarli riposare a testa in giù per 1 ora, così si creerà il sottovuoto.

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Pronti e via!
Ci vedremo dopo le feste per qualche idea detox come la tradizione post festività vuole.

Buon Natale critico e
Buone Auto Produzioni

Cannelloni di Farro Integrale con ripieno di Hemp-tofu e Spinaci

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Si lo so….non siete ancora pronti…. Ma l’EcoPunk è già all’opera per darvi qualche idea per le varie “Reunion ” che affronterete nelle prossime feste.

Oggi prepareremo un piatto non molto elaborato,potrebbe sembrare, pensando ad i classici cannelloni, ma questi pur essendo gustosi e sazianti presentano ingredienti poco lavorati e semplici come farina, spinaci e pomodoro.

Qualche informazione sul’ Hemp-tofu e via con la ricetta.

Chiamato Hemp-Tofu, Hemp-Fu o Tofu di Canapa altro non è se non il frutto della cagliata del latte ricavato dai semi di canapa. Facile da produrre in casa. Ha tutti i vantaggi di un latte vegetale e non vaccino ed in più i benefici della Canapa, ricca di proteine, acidi grassi e una discreta quota di fibre. È ideale nella dieta vegana e perché no anche per gli intolleranti al lattosio. Ha un sapore che ricorda il sesamo e la nocciola.

Questa settimana i nostri ascolta sono andati a riscoprire i suoni caldi e avvolgenti di Johnny Cash con I walk the line , e come sempre troverete il link infondo alla pagina per ascoltarlo.

Ingredienti:
– 150gr di farina di farro integrale
– 100gr semola di grano duro
– 1 cuc di olio evo
– 1cuc di curcuma
– Acqua q.b

Per il ripieno:
-1 panetto di Hemp-tofu (in alternativa tofu di soia)
– 500 gr di Spinaci saltati con olio e aglio

  • Salsa di pomodoro per condire (meglio se sugo di semplice pomodoro e spezie…magari avanzato!)

Iniziamo con IMPASTO!!
Sulla spianatoia disporre le due farine setacciate, unite il cucchiaino di curcuma e l’olio. A questo punto (si lo so, ormai sapete farlo un po’ tutti 😉) è ora di aggiungere pian piano l’acqua impastando ed incorporando la farina (saranno all’incirca 100 ml di acqua). Ottenuto un panetto liscio ed omogeneo non dovrete far altro che coprirlo con un panno umido e lasciarlo riposare 1 oretta. Passato il tempo di riposo stenderemo l’impasto in una sfoglia abbastanza sottile, circa mezzo centimetro e ricaveremo da questa sfoglia dei quadrati di pasta che dopo ci occuperemo di farcire.

A parte prepariamo il RIPIENO:

Basterà mettere un filo d’olio è uno spicchio di aglio intero in una padella, far riscaldare ed unire gli spinaci sciacquati e sgocciolati, mettere il coperchio e senza aggiungere acqua far appassire 2 min. Una volta pronti trasferiteli nel vostro robot da cucina insieme al tofu e frullare ma lasciandolo grumoso. Regolare di sale e pepe. Far riposare un ora.

PREPARAZIONE:

Mettere il ripieno in ogni quadrato di pasta precedentemente ricavato, disponendo il ripieno su 1/3 e arrotolate formando i cannelloni.

A parte prenderemo una pirofila e disporremo prima un po’ di salsa di pomodoro (meglio se fatta andare sul fornello con un po’ di cipolla ed aromi) poi i nostri cannelloni.

Completato lo strato copriremo il tutto con altra salsa di pomodoro e una spolverata di pan grattato per far formare la crosticina, un giro di pepe e dritti nel forno per 20 min a 180 gradi.

A dimenticavo!! Buon appetito 😉

Oh Cavolo le Tagliatelle!

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Oggi ho pensato di farvi ritrovare la voglia di mettere le mani in pasta con questa nuova ricetta, semplice ma d’effetto!

