Ricetta Salva Avanzi: Quiche Patate,Rosmarino e Paprika con Esubero di Lievito Madre ðŸ´

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Questa ricetta ha 2 fantastici pregi, salvarmi la serata quando non ho voglia e tempo di preparare qualcosa di più elaborato e l’essere una ricetta svuota frigo e salva avanzi, infatti la sfoglia utilizzata per la preparazione è un ottima base per creare altre ricette, con gli avanzi di verdure (rape,broccoli,zucchine e verdure miste) , in più per chi come me cresce e custodisce il Lievito Madre è un ottimo modo per smaltire il suo esubero dopo il rinfresco.

Questa versione vuole essere più leggera ed aromatica, infatti la farina integrale di farro monococco risulta essere molto profumata e digeribile; io ho trovato la mia spacciatrice di farine bio, e inutile dirlo è molto più buona di quella reperibile nella grande distribuzione.

Ingredienti:

Per la Quiche :

  • 100gr di farina di farro monococco
  • 50gr di esubero di lievito madre (di almeno 5giorni)
  •  50gr di farina 0
  •  30gr di olio di oliva
  •  un cucchiaino di sale
  • 100 ml circa di acqua

Per il ripieno :

  • 2 patate medie
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 pizzico di paprika dolce
  • Sale e pepe

Procedimento:

Prendiamo come prima cosa l’esubero di lievito madre e sciogliamolo in 50 ml di acqua; a parte mescoliamo le due farine in una terrina, aggiungiamo il sale ed incorporiamo il lievito madre precedentemente ammorbidito, diamo una prima mescolata e successivamente incorporiamo dapprima l’olio e pian piano la restante acqua (in base alla vostra farina, se più o meno integrale, sarà necessario un quantitativo diverso di acqua, quindi aggiungetela per gradi in base alla consistenza).

Versiamo l’impasto su una spianatoia e lo lavoriamo con le mani, ottenendo un impasto molle ma che non si attacchi alle mani.  Far riposare coperto per 15/20 minuti.

Passiamo al ripieno, mettiamo a marinare in una terrina le patate, tagliate a fettine dello spessore di circa mezzo millimetro, aggiungendo un filo d’olio,il rosmarino, la paprika, il sale ed il pepe; mescoliamo e lasciamo riposare fino a quando l’impasto non sarà pronto.

Prendiamo l’impasto e stendiamolo in una teglia tonda di circa 22 cm, disponiamo le patate accavallandole leggermente tra di loro. Rivestita tutta la sfoglia aggiungiamo un filo d’olio se necessario e inforniamo a 200° per circa 20/30 min con funzione statica.              Tagliare una fetta e GUSTARE.

E anche per oggi gli avanzi e la cena sono salvi!!

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Bocconotti veg al grano saraceno e marmellata di frutti di bosco

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Sono stati giorni intensi all’insegna dell’autoproduzione cosmetica fra mercatini e laboratori e voglio concluderla con una bella ricettina vegana che mi ha inviato la mia amica ecopunk Felicia (sempre lei, la maga dei fornelli) e qualche informazioni sulle proprietà della farina di grano saraceno. Ecco cosa ci scrive.

Il grano saraceno

È classificato come uno degli pseudocereali (gruppo a cui appartengono anche l’amaranto e la quinoa). È errore comune infatti considerarlo un cereale perché in realtà appartiene alla famiglia delle poligonacee e non delle graminacee (cereali come orzo, riso, frumento). Nel grano saraceno sono presenti alcune vitamine del gruppo B e precisamente la vitamina B1, B2, B3, B5 e B6 e anche la vitamina E, utili nelle diete vegetariane e vegane.

È molto indicato nella dieta delle persone che soffrono di celiachia, in quanto non contiene assolutamente glutine (in questa ricetta è presente il glutine ma viene bilanciato, non rischiando di avere eccessi di glutine della dieta giornaliera, specialmente nella dieta vegana in cui ci sono molti cibi sostitutivi che contengono glutine). Ha un carico proteico simile a quello della carne e della soia (350 calorie per 100 gr) e grazie alla presenza di una sostanza chiamata rutina, aiuta a conservare l’elasticità dei tessuti dei vasi sanguigni.

*La farina di grano saraceno, con la farina di ceci e quella di avena, fa parte delle cosiddette farine lavanti in quanto, a contatto con l’acqua, produce le saponine. Si può utilizzare quindi al posto del sapone e dei detergenti liquidi nella detersione quotidiana (n.d.r.).

