C'mon – Ciclisti per la Mobilità Nuova

salvaiciclisti

La rete #Salvaiciclisti chiama, l’Ecopunk risponde. Come? Sostenendo l’assemblea nazionale che si terrà l’8 febbraio a Bologna, aperta a istanze vecchie e nuove del movimento #Salvaiciclisti. L’8 febbraio 2012 l’esigenza di una Mobilità Nuova è divampata in maniera spontanea attraverso il movimento Salvaiciclisti. Due anni dopo è arrivato il momento di dar vita ad un nuovo soggetto che metta a sistema le azioni per ridisegnare il modo di muoversi in Italia e cambiare il volto delle nostre città.

Questa nuova realtà nascerà quindi col preciso intento di diffondere e promuovere tra cittadini, associazioni, movimenti, amministrazioni ed istituzioni la ciclabilità e la Mobilità Nuova.

OBIETTIVI ED AZIONI

Puntano a realizzare:

  • Una ripartizione 20-20-20 della mobilità urbana entro il 2020, dove:

    • il 20% degli spostamenti venga effettuato con il trasporto pubblico (TPL),

    • il 20% a piedi;

    • il 20% in bicicletta.

  • Target “zero incidenti” con un dimezzamento immediato di morti e feriti tra pedoni e ciclisti.

  • Moderazione diffusa della velocità e del traffico (ad esempio aree urbane a 30km/h, quartieri senz’auto, pedonalizzazioni).

  • Diffusione dell’uso della bicicletta come mezzo di spostamento quotidiano salutare, economico ed a basso impatto.

  • Riqualificazione degli spazi urbani per farli tornare belli, vivibili, accessibili, privi di ostacoli e barriere

Si battono per:

  • Moltiplicare servizi e infrastrutture per facilitare l’utilizzo della bicicletta.

  • Introdurre incentivi economici e/o sgravi fiscali  per chi rinuncia o ha già rinunciato formalmente all’utilizzo dell’automobile privata.

  • Individuare un principio di leggerezza strutturale e di economicità nei trasporti:

    • piccole opere per rendere più efficiente il traffico locale e gli spostamenti pendolari al posto di grandi infrastrutture nazionali e transnazionali;

    • condivisione calmierata delle strade tra le varie utenze anziché separazione tramite infrastrutture;

    • spostamenti brevi e frequenti per i nostri acquisti, rivitalizzanti per il tessuto sociale ed economico dei nostri quartieri, contrapposti agli attuali saltuari pellegrinaggi nei grandi templi del consumo di massa in periferia.

  • Imporre un radicale ripensamento nell’allocazione delle risorse economiche per i trasporti, privilegiando gli interventi di mobilità urbana, locale e regionale rispetto alle opere autostradali e all’alta velocità ferroviaria.

  • Promuovere una maggiore efficienza nella gestione delle risorse pubbliche, ove possibile privilegiando l’installazione di tramvie: sistemi ad alta capacità di carico, basso inquinamento ed elevata sicurezza per l’utenza anziana e/o con mobilità ridotta.

  • Trasformare i costi del trasporto pubblico in un investimento produttivo, che crei lavoro, ricchezza ed aumenti l’efficienza del sistema paese.

  • Agire sui trasporti e gli spostamenti per migliorare lo spazio pubblico e le sue destinazioni d’uso, utilizzando la Mobilità Nuova come preziosa chiave di lettura per ripensare completamente le nostre città ed immaginare un nuovo urbanesimo.

  • Programmare una revisione annuale del CdS con l’introduzione progressiva di modifiche funzionali al raggiungimento di tali obiettivi.

