Laboratorio di eco-cosmesi al Negozio Leggero di Milano

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E come vi avevo preannunciato, partiamo subito con le news: l’EcoPunk sosterrà il laboratorio di ecocosmesi al Negozio Leggero di Milano! Per chi ancora non lo conoscesse, il Negozio Leggero nasce dall’esperienza dell’Ente di ricerca Ecologos e dal lavoro di Rinova s.c. per proporre al mercato un nuovo modo di fare la spesa: senza imballaggi, quindi più leggera. All’interno del Negozio Leggero potete trovare pasta, legumi, farine, birre, detersivi, cosmetici, birre, tutto rigorosamente sfuso per ridurre il più possibile lo spreco e quindi l’impatto ambientale (per info negozioleggero.it).

In quest’ottica volta alla sostenibilità, il Negozio Leggero e l’EcoPunk si sono ritrovati per proporre il laboratorio di autoproduzione di cosmetici naturali utilizzando le materie prime fornite dal Negozio, ossia farine, sale, bicarbonato, acido citrico, argilla verde per fare in modo di facilitarne la riproduzione a casa.

Non vedo l’ora di autoprodurre!

Per tutti gli ecopunkers di Milano e dintorni, vi aspetto il 4 febbraio in via Anfossi, 13.

Miniguida al consumo critico (parte IV): riuso, riciclo e raccolta differenziata

consumo criticoEccoci qui, siamo arrivati agli ultimi step per diventare un consumatore critico che, coincidono con la fine del ciclo di un prodotto. Dopo esserci informati, dopo aver acquistato e consumato, rimangono le modalità di riuso e lo smaltimento corretto del rifiuto. Vediamo insieme di cosa si tratta.

stopL’altro giorno, a proposito dell’appuntamento con i cinema e i documentari, ho proposto intenzionalmente il documentario sull’osolescenza programmata per darvi meglio un’idea della miriade di oggetti ancora utilizzabili ma bloccati da qualche microchip o altra diavoleria studiata appositamente per aumentare i profitti (di pochi) e la mole ingente di rifiuti (di tutti noi). Cosa possiamo fare noi quindi per arginare lo spreco e l’inquinamento programmati dall’alto? Si tratta di cambiare innanzitutto noi stessi, rifiutando il paradigma “compra, consuma, compra”, ripudiare con il proprio stile di vita la legge dell’usa e getta.

Se un oggetto non ci serve più, possiamo sempre scambiarlo con l’oggetto di qualcun altro che ci serve momentaneamente, anzichè acquistarne uno nuovo che poi andrà a finire in cantina. E soprattutto, torniamo a riappropriarci della nostra manualità. Se qualcosa si rompe o smette di funzionare ingegniamoci a trovare una soluzione, chiediamo consigli a chi è più esperto di noi e impariamo l’arte di riparare le cose con le nostre mani, magari attraverso uno scambio di competenze. Esistono una marea di associazioni o piattaforme online per poter scambiare oggetti e competenze, una di queste è sicuramente la Banca del Tempo, oppure una piattaforma potrebbe essere Sharing.it, basta semplicemente curiosare un pò sul web.

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Quando un oggetto è stato riparato e riusato, arriva il momento (meglio il più tardi possibile) in cui dobbiamo buttarlo. L’attenzione deve essere massima anche in questo momento, facendo la raccolta differenziata. Tutti i comuni, alcuni enti ed associazioni si occupano dello smaltimento corretto dei rifiuti attraverso bidoni e sacchetti colorati che indicano il tipo di rifiuto da inserire. Non ci sono delle regole precise perchè i metodi sono relativi al comune di appartenenza, ma Conai, il Consorzio Nazionale Imballaggi, ci viene in aiuto con il decalogo della raccolta differenziata di qualità (click sull’immagine per ingrandirla).

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Lo scopo è sempre lo stesso: dobbiamo acquistare prodotti sostenibili per ridurre i rifiuti e quando è necessario, smaltiamoli in modo corretto affinchè ci ritornino sotto forma di materiali puliti e riciclati. E forse arriviamo alla strategia rifiuti zero tanto agognata… Il ciclo di vita degli oggetti si è concluso, rimanendo pur sempre aperto, e spero che questa guida sia stata utile a tutti.

Terra Madre Day. Celebra il tuo cibo!

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Il 10 dicembre è la giornata del Terra Madre Day! L’iniziativa mondiale organizzata da Slow Food, celebra il cibo locale buono, pulito e giusto. Tante le attività in programma intorno a questa data in ogni parte del mondo che puntano a promuovere produzioni e metodi di consumo sostenibili presso le proprie comunità e i decisori locali, in modo da salvaguardare la biodiversità alimentare, portare l’educazione del gusto ad adulti e bambini e mettere in contatto i produttori con i consumatori.

