Per me lo so e per voi lo sapete? Buona estate

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Questo è un post lento. Lento come l’estate, lento come la riflessione, lento come la consapevolezza. Chiamatelo pure decrescente o intimista o esistenziale, ma arriva sempre un punto in cui ti fermi e pensi “Cosa voglio realmente nella mia vita?”. Questa primavera è stata particolarmente stimolante nel comprendere quali sono gli obiettivi da raggiungere, spogliandomi di tutte le sovrastrutture mentali e le convenzioni sociali (infatti guarda caso, ho scritto anche poco su questo blog, cercando di fare chiarezza e ordinare pensieri e azioni), arrivando a scrivere questo post diverso dai soliti.

Dopo tutto questo lavoro interiore, sono arrivata a capire cosa fare (Per me lo so… CCCP docet!) e decidere di condividere i miei appunti intimisti, annunciando che per il resto dell’estate Luciana de l’EcoPunk spegnerà il pc per vivere appieno situazioni, persone e luoghi completamente nuovi.

Sarà un viaggio lento, con pochissimi soldi, fatto di scambi, confronti, sensazioni. Perché per viaggiare fisicamente in noi stessi non serve la moneta, basta aprire il proprio cuore e perdersi, aprirsi a sé stessi per aprirsi agli altri senza giudizi, e non potete immaginare quanti nuovi mondi abbiamo da scoprire e quante cose possiamo fare dopo quelle scoperte.

Lungi da me dal voler fare la santona del cazzo, sono ancora una fottuta punk! Nel senso di avere la tenacia nello scavare a fondo nelle cose, con una visione sempre dal basso e senza pregiudizi; per questo ho deciso già da tempo di vivere con poco e perdermi, viaggiare non per scappare dalla vita, ma per la vita, per ritrovarsi. La prima rivoluzione da fare è in sé stessi, altrimenti non sei un punk, sei solo un fighetto travestito!

In questo momento sono già in viaggio e sono felice della mia scelta. Durante il mio girovagare, magari condividerò qualche momento su Fb o magari mi verrà una fottuta voglia di scrivere su questo blog o incontrerò qualche ecopunker, non so… Per ora ho già iniziato a perdermi e volevo condividere il mio viaggio mentale. Forse a settembre butterò giù tutto quello che ho vissuto in questi mesi, nel frattempo auguro a tutti una buona estate. Keep on rock con Road To Nowhere dei mitici Talking Heads, ballate e cantate con me questo pezzone e se avete qualcosa da proporre, scrivetemi pure! A presto.

We’re on a road to nowhere
Come on inside
Takin’ that ride to nowhere
We’ll take that ride

I’m feelin’ okay this mornin’
And you know,
We’re on the road to paradise
Here we go, here we go

Collana e bracciale rock con linguette di lattine

collanalattine

Fra oli, burri, farine, verdure per cibo e cosmetici, ogni tanto ho bisogno di variare con le autoproduzioni ed ecco quindi il post leggero del venerdì: la collana e il bracciale con le linguette delle lattine. Avevo già visto sul web altre ragazze che si sono cimentate a creare questi bellissimi accessori e, dato il gusto decisamente rock, ho pensato “perché non provarci anch’io?”. Grazie all’aiuto di una mia amica, autoproduttrice anche lei, sono riuscita a portare a termine i miei accessori rock nati dal riuso delle linguette.

collana

Per una non pratica come me su intrecci e quant’altro, all’inizio non è stato facile ma pian piano poi si comprende come intrecciare e via, si arriva fino alla fine. Per questo condivido la foto trovata su internet che mi ha aiutata a capire meglio l’intreccio. Tutto quello che vi serve è delle linguette di lattine e una fettuccia o nastro, scegliete voi se nero o di un altro colore (ovviamente il nero è rock!) così come anche la chiusura, e il vostro accessorio rock è pronto da indossare!

