Autoproduzioni cosmetiche con i fiori spontanei: l’oleolito di malva e calendula

oleolito_lecopunk

Vi ricordate la raccolta di piante e fiori spontanei in occasione dell’Earth Day? Dopo avervi mostrato papaveri, calendula, tarassaco e malva taccolti sulla Murgia pugliese, in particolare ai piedi di Castel del Monte; in tanti ci avete chiesto cosa avremmo fatto della raccolta. Bene, il tarassaco è stato stufato e consumato il giorno dopo accompagnato da focaccia semintegrale fatta in casa; i papaveri sono finiti in un infuso per una tisana della buonanotte (il cosidetto “papagno” per far dormire i bambini, in questo caso abbastanza cresciuti…) e la malva e la calendula? Sott’olio di oliva rigorosamente made in Puglia!

L’oleolito è un preparato molto utilizzato in ecocosmesi che, come già scritto, altro non è che la macerazione della cosiddetta droga in olio a vostra scelta; in questo caso ho utilizzato olio di oliva, un olio abbastanza pesante che ben si sposa con le proprietà di malva e calendula. Dopo 20 giorni dalla messa sott’olio al buio, si filtra in un barattolo di vetro pulito e completamente asciutto ed è pronto all’utilizzo. Il cosmetico ottenuto possiede proprietà lenitive, emollienti, antinfiammatorie, antispasmodiche, cicatrizzanti. Vediamo insieme i vari utilizzi:

  • puro come olio dopobagno per i neonati, olio intimo, olio lenitivo per il corpo in caso di pelle molto irritata;
  • in aggiunta a dei preparati come la Crema solare protettivaLozione dopobarbaGel DoposolePomata all’ossido di zinco per le irritazioni di varia natura, l’Unguento post puntura di zanzare e insetti vari, sempre durante la fase oleosa;
  • come base per un olio repellente per le punture di insetti a cui andrete ad aggiungere l’olio essenziale di citronella e tea tree o per un olio contro le irritazioni in generale a cui aggiungerete l’olio essenziale di tea tree, lavanda, camomilla.

Come vedete è un oleolito abbastanza versatile e molto utile soprattuto in vista dell’estate. E voi come lo utilizzate?

DIY – Il dentifricio all’olio di cocco e breve storia critica dell’igiene dentale

dentifricio

Un’autoproduzione cosmetica davvero economica, semplice ed efficace: il dentifricio all’olio di cocco. Ho provato varie ricette di dentrifici in polvere e in pasta con l’argilla verde, il tè, l’aloe vera ma avevano sempre un sapore per me poco gradevole e, visivamente diciamocelo, non siamo abituati a sciacquare la bocca con qualcosa di scuro e terroso come l’argilla o il tè. Per questo motivo vi propongo questa autoproduzione semplicissima che sto riscontrando essere parecchio efficace proprio per il suo elemento principale. Prima però di illustrare le proprietà dell’olio di cocco per l’igiene dentale e la ricetta, vorrei fare un passo indietro con voi.

Un po’ di storia: da dove viene il nesso fra menta e alito pulito

Non molto tempo fa, ho letto un interessante articolo su Il Post a suo volta tratto da un articolo del giornalista scientifico Joseph Stromberg che analizza come l’industria pubblicitaria ci ha convinti che una bocca pulita e fresca sia una bocca che profuma di menta e  ne riporto alcune informazioni utili.

L’utilizzo della pianta della menta a fini terapeutici è attestato già nell’antichità, sebbene non fosse specificamente per i denti; infatti fino ai primi del ‘900, la gente si spazzolava i denti semplicemente con acqua o polveri abrasive e, per migliorarne il sapore, alcuni aggiungevano delle erbe tritate fra cui occasionalmente della menta, ma anche rosmarino, salvia e prezzemolo. Il primo dentifricio moderno ad esempio, inventato dallo scienziato francese Julien Botot verso la metà del Settecento, conteneva essenze di garofano, zenzero e cannella; tutt’altro che erbe dalla sensazione di freschezza.

