Taralli di Riso Venere e Finocchietto Selvatico Veg ðŸ´

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Buongiorno EcoPunkers,

questa settimana la Puglia incontra la Lombardia!

Abbiamo pensato di rimanere più “leggeri”, sia con la ricetta che con i contenuti, proponendovi una ricetta si originale, ma di facile esecuzione e poco pretenziosa.

Rivisiteremo un classico Pugliese, i Taralli.

La versione light ed EcoPunk infatti prevede l’utilizzo di ingredienti semplici e sani come l’olio d’oliva, la farina di Riso Venere ed il lievito madre ; rendendo i taralli più leggeri, meno glutinici, più proteici e molto saporiti visto il sapore leggermente affumicato e rustico della farina di riso nero.

Ideali se accompagnati da qualche salsina, formaggi o anche mangiati da soli; ancor meglio se con un bicchiere vicino.

L’idea è nata grazie ad un fantastico raccolto di fiori di finocchietto selvatico, raccolti nei campi e a questa particolare farina di riso venere acquistata da una cascina lombarda.

Così ho pensato, perché non portarci avanti per preparare qualche stuzzichino spezza fame, da proporre durante l’aperitivo il prossimo fine settimana?!

Ingredienti:

  • 60gr di Farina di Riso Venere
  • 50gr di Esubero di lievito madre
  • 40gr di Farina 0
  • 50 ml circa d’acqua
  • 2 cucchiai di Olio  Extravergine d’oliva
  • 1 cucchiaino di sale
  • semi di Finocchietto (selvatico se possibile)

Procedimento:

Sciogliamo l’esubero di lievito madre in una ciotola con circa 30 ml d’acqua (il resto ci servirà dopo). In un’altra ciotola mescolare le due farine, il sale ed il finocchietto; aggiungere al centro il misto di lievito madre ed acqua e dare una prima mescolata.

A questo punto aggiungere l’olio continuando ad amalgamare gli ingredienti e piano piano regoliamo la consistenza aggiungendo l’acqua.

L’impasto dovrà risultare leggermente più sodo di un impasto da pizza.

Facciamo riposare 10 min e trascorso questo tempo iniziamo a formare dei salsicciotti con l’impasto, che taglieremo alla lunghezza di circa 5 centimetri.

Ora piegare le due estremità del salsicciotto su se stesse formando il tipico cerchio del tarallo.

Disponiamo su carta forno oleata e cuociamo in formo statico a 200 gradi per 15 min.

E ricordate, se nessuno vi vedrà mangiarli….e finirli… significherà che non è realmente successo 😉

 

 

Canaparliamone, la radio pugliese sulla canapa

canaparliamoneDopo tutti i bagordi delle feste e le pessime notizie in tv, oggi inizia il weekend e vi parlo di un bel progettino tutto pugliese che mi è stato segnalato sulla pagina Fb da uno degli ideatori e che condivido volentieri perché unisce informazione e musica, vicino quindi al mood ecopunk. Sto parlando di “Canaparliamone”, un progetto radio di 3 puntate, nato dall’idea di quattro amici decisi ad arginare la disinformazione in tema di uso, o meglio, usi della canapa. L’obiettivo è diffondere consapevolezza attraverso i mezzi di diffusione di massa sulle reali proprietà, gli svariati utilizzi e le novità legate al mondo della cannabis e di conseguenza avanzare proposte, ascoltare la gente, raccordare le diverse voci sull’argomento e dare voce a chi ha qualcosa di importante da dire. Il progetto nasce dall’esigenza di colmare l’ignoranza e la disinformazione, generati da quasi un secolo di proibizionismo e questo l’Eco Punk lo sa bene, tanto da scrivere post di informazione sulla canapa, ricette alimentari e cosmetiche e anche di strumenti musicali.

Le tre puntate di Canaparliamone indagano la realtà industriale, terapeutica ed alimentare della Canapa in Puglia, regione che si sta muovendo molto in questo senso (e non lo dico perché è la mia regione eh…) con degli ottimi risultati.

La prima puntata è registrata a Bisceglie (BT) presso Pedone Working, azienda attiva nel settore dell’edilizia naturale da un ventennio che progetta e realizza costruzioni di diverso genere con materiali naturali e che nel 2013 è arrivata a costruire di un complesso residenziale di 60 appartamenti in calce e canapa a Bisceglie. Personalmente ho avuto modo di conoscere il loro progetto alla Fabbrica del Vapore a Milano all’interno del Fuori Salone 2014 e l’ho trovato molto interessante.

