Trattamento per capelli anticaduta: olio e shampoo al peperoncino e rosmarino

Sto ascoltando Father Figure – Dead Confederate

Dall’album Sugar, 2010

Genere: Alternative, Alt Rock, Grunge, Psychedelic Rock

trattamentoanticaduta

Cosa c’entra il peperoncino con i capelli? Finalmente sul mio blog, un trattamento per la caduta dei capelli già collaudato: l’oleolito al peperoncino. Ebbene sì, proprio lui, il peperoncino che usiamo a tavola per insaporire le pietanze, è un ottimo rinforzante per i capelli perché stimola la circolazione sanguigna e contrasta la caduta dei capelli.

Tempo fa mi è giunta una richiesta per un trattamento anticaduta che fosse completamente naturale (le fiale anticaduta contengono tantissimi derivati del petrolio) e ho fatto in casa l’oleolito al peperoncino da usare come lozione pre-shampoo da tenere in posa per 15 minuti circa dopo un bel massaggio con le dita. Il risultato ha sbalordito anche me: dopo mesi di utilizzo, i capelli erano più forti, sani e la caduta si è addirittura fermata! Ovviamente il tizio interessato, oltre a richiedermi più volte l’oleolito, l’ultima volta mi ha chiesto uno shampoo per completare il trattamento e dopo svariate ricerche fra marche costose e più o meno sostenibili, sono arrivata ad una conclusione: non mi piace usare tensioattivi e altri agenti schiumogeni, perché non provare allora ad arricchire uno shampoo neutro delicato?

E così ho fatto. Ho preparato il mio oleolito con i peperoncini del Cilento, dono di un cumpare del Campdigrano dopo la semina del grano a Baronissi, arricchito questa volta con il rosmarino dal mio orticello sul balcone, ottimo anch’esso per lucidare e rinforzare i capelli. Ho messo quindi in un contenitore di vetro, una manciata di peperoncini sbriciolati e due rametti di rosmarino e li ho coperti interamente con olio di oliva. Dopo venti giorni ho filtrato e ho ottenuto l’olio piccante aromatizzato al rosmarino che vedete nella bottiglietta di vetro in foto (in un post precedente vi ho fatto vedere il mio oleolito da filtrare).

Appena pronto l’oleolito, ho acquistato uno shampoo neutro delicato e biologico (se lo fate, state attenti a leggere l’inci) e l’ho arricchito con l’oleolito e gocce di oli essenziali di rosmarino.

Ricetta shampoo anticaduta

200 ml di shampoo neutro
3 cucchiai di oleolito al peperoncino (anche solo l’olio d’oliva è già rinforzante)
20 gocce di olio essenziale di rosmarino

Preparazione: aggiungete i tre cucchiai di olio e le gocce di olio di olio essenziale allo shampoo e agitate bene in modo che si tutti gli ingredienti si amalgamano bene.

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Allora, ricapitolando il tutto, ecco la ROUTINE ANTICADUTA:

1. massaggiate l’oleolito al peperoncino e rosmarino su tutta la testa e lasciate in posa per 15 minuti (se riuscite anche di più);
2. sciacquate e procedete con lo shampoo arricchito;
3. fate un ultimo risciacquo con acqua fresca e aceto bianco o di mele (1 cucchiaio di aceto per 1 lt di acqua) al posto del balsamo.

I risultati sono visibili agli occhi: capelli sani, lucenti, morbidi e più forti; questo trattamento è adatto sia per gli uomini che per le donne e cos’altro aggiungere? Il mio amico a cui ho consigliato tutto questo, è diventato un mio “cliente” affezionato.

E per chi non sa cos’è un oleolito e la differenza con gli oli essenziali e gli estratti, vi consiglio di leggere uno dei miei primi post: Tinture madri, oleoliti, oli essenziali: istruzioni e qualche ricetta per schiarirvi le idee.

Metti un sabato pomeriggio, un laboratorio di Eco Cosmesi…

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Un pomeriggio di scambio e condivisione sull’autoproduzione: questo è stato il primo laboratorio di Eco Cosmesi tenuto a Barletta nell’ecobottega Scartoff, davanti a 23 persone estremamente interessate a produrre prodotti semplici e naturali per la cura del proprio corpo.

Dopo un’introduzione sulla mia esperienza da autodidatta in Eco Cosmesi e sugli ingredienti dannosi contenuti nei cosmetici più comuni (tensiotattivi e petrolati in primis), ho spiegato cos’è l’Inci e come decifrarlo con l’aiuto del Biodizionario e ho cercato di far comprendere anche quanto sia necessario il tempo necessario per imparare a fare la spesa e prendersi cura del proprio corpo in maniera diversa, sostenibile per le nostre tasche, per la nostra pelle e per l’ambiente.

Superata la parte un pò più “tecnica”, siamo partiti subito con l’autoproduzione, iniziando con un semplice sapone alla farina di ceci per il viso, passando per il tonico al tè verde, approdando allo scrub anticellulite con i fondi del caffè.