Negli anni Venti un’azienda in particolare, la Listerine, mise in commercio un collutorio a base di mentolo – una sostanza contenuta nella nota pianta della menta piperita – che venne pubblicizzato come il rimedio per l’alitosi. In realtà però, la sensazione di freschezza dell’alito provocata dal mentolo è stata rappresentata dai pubblicitari come il segno della pulizia e freschezza dell’alito, sebbene non ci fossero prove che funzionasse meglio di altre sostanze o odori (“Il mentolo – così come altre sostanze come l’eucaliptolo – produce lo stesso effetto, ingannando i recettori e dando una sensazione di fresco. Ovviamente, il mentolo non uccide i germi né copre l’alito cattivo meglio di altre sostanze, ma la sensazione di “freschezza” produce un effetto immediato e notevole). Poco dopo il lancio del collutorio Listerine, la ditta Life Savers per esempio produsse delle caramelle bianche al mentolo pubblicizzandole come se fossero “alla menta” – di cui in realtà contenevano poche tracce – che ebbero un gran successo e vennero presto soprannominate “mentine”. Ancora oggi un sacco di pubblicità per chewing gum e dentifrici pubblicizzano prodotti “alla menta”, benché della vera pianta di menta contengano quasi nulla e il mentolo venga spesso sintetizzato chimicamente. (Qui per leggere l’intero articolo).

L’olio di cocco per l’igiene dentale

Sfatato un po’ il mito di menta e mentolo, ora al centro delle polemiche c’è il fluoro che pare sia nocivo. Fra pareri discordanti, io dico sempre “nel dubbio, autoproduci!”. Fra le varie ricette per fare un dentifricio in casa, quello con l’olio di cocco mi è sembrato il più semplice ed efficace ed eccomi qui ad invitarvi ad autoprodurlo. Il valore aggiunto dell’olio di cocco sta nella sua composizione, infatti il 50% di  grasso contenuto nell’olio di cocco è acido laurico, elemento estremamente raro in natura, un potente distruttore di ogni tipo di microbo: virus, batteri, protozoi (molti potenzialmente nocivi).

Si può utilizzare quindi come semplice colluttorio, sciacquando la bocca con l’olio di cocco per 15 minuti, dopodiché sputarlo necessariamente e sciacquare la bocca con acqua. Questo processo permette all’olio di ‘tirare fuori’ batteri, virus, funghi e altri detriti. Importante è evitare di deglutire l’olio in quanto si ingerirebbe una sostanza popolata dai batteri e qualsiasi altra potenziale tossina e detrito appena rimossi. Se fatto correttamente, lo sciacquo comporta una notevole pulizia, disintossicazione ed effetti curativi, non solo per la bocca ma per tutto il corpo perché contribuisce a ridurre il carico tossico totale sul sistema immunitario, impedendo la diffusione di questi organismi dalla bocca al resto del corpo, tramite il flusso sanguigno. (Info da disinformazione.it).

Dentifricio all’olio di cocco

Dopo tutte queste premesse necessarie, passiamo all’autoproduzione del dentifricio. È talmente semplice e alla portata di tutti che la ricetta base l’ho sintetizzata in un’infografica.

dentifricio

A questa ricetta si possono fare aggiunte e sostituzioni. Per esempio, nel mio dentifricio ho messo 5 gocce di olio essenziale di menta, 5 gocce di olio essenziale di tea tree e 5 di olio essenziale di salvia; questi ultimi due sono degli antibatterici molto indicati per i dentifrici homemade. Alla ricetta base ho aggiunto anche mezzo cucchiaino di glicerina vegetale per migliorare la consistenza, oppure potete aggiungere anche un cucchiaino di gel di aloe vera, anch’esso indicato per l’igiene dentale.

E voi l’avete provato il dentifricio all’olio di cocco? Cosa ne pensate?

Il cedro e i suoi utilizzi: dalla crostata veg all’impiego in ecocosmesi

cedri

Ti arrivano dei cedri non trattati dalla campagna di un tuo amico. Che fai? Non vuoi metterti a sperimentare? Ed eccoci qui di giovedì ad approfondire questo frutto di origine asiatica, entrato di diritto a far parte della famiglia degli agrumi insieme ad arance, pompelmi, mandarini e limoni (la nostra amica Felicia per questo giovedì mi ha ceduto il suo posto sul blog per farci una sorpresa per San Valentino…).