Ricetta

100 gr Farina 0
120 gr Farina di grano saraceno
80/100 gr zucchero di canna grezzo
4 cucchiai di olio (consiglio un olio leggero, come l’olio di girasole, in alternativa è ottimo l’olio di riso o d’oliva)
50 gr di esubero di lievito madre
Acqua q.b.
Scorza di 1 limone bio

Per il ripieno:
Confettura di frutti di bosco q.b. (in abbinamento al sapore del grano saraceno si può optare per una confettura di albicocche se si amano i dolci più classici o anche crema di cacao e nocciole veg facilmente auto producibile)

Preparazione

-Disponete le farine mixate sulla spianatoia formando la classica fontana e al centro di essa posizionate prima lo zucchero e la scorza di limone e successivamente i 50 gr di esubero precedentemente sciolti in un po’ di acqua (se il lievito madre è abbastanza acidulo è consigliabile aggiungere all’impasto un cucchiaino raso di bicarbonato).

-Si inizia ad incorporare un po’ per volta la farina al resto degli ingredienti e ad aggiungere 4/5 cucchiai di acqua, in modo da creare delle briciole di impasto. A questo punto si raccolgono tutte le briciole e si inizia ad incorporare l’olio e aggiungere acqua fino ad ottenere un impasto omogeneo e abbastanza sodo (ma non completamente compatto, non essendoci burro non avrà mai la stessa consistenza al tatto di una classica frolla). Lavorare l’impasto per una decina di minuti, ricoprirlo di pellicola e lasciarlo riposare in frigorifero per 10/15 min.

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-Trascorso questo tempo basta prendere l’impasto dal frigorifero, stenderlo con un matterello fino ad uno spessore di mezzo centimetro e aiutandosi con un coppa pasta o con un bicchiere, ritagliare i cerchi d’impasto che serviranno per foderare gli stampini (consiglio di creare un cerchio più grande per la base e un cerchio leggermente più piccolo per coprirli).

-Posizionato l’impasto negli stampini, aggiungete la confettura o la crema all’interno (non troppa altrimenti esploderà) e richiudere con il secondo cerchietto d’impasto.

Infornate in forno statico in posizione centrale a 200° per 15/20 min. La doratura ci indicherà se i nostri bocconotti sono pronti.

Che ve ne pare? Mani in pasta!

Grazie a Felicia per la ricetta

Pasta Madre Day: l'Eco Punk spacciatrice in bici

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Manca poco al grande evento, il Pasta Madre Day 2014! Come sapete sono già spacciatrice di pasta madre e per celebrare il lievito, l’attesa e tutto ciò che è naturale, mi unirò al gruppo di ciclisti urbani della Critical Mass di Barletta, pedalando e spacciando pasta madre.

Se siete a Barletta e dintorni, cercate fra la massa critica la spacciatrice in bici! Un cartello sul cestino della bici aiuterà a riconoscermi e distribuirò pasta madre a chi ha voglia di sperimentare in cucina e prendersi cura del fagottino miracoloso.

Vai Clementina, continua a fare proseliti, perché ci siamo tutti!

Per saperne di più:

www.pastamadre.net

Critical Mass Barletta

Il video promo del Pasta Madre Day

 

 

Muffin verdi con pasta madre e farina di Canapa per dire #italiaNOogm

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Oggi è la giornata di mobilitazione nazionale per ribadire un No forte e chiaro alle coltivazioni Ogm, in vista della prossima sentenza del 9 aprile, in cui il Tar si pronuncerà sul ricorso presentato da un agricoltore friulano contro il decreto interministeriale del luglio 2013 che vieta la semina del mais MON 810. Le ragioni del no riguardano il benessere ambientale, la salute umana e animale e la prosperità della nostra economia, perchè a questo punto ci sarebbe da domandarsi quali sono i vantaggi degli Ogm in Italia.

Il nostro paese fonda la propria prosperità non sull’omologazione ma sulla specificità e diversità delle produzioni che costituiscono l’identità del nostro patrimonio agroalimentare. Gli Ogm non beneficerebbero il singolo agricoltore che avrebbe un peso ancora più esiguo nelle filiere agroalimentari, sempre più controllate da poche multinazionali, e vedrebbe i suoi redditi ulteriormente penalizzati (vedi negli Usa e non solo). Dal punto di vista economico e sociale, gli unici soggetti in grado di ottenere profitti notevoli dal transgenico sono le multinazionali che registrano i brevetti delle sementi Ogm a scapito della nostra varietà locale e autentica.