La seconda puntata è registrata in Valle d’Itria presso un negozio di tutto sfuso, dove vengono illustrati i benefici dell’uso alimentare della canapa e come utilizzarla per fare pizze, focacce, torte, biscotti.

Nella terza puntata invece si indaga sull’uso terapeutico della canapa e quindi è stata registrata in Salento presso l’associazione noprofit Lapiantiamo, che promuove l’uso terapeutico della canapa medicinale attraverso la coltivazione e l’approvvigionamento ai pazienti affetti da patologie come sclerosi multipla, cancro, dolore cronico, sla, parkinson, glaucoma e tantissime altre. Questa associazione è molto attiva a livello regionale e nazionale, tanto da suscitare l’interesse de Le Iene (programma di Italia 1) e dedicarci un servizio che ha avuto moltissime visualizzazioni in tv e online e moltissime condivisioni.

Per ascoltare il programma, clicca sulle puntate:

Prima puntata – Uso industriale della canapa

Seconda puntata – Uso alimentare della canapa

Terza puntata – Uso terapeutico della canapa

E in Colorado, dove hanno legalizzato e tassato la canapa, sapete cosa sta succedendo? Lo Stato del Colorado si è ritrovato con così tanti soldi in cassa che ha deciso di rimborsare i propri cittadini… Nei giorni scorsi il governatore John Hickenlooper ha dichiarato che gli incassi dalla vendita di marijuana sono stati molto maggiori di quanto stimato, tanto da portare le casse statali a un eccesso di oltre 184 milioni di dollari.

Per maggiori info sulla canapa, leggi La canapa: storia e utilizzi di una delle piante più antiche e controverse al mondo

Per ricette alimentari, leggi Muffin verdi con pasta madre e farina di canapa

Per ricette cosmetiche, leggi Cold cream antirughe con olio di canapa

Per strumenti musicali, leggi La musica sostenibile: dalle chitarre in canapa agli eco-eventi musicali

Spalmati di verdura e farine a Bio&Sisto

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Eccomi di nuovo a parlare di ecocosmesi davanti ad una quindicina di persone interessatissime a Bio&Sisto. Nonostante il tempo incerto, siamo riusciti a farci una bella chiacchierata circondati dalla splendida campagna dell’azienda agricola a Tortorella, Monopoli, una terra che io adoro particolarmente e che ho sempre il piacere di tornare a visitare.

Partendo dalle basi di eco-cosmesi come la lettura dell’Inci, il Biodizionario, le differenze fra un cosmetico naturale ed uno biologico e i vantaggi dall’autoproduzione, siamo passati all’azione creando cosmetici per il viso con alcune materie prime direttamente raccolte da Bio&Sisto. Abbiamo creato il classico sapone con la buonissima farina di ceci di Perniola, un latte detergente basico con yogurt e miele e infine la maschera viso stagionale con i caroselli, un ortaggio simile al cetriolo ma che in realtà, sono dei meloni acerbi e quindi conserva le proprietà astringenti, purificanti, rinfrescanti sia del melone che del cetriolo.

Dopo il laboratorio, aperitivo con i buonissimi prodotti di Bio&Sisto, come pane con i semi, taralli alle spezie, composte di peperoni, melanzane, zucchine, angurie e meloni e poi gli spaghetti di zucchine crudi fatti dalla Sig. Bio&Sisto. Inutile dirvi che sono tornata a casa con la spesa e non vedo l’ora di cucinare e mangiare i piatti con i loro prodotti.

Grazie ai disponibilissimi signori Bio&Sisto e ai partecipanti che mi hanno dato così tanta fiducia. Ci vediamo alla prossima.

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Laboratorio di pasta fatta a mano a M/app

labpasta

l’Eco Punk vuole sempre “fare”, non può star fermo. E cosa c’è di meglio di un laboratorio di pasta fatta a mano in una domenica pomeriggio uggiosa? E soprattutto organizzato da un’amica che non vedi da anni e che ritrovi proprio per interessi affini? M/app è un’associazione di promozione sociale che vuole dare nuova vita ai mestieri e alle arti popolari pugliesi e organizza incontri e laboratori sull’artigianato, con sede nel centro storico di Bari.