La collana è di effetto sia su una maglia scollata che sotto il collo delle camicie abbottonate per uno stile new romantic! Invito tutti i rockettari a tentare con questa autoproduzione perché non c’è nulla di più bello di indossare le linguette delle lattine delle vostre birre…

E per chi non ricorda lo stile new romantic, vi invito a guardare e ascoltare i Psychedelic Furs con Pretty in Pink…

Se la vita ti offre limoni, tu fatti un bell'oleolito e ascolta la new wave!

oleolito di limone

Reinterpretando la frase di Stephen King, oggi è venerdì e diamoci alle leggerezza! Negli ultimi post mi sono dedicata a Morrissey (sempre tanto amore) e alle econews, oggi è la volta di tornare alla manualità e l’homemade; per questo vi presento l’oleolito di limone messo a macerare  4 giorni fa, una piccola autoproduzione utilissima per l’inverno perché è un ingrediente fondamentale per le creme mani in quanto il limone rinforza le unghie e cura la pelle screpolata delle mani. Inoltre l’oleolito di limone è utile anche nelle creme viso per pelli miste, per pelli mature in quanto schiarente e ottimo come olio anticellulite (a cui aggiungerete gli oli essenziali).

Ormai sapete già come si fa un oleolito: fate seccare le bucce di limoni non trattati e mettetele a macerare in olio di riso e un cucchiaio di olio di oliva; fate riposare al buio agitando ogni tanto e dopo 20 giorni l’oleolito è pronto per l’utilizzo.

Se avete le unghie fragili o mani che si screpolano facilmente durante l’inverno, vi consiglio vivamente di farlo adesso per averlo pronto appena inizierà l’inverno. Beh io adesso rimetto l’oleolito al buio e aspetto altri 16 giorni, nel frattempo ascoltate Morrissey con me…

Per sapere cos’è un oleolito, leggi Tinture madri, oleoliti, oli-essenziali

Per vedere altre ricette di oleoliti e a cosa servono, leggi Oleolito di lavanda, carota, peperoncino, rosmarino

Pensieri su Morrissey e il suo vegetarianesimo durante il tour italiano

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Morrissey e gli Smiths sono stati un’esperienza approfondita più tardi rispetto ad altri supergruppi degli anni ’80. E non perché ci fosse un motivo particolare, ma perché a torto o ragione, fra i rockettari gli Smiths sono sempre visti come un gruppo per fighetti tristi e annoiati ai quali tanti hipster dell’ultima ora si ispiravano e quindi non una vera roba per “darkettoni estremi” che ascoltavano i Joy Division, i Cure o i Bahuaus. Però, c’è sempre un però, ad un certo punto è arrivato un momento della mia vita in cui ho cominciato seriamente ad ascoltarli e non potevo farne più a meno; in un momento in cui la musica dark wave quasi mi irritava, gli Smiths erano lì con la loro carezza ad accompagnare i miei pensieri decadenti in bici, in tram o mentre passeggiavo sulla neve. Poi ho scoperto le posizioni animaliste di Morrissey, un motivo in più per riflettere. Da allora loro sono sempre lì ad occupare un posto nel mio cuore, facendo scattare la molla del romanticismo latente ad ogni riascolto.

In questi giorni Morrissey è in Italia e ha rivelato alla stampa, pochi giorni fa, di essere malato di cancro, si dice che sarà il suo ultimo tour. Proprio a lui che ha giocato a parole con la morte per tutta la sua carriera.  Steven Patrick Morrissey, classe 1959, ex leader degli Smiths, è riuscito ad incantare Roma con i suoi pezzi ed alcuni storici degli Smiths e l’ha fatto facendo parlare di sé. Come in tutte le date del suo tour, il cantante ha portato anche a Roma il suo lifestyle vegetariano: nel palazzetto sono stati affissi cartelli che invitavano il pubblico a non introdurre e consumare carne o pesce e i posti ristoro servivano solo piatti vegetariani.

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Come ha scritto Gianni Santoro su la Repubblica XL, “si può ancora godere senza rimorsi delle sue strambe, beffarde, amare, acide storie di vita. Soprattutto se le canta ancora come le canta”. Forza Morrisey, incantaci ancora.

La Situazione: rock on the beach e giveaway by l'EcoPunk

la situazione

 

Cosa c’è di meglio d’estate di un bel po’ di sano rock’n’roll in spiaggia? Proseguono scoppiettanti le serate musicali con La Situazione, dj e vj set al lido Pascià di Barletta, per dire basta ai soliti sabati!