Anche questa volta sono stata ispirata dai colori, non parleremo di zucca questa volta ma del cavolo rosso ehdel suo fantastico colore che va dal blu al viola! L’ ho utilizzato molto spesso nella mia alimentazione autunnale, risotto viola, hamburger affumicati, tortini e involtini; sarà che il viola è uno dei miei colori preferiti ad ispirarmi?!

Ma passiamo alla ricetta e alle note Dark Wave dei Cure che sono stati con me in quest’ultima settimana, in basso link per l’ascolto 😉

Ingredienti:

  • 150 gr di semola di grano duro
  • 50gr di farina integrale
  • 2 foglie di cavolo rosso
  • Acqua qb
  • Sale

Per il condimento:
100gr di noci
1 vasetto di yogurt (vegetale per la versione vegan)
Sale
Pepe

Procedimento:
Per avere le tagliatelle handmade, ecopunk e pure viola/fucsia è tutto molto più semplice di quello che crediate!
Come prima cosa sbollentiamo le foglie di cavolo rosso (circa 8/10min) e successivamente le frulliamo senza buttare l’acqua di cottura che ci servirà in seguito per accentuare il colore violaceo.
Ora disponete la farina a fontana e aggiungete al centro un pizzico di sale e la verza frullata. Amalgamare pian piano la farina e quando inizieremo ad avere pezzetti d’impasto aggiungere piano a piano dell’acqua, non molta, quel giusto che servirà per avere un impasto sodo e compatto ( meglio più secco perché la verza da molta idratazione). Lasciamo riposare 1 oretta e a questo punto tiriamo l’impasto e ricaviamo le tagliatelle, ma perché no anche delle pappardelle o altra variante da me molto apprezzata e straconsigliata sono gli gnocchetti (di circa 1 cm, molto veloci da preparare)
Lasciate ad asciugare la pasta ben infarinata su una vassoio con carta forno e farina per non farle attaccare, potrete accelerare questo processo mettendole vicino ad un calorifero.

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Il condimento sarà molto semplice: tostiamo le noci e al termine poniamo nel bicchiere del frullatore 2 cucchiai di yogurt, 1 di olio, le noci, sale e pepe. Frulliamo e si è già tutto pronto per ritornare in padella e scaldarsi!

Cuociamo la pasta in acqua salata con l’aggiunta della precedente acqua di cottura del cavolo per circa 3 min.

Per una presentazione carina mettere sul fondo la crema di noci e su le tagliatelle o gnocchetti, il commensale sarà prima sorpreso dal colore della vostra pasta e poi non vedrà l’ora di mescolare insieme il tutto e mangiare!!

Alla prossima ricetta e buon appetito!

Il Foodsharing crea comunità solidali: l'esperienza di Milano, Torino e Berlino alla ricerca degli scarti alimentari

È da un bel po’ che non scrivo, anzi penso che questo sia proprio il periodo più lungo trascorso senza scrivere da quando l’Eco Punk è nato. A tutto c’è un motivo. Il primo è sicuramente il giro fra Milano e Torino per i laboratori, (fra cui anche quello a Fà la Cosa Giusta, la più grande fiera italiana del consumo e delle buone pratiche), dove ho avuto modo di confrontarmi con diverse realtà e diverse persone, ottenendo sempre un gran bel riscontro personale e professionale; ma sono una che non si accontenta mai per cui, fra un laboratorio e l’altro, sono stata in giro per mercati a Milano, Torino e Berlino con un unico obiettivo: scoprire dove si accumulano gli scarti alimentari e conoscere come vengono gestiti, raccogliendo più informazioni possibili e cercando di vivere appieno tutte le persone e le situazioni che incontravo.