Come primo incontro ho scelto di partecipare al laboratorio sulla pasta fatta a mano, perché da pugliese quale sono, non potevo esimermi dall’imparare seriamente a fare orecchiette e cavatelli! E così è stato, grazie ai sapienti insegnamenti della mastre pastaie presenti, sono riuscita finalmente a creare orecchiette e cavatelli con semola di grano duro delle mie parti. Devo ammettere che non è facile, almeno all’inizio, ma l’emozione di vedere le prime orecchiette fatte con le mie mani è stata grande; per non parlare poi che i miei stessi esperimenti li ho portati a casa…

orecchiette

E dopo svariati tentativi e sperimentazioni più o meno riuscite, parte il Mio Primo Piatto Preferito, contest culinario fra i partecipanti al laboratorio, utilizzando una cucina mobile dei designer baresi Momang. Anche qui non potevo starmene con le mani in mano e ho colto l’occasione per mettermi alla prova.

Abbiamo assaggiato le caserecce con fagioli e cozze, ancora caserecce con zucchine, pinoli e ricotta dura fatte da me in collaborazione con un partecipante, troccoli con funghi e salsiccia e infine cavatelli con sugo e ricotta forte. Tutto accompagnato da pane ai cinque cereali fatto in casa e del buon Montepulciano.

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Per me abbiamo vinto tutti, non solo perché i primi piatti erano tutti buonissimi, ma perché ciò che li accomunava era l’ottima pasta fatta a mano dalle mastre pastaie. E quando mangi questa pasta, non compi solo un’azione meccanica, ma ti nutri del lavoro e del sapere di donne che autoproducono pasta da decenni.

Sono tornata a casa, oltre che a pancia piena, con un sapere in più e adesso tocca a me sperimentare e non perdere l’allenamento. Ne vedrete delle buone…

 

L'Eco punk inviata di Tour nel Sud al #Campdigrano

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Dopo vari saliscendi Barletta – Milano, trip mentali sul restare al sud o rimanere al nord, ho scelto di trascorrere l’estate a Barletta. Devo dire che ad ora ne è valsa la pena (a parte la lontananza dal cane per cui tanto ho sofferto), perchè la Puglia mi sta aprendo le porte ad interessanti collaborazioni professionali, sto conoscendo tanta gente in gamba e preparata che crede nella comunicazione 2.0 come strumento per un cambio culturale, ma che mi permettesse di svolgere una vacanza-studio in Cilento, proprio non l’avrei mai lontanamente immaginato!

Dopo aver conosciuto i ragazzi di Tour nel Sud in Hub Bari (un coworking ecosostenibile, in cui si respira aria di innovazione), ho partecipato e ho vinto il contest per diventare la loro reporter al Camp di Grano, un evento dal 14 al 21 luglio su alfabetizzazione e innovazione rurale a Caselle in Pittari, in cui ci saranno workshop e spiegazioni pratiche sull’agricoltura sostenibile, sulla mietitura del grano, cromatografia e tanto altro ancora, il tutto culminante nel Palio del Grano.

La mia gioia ovviamente è immensa. Sul sud ci sono sempre tanti pregiudizi (io non sono esente), si dice che va tutto male, che è pieno di gente gretta e chiusa, che vai avanti se sei amico degli amici…Ebbene questi ragazzi conosciuti poco più di due settimane fa, mi stanno dando l’opportunità di fare un’esperienza formativa soprattutto a livello personale, in quanto sarò una campista e come tale mi sporcherò davvero le mani di terra, e poi professionale perchè sarò la loro reporter dell’evento sui social network, approfondendo le tematiche relative alla digitalizzazione dell’agricoltura, una cosa in cui credo fortemente.

Vi consiglio di dare un’occhiata a:

-il blog di Tour nel Sud che fornisce una guida online delle città pugliesi, itinerari turistici a tema, iniziative di sensibilizzazione alla mobilità sostenibile e al consumo di prodotti a km 0,

Camp di Grano l’esperienza formativa a cui parteciperò e su cui vi terrò aggiornati,

Hub Bari, il coworking per innovatori sociali.

Ora basta con i preamboli e le parole dolci, fra pochi giorni la punkettona si rimbocca le maniche e va a mietere il grano!