AUTUMN LANTERN JAR – decorazioni autunnali

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Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo, direbbe qualcuno.

Ben ritrovate/i , dopo questo lungo periodo di assenza vogliamo ritornare con un contenuto “leggero”… l’autunno/inverno ha risvegliato i nostri spiriti creativi ed infatti questo sarà solo il primo di una serie di articoli sul DIY.

Le zucche, le foglie che vanno dal giallo al rosso, i primi freddi, le lune più brillanti che mai, quanti suoni e colori ci regala questa stagione? Allora mi sono detta, perché non portare un po’ di questi colori anche in casa?

Che voi vogliate regalarla o autoprodurla per voi stessi, ciò di cui avremo bisogno e veramente poco, low-cost, di riciclo e lascia tanto spazio alla vostra fantasia 🙂

Questa lanterna potrà essere utilizzata con candele, in quanto non utilizzeremo vernici quindi non c’è il rischio che si surriscaldi o emani sostanze tossiche o come nel mio caso utilizzando le luci a led che ormai si riescono a reperire con grande facilità e a prezzi modici (io le ho acquistate per 2€ in un discount)

Passiamo al DIY!

Occorrente:

  • Una play list che vi dia la carica e vi catapulti nel clima autunnale e…

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Preparazione:

  • coprite la vostra superficie con della carta di giornale, useremo della colla a base d’acqua, quindi se vi dovesse scappare qualche goccia non disperate, sarà comunque facile rimuoverla (per questo motivo potrete farvi aiutare anche dai vostri bambini)
  • Spennellate il retro delle foglie (che dovranno essere ancora abbastanza fresche e non scricchiolanti) con la colla vinilica, scegliete foglie di piccole dimensioni, così che possiate giocare con colori e forme.
  • Quando avrete le vostre foglie ben pregne di colla, disponetele sul barattolo, creando un disegno che vi possa piacere, vi consiglio di lasciare qualche buchino/spazio vuoto, così che la luce possa attraversarli e creare giochi di luce.
  • Ora la parte più triste e dolorosa 😀 l’attesa!! Dovremo aspettare all’incirca 2 ore affinché il tutto si asciughi, se avete già i caloriferi accesi posizionate il barattolo sul termosifone, si asciugherà molto prima.
  • Decorate con lo spago, non è un passaggio obbligatorio ma darà un tocco in più.

ORA ACCENDETE UNA CANDELA, INSERITELA NELLA JAR, POSIZIONATEVI SUL VOSTRO DIVANO CON UNA BELLA TISANA, AMMIRATELA E RILASSATEVI!!

A presto Ecopunkers , ci siete mancati.

Stecco a chi? Hamburger Vegetale con Erbette 🍴

Hamburger Vegetale su Stecco

Oggi vi presento l’hamburger che si crede uno Stecco, tutto meno che secco,un po’ spavaldo, dai colori brillanti ma con un solo fine…. essere mangiato!!

La primavera è arrivata, ed io ho iniziato a raccogliere le prime erbette dal mio orto balcone, spinaci, biete, cicorie ed infatti è molto facile trovarle anche presso i banchi al mercato.

Mi sono immaginata al parco, in una giornata di sole, a mangiare qualcosa in compagnia, ma cosa? L‘hamburger sullo stecco ovvio!

Vi propongo due varianti della ricetta, una vegetariana ed una vegana.

Pronti per la preparazione

Ingredienti:

  • 200gr di erbette miste di stagione già cotte
  • 1 patata grande
  • 1 uovo (da sostituire con 3 cucchiai di farina di ceci per la versione vegan )
  • pan grattato
  • timo
  • noce moscata (a piacere)
  • sale e pepe
  • 2 c di parmigiano reggiano
  • semi di Chia (1 cucchiaio raso per l’impasto ed 1 per la panatura)
  • Stecchi in legno (recuperati ad esempio da gelati o dolciumi)

 

Procedimento:

Schiacciare le patate ed unire in una ciotola la verdura, precedentemente cotta in padella con un filo d’olio ed uno spicchio d’aglio e frullata grossolanamente.

Amalgamare gli ingredienti ed unire l’uovo (o la farina di ceci), il parmigiano, le spezie ed una piccola parte dei semi di chia; impastare tra loro gli ingredienti ed incorporare poco per volta il pan grattato, fino a raggiungere una consistenza simile a quella delle polpette, così che sia possibile dargli la forma desiderata ma non dovrà essere troppo secco.

Lasciamo riposare l’impasto per almeno 30 min; il risultato sarà anche migliore se preparato al mattino o la sera prima (gli ingredienti saranno ben amalgamati tra loro e l’impasto sarà ancora più sodo).