E i risultati si sono visti, cavolo se si son visti: dolori cervicali per il troppo handbanging, ragazze scalze con i piedi doloranti, urla e schiamazzi di piacere fra una Immigrant Song dei Led Zeppelin e una Fight for your rights dei Beastie Boys, ragazzi con camicie sbottonate, sudate collettive che manco nel deserto. Sembra una strage di rockettari e invece no perché io, Vanna e Narrow vogliamo proprio questo, vogliamo divertirci, cantare, ballare fino a che il fiato non ci separi dalla cassa! E dato che il rock’n’roll mantiene giovani e belli energici, siamo rimasti tutti incollati alla consolle fino all’ultima nota suonata!

Per la terza serata, ci lanciamo nel viaggio musicale attraverso la new wave e il synth-pop, passando sempre per il rock’n’roll, e ritorna il giveaway by l’Eco Punk: un cosmetico rockettaro creato da me a chi indossa la maglietta più rock della pista. I giudici saremo io, Vanna e Narrow che secondo il nostro insindacabile verdetto, premieremo la maglia più a tema con la serata.

Allora cosa aspettate? Frugate nei vostri guardaroba e venite a ballare al Pascià con l’EcoPunk, Vanna e Narrow.

Per saperne di più, guarda l’evento Fb!

Spunti per il dress code:

Chiodo / Katana / Borchie/Capelloni e Caschetti / Basettoni / Ecopelle a Tonnellate / Tutite alla Bruce Lee / Muscle Cars / Uno Bianca / Revolver Colt 45 / Zippo e Paglie / Possibilmente accompagnati da Serpenti addomesticati

NARROW, VANNA & L’ECOPUNK
[ dj_set + visual ]

STOP ORDINARY SATURDAY NIGHT !!!

 

 

Green riot! (Nothing but) Flower dei Talking Heads

Talking+Heads+talkingheads+001Musica e ambiente. Oggi parliamo di un gruppo a me e tutti i new wavers molto caro, un gruppo che ha cambiato lo stile della musica alternativa degli anni ’80 con il suo pop d’avanguardia e a cui tantissimi gruppi si sono ispirati, sto parlando dei Talking Heads (graficamente anche T∀LKING HE∀DS). Innovativi all’epoca, negli anni del Cbgb’s e della nuova ondata newyorchese, tanto che già dal primo album intitolato Talking head: 77 del 1977, si imposero subito sulla scena underground per il loro sound e i loro testi che (cito le bellissime parole di di Mimma Schirosi di Onda Rock) “gettano le basi di un nuovo modo di intendere il punk: politically correct, si potrebbe pensare, a un ascolto frettoloso e viscerale, lontano mille miglia dal suo genetico nichilismo. In realtà, l’approccio lirico è cinicamente ironico, spietato e ipercritico verso ogni aspetto, tic, automatismo della società post-moderna, grottesca aberrazione di un passato conservatore e di un presente, al contempo, anarchico e liberista, disorientando gli umani, gettati in un’immane corsa verso la realizzazione di un Sé che, a furia di fagocitazioni economiche, politiche, sociali, inizia a perdersi nel caos sino all’inconsapevolezza del proprio agire”.

Con Remain the light del 1980, considerato il loro capolavoro e uno dei dischi più belli della musica contemporanea, si compie una svolta significativa verso la word music, dove le percussioni si fanno ossessive e i brani velocissimi. A detta di Brian Eno (loro produttore), è il disco che fonde in maniera unica il funk, il punk rock e la new wave. Vi invito ad ascoltare questo album e a leggere i suoi retroscena, dalla grafica alla composizione dei testi, ma ora torniamo a noi.