Ogni qualvolta abbiamo un frutto o un tipo di verdura e vogliamo sperimentarne i vari utilizzi, dobbiamo partire necessariamente dalle proprietà intrinseche. In questo caso, scopro che il cedro, come tutti gli agrumi è un concentrato di qualità nutrizionali e benefiche per l’organismo ed è una vera e propria miniera di sali minerali e vitamine, in particolare vitamina C. Ricco di flavonoidi, rientra, quindi, tra gli alimenti antiossidanti. Ha proprietà digestive, germicide, disinfettanti, stimolanti e lassative, quindi aiuta a combattere la formazione di gas addominale, è un antipertensivo naturale e un ottimo alleato in caso di cistite, cellulite e disturbi renali, stimola la crescita dei capelli. Il cedro, infine, ha pochissime calorie (circa 11 per 100 grammi di frutto fresco), quindi fa benissimo al mattino berne il succo, magari diluito in un bicchiere d’acqua*. Passiamo adesso ai vari utilizzi.

CROSTATA VEGANA CON CREMA AL CEDRO

Dato il sapore molto particolare, non tutti gradiscono il cedro fresco, infatti spesso viene candito con lo zucchero e aggiunto nei dolci.
Io ho preferito utilizzarlo fresco nella preparazione di una buonissima crostata veg sana, gustosa e ipocalorica. Sia per la pasta frolla che per la crema pasticcera, ho seguito la ricetta di Vegolosi, apportando delle modifiche.

crostatacedro

Pasta frolla

100 gr di farina 0
150 gr di farina di farro
80 ml di olio di semi di girasole spremuto a freddo
60 ml di acqua
8 gr di cremor tartaro
120 gr di zucchero integrale di canna
La scorza di 1/2 cedro

Crema pasticcera al cedro

400 ml di latte di soia
10 dl di succo di cedro fresco
60 gr di di zucchero di canna integrale
25 gr di farina di avena
3 gr di amido di mais
4 gr di curcuma in polvere
La scorza di 1/2 cedro

Decorazione

Scorza di cedro
Zucchero di canna

Preparazione

-Per prima cosa, dobbiamo fare la pasta frolla. In una ciotola capiente, metteteci gli ingredienti secchi setacciati (farine, zucchero, cremor tartaro) e poi aggiungete l’acqua e l’olio e la scorza di cedro. Mescolate con un cucchiaio di legno o con le vostre fantastiche mani fino ad ottenere un impasto morbido ed omogeneo. Formate una palla e avvolgetelo in una pellicola per alimenti. Lasciate riposare in frigo per almeno un’ora.

-Passiamo alla crema. Prendete un pentolino con i bordi alti e metteteci farina e zucchero setacciati e una parte di latte e mescolate con una frustra cercando di eliminare tutti i grumi. Mettete il pentolino sul fuoco basso e aggiungete il latte poco alla volta, continuando a mescolare dolcemente fino a quando comincerà un po’ a bollire. Aggiungete l’amido e la scorza di cedro, continuando sempre a mescolare dolcemente per un minuto e facendo attenzione al fondo del pentolino dove potrebbe solidificarsi la crema. Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare la crema.

-Dopo un’ora, tirate fuori la frolla dal frigo e stendetela in un tegame per crostate (io l’ho stesa con le mani), dopo aver messo un po’ di farina sul fondo.Versate la crema sulla frolla e livellatela.

-Tagliate a striscioline la scorza di cedro facendo attenzione a non prendere la parte bianca (io ho usato un pelapatate) e mettetelo a piacimento sulla crema per guarnire la torta. Mettete dello zucchero di canna sulle scorze in modo che, col calore, diventino quasi caramellate.

-Cuocete in forno a 180 gradi per mezz’ora/40 minuti.

ALTRI UTILIZZI DEL CEDRO

In cucina

Può essere utilizzato nella preparazione di insalate, liquori, marmellate, sciroppi.