Per adesioni, compilare il form online

Per maggiori info, visita il sito www.salvaiciclisti.it

Bike to school: la critical mass di bimbi e genitori

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Oggi con grande successo in varie città d’Italia, c’è stata l’iniziativa Bike to school. Niente auto per andare a scuola, ma una pedalata di bimbi e genitori per dimostrare che anche nelle grandi città, si può andare a scuola in bici in sicurezza e sicuramente con tutt’altro spirito. “L’iniziativa nasce con lo scopo di portare i bambini in bicicletta, anche nelle città in cui è difficile farlo da soli, quindi mettere insieme dei gruppi per fare un minimo di massa critica e affrontare insieme il traffico cittadino“, spiega Anna Becchi di Bike to School. L’idea è partita da Roma da un’idea di un’associazione di genitori di una scuola del quartiere Esquilino e si è già allargata ad altre zone della città e d’Italia coinvolgendo contemporanemente Bologna, Napoli, Milano e Caserta.

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L’entusiasmo e la partecipazione sono stati enormi, infatti Anna Becchi ha affermato: “abbiamo avuto una risposta che non ci aspettavamo. Io, che sono una ciclista abituale e normalmente porto i miei bambini in bicicletta, prima non vedevo altre mamme fare la stessa cosa, ora invece registro un’adesione eccezionale“. A Milano ad esempio, i bambini, accompagnati dai genitori e da volontari di Critical Mass, sono partiti con un corteo colorato con palloncini, corone di fiori hawaiane e cappelli da clown.

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Un gran successo quindi, tanto che molte scuole hanno deciso di svolgere l’iniziativa ogni venerdì, in barba alle mamme che accompagnano i bimbi col suv…

In Olanda la prima pista ciclabile interattiva dedicata a Van Gogh

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L’Olanda, quando si parla di piste ciclabili all’avanguardia e di mobilità in generale, è sempre la prima. Dopo il progetto Tecno-autostrada, le autostrade intelligenti più sicure, sostenibili e intuitive di quelle tradizionali grazie a luci interattive, sistemi di ricarica wireless e segnali stradali in grado di adattarsi alle condizioni del traffico e del meteo; adesso a Eindhoven arriva la pista ciclabile interattiva dedicata a Van Gogh con tecnologie simili alle tecno-autostrade con sistemi intelligenti di segnaletica e sicurezza. È questa l’idea del comune di Eindhoven, in collaborazione con lo Studio Roosengaard, per una porzione di 600 metri della pista ciclabile dedicata a Van Gogh nel Brabant, che ripercorre i luoghi in cui il celebre pittore è nato e vissuto.

In particolare i 600 metri interessati da questo progetto coincidono con il percorso in cui Van Gogh ha vissuto tra il 1883 e il 1885. Il percorso sarà arricchito da un design interattivo che ripercorrerà la storia e le opere del pittore olandese attraverso immagini rappresentative della sua carriera, ma presenterà anche una segnaletica orizzontale luminosa sul manto stradale e la segnalazione della scivolosità della strada per ghiaccio o neve. Ma ancora più futuristiche sono le ipotesi di illuminazione: si potranno sperimentare per questo progetto le “pietre luminose”, pietre che di giorno si caricano con la luce del sole e di notte emettono luce, creando oltretutto un effetto poetico che ben si vede in foto.

Il progetto presentato all’inizio di questo mese, dovrebbe essere pronto entro il 2014, quando i 600 metri di pista diventeranno un’attrazione unica nel suo genere. C’è qualcuno che a cui andrebbe di percorrerla? Io ci sto seriamente pensando.

Per il momento, fatevi un’idea del progetto con questo video dimostrativo sulle tecno-autostrade a cui molto si ispirerà la nuova pista. La tecno-autostrada intelligente del futuro – Corriere.it.

Modalità di spostamento alternative e a basso impatto: il Car pooling e il Car Sharing

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Siamo ormai in estate e come ben noto, ci si sposta di più per vacanze, studio, lavoro o anche per un semplice weekend fuori porta. In città usiamo la bici, ma fuori città avete mai pensato a delle modalità di sposamento alternative all’auto personale? Avete mai sentito parlare di Carpoolin o Car sharing? Come già accennato nell’articolo sulla Mobilità Nuova, fanno parte dei quattro punti fondamentali della Mobilità Sostenibile. Ma vediamole da vicino.