Trovandomi a Milano, sabato 7 dicembre per festeggiare la nostra madre terra, mi sono recata al Mercato della Terra alla Fabbrica del Vapore, un mercato agricolo tenuto ogni primo e terzo sabato del mese che mette in rete produttori e consumatori e vuole diffondere la cultura del mangiare locale con la spesa a Km 0, cucinare con creatività, conservare il cibo della memoria, riscoprire e far conoscere un piatto o un prodotto che rischia di scomparire, utilizzare quello che si ha in frigorifero o in dispensa, senza sprechi, risparmiare prodotti ed energia, condividere con gli altri il proprio cibo e il piacere di mangiare.

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Una bellissima giornata di sole ci ha permesso una passeggiata e una chiacchierata con i produttori locali, svelandoci provenienza, produzione e curiosità popolari intorno al cibo da loro proposto, fra profumi e sapori del nord Italia, in particolare del Parco Agricolo Sud Milano, un parco che ha come scopo quello di mettere in relazione la città con la campagna e che interessa un’estesa area di cinta da est a ovest di Milano, coinvolgendo 61 comuni. A questo progetto devo molto, perchè ho vissuto in uno dei comuni che ne fanno parte (proprio vicino la ciclabile lungo il Naviglio di cui avevo già scritto in un post), e ho avuto modo di conoscere il territorio agricolo intorno a Milano e approfondire tutte le bellezze naturali, culinarie e paesaggistiche che molto spesso, si tende ad ignorare per pregiudizio nei confronti della Lombardia.

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Abbiamo avuto modo di assaggiare e acquistare formaggi, salumi, farine pregiate, vino, riso integrale, birre artigianali, pane con farine integrali e lievito madre (come quello che vedete nella foto su), tanta frutta e verdura, marmellate e succhi di frutta. In occasione del Terra Madre Day inoltre, il Mercato della Terra ha offerto la possibilità di gustare e condividere piatti tipici lombardi a prezzi popolari, cucinati e tenuti al caldo dalla Cascina Caremma, facente parte della comunità del cibo Slow Food.

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Noi abbiamo scelto lasagnette al cavolo nero e salsiccia e bocconcini di manzo al vino con polenta integrale, il tutto accompagnato da una buonissima birra artigianale. E che ve lo dico a fare? Era tutto meravigliosamente squisito! E non poteva mancare l’attenzione per gli imballaggi, la raccolta differenziata, la distribuzione di piatti biodegradabili.

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E con questo packaging, da me ribattezzato un invito al glocalismo alcolico, concludo il mio post annunciando prossime ricette in arrivo con riso e farina acquistata al mercato di Milano.

Per conoscere tutte le iniziative in Italia, visita il sito ufficiale di Slow Food.

Disimballati insieme, fa la differenza!

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Un carrello pieno di rifiuti da una parte, un tavolino con oggetti creati dai rifiuti dall’altro. Questa è stata la cornice che ha fatto  da sfondo al primo incontro di DISIMBALLA LA TUA SPESA, perchè i protagonisti erano proprio loro: i rifiuti! Intorno un confronto in merito alla riduzione dei rifiuti in cui hanno preso parte l’Eco Punk e Scartoff con presentazioni iniziali sulla Settimana per la Riduzione dei Rifiuti, la dott.ssa Ilaria Rutigliano con la sua tesi in Strategia Rifiuti 0, Luigi Pannarale presidente della Barsa (azienda comunale di Barletta che si occupa della gestione dei rifiuti) ed esperto in Strategia Rifiuti 0, Riccardo Di Chio di Scartoff con l’analisi dei simboli legati agli imballaggi, Daniele Pignone di Bio&Sisto Agricoltura Biologica con le borse in yuta utilizzate per la spedizione dei prodotti, Francesco Piazzolla titolare dell’azienda agricola Laltragricoltura.

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Un’affermazione importante è emersa durante l’incontro da parte del prof. Pannarale : “La raccolta differenziata partirà, salvo intoppi, a Barletta ad aprile del 2014”. L’evento ha strappato quindi questo importante scommessa, in cui il prof. ha sottolineato anche che la riduzione dei rifiuti non può essere perseguita solo dall’amministrazione pubblica ma anche con scelte consapevoli da parte di tutti i cittadini, tramite gesti quotidiani come fare la spesa o aderire a iniziative di sensibilizzazione o ancora chiedere alle industrie di ridurre i loro imballaggi. Dopo il dibattito Antonella Semeraro di Scartoff ci ha mostrato tanti carinissimi oggetti assemblati dai rifiuti.