In eco-cosmesi

Come tutti gli agrumi, anche la buccia del cedro contiene l’olio essenziale dalle proprietà anticellulite, rinfrescanti, repellenti e disinfettanti. Dei preparati casalinghi possono essere:

  • l’oleolito da impiegare per massaggi anticellulite o lozioni anticaduta;
  • l’estratto alcolico da aggiungere alle creme anticellulite homemade, l’unguento post-puntura (che in tal caso diventerebbe pre-puntura) e al pout pourri per profumare gli ambienti;
  • Tonico purificante (segui la stessa ricetta con l’arancio amaro).

*Info da Curenaturali.it

Giù in Salento per il Laboratorio di Ecocosmesi a Luna_Laboratorio Rurale

lab_lecopunk

Venerdì 18 dicembre avrò il piacere di essere ospite di Luna_laboratorio Rurale: un progetto di cinque ragazze che hanno recuperato un terreno a Galatone (LE), prendendo in gestione una struttura di una parrocchia nata inizialmente come comunità di recupero dalla tossicodipendenza e abbandonata per dieci anni, e accogliendo adesso attività di innovazione sociale e agricola. Scrivono per la campagna di crowdfunding “Stiamo coltivando il terreno che abbiamo a disposizione, vogliamo fare formazione tecnica, promuovere l’innovazione, tutelare il territorio e dare opportunità di lavoro ai giovani. Vogliamo promuovere colture tradizionali e renderle volano di sviluppo, creare circuiti virtuosi di cooperazione”.

Con queste premesse, la collaborazione è presto fatta e sono entusiasta per vari motivi. In primis perché non ho mai svolto una laboratorio così a sud, cogliendo l’occasione per tornare a fare un giro in Salento e conoscere e fare rete con queste ragazze così audaci che vogliono far rivivere questo spazio strappato all’abbandono “facendolo diventare un punto di riferimento locale, un luogo aperto e creativo, dove si impara da tutti, si condividono esperienze, si cresce insieme e si crea sviluppo per il territorio“. In secondo luogo sono felice di poter usare, durante il laboratorio, gli scarti agricoli (come le foglie di vite) e mostrare praticamente quanto gli scarti si stanno trasformando in risorsa importantissima per contenere gli sprechi e pensare ad un tipo di economia circolare che privilegia la sostenibilità ambientale e il consumo critico.

Di questo se ne parlerà meglio il 18 dicembre, ma soprattutto durante la giornata si autoprodurranno cosmetici con tutti i partecipanti fra una chiacchiera e l’altra, in modo da avere un confronto e uno scambio di esperienze. Ecco il programma:

-Lettura delle etichette

-Il consumo critico e l’utilizzo degli scarti agricoli in cosmesi

-Autoproduzione collettiva di 3 cosmetici + un breve tutorial su come creare un unguento

-Packaging di riuso (a cura di Luna)

E dopo il laboratorio, merenda offerta da Luna, a base di tisana di canapa e marmellata di stagione home made!

Per maggiori info, guarda l’Evento Fb o scrivi a lunalaboratoriorurale@gmail.com

 

 

DIY: crema viso contro le macchie scure

cremaantimacchie

Bentornati con un’autoproduzione cosmetica adatta per questo periodo. Avete presente quelle macchie scure sulla pelle? Solitamente sono date dai segni del tempo, ma possono anche essere causate da un’abbronzatura aggressiva o cicatrici o irritazioni in generale. La mia vicina di casa mi ha chiesto di prepararle una crema viso dal potere schiarente e idratante contro le macchie scure delle pelle e sono arrivata a formulare questa crema leggermente antirughe con gli ingredienti “attivi” in tal senso che sono l’olio di ricino, il gel d’aloe vera, l’olio essenziale di limone. Vediamo le loro proprietà da vicino e poi passiamo alla ricetta.

L’olio di ricino e il gel d’aloe vera (ricavato direttamente dalla pianta nel mio orto sul balcone) sono formidabili per aiutare la pelle a rigenerarsi. Potrete verificare l’efficacia di entrambi anche solo applicandoli sulle macchie prima di andare a dormire e tenendoli in posa tutta la notte. Il gel d’aloe è valido soprattutto per il trattamento delle macchie causate dall’acne e delle macchie rossastre dovute ad allergie o irritazioni della pelle.