Il Car Pooling, dall’inglese auto di gruppo, è quella modalità di trasporto che punta alla condivisione di auto private fra un gruppo di persone che ha l’esigenza di percorrere uno stesso tratto stradale, in modo da ridurre i costi di trasporto legati al carburante e alla tariffa autostradale. Si sviluppa su piattaforme web in cui si incontrano chi cerca un passaggio e chi lo offre, definendo i dettagli organizzativi del viaggio occasionale o continuativo. La novità è che, grazie ad un sistema di feedback, queste piattaforme permettono di conoscere in anticipo il comportamento abituale del proprio eventuale compagno di viaggio, facilitando il superamento della diffidenza e l’accettazione della condivisione dello spostamento, tramite condivisione di itinerari di viaggio e interessi comuni (come ad esempio il genere di musica da ascoltare durante il viaggio). Si è diffuso di recente anche l’utilizzo di applicazioni iPhone e Android per l’organizzazione di viaggi in carpooling con smartphones e tablet.

Nel Car pooling quindi, uno più dei soggetti coinvolti mettono a disposizione il proprio veicolo, eventualmente alternandosi nell’utilizzo, mentre gli altri contribuiscono con adeguate somme di denaro a coprire una parte delle spese sostenute dagli autisti. La pratica del condividere l’auto è maggiormente diffusa nei paesi del nord Europa e negli U.S.A. dove esistono associazioni specifiche, mentre trova tuttora moderata applicazione in Italia, nonostante l’incentivo di Autostrade per l’Italia che dal 2009 attua sulle autostrade A8 e A9, riduzioni sull’importo del pedaggio autostradale[1].

I vantaggi di questa pratica sono:

  • Miglioramento della congestione del traffico riducendo il numero di veicoli in circolazione e senza abbisognare di investimenti in nuove infrastrutture.
  • Risparmio economico in termini di costo pro-capite di carburante, pneumatici, pedaggi, costi di parcheggio, etc.
  • Riduzione dell’inquinamento, sempre a causa del minor numero di mezzi in circolazione.
  • Miglioramento dei rapporti sociali e aumento delle conoscenze tra persone sconosciute.

 

Il Car Sharing (in italiano auto condivisa) è un servizio che permette di utilizzare un’automobile su prenotazione, prelevandola e riportandola in un parcheggio, e pagando in ragione dell’utilizzo fatto. Questo servizio consente di rinunciare all’automobile privata ma non alla flessibilità delle proprie esigenze di mobilità. L’auto, in questo modo, passa dall’ambito dei beni di consumo a quello dei servizi e può essere visto come un autonoleggio a ore con automobili parcheggiate in più punti della città. L’utente iscritto al servizio prenota l’auto presso il parcheggio preferito (telefonicamente o via web), la usa e la riconsegna al parcheggio di origine, quando ha finito di usarla (comunque entro lo scadere del periodo prenotato). I servizi di molte città sono consorziati nel circuito nazionale Iniziativa Car Sharing (ICS), organo del Ministero dell’Ambiente e le città aderenti al circuito sono: Alessandria, Bari, Bologna, Brescia, Firenze, Genova, Livorno, Mantova, Milano, Modena, Novara, Padova, Palermo, Parma, Perugia, Pescara, Reggio Emilia, Roma, Scandicci, Sesto Fiorentino, Taranto, Torino, Venezia, Viareggio.

La prerogativa di questo servizio è ridurre il numero di automobili parcheggiate su strada e la loro rotazione rapida. Le auto condivise infatti, vengono utilizzate intensivamente e quindi tendono a essere rinnovate con frequenza superiore rispetto alle automobili private che vanno a sostituire. Gli utenti guideranno quindi auto più recenti di quelle di cui sarebbero stati proprietari in assenza del servizio, con diversi vantaggi:

  • maggiore sicurezza stradale perchè le auto più recenti sono tendenzialmente tecnologicamente più sicure;
  • minore impatto ambientale perchè godranno dei più recenti progressi tecnologici in termini di emissioni e consumi;
  • le automobili verranno dismesse per usura e non per invecchiamento, e quindi ciascuna potrà sviluppare un chilometraggio maggiore
  • l’uso delle corsie preferenziali e l’accesso gratuito alle ZTL;
  • la sosta gratuita in centro;
  • la possibilità di circolare anche in periodi di limitazione del traffico.

