L'Eco Punk cucina con Lisa Casali per il Fuori Salone

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Oggi alle 12.30, l’Eco Punk avrà l’onore di cucinare insieme alla bravissima foodblogger Lisa Casali, sì proprio lei, quella di Orto e Mezzo su LaF, nonchè autrice di libri sull’ecocucina, dalla cucina con gli scarti alla cottura in lavastoviglie. L’evento è stato organizzato da Miele in occasione della Milano Design Week e avremo la possibilità di cucinare usando forno a vapore e altri fantastici elettrodomestici e pranzare in uno showroom davvero speciale, quello di Arclinea, in Corso Monforte (S. Babila) a Milano.

Sono davvero onorata! Chiunque si trovi a passare, è il benvenuto.

Terra Madre Day. Celebra il tuo cibo!

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Il 10 dicembre è la giornata del Terra Madre Day! L’iniziativa mondiale organizzata da Slow Food, celebra il cibo locale buono, pulito e giusto. Tante le attività in programma intorno a questa data in ogni parte del mondo che puntano a promuovere produzioni e metodi di consumo sostenibili presso le proprie comunità e i decisori locali, in modo da salvaguardare la biodiversità alimentare, portare l’educazione del gusto ad adulti e bambini e mettere in contatto i produttori con i consumatori.

Trovandomi a Milano, sabato 7 dicembre per festeggiare la nostra madre terra, mi sono recata al Mercato della Terra alla Fabbrica del Vapore, un mercato agricolo tenuto ogni primo e terzo sabato del mese che mette in rete produttori e consumatori e vuole diffondere la cultura del mangiare locale con la spesa a Km 0, cucinare con creatività, conservare il cibo della memoria, riscoprire e far conoscere un piatto o un prodotto che rischia di scomparire, utilizzare quello che si ha in frigorifero o in dispensa, senza sprechi, risparmiare prodotti ed energia, condividere con gli altri il proprio cibo e il piacere di mangiare.

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Una bellissima giornata di sole ci ha permesso una passeggiata e una chiacchierata con i produttori locali, svelandoci provenienza, produzione e curiosità popolari intorno al cibo da loro proposto, fra profumi e sapori del nord Italia, in particolare del Parco Agricolo Sud Milano, un parco che ha come scopo quello di mettere in relazione la città con la campagna e che interessa un’estesa area di cinta da est a ovest di Milano, coinvolgendo 61 comuni. A questo progetto devo molto, perchè ho vissuto in uno dei comuni che ne fanno parte (proprio vicino la ciclabile lungo il Naviglio di cui avevo già scritto in un post), e ho avuto modo di conoscere il territorio agricolo intorno a Milano e approfondire tutte le bellezze naturali, culinarie e paesaggistiche che molto spesso, si tende ad ignorare per pregiudizio nei confronti della Lombardia.

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Abbiamo avuto modo di assaggiare e acquistare formaggi, salumi, farine pregiate, vino, riso integrale, birre artigianali, pane con farine integrali e lievito madre (come quello che vedete nella foto su), tanta frutta e verdura, marmellate e succhi di frutta. In occasione del Terra Madre Day inoltre, il Mercato della Terra ha offerto la possibilità di gustare e condividere piatti tipici lombardi a prezzi popolari, cucinati e tenuti al caldo dalla Cascina Caremma, facente parte della comunità del cibo Slow Food.

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Noi abbiamo scelto lasagnette al cavolo nero e salsiccia e bocconcini di manzo al vino con polenta integrale, il tutto accompagnato da una buonissima birra artigianale. E che ve lo dico a fare? Era tutto meravigliosamente squisito! E non poteva mancare l’attenzione per gli imballaggi, la raccolta differenziata, la distribuzione di piatti biodegradabili.

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E con questo packaging, da me ribattezzato un invito al glocalismo alcolico, concludo il mio post annunciando prossime ricette in arrivo con riso e farina acquistata al mercato di Milano.

Per conoscere tutte le iniziative in Italia, visita il sito ufficiale di Slow Food.

I Queens of The Stone Age incendiano il Milanoforum

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Joshua Homme

L’Eco Punk non può essere ovunque ma per fortuna ha i suoi saggi e rockettari contributors che recensiscono dei ben grandi concerti. Oggi è la volta del grande live dei Queens of The Stone Age del 3 novembre al Forum di Assago (MI) e Mr. Self Destruct era lì presente. Questo è quello che ci scrive:

Gran ritorno della band capitanata da Josh Homme (uno dei guru dello stoner rock), i Queens Of The Stone Age. E non poteva essere diversamente, dopo il bel lavoro in studio della loro ultima fatica …Like A Clockwork, album uscito nel giugno scorso.