Per questo oggi è importante far sentire la propria voce, postando e condividendo i nostri piatti sani, genuini e liberi da Ogm o anche solo con il tweet #italiaNoogm. L’Eco Punk dice la sua con una ricetta assolutamente originale e con un ingrediente naturale per eccellenza, la Pasta Madre, e un altro innovativo, di cui vi ho già parlato in settimana: la farina derivata dalla macinazione dei semi della Canapa, un alimento sano ricco di omega 3 e 6 (in concentrazioni che si trovano solo nel pesce), ideale per i dolci “non troppo dolci” come piaccono a me, che sostituisce 1/3 della farina totale in quasi tutte le preparazioni culinarie. La farina che ho usato per questi deliziosi muffin, l’ho acquistata in un negozio bio di Barletta e proviene da un’azienda agricola pugliese distante 100 km; preciso questo non per fare pubblicità, ma per mostrare come il Sud Italia e in particolare la Puglia, si stanno muovendo per riprendere la coltivazione della Canapa, una via d’uscita alla crisi economica che potrebbe rimettere in sesto l’intero sistema e forse anche ribaltarne i (dis)equilibri economici.

Detto questo passiamo al fare.

RICETTA (per 10 muffin circa):

200 gr di pasta madre,
3 uova,
180 gr di zucchero di canna,
125 gr di olio di semi di girasole spremuto a freddo,
100 gr di latte di riso,
350 gr di farina, di cui  230 di farina 0 e 120 gr di farina di canapa,
1 cucchiaino di miele

PREPARAZIONE

-Mescolate le farine in una ciotola;

-Sciogliete la pasta madre nel latte, aggiungendo il cucchiaino di miele e 150 gr di farina totale e ottenendo un impasto molto appiccicoso che lascerete riposare per un’ora circa in una ciotola abbastanza capiente;

-Trascorso il tempo necessario, prendete la ciotola e aggiungete tutti gli altri ingredienti e mescolate con l’aiuto di un frullino. Verrà fuori un composto abbastanza scuro e melmoso, tanto da sembrare fango, ma non preoccupatevi… Lasciate lievitare per 4 ore;

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-Trascorse 4 ore, mettete un cucchiaio di impasto negli stampini, aggiungete 2 cucchiaini di marmellata a vostro piacimento (io ho usato quella ai frutti di bosco) al centro di ogni stampino e poi ricoprite il tutto con l’impasto, in modo da creare un tenero cuore di marmellata. Riponete gli stampini nel forno spento e lasciate riposare per un’altra ora.

-A questo punto infornate a 180° per 20 minuti.

-Lasciate raffreddare per 5 minuti e poi aggiungete lo zucchero a velo.

Il risultato è quello che vedete nella foto in alto e, ad essere sinceri, mi sono commossa quando ho sfornato questi dolci gonfi e verdi che fino a poco tempo prima sembravano fango… L’impasto e i tempi di cottura sono perfetti, i muffin erano pieni di alveoli, insomma questo esperimento con la pasta madre e la farina di canapa mi è riuscito davvero bene e per questo l’ho scelto come simbolo ecopunk alla mobilitazione contro gli Ogm.

E voi come dite la vostra? Non mi sento nazionalista, ma se c’è qualcosa che voglio difendere è sicuramente l’agricoltura italiana e la cucina annessa che fanno parte del nostro patrimonio culturale invidiato da tutto il mondo.

Basta un semplice tweet. #italiaNOogm per difendere la nostra economia e non farci impoverire dalle multinazionali. Siate sempre consumatori critici.

Focaccia con lievito madre e semola integrale Sen. Cappelli

Ho ascoltato l’intero album Backspacer, 2009 – Pearl Jam

Genere: Grunge, Alt Rock

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Io e Clementina ce l’abbiamo fatta! È stata dura, abbiamo fatto un viaggio lungo 900 km, vari rinfreschi, un lungo procedimento, la sveglia alle 8 di mattina dopo essere tornata a casa alle 4, ma alla fine il primo obiettivo è stato raggiunto: la focaccia! Dopo aver consultato miliardi di ricette con lievito madre, ho dato fiducia a Gaia, una disponibilissima e simpaticissima blogger conterranea che, dopo aver chiacchierato per mezz’ora al telefono, mi ha dato le istruzioni sul da farsi e quindi ho seguito la ricetta sul suo blog Il gaio mondo di Gaia, con le dosi triplicate per sei persone e utilizzando la semola di grano duro integrale Senatore Cappelli che avevo in casa.

Le aspettative non mi hanno delusa e anche i commensali hanno parecchio gradito: è venuta fuori una focaccia morbidissima, con tante bolle, digeribile e sicuramente dal gusto più sano e genuino. Il tipo di impasto, il tipo di forno o di tegame, la temperatura dell’ambiente casalingo, sono tutti fattori che influiscono sulla riuscita della ricetta, quindi andate un pò ad occhio e basatevi un pò sull’esperienza. Bene, non perdiamo altro tempo, impastiamo!