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Nel secondo incontro invece all’azienda agricola Laltragricoltura, Sabino Piazzolla proprietario dell’azienda ci ha illustrato le difficoltà e la tenacia nel perseguire un’agricoltura più naturale possibile e poi Michele Uva, presidente della Rete Gas Puglia ha spiegato ai presenti come creare e sviluppare una rete gas e tutti vantaggi per i cittadini che ne derivano. A seguire laboratori su creazione di strumenti musicali dai rifiuti per i bambini e per gli adulti, un tutorial sulla creazione di una fioriera dai flaconi del detersivo e di una shopper dalle reti per patate.

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La settimana per la riduzione dei rifiuti continua fino al 24 novembre, per consigli e info sulle buone pratiche potete consultare il post precedente. Per il resto possiamo salutare il tema rifiuti con la frase che ha concluso il primo incontro: il rifiuto in natura non esiste! Buone pratiche a tutti!

Ecco la gallery delle foto.

 

Intorno agli imballaggi della spesa e la spesa a km 0: Disimballa la tua spesa per la SERR!

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In questo viaggio settimanale fra i rifiuti, passando dalla gestione dei rifiuti al pratico manuale sulla riduzione, giungiamo al tema principale dell’evento organizzato da Scartoff e l’Eco Punk: gli imballaggi della spesa e la spesa a km 0. Sarà un percorso di analisi e alternative possibili addizionate ad azioni concrete che mira alla riduzione dei rifiuti, perchè non smetterò mai di ripeterlo: il miglior rifiuto è quello che non viene prodotto! Vediamo nel dettaglio di cosa si parlerà.

GLI IMBALLAGGI

Durante il primo incontro sabato 16 all’Arci C. Cafiero, analizzeremo l’impatto sull’ambiente e sulle nostre tasche dei più comuni imballaggi della spesa (ad esempio detersivi, detergenti, scatole di pelati, pacchi della pasta, buste in plastica), imparando a riconoscerli tramite i simboli correlati e conoscendo le modalità di raccolta e riciclo.
Fra gli ospiti interverranno Luigi Pannarale, presidente della Barsa (l’azienda di Barletta che si occupa di gestione di rifiuti) che ci illustrerà cosa si intende per Strategia Rifiuti Zero; Daniele Pignone, brand manager dell’azienda agricola Bio&Sisto di Monopoli, che ci mostrerà le borse in yuta utilizzate in azienda per il trasporto dei prodotti; e infine Sabino Piazzolla dell’azienda agricola Laltragricoltura di Barletta, che ci introdurrà l’incontro successivo.
A seguire un tutorial in cui si spiegherà come creare vari oggetti dagli imballaggi riutilizzati a cura di Scartoff.
-Consigli per una spesa sostenibile:

  • acquista la frutta e la verdura a peso evitando quelle già confezionate;
  • acquista i salumi, formaggi, carne, pesce al banco
  • scegli pasta e riso in confezioni di cartone
  • bere acqua del rubinetto e bevande alla spina nei locali pubblici;
  • bere latte, succhi di frutta e yogurt in bottiglia e vasetti di vetro evitando la plastica;
  • bere vino in vetro con il tappo di sughero.

SPESA A KM 0

Una volta analizzati gli imballaggi, il secondo incontro di Domenica 17 novembre a Laltragricoltura, punterà a dare soluzioni concrete riguardo l’esubero di imballaggi, spiegando e mostrando praticamente cosa significa fare la spesa a km 0.
Cosa intendiamo per spesa a km 0? La spesa effettuata direttamente dal produttore più vicino, senza passaggi intermedi e lunghi trasporti che causano un dispendio di energia con conseguente aumento dell’inquinamento, e ce ne parlerà Sabino Piazzolla, proprietario dell’azienda ospitante, dando dimostrazione pratica del “colto e mangiato”.
A seguire l’immancabile parte pratica a cura di tutti gli organizzatori con laboratori per bambini su giocattoli e strumenti musicali, per gli adulti invece fioriere per l’orto sul balcone e shopper sostenibili per la spesa.
-Vantaggi della spesa a km 0:

  • costa meno perchè la merce per arrivare al consumatore non deve essere trasportata, imballata e posta su uno scaffale;
  • è sostenibile perchè l’ambiente risparmia in acqua ed energia, CO2 per i trasporti, imballaggi;
  • i prodotti sono più freschi, scegliendo la loro stagionalità;
  • si può visitare l’azienda produttrice, avendo il controllo sulla produzione;
  • si riacquistano i profumi e i colori delle stagioni passeggiando nelle stesse terre che vi procurano cibo.