Diecimila e forse più i fan che hanno atteso per quasi 6 anni questo concerto e sicuramente non sono rimasti delusi; scaletta che comprende, chiaramente, molti pezzi dell’ultimo album partendo dall’intro Keep your eyes peeled per proseguire con le esplosive You Think I Ain’t Worth a Dollar, But I Feel Like a Millionaire e no one knows con la folla chiaramente impazzita di gioia.

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Nonostante il suono sia stato parecchio impastato, non si può non notare la scarica di rock and roll che  i QOTSA regalano durante tutti i pezzi , con brani attinti da tutta la loro discografia, anche grazie alla new entry nella line up di Jon Theodore (ex Mars Volta) che dà un impatto visivo notevole al pubblico presente.

Al momento di suonare The Vampyre Of Time And Memory, i volumi sono così alti che Homme deve ricominciare, scherzandoci su, per ben 3 volte l’intro al piano prima di lasciare che la folla si scateni completamente sugli ultimi due pezzi Feel Good Hit Of The Summer e la terrificante Song for the dead in cui il Forum ha tremato letteralmente.

Accompagnati dal grande megaschermo alle loro spalle, i QOTSA hanno regalato quasi due ore di energia assoluta e ribadito, ancora una volta, la lunga vita al rock and roll.

di Mr.Self Destruct

Qui un video durante l’esibizione di Go With The Flow, immagino sia stato davvero difficile rimanere fermi…

Il ritorno dei Mogwai: Rave Tapes

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Rave tapes, è il titolo del nuovo album dei Mogwai in uscita il prossimo mese di gennaio. Il gruppo post rock scozzese non ha mai sbagliato un album finora e nell’attesa ci regala l’anteprima del nuovo singolo e la possibilità di prendere i biglietti per le loro prossime date italiane il 30 marzo a Bologna all’Estragon e il 31 a Milano all’Alcatraz.

Personalmente li ho visti all’Alcatraz durante il tour per Hardcore Will Never Die, But You Will ed è stato come avere a che fare con un vero e proprio muro del suono. Strepitosi!

Ecco l’anteprima del nuovo singolo dal titolo Remurdered. Buon ascolto.

Intrecci di carte, PVC, pensieri ed emozioni

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Cos’è stato Intreccio d’autore? Un momento di conoscenza e scambio di tecniche antiche applicate a materiali di recupero, fra persone con tanta voglia di conoscere e mettersi alla prova, mescolando i vecchi saperi artigianali con la consapevolezza dei materiali utilizzati, sulla loro provenienza e sul loro ciclo di vita.

Appena arrivate ai Frigoriferi Milanesi, io e Michela siamo state accolte con simpatici omaggi cosmetici e poi ospitate nella bianca sala Carroponte dove un lungo tavolo aspettava solo di aver contatto con gente alle prese col lavoro manuale. Dopo le presentazioni iniziali, abbiamo notato che le nostre partecipanti erano tutte donne (un pò ce l’aspettavamo), alcune insegnanti negli istituti tecnici di moda, altre appassionate, altre hanno colto l’occasione per imparare a creare qualcosa di materialmente concreto partendo dagli accessori, alcune del nord, altre del sud venute appositamente a trovarci. Il comune denominatore è stata proprio la voglia di conoscere e recuperare prima di tutto i saperi tradizionali in quanto patrimonio immateriale della cultura italiana, da sempre a vocazione artigianale e agricola, consapevoli della sua ricchezza e della sua applicazione ai più svariati settori.

In fondo la sostenibilità si basa proprio su questo: recuperare conoscenze ed esperienze pratiche tramandate per secoli, utilizzando gli strumenti offerti dalla tecnologia, per poter raggiungere più persone possibili nella maniera più veloce possibile e questo lo si può fare in svariati settori come l’ agricoltura, i trasporti, l’edilizia e anche la moda. Ebbene il cosidetto faber e sapiens (campdigrano docet) è applicabile anche ad un settore a volte visto come porto della frivolezza e dell’apparenza, dove in realtà è celato un’arte fatta di tecniche, di saperi artigiani e di duro lavoro che non ha nulla a che vedere con i lustrini e la leggerezza proposta dai mass media.

TIPI DI INTRECCI

Durante il workshop abbiamo analizzato due tipi di intrecci.

1. Intreccio trama e ordito usato da sempre per la tessitura, dapprima con telaio a mano e in seguito per la creazione dell’armatura del tessuto nella produzione industriale. Questo tipo di intreccio è stato applicato all’intreccio di PVC ma si può utilizzare anche per la camera d’aria.

Schema trama e ordito

Schema trama e ordito

2. Intreccio incrociato utilizzato per produrre sedie di paglia, tappeti e cuscini con intreccio di sbieco (la stoffa piegata pronta all’intreccio).