Chi segue l’Eco Punk, conosce già la sensibilità verso certe tematiche, ma per la prima volta ho approfondito sporcandomi le mani non nel produrre, ma nel recuperare. Ho iniziato per curiosità dal mercato di Porta Palazzo a Torino, facendo un giro fra i banchi ortofrutticoli in chiusura e recuperando tutto quel che si poteva. Sono rimasta impressionata dalla roba ancora in buono stato che viene buttata via: broccoli, cavolfiori bianchi e romani, banane in quantità industriali (con quelle banane così mature ho provato anche a fare un buonissimo gelato veg, con ottimi risultati), arance, mele, cipolle e le carte alimentari per confezionare i cosmetici. Era tutto ancora buonissimo anche se non esteticamente bellissimo e vi assicuro che ho cucinato e mangiato tutto quello che ho preso, aiutata da un amico.

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Cibo recuperato dal mercato di Porta Palazzo a Torino

Qualche giorno dopo mi sono recata all’evento Refood – cibo in ricreazione – sempre a Torino, un evento in cui parlare di e mangiare cibo recuperato, in compagnia di realtà italiane e d’oltremanica che al riuso dell’avanzo alimentare dedicano il loro tempo e il loro lavoro. Qui ho avuto modo di conoscere e ascoltare Marco Regoli di Foodsharing Torino che spiegava come il cibo recuperato e redistribuito crea comunità e relazioni fra produttori, consumatori e volontari all’interno di un’ottica condivisa: ridurre lo spreco alimentare e da questo creare, attraverso la cucina e la creatività, del cibo nuovo, bello, pulito e gustoso. E così è stato, infatti c’erano broccoli stufati, zuppa di bulgur, insalata con semi di lino, gelatina di pere e centrifugato; tutto ampiamente gustato e apprezzato.

Il team di Refood (foto di Marta Carrera)

Il viaggio è proseguito verso Berlino, precisamente a Berlino Est nel quartiere di Friedrichshain, lungo le rive della Sprea, proprio dove si trova il tratto più lungo del Muro di Berlino, uno dei cuori pulsanti della Berlino punk e alternativa con i suoi colori, i suoi graffiti, le sue persone che la popolano e la rendono così culturalmente stimolante. Mi sono recata al mercato di quartiere per provare a recuperare del cibo, notando subito però che, rispetto a quelli italiani, il mercato era molto più pulito e ordinato, non c’era roba lasciata per terra. Continuando a camminare per le bancarelle alla ricerca di un inesistente cibo buttato via, ho incontrato alcuni ragazzi della rete Foodsharing.de che avevano già recuperato del cibo (fra cui mele, pere, pane biologico, uva, banane, insalata che i venditori avevano già donato loro) e che lo stavano distribuendo a chi lo volesse, offrendolo anche a me e invitandomi il giorno successivo al brunch gratis al Vetomat, un’associazione culturale che ogni domenica recupera il cibo da tre ristoranti della zona e lo distribuisce a chiunque abbia voglia di mangiare cibo avanzato ancora in ottime condizioni. C’era davvero di tutto al Vetomat: insalate di verdure condite in tutte le maniere, spezzatino, pesce, formaggi, salse, dolci e pane biologico a volontà, ma quello che mi ha stupita più di tutto sono state le persone. C’erano bambini, genitori, anziani, frikettoni, punkettoni, vagabondi, gente comune, tutti insieme senza barriere sociali uniti intorno al cibo recuperato, avendo la massima accortezza sia nel consumare che nel lavare il proprio piatto nelle grandi bacinelle comuni messe a disposizione dai ragazzi dell’associazione. Ognuno si autogestiva nel massimo rispetto dell’altro.

Foto da www.lesmads.de

Una parte del Vetomat (Foto da http://www.lesmads.de)

Dopo qualche giorno sono tornata a Milano e sono andata al mercato di zona 6 in via Segneri, scoprendo con piacere che anche nella vicina via Odazio, fra i palazzi popolari e grigi della periferia, c’è un gruppo di persone che ha dato vita al Comitato Abitanti Giambellino – Lorenteggio e che, fra le altre attività, recupera e dà nuova vita al cibo, organizzando la distribuzione di cibo gratuito fornito dai bancarellai del mercato il giovedì e un pranzo comunitario e multiculturale la domenica, invitando la gente ad uscire dalle loro case e partecipare alla vita di quartiere, semplicemente mangiando.