A questo punto iniziamo a dare la forma desiderata, ci si può aiutare con delle formine, coppa pasta o semplicemente utilizzare le mani. Un’idea molto carina ad esempio potrebbe essere quella di utilizzare un coppa pasta di grandi dimensioni a forma di stella, foglia o altra figure. Preparate le sagome del nostro hamburger inseriremo lo stecco bagnato precedentemente così che non bruci, infatti sarà successivamente necessario coprire la parte di stecco che sporge con della carta stagnola, così rimarrà pulito e non annerirà (io in foto sono stata pigra ed infatti come potete notare lo stecco si è un po’ scurito). Impanare l’esterno con un mix tra pangrattato e semi di chia per avere una migliore doratura.

Per la cottura avrete due possibilità, cuocerli su una griglia oleata come fareste con dei normalissimi hamburger o come ho preferito fare io, cuocerli in forno ventilato a 200° per 20/30 minuti.

Potranno essere portati a tavola inserendo tutti gli stecchi in un barattolo o ad esempio in un cestino rivestito con la carta del pane recuperata 🙂

Non si può pensare bene, né amare bene, né dormire bene se non si ha mangiato bene. V.W.

 

 

 

Con un pizzico di gomasio homemade…

gomasio
Per questo giovedì la nostra amica Felicia è in via di guarigione e saluta tutti, dandovi appuntamento per il prossimo giovedì e cedendo il posto a me. Ho pensato di proporre un’autoproduzione alimentare facile, salutare e da utilizzare per vari impieghi: il gomasio è l’alternativa sana al sale, composto da semi di sesamo (goma in giapponese) e sale marino (shio) integrale, tostati e tritati. È tipico della cucina giapponese, viene usato come condimento per insaporire ricette non solo della cucina macrobiotica o vegana.

I semi di sesamo, e di conseguenza il gomasio, contengono omega 6, proteine, vitamine D ed E, calcio, fosforo, ferro e zinco. Tutte queste sostanze sono fondamentali per il buon funzionamento e la rigenerazione del sistema nervoso. Il gomasio, inoltre, contiene anche sesamina, sesamolina e sesamolo, tre antiossidanti che contribuiscono a controllare i livelli di colesterolo nel sangue e salvaguardare il fegato. Ideale per le diete che richiedono poco sodio e in generale per chi ha voglia di cambiare e assaggiare cose nuove.

RICETTA

Di solito per creare questo sale aromatizzato, si usa una proporzione di 1:10, cioè un cucchiaio di sale e dieci di sesamo e non vi resta che tostare e pestare:

-Prendete una pentola d’acciaio con un fondo spesso e tostate i semi di sesamo a fiamma media fino a quando i semi vi sembranno dorati e ve ne accorgerete anche dal profumo che emaneranno. Non appena dorati, spegnete il fuoco e metteteli in una ciotola per farli raffreddare;

-In un’altra pentola d’acciaio, tostate leggermente il sale per togliere l’umidità (vi accorgerete che sarà diventato leggermente grigio);

-A questo punto dovete andare di olio di gomito… unite i semi al sale mescolandoli, prendete un mortaio e pestate per bene i semi fino a quando saranno aperti e si “sfarineranno”. Respirate, meditate, buttate via i pensieri negativi mentre pestate i semi, quest’operazione richiede un po’ di tempo ma vi assicuro che è terapeutica…

-Mettete tutto in un barattolo di vetro pulito e asciutto e conservate nella vostra dispensa.

Ha un buonissimo profumo simile a quello delle mandorle tostate e si può utilizzare crudo su insalate, zuppe o sulla pasta al posto del formaggio. Facile vero?

Oh Cavolo le Tagliatelle!

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Oggi ho pensato di farvi ritrovare la voglia di mettere le mani in pasta con questa nuova ricetta, semplice ma d’effetto!

Anche questa volta sono stata ispirata dai colori, non parleremo di zucca questa volta ma del cavolo rosso ehdel suo fantastico colore che va dal blu al viola! L’ ho utilizzato molto spesso nella mia alimentazione autunnale, risotto viola, hamburger affumicati, tortini e involtini; sarà che il viola è uno dei miei colori preferiti ad ispirarmi?!