Di seguito delle sequenze fotografiche in senso orario per mostrarvi il procedimento per realizzare una pochette con intreccio incrociato. Tutto comincia dalla costruzione del modulo, base dell’intreccio, e l’incastro.

Costruzione del modulo in sequenza oraria

Costruzione del modulo e incastro in sequenza oraria

Una volta realizzati modulo e incastro potete proseguire secondo il tipo di creazione (per es. per una borsa ci vogliono almeno 15 incastri) e procedere alla chiusura in cui è fondamentale l’inizio e la fine della striscia per renderla possibile.

Chiusura in sequenza oraria

Chiusura in sequenza oraria

Chiuso l’intreccio, a questo punto si possono unire degli altri per creare un oggetto contenitore di qualsivoglia dimensione. Nel caso voleste realizzare una pochette, bisogna procedere con la chiusura del fondo che consiste nel cucire in verticale con un filo tutti i rombi che si sono venuti a creare.

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Chiusura per la creazione di una borsa

La pochette è fatta! Questa tecnica dell’intreccio incrociato può essere utile per tanti tipi di materiale comuni che ritroviamo anche nelle nostre dispense come riviste, giornali, pacchi di pasta, cioccolatini. Se si vuole utilizzare un modo del tutto sostenibile, al fine di un corretto ciclo di vita del prodotto, è possibile cucire con una striscia di tetrapak che attraversa tutta la borsa, passando per il fondo, ottenendo così una pochette riciclata e riciclabile al 100%. Un esempio è la borsa creata dall’intreccio dei codici a barre delle confezioni di pasta.

Borsa realizzata con l'intreccio incrociata di codici a barre

Borsa realizzata con l’intreccio incrociato di codici a barre

Con questa tecnica antichissima si possono creare tantissimi oggetti come frontini, orecchini o dei comodissimi pouf. Largo alla fantasia!

Siate creativi, ma siatelo in maniera sostenibile.

ScartOff e l'Eco Punk a So Critical So Fashion per "Intreccio d'Autore"

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Le cose più esaltanti capitano sempre per caso. Ed è successo che un’amica, nonchè ecodesigner e sarta del riciclo, mi ha mandato un messaggio all’una di notte, per annunciarmi di essere stata l’unica pugliese ad essere scelta per tenere un workshop all’evento So Critical So Fashion e per chiedermi se volessi partecipare con lei in quanto green blogger. Che lo racconto a fare? Non ho esitato a dirle di sì ed eccomi qua a contare i giorni che mancano…

Avevo già sentito parlare di questa manifestazione che si tiene nell’ambito della nientepopodimenoché Milano Fashion Week,  un mega evento (da paura, come direbbero i milanesi) che si tiene ogni anno nella capitale della moda. Immaginate Milano, piena di fashion blogger affamate di soldi, stile e successo, modelle deperite e un pò fattone, feste e festini nei locali più cool e “chip”, hipster e fashion designer della Naba (e non solo) vestiti come mio nonno e col tic da ciuffo, con l’immancabile Iphone o Tablet a seguito, per immortalare ogni momento di questa manifestazione, fiore all’occhiello di tutto il panorama di ciò che è rimasto della moda italiana. E poi c’è So Critical So Fashion, una sorta di controevento di moda critica, etica e indipendente organizzato da Terre di Mezzo, che riunisce stilisti, artigiani e designer che seguono parametri di produzione sostenibili, dalla scelta delle materie prime al packaging e la distribuzione a basso impatto, rispettando i diritti dei lavoratori impiegati in laboratori di confezione italiana, in aziende del commercio equo o in progetti sociali all’estero. Una commistione fra artigianalità e innovazione, rivolta al consumatore attento a tutto il processo di produzione divertendosi tramite workshop, esposizioni, shooting fotografici, dj set, livemusic e fashionperformance.

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E in tutto questo marasma, sabato 21 settembre dalle 16 alle 18, l’Eco Punk (io) e ScartOff (l’ecobottega) collaboreranno durante il workshop ideato dalla mia amica e intitolato Intreccio d’autore: un laboratorio che prevede la realizzazione di borse con materiale di recupero come fogli di giornale e scarti di PVC (anche altro materiale improvvisato), mediante l’intreccio incrociato, tecnica che dimostra l’adattabilità di ogni materiale a questa lavorazione, sviluppando così la manualità dei partecipanti verso materiali insoliti e dando la possibilità ad ogni partecipante di portare a casa il proprio manufatto!