Dopo questo brevissimo excursus sulla band, ci soffermiamo sul loro brano “ecologista”, ovvero (Nothing but) Flowers, tratto dall’ultimo e meno brillante album Naked del 1988. Questo brano non spiega e non denuncia, ma è dissacrante e distopico, canta il rimpianto per la civiltà perduta per far spazio al ritorno della natura. La bellezza di una fabbrica perduta per montagne e fiumi, di strade e automobili sacrificate all’agricoltura, tanto da affermare che “se questo è il paradiso, vorrei un tosaerba”. Buon ascolto…

Here we stand
Like an Adam and an Eve
Waterfalls
The Garden of Eden
Two fools in love
So beautiful and strong
The birds in the trees
Are smiling upon them
From the age of the dinosaurs
Cars have run on gasoline
Where, where have they gone?
Now, it’s nothing but flowers

There was a factory
Now there are mountains and rivers
you got it, you got it

We caught a rattlesnake
Now we got something for dinner
we got it, we got it

There was a shopping mall
Now it’s all covered with flowers
you’ve got it, you’ve got it

If this is paradise
I wish I had a lawnmower
you’ve got it, you’ve got it

Years ago
I was an angry young man
I’d pretend
That I was a billboard
Standing tall
By the side of the road
I fell in love
With a beautiful highway
This used to be real estate
Now it’s only fields and trees
Where, where is the town
Now, it’s nothing but flowers
The highways and cars
Were sacrificed for agriculture
I thought that we’d start over
But I guess I was wrong

Once there were parking lots
Now it’s a peaceful oasis
you got it, you got it

This was a Pizza Hut
Now it’s all covered with daisies
you got it, you got it

I miss the honky tonks,
Dairy Queens, and 7-Elevens
you got it, you got it

And as things fell apart
Nobody paid much attention
you got it, you got it

I dream of cherry pies,
Candy bars, and chocolate chip cookies
you got it, you got it

We used to microwave
Now we just eat nuts and berries
you got it, you got it

This was a discount store,
Now it’s turned into a cornfield
you got it, you got it

Don’t leave me stranded here
I can’t get used to this lifestyle

Olio post depilazione all'ossido di zinco

Sto ascoltando Take Me To The River – Talking Heads

Dall’album: More Song About Buildings And Food – 1978

Genere: new wave, post punk, funk

oliopostceretta

Rieccomi qui con un pò di cosmesi semplice e naturale e con un pezzone. Per iniziare, mi rivolgo subito ad un eventuale uomo in lettura perchè ho da fare una confessione: la stragrande maggioranza delle donne si depila e vi assicuro che fa male, eccome se fa male! E vi dirò di più, la pelle potrebbe anche irritarsi, potrebbe insorgere qualche pelo incarnito o un pò di follicolite, ma vi assicuro che tutto questo accade perchè siamo umane e la pelle potrebbe essere sensibile agli strappi con cerette strapiene di petrolio e non c’è photo o color correction che venga in nostro aiuto… Suvvia chiudete la bocca e dimenticate per un momento le donne da copertina, non crolla il mondo se vi dico che anche le donne sono umane, piuttosto dite loro dei rimedi naturali, a meno che non vi depiliate anche voi e quindi, ne usufruite anche voi…

Fatta questa premessa, oggi un post per le comuni donne mortali che hanno la pelle delicata e usano depilarsi con la ceretta. Vi ricordate il post sulla ceretta a freddo? Alcune di voi l’hanno provata e si sono trovate benissimo, risparmiando anche un pò di soldini. Bene, per completare la routine depilatoria naturale, vi propongo un olio post depilazione molto semplice ed efficace, naturale e delicato, con lo stesso componente della crema Fissan in commercio (quella per i culetti dei bambini, per intenderci), l’ossido di zinco. E’ una polvere bianca che potete trovare in farmacia o nei negozi di materie prime online e viene combinata in percentuali variabili per creare paste, creme o pomate curative al fine di stimolare e rigenerare la pelle velocizzando la guarigione di abrasioni, infiammazioni, desquamazioni e ulcerazioni come acne, irritazioni nelle parti intime o eczemi in virtù delle sue proprietà lenitive, astringenti, antinfiammatorie. Pronte? Via!