Credo che adesso siamo tutti pronti adesso per approfondire. Per info sul programma, potete dare un’occhiata all’evento fb.

Ci vediamo sabato 16 all’Arci C. Cafiero e per chi non può esserci, può seguire l’evento su Twitter collegandosi a @l_eco_punk e seguire l’hashtag #serr13.

Vi aspettiamo!

Come ridurre i rifiuti? Un piccolo manuale sulle buone pratiche

riduzione__rifiuti_bidone[1]Nel post precedente abbiamo visto la gestione dei rifiuti in generale, questa volta continuiamo il viaggio fra i rifiuti e restringiamo il campo d’interesse, soffermandoci sulla pratica protagonista della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR). La riduzione è l’unica a garantire la risoluzione e prevenzione del problema della gestione dei rifiuti e comprende l’insieme delle misure e delle azioni prese per evitare che una sostanza, un materiale o un prodotto diventi rifiuto. Queste misure hanno lo scopo di ridurre la quantità di rifiuti prodotti, attraverso il riuso o l’allungamento della vita dei prodotti, e ridurre anche i loro effetti nocivi sull’ambiente e sulla salute umana. Se riuscissimo a diminuire la quantità di rifiuti urbani che va in discarica o all’inceneritore e quella delle frazioni differenziate, si potrebbero ripensare i servizi diminuendo ad esempio le frequenze di raccolta con conseguente diminuzione dei costi. Riassumendo quindi la riduzione significa che non vengono prodotti rifiuti perché bisogna tenere sempre a mente che il rifiuto migliore è quello che non viene prodotto!

Ma come? La riduzione dipende dai gesti che compiamo ogni giorno, evitando sprechi e adottando piccoli accorgimenti. Per l’evento “DISIMBALLA LA TUA SPESA“, l’Eco Punk e Scartoff hanno scelto come tema quello degli imballaggi della spesa e la spesa a km 0 e le buone pratiche ad esso collegate (se ne parlerà nel prossimo post). Nel frattempo leggete attentamente questa interessante slide fornitaci dalla SERR che, in qualità di project developer, abbiamo il compito di diffondere (non stampare!). Prendete appunti…

Manuale

Cosa sono e come si possono gestire i rifiuti? Prepariamoci alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti

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L’Eco Punk torna a collaborare con l’ecobottega Scartoff, questa volta in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, un’iniziativa europea che consiste nel mettere in rete singoli cittadini, associazioni, enti e aziende intorno al tema della riduzione dei rifiuti tramite eventi di sensibilizzazione e/o formazione da svolgere nella settimana dal 16 al 24 novembre. Si conferma oggi come la principale e più ampia campagna di informazione e sensibilizzazione dei cittadini europei, circa l’impatto dei loro stili di vita e dei loro consumi sull’ambiente e sui cambiamenti climatici, e Scartoff e l’Eco Punk partecipano con l’eventoDISIMBALLA LA TUA SPESA il 16 e 17 novembre in cui si affronterà con dibattiti e azioni pratiche, il tema degli  imballaggi della spesa e spesa a km 0. L’evento è stato inserito sul portale www.menorifiuti.org e lo trovate cliccando la Puglia sulla cartina geografica presente sul programma della settimana, scorrendo la lista delle iniziative accettate oppure per i più pigri cliccando qui.

Prima di parlare dell’evento però, partiamo dalle basi. Cos’è un rifiuto? Rifiuto proviene dal verbo rifiutare: rigettare, non volere, non accettare, rinunziare. Possiamo chiamarlo spazzatura, monnezza, immondizia, ha sempre a che fare con qualcosa di brutto, di sporco, qualcosa da allontanare e di cui disfarsi perchè non compatibile con uno stile di vita pulito e ordinato.
Questo concetto era pensabile forse fino a dieci anni fa, ma non è più attuabile ora. Il progresso economico ci ha abituati ad uno stile di vita pulito e usa e getta in cui qualsiasi cosa è vista come utile all’uso immediato e poi non più riutilizzabile e quindi gettato via. E se vi rivelassi che il rifiuto è un’invenzione umana che in natura non esiste? Può sembrare una cosa da “fissatoni ambientalisti” e invece dovete rifletterci su, perchè gli scarti della natura rientrano nei cicli vitali, dove tutto viene riutilizzato, mentre gli scarti delle attività umane spesso non vengono e non possono essere riusati in alcun modo e dunque sono destinati a diventare rifiuti. Un punk boicotta tutto ciò che inquina per mano dell’uomo, ebbene sicuramente un rifiuto secondo l’accezione usuale del termine, non è eco-punk! Per ridurre realmente i rifiuti occorrerebbe ridisegnare l’intero sistema economico e anche mentale, in quanto dobbiamo cominciare a pensare di far parte di un ciclo naturale in cui tutto ciò che consumiamo e buttiamo, ci torna indietro sotto forma di inquinamento ambientale con pesanti ricadute sulla qualità della vita e sul bilancio delle nostre tasche.