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La foto non lascia dubbi: guardate che belli i partecipanti al corso mentre autoproducono! Sono rimasta davvero sopresa nel constatare l’interesse e la loro voglia di sperimentare (alcuni venuti anche dai paesi limitrofi), l’affetto e la fiducia dimostratami, il tutto contornato da chiacchiere, consigli e un sottofondo musicale rock’n’roll che creava una vera e propria atmosfera di festa, una festa delle autoproduzioni!

Per finire ho fatto un tutorial della crema base per il viso alla lecitina di soia, spiegando i vari tipi di oli e i loro possibili utilizzi, con una sorpresa finale: ad estrazione abbiamo regalato 2 barattoli di crema da me creata e due struccanti alla camomilla, fra la gioia dei 4 sorteggiati e la partecipazione degli altri che hanno reso magico questo sabato pomeriggio.

Che altro aggiungere… alla fine del laboratorio con enorme gioia sono stata bombardata di domande e richieste di suggerimenti per un prossimo laboratorio, inoltre per chi mi segue sul blog, ho messo a disposizione un Pdf sfogliabile con un riassunto di quello che ci siamo detti durante il laboratorio.

L’esperienza è stata incredibile e per questo la ripeterò con i supercollaborativi ragazzi di Scartoff che ringrazio, ma soprattutto un grazie enorme a tutti i presenti, perchè sono stati meravigliosamente partecipativi.

Continuate con l’autoproduzione ragazzi e a presto.

LINK UTILI

Principi di Eco Cosmesi da sfogliare

Sapone alla farina di ceci

Tonico al tè verde

Crema alla lecitina di soia

Olio post depilazione all'ossido di zinco

Sto ascoltando Take Me To The River – Talking Heads

Dall’album: More Song About Buildings And Food – 1978

Genere: new wave, post punk, funk

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Rieccomi qui con un pò di cosmesi semplice e naturale e con un pezzone. Per iniziare, mi rivolgo subito ad un eventuale uomo in lettura perchè ho da fare una confessione: la stragrande maggioranza delle donne si depila e vi assicuro che fa male, eccome se fa male! E vi dirò di più, la pelle potrebbe anche irritarsi, potrebbe insorgere qualche pelo incarnito o un pò di follicolite, ma vi assicuro che tutto questo accade perchè siamo umane e la pelle potrebbe essere sensibile agli strappi con cerette strapiene di petrolio e non c’è photo o color correction che venga in nostro aiuto… Suvvia chiudete la bocca e dimenticate per un momento le donne da copertina, non crolla il mondo se vi dico che anche le donne sono umane, piuttosto dite loro dei rimedi naturali, a meno che non vi depiliate anche voi e quindi, ne usufruite anche voi…

Fatta questa premessa, oggi un post per le comuni donne mortali che hanno la pelle delicata e usano depilarsi con la ceretta. Vi ricordate il post sulla ceretta a freddo? Alcune di voi l’hanno provata e si sono trovate benissimo, risparmiando anche un pò di soldini. Bene, per completare la routine depilatoria naturale, vi propongo un olio post depilazione molto semplice ed efficace, naturale e delicato, con lo stesso componente della crema Fissan in commercio (quella per i culetti dei bambini, per intenderci), l’ossido di zinco. E’ una polvere bianca che potete trovare in farmacia o nei negozi di materie prime online e viene combinata in percentuali variabili per creare paste, creme o pomate curative al fine di stimolare e rigenerare la pelle velocizzando la guarigione di abrasioni, infiammazioni, desquamazioni e ulcerazioni come acne, irritazioni nelle parti intime o eczemi in virtù delle sue proprietà lenitive, astringenti, antinfiammatorie. Pronte? Via!

RICETTA:

2 gr di ossido di zinco

9 gr di olio di riso o mandorle

4 gr di olio d’oliva

4 gocce di olio essenziale a piacere fra lavanda, tea tree, menta, geranio

PREPARAZIONE

-Versate in un bicchierino di vetro l’olio di riso e l’ossido di zinco e cercate di sciogliere completamente la polvere in caso di grumi;

-Aggiungete l’olio d’oliva e gli oli essenziali e se non lo utilizzate al momento (io l’ho messo nel contenitore in foto perchè usato al momento), conservatelo in un contenitore di vetro oppure potreste aggiungerlo alla vostra crema quotidiana.

L’olio è già fatto! Va benissimo anche come post puntura, sulla pelle arrossata e irritata, toglie il prurito.

Semplice, efficace, economico, amico dell’ambiente, perchè non provare?

Tonico astringente naturale e utilizzi del tè verde

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Sembra una bella tisana da bere (forse si può?), in realtà è un tonico astringente express che ho appena autoprodotto con tè verde, limone e qualche erbetta presa dal giardino sul balcone. Prepararlo è semplicissmo ed economico: bastano pochi ingredienti in infusione e il tonico naturale è fatto!