RICETTA:

2 gr di ossido di zinco

9 gr di olio di riso o mandorle

4 gr di olio d’oliva

4 gocce di olio essenziale a piacere fra lavanda, tea tree, menta, geranio

PREPARAZIONE

-Versate in un bicchierino di vetro l’olio di riso e l’ossido di zinco e cercate di sciogliere completamente la polvere in caso di grumi;

-Aggiungete l’olio d’oliva e gli oli essenziali e se non lo utilizzate al momento (io l’ho messo nel contenitore in foto perchè usato al momento), conservatelo in un contenitore di vetro oppure potreste aggiungerlo alla vostra crema quotidiana.

L’olio è già fatto! Va benissimo anche come post puntura, sulla pelle arrossata e irritata, toglie il prurito.

Semplice, efficace, economico, amico dell’ambiente, perchè non provare?

Blush-rossetto punk '80 fai da te

Sto ascoltando Siouxsie and The Banshees – Happy House

Dall’album: Kaleidoscope, 1980

Genere: post-punk, new-wave

1-siouxsie-sioux-applying-make-up-at-the-st-james-hotel[1]Se avete sempre ammirato e desiderato le gote e le labbra rosa shocking alla “Siouxsie” (in chiave punk e non barbie, sia chiaro!) e avete voglia di autoprodurre un phard, come si chiamava fino a non molti fa, o blush da utilizzare anche come rossetto, siete nel blog giusto! Mentre autoproducevo questo ecocosmetico in casa, il pensiero alla regina della new-wave è stato assolutamente inevitabile e in particolar modo miè venuto in mente il videoclip di Happy House, dove Siouxsie salta e canta vestita e truccata da folletto e ho pensato “caspita, anche la mia diventa una casa felice mentre autoproduco”.

Deliri anni ’80 a parte, dopo aver mostrato come ottenere una cipria con amido di riso, vi mostro come ottenere un phard o blush in polvere o in crema con ingredienti naturali e in maniera facilissima, partendo dallo stesso procedimento della cipria e personalizzandolo come meglio vi piace. Io amante degli ’80 e della pelle di bambola, sono andata su una nuance più rosa, ma potete cambiare il colore aggiungendo del colorante giallo per una nuance più aranciata, o del colorante marrone per una nuance più color terra. Il procedimento è sempre lo stesso anche se cambia il colore, quindi le quantità di colorante vanno molto a gusto e ad occhio. Bene, io vi mostro il mio blush-rossetto anni ’80 e poi ognuno lo modifica secondo i propri gusti personali.

BLUSH IN POLVERE

Per ottenere un bel blush, non dovete far altro che aggiungere solo del colorante rosso al vostro amido di riso, far asciugare per bene e poi tritare finimente col mortaio.

Quello che vedete è il passaggio dalla cipria trasparente al blush in polvere rosato, ottenuto aggiungendo 3 gocce di colorante rosso in due dita di amido. Ricordate che nonostante il colore possa sembrare davvero eccessivo, andando a stenderlo con un pennello, diventa più chiario e sfumato. Il blush in polvere è pronto all’utilizzo!

BLUSH-ROSSETTO IN CREMA

Il blush in crema si caratterizza da 2 fasi. Il consiglio è che durante la prima fase, non esagerate con il colorante perchè poi nella fase successiva, con l’aggiunta degli oli, il vostro blush si oscurisce parecchio. Ecco la ricetta.

Fase “polverosa”

5 gr di amido di riso

Colorante alimentare a piacere

Fase “oleosa”

4 gr di olio di riso

1 gr di cera d’api

1 gr di burro di Karitè

1 goccia di tocoferolo o vitamina E

-Una volta quindi ottenuta la fase polverosa fatta asciugare per bene, mettete la cera d’api in un bicchierino (io ho usato quello da chiupito) che poi metterete in un pentolino e farete sciogliere a bagno maria.

-Una volta sciolta la cera, aggiungere l’olio, il burro e la vitamina E

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-Avrete una situazione come quella in foto: da una parte la polvere e dall’altra gli oli nel bicchierino. Pian piano aggiungete il blush in polvere nel bicchierino ancora caldo e mescolate energicamente con una bacchetta (io ho usato un cucchiaino dalla parte del manico), in modo che la fase oleosa e quella polverosa siano ben amalgamate.