Il limone è lo schiarente naturale per eccellenza e l’olio essenziale ricavato dalla buccia aumenta questo potere. Ricco di vitamina E, purificante, levigante (come l’olio essenziale di carota che ho utilizzato nella crema); il succo fresco potete anche utilizzarlo in una maschera viso mescolando yogurt bianco intero e miele e tenendola in posa un quarto d’ora. Sciacquate e applicate la crema viso.

RICETTA

FASE A

1,5 glicerina
0,3 xantana
36,2 acqua demineralizzata

FASE B

2 gr di olio di mandorle
2 gr di olio di semi di girasole spremuto a freddo
2 gr di olio di oliva
4 gr di olio di ricino
2,5 gr di olivem 1000 (emulsionante)

FASE C

2 gr di gel d’aloe vera
1 gr di amido di riso
1 gr di estratto di arancio amaro
7 gtt olio essenziale di limone
5 gtt olio essenziale di carota
8 gtt cosgard (conservante)

Per il procedimento, dovete emulsionare la FASE B nella FASE C seguendo il classico procedimento di preparazione delle creme come lo trovate qui e alla fine aggiungete la FASE C (attivi) a freddo. Potete sostituire l’estratto di arancio amaro con l’oleolito di limone, ottimo da utilizzare sulle mani durante la stagione fredda.

IMPORTANTE: questa crema va utilizzata solo nelle stagioni fredde e va assolutamente evitata l’esposizione al sole per via dell’olio essenziale di limone e dell’estratto di arancio amaro che, come tutti gli agrumi, sono fotosensibilizzanti e possono dare reazioni allergiche a contatto con i raggi solari.

BB cream autoprodotta

bbcream_lecopunk
Un’autoproduzione cosmetica perfetta per la primavera! La BB Cream fornisce in un unico cosmetico una crema solare protettiva, un fondotinta e una crema idratante; per questo è l’ideale da usare in questo periodo, quando la pelle non è ancora abbronzata e si ha bisogno di proteggersi dal sole e perché no, anche di nascondere qualche imperfezione…

La BB Cream è un cosmetico abbastanza facile da autoprodurre, se si hanno già in casa un fondotinta, una crema idratante e una protettiva con un buon Inci; invece se volete autoprodurre ex novo, la cosa si fa un po’ più complicata, soprattutto per quanto riguarda la crema solare protettiva (per approfondire le info sulle creme solari, vi consiglio di leggere questo post). Per le creme idratanti, sappiamo già cosa fare; per il fondotinta minerale invece, mi sono cimentata ad autoprodurlo seguendo lo schema della ricetta di Carlitadolce e apportando le varie modifiche di colore in base al colorito di pelle personale. Le materie prime non sono di facile reperibilità, per questo ho utilizzato ingredienti acquistati su Aromazone. Bene, ora iniziamo!

Ricetta fondotinta

25 gr di biossido di titanio
5 gr di magnesio stereato
4 gr di argilla bianca
1,1 ossido giallo
0,2 ossido blu
0,3 ossido rosso

fondotinta_lecopunk

Per la preparazione del fondotinta minerale, non dovete far altro che pesare le polveri su una bilancia di precisione e metterle tutte insieme in un macinacaffè e tritarle finemente fino a quando avrete un composto polveroso omogeneo. Fate poi una prova sulla mano o sul viso per vedere se il colore ottenuto è compatibile con il vostro colorito naturale, in caso contrario aggiustatelo con gli ossidi. Potete usare l’ossido di zinco al posto del biossido di titanio e l’amido di riso al posto del magnesio stereato.

Una volta ottenuto il vostro fondotinta, potete fare tranquillamente la vostra BB Cream, aggiungendo una crema solare protettiva e la vostra crema idratante per il viso.