Per saperne di più sul Car Pooling, visita il Portale italiano gratuito.

Per il Car Sharing invece, basta visitare il sito della città di appartenenza per consultare i servizie e le tariffe.

 

 

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Hanno voluto la crisi? E ora pedaliamo verso la Mobilità Nuova

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Non sono una grande amante delle cifre, ma per l’apertura di questo blog, ho deciso di  “dare subito i numeri” per offrire una panoramica reale sul cambiamento in corso della Mobilità in Italia.  Quest’anno, per il secondo anno consecutivo, il numero di biciclette vendute ha superato quello delle automobili. Secondo fonti dell’ANCMA (Associazione nazionale ciclo e motocicli accessori) infatti, nel 2012 in Italia sono state vendute 1.606.014 biciclette contro 1.402.08 immatricolazioni di nuove auto con un lieve decremento rispetto al 2011 dovuto alla crisi economica, ma sicuramente molto più contenuto di quelli registrati dal settore auto e moto[1]. Nel 2011 le auto immatricolate sono state 1.748.143, le bici vendute 1.750.000, un sorpasso storico dai tempi del Dopoguerra!

Da un paio di anni quindi, sempre più italiani scelgono di spostarsi in bici per risparmiare in carburante, evitare stress connesso al traffico e al parcheggio, inquinare meno e guadagnare in salute e tempo per raggiungere i luoghi di lavoro, studio, divertimento.

Il successo sta nel fatto che la bici è facile da usare, costa poco, è pratica, non ha costi di gestione, ma non solo. Un’altra tendenza non trascurabile è sicuramente quella  della vacanza a pedali alla ricerca di itinerari non omologati, che includono la visita ai beni culturali, i tour enogastronomici e il contatto con l’ambiente e i centri storici.

I cittadini riscoprono il piacere di pedalare, nonostante in Italia solo otto città hanno piste ciclabili più lunghe di 100 km[2], un numero davvero esiguo se rapportato all’estensione di quelle di paesi europei “bikefriendly” come Olanda, Germania o Finlandia.

A questo punto la questione che si pone è: come affrontare un numero sempre più grande di ciclisti urbani? Come rendere le strade riservate alle auto più sicure per chi va su due ruote? Ed è qui che entra in gioco il tema della Mobilità nuova.

Tante associazioni e singoli cittadini “ciclosensibili” si sono organizzati per far sentire la propria voce e costituire una Rete per la Mobilità Nuova che, citando il manifesto, “è un paradigma di organizzazione e gestione dei flussi di persone che impone il passaggio da un’ottica autocentrica a una umanocentrica. Ridefinisce i criteri di efficienza e le priorità, assegnando un peso maggiore a indicatori fino a oggi svalutati o sottostimati: la sicurezza, la salute delle persone, la vivibilità delle strade, l’equità sociale, la salvaguardia del territorio, la rapidità diffusa scaturita da un sistema di trasporti che funziona e non da una velocità eccessiva e fuori controllo”[3].

Il 4 maggio c’è stata la prima manifestazione a Milano in cui la cittadinanza italiana tutta ha avuto un’occasione per  presentare una legge di iniziativa popolare, basata sull’introduzione di un sistema di trasporti che possa portare ad una vera e propria riduzione dell’inquinamento e sulla necessità di convogliare la spesa pubblica a favore della mobilità sostenibile.

Dopo il successo della manifestazione si è arrivati ad una bozza del disegno di legge incentrata su quattro punti principali: l’uso delle gambe, l’uso della bici, l’uso di treni e mezzi pubblici locali, l’impiego solo occasionale dell’automobile privata che dovrebbe essere sostituita il più possibile dal taxi, dal car sharing e dal car pooling.
Per saperne di più, ecco
qui la bozza.

 

Dopo aver retto “ i numeri”, vi va di fare un giro nel mondo su due pedali?