-A questo punto non vi resta che inserire il vostro blush ancora caldo in un contenitore e farlo riposare almeno per un giorno. Io ho utilizzato un contenitore per phard industriale riutilizzato per il mio ecocosmetico.

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Ed ecco a voi il mio fantastico blush in crema da utilizzare anche come rossetto! Avete visto come si è oscurito rispetto alla fase polverosa? Basta un pò sul dito e lo spalmate sulle gote o sulle labbra: l’effetto è stupendo e assolutamente naturale, idrata, protegge le labbra e dura una vita!

La soddisfazione vi assicuro che è tanta ed è un pò come tornare bambine. Festeggiate con me questa fantastica autoproduzione, saltellando e cantando questa magnifico pezzo di Siouxsie and the Banshees. Alla prossima!

Crollo nervoso: la new wave indipendente tutta italiana

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Avrete sentito parlare di new wave almeno una volta nella vita. Tanta musica alternativa attuale si ispira a questo genere musicale che letteralmente significa “nuova onda”  ma nuova onda in contrapposizione a cosa? E perchè nasce e si sviluppa questa nuova onda?

La new wave o post punk è quel movimento che nasce a cavallo fra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80, dalle ceneri del punk. Dopo i colorati anni ’60 e gli psichedelici e progressivi anni ’70, c’è stata la rottura con il movimento punk che ha spazzato via tutti i manierismi musicali precedenti, perseguendo la strada della denuncia sociale a suon di accordi scarni e rabbiosi e toccando il suo apice rivoluzionario nel biennio ’75-’76 con gruppi come i Sex Pistols, i Clash (che hanno saputo ben reinventarsi), i Ramones, i Velvet Underground, gli Stooges. Per sua stessa natura però, la rivoluzione punk tende presto ad estinguersi, lasciando il posto ad un periodo definito post-punk che tende ad evolversi verso strutture musicali più complesse e articolate che se pur riconducibili alla rivoluzione punk, si evolvono secondo linee le più diverse e frammentate.

Ed è qui che entra in scena la new wave, ovvero una nuova onda che ingloba in sé varie forme ed espressioni attinte da varie arti come la pittura, la grafica, il cinema, la scrittura, creando delle commistioni difficili da etichettare, ma che hanno tutte in comune degli strascichi della cultura punk all’insegna della “semplificazione sintetica dell’approccio musicale” (come afferma Alino Stea su Onda Rock). Fra i maestri della new wave sicuramente ci sono i Cure, Siouxsie and The Banshees, i Joy Division, i Talking Heads, David Bowie, gli Smiths, Blondie, i Devo, i Teenage Jesus And The Jerks di Lydia Lunch e tanti altri. Ma questa è storia.

Bene, sono qui per parlare di una pagina tutta italiana che purtroppo non è entrata nella storia e che ho conosciuto mio malgrado solo pochi giorni fa, grazie ad un mio amico che durante le sue ricerche musicali sul web, ha trovato e mi ha passato i link di uno speciale della Rave Up Records in cui, con straordinarie immagini di repertorio e interviste autentiche, viene mostrata la scena della new wave italiana quasi sconosciuta anche ai più e mette in risalto il fermento culturale in città come Bologna e Firenze, che nulla aveva da invidiare a città come Londra o New York.

Di quel periodo si ricordano i CCCP, i Diaframma e i Litfiba, quest’ultima l’unica band che è riuscita ad emergere e a continuare la carriera negli anni successivi, ma andando a guardare questo speciale, ci si rende conto della miriade di band che costellavano il fervido panorama musicale di un tempo.

Per me è stata una scoperta ed è per questo che sono qui a postare questo speciale in due parti.

Buona visione!