PROGRAMMA:
disegno di un modello base di borsa
Ritaglio e intreccio dei materiali scelti
Realizzazione pochette con intreccio orizzontale con tetrapak e Intreccio incrociato con carta da riviste
Realizzazione Modello avanzato con con scarti di pvc

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Una collaborazione con ScartOff che spero continui, in quanto sostengo da mesi questa start-up nata dall’idea di voler conciliare la sostenibilità ambientale e la riqualificazione delle tecniche artigianali, dando una seconda vita a scarti di lavorazione e a materiali dismessi creando complementi d’arredo, accessori e abbigliamento, nonchè promuovendo le pratiche del riuso dei materiali e dell’eco-design attraverso corsi, convegni e seminari di formazione e informazione.

ScartOff prossimamente a Barletta, nel frattempo non perdete questo meraviglioso workshop creativo e sostenibile! Vi aspettiamo.

P.S. non me ne vogliano gli hipster, alcuni di loro li adoro, però basta con questo essere modaioli a tutti i costi, rilassatevi un pò.

INFO

Su Scartoff e il laboratorio, iscriversi mandando una e-mail a scartoffbarletta@gmail.com

Evento Fb: clicca qui

Per scrivermi, cliccate qui

Evento So Critical So Fashion: www.criticalfashion.it

Hanno voluto la crisi? E ora pedaliamo verso la Mobilità Nuova

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Non sono una grande amante delle cifre, ma per l’apertura di questo blog, ho deciso di  “dare subito i numeri” per offrire una panoramica reale sul cambiamento in corso della Mobilità in Italia.  Quest’anno, per il secondo anno consecutivo, il numero di biciclette vendute ha superato quello delle automobili. Secondo fonti dell’ANCMA (Associazione nazionale ciclo e motocicli accessori) infatti, nel 2012 in Italia sono state vendute 1.606.014 biciclette contro 1.402.08 immatricolazioni di nuove auto con un lieve decremento rispetto al 2011 dovuto alla crisi economica, ma sicuramente molto più contenuto di quelli registrati dal settore auto e moto[1]. Nel 2011 le auto immatricolate sono state 1.748.143, le bici vendute 1.750.000, un sorpasso storico dai tempi del Dopoguerra!

Da un paio di anni quindi, sempre più italiani scelgono di spostarsi in bici per risparmiare in carburante, evitare stress connesso al traffico e al parcheggio, inquinare meno e guadagnare in salute e tempo per raggiungere i luoghi di lavoro, studio, divertimento.

Il successo sta nel fatto che la bici è facile da usare, costa poco, è pratica, non ha costi di gestione, ma non solo. Un’altra tendenza non trascurabile è sicuramente quella  della vacanza a pedali alla ricerca di itinerari non omologati, che includono la visita ai beni culturali, i tour enogastronomici e il contatto con l’ambiente e i centri storici.

I cittadini riscoprono il piacere di pedalare, nonostante in Italia solo otto città hanno piste ciclabili più lunghe di 100 km[2], un numero davvero esiguo se rapportato all’estensione di quelle di paesi europei “bikefriendly” come Olanda, Germania o Finlandia.

A questo punto la questione che si pone è: come affrontare un numero sempre più grande di ciclisti urbani? Come rendere le strade riservate alle auto più sicure per chi va su due ruote? Ed è qui che entra in gioco il tema della Mobilità nuova.

Tante associazioni e singoli cittadini “ciclosensibili” si sono organizzati per far sentire la propria voce e costituire una Rete per la Mobilità Nuova che, citando il manifesto, “è un paradigma di organizzazione e gestione dei flussi di persone che impone il passaggio da un’ottica autocentrica a una umanocentrica. Ridefinisce i criteri di efficienza e le priorità, assegnando un peso maggiore a indicatori fino a oggi svalutati o sottostimati: la sicurezza, la salute delle persone, la vivibilità delle strade, l’equità sociale, la salvaguardia del territorio, la rapidità diffusa scaturita da un sistema di trasporti che funziona e non da una velocità eccessiva e fuori controllo”[3].

Il 4 maggio c’è stata la prima manifestazione a Milano in cui la cittadinanza italiana tutta ha avuto un’occasione per  presentare una legge di iniziativa popolare, basata sull’introduzione di un sistema di trasporti che possa portare ad una vera e propria riduzione dell’inquinamento e sulla necessità di convogliare la spesa pubblica a favore della mobilità sostenibile.

Dopo il successo della manifestazione si è arrivati ad una bozza del disegno di legge incentrata su quattro punti principali: l’uso delle gambe, l’uso della bici, l’uso di treni e mezzi pubblici locali, l’impiego solo occasionale dell’automobile privata che dovrebbe essere sostituita il più possibile dal taxi, dal car sharing e dal car pooling.
Per saperne di più, ecco
qui la bozza.

 

Dopo aver retto “ i numeri”, vi va di fare un giro nel mondo su due pedali?