Ricetta BB Cream

1 cucchiaino di fondotinta minerale autoprodotto
1 cucchiaino di olio vegetale a vostra scelta
1 cucchiaino di crema solare protettiva
Crema idratante a piacere

-Mescolate in una ciotolina il fondotinta con l’olio vegetale (in caso di pelle mista potete usare l’olio di jojoba, per pelle secca l’olio di mandorle o di oliva) fino a quando i grumi del fondotinta non saranno spariti. Aggiungete la crema solare protettiva (potete usare la crema solare dell’anno precedente) e continuate a mescolare. A questo punto piano piano aggiungete un cucchiano di crema idratante e continuate a mescolare fino ad ottenere la tonalità che più vi piace, ricordando che più crema idratante aggiungete, più la BB Cream sarà meno coprente.

Se non riuscite ad autoprodurre il fondotinta a casa, potete usare un fondotinta minerale con un buon inci (attenzione perché proprio nei fondotinta c’è un’altissima percentuale di derivati del petrolio).
Non ha bisogno di conservante e si conserva in luogo fresco e asciutto come tutte le altre creme.

 

Unguento all'arnica homemade, un sollievo immediato dai dolori

unguentoarnica_ecopunk

L’unguento all’arnica fatto in casa è un toccasana per tutti i dolori di origine articolare e muscolare, utile soprattutto in primavera, quando si risvegliano malanni e malumori del “cambio di stagione”. Con olio di arnica puro, oleolito di artiglio del diavolo e oli essenziali di zenzero, canfora, lavanda, è un rimedio facilissimo da autoprodurre e produce effetti immediati. Attenzione, dà dipendenza!

L’olio di arnica

È un oleolito ottenuto dalla macerazione dei fiori di Arnica montana in un olio vegetale e dotato di proprietà antinfiammatorieanalgesiche sui traumi del sistema circolatorio, dei muscoli e dell’apparato osteoarticolare. Oltre a ridurre il dolore dovuto a traumi quali urti e cadute, favorisce anche il riassorbimento dei lividi, ematomi. Da usare al posto del ghiaccio in caso di cadute, fratture, lussazioni, incidenti, è molto efficace anche su strappi e stiramenti muscolari, distorsioni, contusioni, slogature, flebiti, dolori articolari caratterizzati anche da infiammazione e gonfiore, e reumatismi. Ideale quindi per un massaggio tonificante, si può applicare direttamente sui muscoli doloranti o diluendolo in un altro olio vegetale.

Artiglio del diavolo

L’efficacia analgesica e anti-infiammatoria si è dimostrato particolarmente attivo soprattutto nelle situazioni che causano dolore e infiammazione come tendiniti, osteoatrite, artrite reumatoide, mal di schiena, mal di testa da artrosi cervicale, dolori generici alla cervicale, contusioni, sciatica, artrite, artrosi.

Oli essenziali

Quelli di zenzero e canfora hanno proprietà spiccatamente antinfiammatorie in caso di dolori di origine reumatica e traumi sportivi, tensioni muscolari di varia origine; la lavanda invece è conosciuta per le sue proprietà calmanti e antispasmodiche.

Ricetta

10 gr di olio di arnica
30 gr di oleolito di artiglio del diavolo
8 gr di cera d’api (o cera di soia)
10 gtt di olio essenziale di zenzero
8 gtt di olio essenziale di canfora
6 gtt di olio essenziale di lavanda

Preparazione

-Sciogliete la cera d’api e l’olio di arnica in un bicchiere di vetro a bagnomaria.
-Una volta che la cera si è completamente sciolta, togliete dal bagnomaria e fate raffreddare per qualche minuto.
-Aggiungete al preparato l’oleolito di artiglio del diavolo e gli oli essenziali mescolando con una stecchetta di legno.
-Versate il tutto in un barattolino di vetro e fate raffreddare a temperatura ambiente.

In caso di dolori, si consiglia di applicare una piccola dose 3 volte al giorno fino al completo assorbimento. Non ha bisogno di conservanti in quanto non sono presenti parti acquose e dona sollievo immediato. Provare per credere!