Parte prima:

Parte seconda:

Rimedi antifreddo semplici ed economici: il burrocacao

Sto ascoltando The Smiths – Bigmouth Strikes Again

Tratto da The Queen is Dead -1986

Genere: new wave, post-punk, alternative

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Se vi dico burrocacao, cosa vi viene subito in mente? Quasi certamente la maggior parte penserà agli stick per labbra della Labello che in realtà poco hanno a che fare con il burro di cacao vero e proprio. Asserisco questo perchè sicuramente molti di voi, come me nel corso degli anni, avranno notato che con l’uso continuo di Labello durante l’inverno, le labbra continuano ad essere screpolate e arrossate, senza riuscire a dare un reale motivo. Stessa cosa per l’Olio Johnson, creme idratanti varie da supermercato e nessuno si e ci spiega il perchè. Anzi pensandoci meglio, addirittura questi prodotti creano quasi dipendenza, in quanto dopo le prime settimane di utilizzo, notiamo che la pelle diventa sempre più secca e quindi aumentiamo le dosi su corpo, viso, labbra, capelli, continuando a non ottenere risultati, inquinare e consumare più tempo e soldi.

La spiegazione c’è ed è sempre in quel rettangolino con parole incomprensibili presente solitamente sul retro dei cosmetici da supermercato. Come vi ho già parlato in un post precedente, quel rettangolino è l’Inci del prodotto che ci dice cosa è contenuto effettivamente nel prodotto e se siete un pò attenti (basta davvero un pò di attenzione), vedete che ciò che accomuna Labello, Olio Johnson, Nivea e via discorrendo sono quelle sostanze come Paraffinum Liquidum, PEG e PPG, Mineral Oil, Petrolatum, tutti i derivati del petrolio. Questi come già detto, non idratano, bensì creano un film protettivo dagli agenti esterni, lasciando la pelle profondamente disidratata e stessa cosa vale per le labbra trattate con Labello, ma anche con tanti prodotti farmaceutici.

Nel caso del burro cacao Labello o Glisolid e molti altri in commercio nei supermercati e farmacie), la cosa che mi inquieta e che in minima parte, ingeriamo tutte queste sostanze che assorbite per anni, non sappiamo neanche cosa provocano.
Sappiamo che solo che la donna media negli USA utilizza quotidianamente circa 12 prodotti per la cura personale, l’uomo medio circa sei. Ogni prodotto contiene almeno dodici sostanze chimiche e meno del 20% di queste sono state valutate sicure dagli esperiti di sicurezza industriale*. 

Scoprendo e verificando l’effetto Labello su di me, sono ricorsa subito a balsami labbra naturali e poi all’autoproduzione e devo dire che finalmente ho risolto il problema delle labbra screpolate. L’inverno è ormai cominciato e proprio ieri mi son messa ad autoprodurre balsami labbra, aumentando le quantità per regalare alle amiche il piacere delle labbra idratate.

RICETTA (dal forum di Lola)

  • 1,5g cera d’api
  • 2g burro di cacao
  • 1g burro di karitè
  • 1,5g olio di ricino, di oliva, di riso
  • 0,5g tocoferolo (vitamina E)
  • Una puntina (di cucchiaino) di miele d’acacia

PREPARAZIONE

-In un bicchierino di vetro versare la cera, i burri, gli oli, il tocoferolo e il miele, pesandoli con una bilancina di precisione.

-Versato tutto potete riempire un pentolino con 2/3 dita d’acqua e mettere sul fuoco. Fate scaldare a bagnomaria fino a che il contenuto non si è sciolto tutto (in particolare ci vorrà del tempo per sciogliere la cera), mescolare per bene in modo da far amalgamare il miele e gli altri ingredienti.

-Nel frattempo preparate il tubetto vuoto (un labello pulito e riciclato o un tubetto apposito). Versare il liquido caldo nel tubetto fino al bordo (in modo che non strabordi). Lasciare raffreddare per diverse ore, anche una notte, e provare ad aprire il tubetto con molta calma solo quando è completamente freddo.

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Fatto! Queste dosi sono per uno stick solo o uno stick e mezzo se avete un tubetto più piccolino, in più per chi ha problemi di herpes è consigliabile aggiungere qualche goccia di olio essenziale di Tea Tree o Malaleuca che è disinfettante e cicatrizzante. Io ho utilizzato dei piccoli contenitori che avevo in casa puliti e asciugati, ma per fare dei regali d’effetto, si possono usare ad esempio le scatolette delle caramelle. Stendete un sottile strato di questo balsamo labbra prima di andare a dormire e vedrete che differenza la mattina!

* Dal sito Terranuova, Ecco come ci avveleniamo con i cosmetici