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Lo slogan del Comitato Abitanti Giambellino – Lorenteggio a Milano

Il cibo recuperato crea comunità. L’affermazione di Marco Regoli di Foodsharing Torino è stata il punto fermo della mia riflessione in questi giorni di nuove scoperte e ho avuto modo di trovarne il riscontro pratico, guardando e interagendo con le persone e mettendo loro e le relazioni di mutuo soccorso, scambio e solidarietà al primo posto, senza nessun tipo di pregiudizio. Ricordo bene i loro volti sorridenti, le loro braccia volenterose, le loro parole di inclusione, integrazione, accoglienza, in Italia come a Berlino.

Rifletto su ciò che sta a monte del consumo critico, cioè il non acquisto: un consumatore per essere davvero critico, deve vedere e toccare con mano prima quello che viene buttato via, cercare di consumarlo e poi magari decidere cosa acquistare. Sono sempre stata attenta a condurre uno stile di vita sobrio e a ridurre il più possibile gli sprechi, ma dopo questo giro fra i mercati nato per curiosità, vedo il mondo con altri occhi: quelli che non si indignano più davanti agli sprechi di questa società malata di sovrapproduzione, ma anzi vedono in essi il punto di partenza per ricostruire un nuovo tipo di società diversa da quella attuale, basata sulla conoscenza (quella reale!) e sulla solidarietà.

Adesso quando vedo una mela perfetta, penso sempre che ad ogni bel frutto, ne corrispondono almeno altri due buttati via; è davvero incredibile quanto ci hanno abituati a pensare che un bel frutto sia necessariamente migliore di uno meno bello, concedendoci il lusso di buttarlo via. C’è crisi? Io ho visto che c’è cibo gratis e abbondanza per tutti e mi auguro che il foodsharing si estenda a macchia d’olio.

Stagionalità dei prodotti: Dicembre

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Eccoci arrivati all’ultimo mese dell’anno con la nostra lavagna dei prodotti stagionali. Dicembre è il mese dell’acquisto e dello spreco per antonomasia, perché dunque non impegnarsi a invertire la rotta, cercando di fare regali utili, consumando il più possibile prodotti stagionali, riducendo il consumo di carne? Non è detto che a natale bisogna assolutamente mangiare frutti esotici, quintali di carne, prosciutto crudo con il melone, perché basta semplicemente un po’ di fantasia e voglia di fare per una tavola di natale buona e sostenibile.

#Mercoledìveg: risotto viola con cavolo rosso

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Rieccoci con il #mercoledìveg della LAV per proporre un piatto molto semplice, salutare e perché no, anche bello da vedere: il risotto con il cavolo rosso. La preparazione è quella del risotto classico, dove vengono eliminati burro e parmigiano. Su, non fate quella faccia, il risotto vegano è buonissimo e vi assicuro che il gusto del cavolo con il cumino, vi farà dimenticare per un giorno burro e parmigiano.

Ricetta (per 2 persone)

160 gr di riso carnaroli
1/2 cavolo rosso
1 bicchiere di vino bianco
1 dado vegetale fatto in casa
1 cucchiaio di olio di oliva
1/2 cipolla rossa
1 manciata di cumino

-Tagliate a listarelle il cavolo e lessatelo in acqua bollente per mezz’ora;

-In una pentola fate soffriggere la cipolla nell’olio, aggiungete il cavolo e fate insaporire per cinque minuti;

-Aggiungete il riso, sfumate con il vino e fate tostare;

-Aggiungete il brodo vegetale poco alla volta, fino a quando il riso sarà cotto;

-Aggiungete una manciata di cumino e gustate.

Per la ricetta del dado vegetale fatto in casa, leggi qui

Per saperne di più sul #mercoledìveg, leggi Mercoledi veg: hamburger di lenticchie rosse con le sponze