Ma passiamo alla ricetta e alle note Dark Wave dei Cure che sono stati con me in quest’ultima settimana, in basso link per l’ascolto 😉

Ingredienti:

  • 150 gr di semola di grano duro
  • 50gr di farina integrale
  • 2 foglie di cavolo rosso
  • Acqua qb
  • Sale

Per il condimento:
100gr di noci
1 vasetto di yogurt (vegetale per la versione vegan)
Sale
Pepe

Procedimento:
Per avere le tagliatelle handmade, ecopunk e pure viola/fucsia è tutto molto più semplice di quello che crediate!
Come prima cosa sbollentiamo le foglie di cavolo rosso (circa 8/10min) e successivamente le frulliamo senza buttare l’acqua di cottura che ci servirà in seguito per accentuare il colore violaceo.
Ora disponete la farina a fontana e aggiungete al centro un pizzico di sale e la verza frullata. Amalgamare pian piano la farina e quando inizieremo ad avere pezzetti d’impasto aggiungere piano a piano dell’acqua, non molta, quel giusto che servirà per avere un impasto sodo e compatto ( meglio più secco perché la verza da molta idratazione). Lasciamo riposare 1 oretta e a questo punto tiriamo l’impasto e ricaviamo le tagliatelle, ma perché no anche delle pappardelle o altra variante da me molto apprezzata e straconsigliata sono gli gnocchetti (di circa 1 cm, molto veloci da preparare)
Lasciate ad asciugare la pasta ben infarinata su una vassoio con carta forno e farina per non farle attaccare, potrete accelerare questo processo mettendole vicino ad un calorifero.

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Il condimento sarà molto semplice: tostiamo le noci e al termine poniamo nel bicchiere del frullatore 2 cucchiai di yogurt, 1 di olio, le noci, sale e pepe. Frulliamo e si è già tutto pronto per ritornare in padella e scaldarsi!

Cuociamo la pasta in acqua salata con l’aggiunta della precedente acqua di cottura del cavolo per circa 3 min.

Per una presentazione carina mettere sul fondo la crema di noci e su le tagliatelle o gnocchetti, il commensale sarà prima sorpreso dal colore della vostra pasta e poi non vedrà l’ora di mescolare insieme il tutto e mangiare!!

Alla prossima ricetta e buon appetito!

Pout pourri con scarti alimentari in vinile riusato

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Eccoci qua nella Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti per proporre il pout pourri in un portaoggetti riusato, un’autoproduzione ecopunk per la casa con gli scarti alimentari, il tema della SERR 2014. Perché eco? Perchè il pout pourri è fatto con foglie secche raccolte per strada, bucce di limone e foglie di karkadè. Perché punk? Perchè il contenuto del vinile era musica leggera, quindi salviamo la buona musica, sbarazzandoci di vinili che non ascoltiamo, e riusiamoli per creare uno svuotatasche rock’n’roll.

Questa autoproduzione è frutto di una collaborazione fra un’ecopunker mia amica, che ha creato il vinile portaoggetti, e me che ho deciso di riempirlo con bucce di limone e karkadè che uso quasi quotidianamente (buttare via quelle foglie color rubino è davvero un peccato…) e foglie autunnali in tinta, che amo raccogliere per strada.

Preparazione

-Per prima cosa mettete a seccare le bucce di limone e le foglie di karkadè all’aria oppure su un termosifone e appena avete voglia, raccogliete un bel po’ di foglie per strada (se siete decadenti come me, vi capiterà spesso di raccoglierle…)

-Prendete un vinile del Quartetto Cetra, Orietta Berti o quel genere lì, accendete il forno a 150° e metteteci il vinile appoggiato su una pentolino a testa in giù e fatelo cuocere per 2 o 3 minuti. A questo punto i bordi del vinile saranno malleabili e date voi la forma che volete. In questo caso la mia amica gli ha dato la forma di un tegame da budino. Fate raffreddare.

-A questo punto tagliate a pezzetti le foglie e le bucce e mettetele in un barattolo di vetro con una decina di gocce di olio essenziale a vostra scelta. Io ho scelto il sandalo, dall’effetto rilassante e distensivo (in una città come Milano, ci vuole…). Conservate al buio per due settimane circa.

-Trascorso il tempo necessario, prendete il vostro pout pourri e versatelo nel contenitore, in questo caso il vinile.

Come avete visto è un’autoproduzione molto semplice, carina ed ecologica. Dopo un po’ il profumo dell’olio essenziale svanirà e non dovete far altro che ripetere l’operazione nel barattolo di vetro o se proprio non avete voglia, versate qualche goccia sul pout pourri e mescolate, le foglie emaneranno di nuovo il profumo.

Essendo tè e limone dipendente, ho scelto di conseguenza la profumazione e tonalità del mio pout pourri casalingo, ma si può fare con bucce di frutta e verdura, rami secchi, pigne, frutta secca, decidete voi cosa metterci in base a quello che consumate di più in casa.

Che ve ne pare? A me piace tanto, soprattutto perché è un’autoproduzione condivisa.