Per saperne di più, leggi Tinture madri, oleoliti, oli essenziali

Info sulle erbe da Curenaturali.it

Laboratorio di ecocosmesi al Milk Bar di Torino con Contiamoci – Buone pratiche che contano

laboratoriocontiamociVi avevo preannunciato delle belle novità e quindi ricominciamo la settimana con una bella notizia: il 14 di febbraio l’Eco Punk terrà un laboratorio di ecocosmesi a Torino, presso il Milk Bar, ma la notizia più bella è che questo laboratorio è stato organizzato con Greta, la co-fondatrice di Contiamoci – Buone pratiche che contano, partner de l’Eco Punk fin dai suoi primi vagiti. Dopo un anno di scambi, collaborazioni e confronti, finalmente siamo riuscite ad organizzare un laboratorio di autoproduzione insieme e io sono davvero contenta di condividere l’amore per le autoproduzioni (sarà un caso che è proprio il giorno di San Valentino?) con chi ogni giorno si impegna a creare una comunità critica che scambia, insegna ed impara le buone pratiche per ridurre l’impatto ambientale e per proporre una stile di vita sobrio e decrescente.

Il laboratorio di ecocosmesi con Contiamoci, è inserito all’interno di una serie di attività didattiche da loro organizzate con il fine di far riscoprire e condividere la manualità e il consumo critico; per cui dopo la lettura delle etichette dei cosmetici da supermercato, autoprodurremo tutti insieme lo scrub al cocco, il tonico agli agrumi e la maschera viso alla mela. Tre cosmetici semplici ed ecologici, con ingredienti stagionali e facilmente reperibili, per insegnare a rispettare i ritmi della natura e mostrare come le autoproduzioni cambiano i modi di pensare e quindi lo stile di vita (basta pensare a quanto siamo abituati ad ottenere tutto e subito…).

Sarà sicuramente uno splendido sabato pomeriggio al Milk Bar di Torino, un negozio e un luogo di incontro dedicato alla gravidanza, all’allattamento ed alla maternità, in pieno centro, vicino Piazza Bodoni, una delle piazze più belle della città. E io non vedo l’ora di esserci per confrontarmi sempre con realtà diverse, insegnando l’amore per le autoproduzioni e mettere in pratica il concetto di nomadismo… Ve ne parlerò appena mi fermerò, se mi fermerò… Per il momento aspetto gli ecopunkers torinesi al Milk Bar dalle 15 alle 18.

Per le iscrizioni, leggete cosa scrive Greta sul laboratorio e compilate il modulo di iscrizione sul Blog di Contiamoci, oppure date un’occhiata all’evento su Fb.

Crema antirughe con olio di canapa e curcuma (part II)

cremaantirughe

Vi avevo già parlato della cold cream antirughe con olio di canapa e tutte le bufale cosmetiche sui “potenti” effetti di alcuni ingredienti chimici, ritenuti assolutamente necessari per il ringiovanimento cutaneo. Bene, dopo tutte le richieste per la crema antirughe e i consigli dati per mantenere la pelle giovane e sana, mi appresto a scrivere la ricetta della mia crema antirughe sicuramente più professionale, meno unta e più corposa rispetto alla cold cream.

Prima però di parlare della ricetta, tenevo a smontare il dogma creato dalla pubblicità delle creme in commercio, secondo cui una donna a trent’anni deve necessariamente utilizzare una crema antirughe anche in assenza delle stesse, per prevenire l’invecchiamento cutaneo. E così vedo ragazze trentenni senza rughe, ossessionate dal mantenere la pelle giovane a tutti i costi, che acquistano creme antiage inutili e costose… In verità vi dico che se utilizzate creme piene di petrolati, è quasi certo che le rughe vi verranno molto prima del previsto! Se invece utilizzate una buona crema idratante che nutre a fondo la pelle, autoprodotta o meno, e seguite un’alimentazione corretta (in particolare ricca di vitamina E), la vostra pelle rimarrà giovane e tonica molto a lungo. Quindi suvvia, anziché pensare alle rughe che vi verranno in futuro, pensate a quale crema utilizzare ora per idratare la pelle!

Torniamo all’autoproduzione. Per chi ha voglia di spignattare come si deve (detesto questo termine, però viene chiamato così il mescolare per creare cosmetici), può seguire tranquillamente tutti i passaggi utilizzando ingredienti naturali reperibili sugli e-commerce come Aromazone o La saponaria; per chi invece non dispone di questi ingredienti, può continuare a creare la cold cream ugualmente efficace con ingredienti sicuramente di più facile reperibilità. Pronti? Andiamo!