RICETTA (per 6 persone):

600 gr di farina 0

300 gr di semola integrale Sen. Cappelli

300 gr di lievito madre rinfrescato

750 gr di acqua

6 cucchiai d’olio d’oliva

1 cucchiaio di sale

Per il condimento:

700 gr di pomodori

olive nere e origano a piacimento

PREPARAZIONE:

-Per prima cosa il rinfresco che dipende dal tipo di pasta. Clementina è solida e quindi l’ho rinfrescata con il totale del suo peso con farina e la metà di acqua (es. Clementina era 100 gr circa, quindi ho utilizzato 100 gr di farina 0 e 50 gr di acqua tiepida e ho impastato fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo). Dato che avevo intenzione di mangiare la focaccia il giorno dopo a cena, ho rinfrescato alle 22 (lasciando un pezzo in frigo, quello che poi diventerà il lievito perpetuo) e l’ho lasciata lievitare tutta la notte a temperatura ambiente, ma solitamente bastano 4 ore ad una temperatura di 20° circa e la pasta madre è pronta per l’utilizzo.

-La mattina successiva sveglia alle 8 per impastare, seguendo fedelmente la video-ricetta di Gaia.

-Dopo i vari procedimenti, mi sono trovata un impasto morbido come quello che vedete in foto e che ho lasciato crescere per 9 ore coperto con una pellicola, in un luogo riparato e lontano da correnti d’aria (inutile dirvi quante volte sono andata a guardarlo…).

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-Passate le 9 ore, erano le 17.30. Ho preso l’impasto e senza troppo bistrattarlo, l’ho diviso in tre parti, distribuito in tre teglie abbastanza oleate (un pezzo di pasta per ogni teglia) e messo a lievitare in forno spento per un’altra ora.

-Ore 18.30. Ho tirato fuori dal forno le teglie e le ho condite con i pomodori, le olive nere e l’origano.

-Ho infornato le tre teglie condite alle 19 a 240° per 15-20 min e poi a 220° per altri 20 min (i tempi dipendono dal tipo di forno). Alle 20.30 le focacce erano pronte per essere mangiate, finalmente…

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Appena messe a tavola, le abbiamo divorate, accompagnate da mortadella, provolone piccante e tanta birra…

Un ringraziamento ancora a Gaia e ai Pearl Jam per la carica, ora è arrivato il momento per me e Clementina di andare da sole nel magico mondo della panificazione. A presto altre ricette.

Vi presento Clementina, la mia pasta madre!

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Eccola qui, l’ho anche incorniciata. Vi presento Clementina, la mia pasta madre! E’ stata creata dagli spacciatori di pasta madre che gentilmente l’hanno donata a me e agli altri presenti al Pasta Madre Day alla Factory di Cormano (MI). Per me sabato scorso è stato un giorno di festa perché ho colto l’occasione di una splendida giornata di sole, ottima per passeggiare, assaggiare, acquistare i prodotti del mercato agricolo circondato dal Parco dell’Acqua e seguire il laboratorio sulla pasta madre. Da tempo volevo cominciare ad usarla, ma puntualmente rimandavo sapendo che mi avrebbe richiesto tanto impegno, ma finalmente sabato mi sono decisa a prenderla!

Per chi ancora non lo sapesse, la pasta madre o lievito naturale o pasta acida è un impasto di acqua e farina arricchito con lieviti e fermenti lattici che sono presenti sia nell’aria che in alcuni prodotti naturali. Il lievito naturale si ottiene con un processo di fermentazione naturale grazie ai batteri contenuti nell’aria di casa e per accelerare il processo si possono utilizzare vari componenti: c’è chi usa il miele, chi la frutta, chi lo yogurt, c’è solo da provare.

E quindi eccomi qui con la mia pasta a cui ho dato il nome di Clementina (ad ogni pasta madre si dà un nome) perchè dopo il primo rinfresco, l’ho fatta lievitare accanto a dei clementini ed è cresciuta in maniera esponenziale; inoltre Clementine è la protagonista dai capelli punk di un film che adoro, quale Se mi lasci ti cancello, il nome quindi mi è sembrato più che adatto.

Quella che vedete in foto è Clementina dopo due rinfreschi e devo dire che cresce bene, pronta per essere spacciata a volenterosi panificatori sostenibili e per questo motivo, mi sono subito iscritta alla Comunità del Cibo Pasta Madre e ho chiesto di essere inserita fra gli spacciatori.

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Attendendo il mio inserimento (sul sito c’è scritto che possono passare dei giorni), ho deciso di inserire il banner “io spaccio” che potete vedere sulla destra della mia homepage e nel frattempo continuo a nutrire e amare Clementina. Da sabato scorso sarà sempre con me, nella gioia e nel dolore, in qualsiasi parte mi trovi, pronta per sperimentare tante nuove ricette.

Da buona pugliese quale sono, il primo esperimento sarà la focaccia con lievito madre e la semola di grano duro Senatore Cappelli. Per chi invece vuole mettere le mani in pasta, non esiti a contattarmi e sarò lieta di spacciare pasta madre.

Stay tuned…