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La situazione in Italia

Secondo i dati ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), scende la quota relativa alla produzione dei rifiuti in Italia, che è stata inferiore dello 0,9% nel 2011 rispetto all’anno precedente, per un totale di 252 milioni di tonnellate di rifiuti urbani. Il dato più significativo è che dal 2010 al 2011 è scesa di 1,1 milioni di tonnellate mentre nel 2012 ogni abitante italiano ha prodotto 504 kg, 32 kg in meno rispetto al 2010. La maggiore produzione regionale va attribuita all’Emilia Romagna con 637 kg pro capite, la produzione minore è stata registrata in Basilicata (al di sotto di 400 kg per abitante per anno), il Molise, la Calabria e la Campania (tutte con meno di 450 kg per abitante). La raccolta differenziata invece si attesta al 37,7% nel 2011 e al 39,9% nel 2012, con percentuali che superano il 52% al nord d’Italia, al 32,9% al Centro e al 26,7% al Sud. Ma cosa si deve fare in concreto per la questione rifiuti?

Riduzione 

Ridurre i rifiuti significa che non vengono prodotti rifiuti perché il rifiuto migliore è quello che non viene prodotto. Bisogna cominciare a livello individuale consumando in modo critico e intelligente, acquistando quello di cui abbiamo realmente bisogno, senza farci condizionare dalle mode e dalle pubblicità, informandoci sul tipo di materie prime utilizzate e scegliendo prodotti realizzati con materiali a basso impatto ambientale, resistenti, riparabili e riciclabili.

Riuso 

La pratica del riuso consiste nell’utilizzare di nuovo cose già usate destinandole ad usi anche diversi dall’originario e ha l’importante funzione di allungare la vita dei prodotti ritardando il momento dello smaltimento finale. Un buon numero di oggetti rotti o malfunzionanti possono essere riparati prima di essere destinati alla spazzatura e che in ogni caso possono essere destinati ad altri usi (ad esempio fogli di carta stampata da un solo lato possono diventare un block notes, i vestiti smessi dal figlio maggiore possono essere passati a quello minore, etc).

Riciclaggio

Il riciclaggio consiste nel recuperare i materiali scartati per riutilizzarli in nuovi cicli produttivi in modo da ridurre il fabbisogno di risorse primarie oggigiorno sempre più scarse (per fare una tonnellata di carta riciclata si risparmiano, rispetto alla produzione di carta dalla cellulosa vergine, 15 alberi, 438.000 litri d’acqua e 5000 kWh di energia elettrica). La premessa del riciclaggio è ovviamente una corretta raccolta differenziata.

Raccolta differenziata 

La raccolta differenziata consiste nel suddividere le cose che vogliamo buttare, e che possono essere riciclate, a seconda della loro composizione: separando vetro, plastiche, carta, scarti di cucina, ecc. Questo serve per poter indirizzare le diverse tipologie di materiale alle rispettive filiere di riciclaggio. Più riusciamo a differenziare in modo corretto i nostri scarti maggiore sarà la possibilità di poterli poi riciclare, per questo è importante conoscere dove collocare i materiali selezionati. Oggi la modalità di raccolta differenziata più efficace è senza dubbio quella “porta a porta”.

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Prevede il periodico ritiro presso il domicilio dell’utenza del rifiuto urbano prodotto dalla stessa. Vengono generalmente ritirati i diversi tipi di rifiuti (rifiuto umido organico destinato al compostaggio, vetro-alluminio, carta-cartone, plastica, secco non riciclabile) in giorni e contenitori diversi e all’avvio del sistema porta a porta vengono rimossi dalle strade di tutta l’area interessata i cassonetti per i rifiuti indifferenziati. Nella maggior parte dei comuni che attuano questo tipo di raccolta differenziata si è applicato il principio del “Chi inquina paga”, ossia la tariffazione del servizio operata dal comune viene applicata in base alla “produzione” del rifiuto più inquinante (il secco non riciclabile). In pratica meno secco non riciclabile si produce meno si paga, questo spinge i cittadini ad impegnarsi nella raccolta differenziata.

Ma nel nostro piccolo cosa possiamo fare di concreto per ridurre i rifiuti in modo corretto? Nel prossimo post un breve manuale su buone pratiche in merito.