RICETTA (per 100 gr circa di crema)

FASE A (acquosa)
3 gr di glicerina
0,6 di gomma xantana
36,2 di acqua demineralizzata

FASE B (grassa)
2 gr di jojoba
4 grammi di olio di semi di girasole spremuto a freddo
5 gr di olio di germe di grano
5 gr di olio di canapa
2 gr di burro di karitè
1 gr di tocoferolo
4 gr di gliceryl stereate (emulsionante)
3 gr di cetearyl alcohol (emulsionante)

FASE C (attivi)
2 gr di acido ialuronico
3 gr di oleolito di curcuma
2 gr di estratto di arancio amaro
10 gocce di olio essenziale di ginepro
18 gocce di cosgard

-Prepariamo subito la fase acquosa, creando il gel. Prendiamo un bicchiere di vetro, sciogliamo all’interno la xantana e la glicerina con un cucchiaino e aggiungiamo l’acqua. Aspettiamo che si formi il gel.

-Prendete un altro bicchiere di vetro e versateci tutti gli ingredienti della fase grassa, escluso il tocoferolo.

-Ponete entrambi i bicchieri a bagnomaria e lasciate riscaldare fino a quando la fase grassa si sarà completamente sciolta. Mentre aspettate, preparatevi già un bicchiere con i bordi alti e il minipimer per emulsionare.

-Appena sciolta la fase B, togliete la fase acquosa dal bagnomaria e versatela nel bicchiere con i bordi alti e frullatela un attimo a bassa velocità.

-Aggiungete poco alla volta la fase grassa alla fase acquosa e nel frattempo continuate a frullare sempre a bassa velocità.

-Una volta effettuata l’emulsione, vedrete che la crema sbiancherà, avrà un po’ di bolle e sarà un po’ fluida. A questo punto mescolate con un cucchiaino e lasciatela riposare per 5 minuti, in modo che si raffreddi e si addensi.

-Una volta raffreddata, aggiungete tutti gli attivi e il tocoferolo. Mi raccomando il conservante sempre alla fine.

La texture di questa crema è sbalorditiva: morbida, corposa, non unta, nutre la pelle a fondo. Potete sostituire l’oleolito di curcuma o l’acido ialuronico con l’olio di rosa mosqueta o borragine, l’olio essenziale di ginepro con della lavanda o olio essenziale di rosa, l’olio di canapa con l’olio di oliva.

Questa crema sta riscuotendo un successone perché realmente efficace! Fatemi sapere se la fate e se avete qualche suggerimento.

Al prossimo spignatto.

Per la ricetta della cold cream e sugli utilizzi dell’olio di canapa in cosmesi, leggi qui

Laboratorio di eco-cosmesi al Negozio Leggero di Milano

ecocosmesi_leggero_ecopunk

E come vi avevo preannunciato, partiamo subito con le news: l’EcoPunk sosterrà il laboratorio di ecocosmesi al Negozio Leggero di Milano! Per chi ancora non lo conoscesse, il Negozio Leggero nasce dall’esperienza dell’Ente di ricerca Ecologos e dal lavoro di Rinova s.c. per proporre al mercato un nuovo modo di fare la spesa: senza imballaggi, quindi più leggera. All’interno del Negozio Leggero potete trovare pasta, legumi, farine, birre, detersivi, cosmetici, birre, tutto rigorosamente sfuso per ridurre il più possibile lo spreco e quindi l’impatto ambientale (per info negozioleggero.it).

In quest’ottica volta alla sostenibilità, il Negozio Leggero e l’EcoPunk si sono ritrovati per proporre il laboratorio di autoproduzione di cosmetici naturali utilizzando le materie prime fornite dal Negozio, ossia farine, sale, bicarbonato, acido citrico, argilla verde per fare in modo di facilitarne la riproduzione a casa.

Non vedo l’ora di autoprodurre!

Per tutti gli ecopunkers di Milano e dintorni, vi aspetto il 4 febbraio in via Anfossi, 13.