Perchè il tè verde

Il tè verde è ricco di antiossidanti, apporta vari benefici al corpo e può anche essere usato per curare l’acne, in quanto restringe i pori dilatati e riduce le imperfezioni causate dall’uso di cosmetici contenenti derivati dal petrolio che, come vi ho già detto molte volte, occludono la pelle causando la proliferazione di batteri nello strato sottocutaneo. Il tè verde è uno dei metodi naturali migliori per aiutare la tua pelle a diventare luminosa e perfetta, in quanto purifica e quindi adatto a chi ha una pelle grassa e mista. Se usato tutti i giorni, vedrete che risultati!

In cosmetica può essere utilizzato in vari modi sia per il viso che per il corpo:

Sapone. Basta prendere una bustina di tè verde, passarla sotto dell’acqua bollente (deve venir fuori il vapore) e strofinarla sul viso fino a quando non è più calda. Se invece avete appena bevuto una tazza di tè verde, potete utilizzare la bustina avanzata sopo l’infusione.

Maschera. Prendete dell’argilla verde e anzichè aggiungere dell’acqua per creare l’impasto, aggiungete dell’infuso di tè verde per potenziare gli effetti benefici.

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Tonico. Per creare un tonico purificante come quello che avete visto nella foto in alto, basta bollire un pò d’acqua e lasciare in infusione una bustina di tè verde, bucce di limone, qualche foglia di salvia e qualche rametto di rosmarino. Il limone e le erbette hanno tutti poteri cicatrizzanti, purificanti e astringenti, inoltre la buccia del limone contiene al suo interno gli oli essenziali e quindi è importante per godere di tutte le sue proprietà.

Vapori facciali. Fate bollire dell’acqua poi versatela in una ciotola larga e poi metteteci gli stessi ingredienti del tonico, cioè tè verde, limone, salvia, rosmarino. Mettete un asciugamano in testa e chinatevi sulla ciotola, stando col viso non troppo vicino all’acqua ma abbastanza da riceverne il vapore. Restate così non più di cinque minuti e poi potete procedere alla pulizia del viso.

Altri utilizzi. Il tè verde come tutti sappiamo è anticellulite, purificante, stimolante della diuresi, aiuta a perdere peso, quindi è consigliabile bere almeno una tazza al giorno lontano dai pasti. Inoltre si può utilizzare al posto dell’acqua per preparare uno scrub anticellulite con i fondi del caffè, secondo le dosi della ricetta, oppure ancora per arricchire le vostre creme idratanti viso e corpo.

Fatemi sapere se qualcuno di voi lo utilizza e come si trova. A presto!

Rimedi antifreddo semplici ed economici: il burrocacao

Sto ascoltando The Smiths – Bigmouth Strikes Again

Tratto da The Queen is Dead -1986

Genere: new wave, post-punk, alternative

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Se vi dico burrocacao, cosa vi viene subito in mente? Quasi certamente la maggior parte penserà agli stick per labbra della Labello che in realtà poco hanno a che fare con il burro di cacao vero e proprio. Asserisco questo perchè sicuramente molti di voi, come me nel corso degli anni, avranno notato che con l’uso continuo di Labello durante l’inverno, le labbra continuano ad essere screpolate e arrossate, senza riuscire a dare un reale motivo. Stessa cosa per l’Olio Johnson, creme idratanti varie da supermercato e nessuno si e ci spiega il perchè. Anzi pensandoci meglio, addirittura questi prodotti creano quasi dipendenza, in quanto dopo le prime settimane di utilizzo, notiamo che la pelle diventa sempre più secca e quindi aumentiamo le dosi su corpo, viso, labbra, capelli, continuando a non ottenere risultati, inquinare e consumare più tempo e soldi.

La spiegazione c’è ed è sempre in quel rettangolino con parole incomprensibili presente solitamente sul retro dei cosmetici da supermercato. Come vi ho già parlato in un post precedente, quel rettangolino è l’Inci del prodotto che ci dice cosa è contenuto effettivamente nel prodotto e se siete un pò attenti (basta davvero un pò di attenzione), vedete che ciò che accomuna Labello, Olio Johnson, Nivea e via discorrendo sono quelle sostanze come Paraffinum Liquidum, PEG e PPG, Mineral Oil, Petrolatum, tutti i derivati del petrolio. Questi come già detto, non idratano, bensì creano un film protettivo dagli agenti esterni, lasciando la pelle profondamente disidratata e stessa cosa vale per le labbra trattate con Labello, ma anche con tanti prodotti farmaceutici.

Nel caso del burro cacao Labello o Glisolid e molti altri in commercio nei supermercati e farmacie), la cosa che mi inquieta e che in minima parte, ingeriamo tutte queste sostanze che assorbite per anni, non sappiamo neanche cosa provocano.
Sappiamo che solo che la donna media negli USA utilizza quotidianamente circa 12 prodotti per la cura personale, l’uomo medio circa sei. Ogni prodotto contiene almeno dodici sostanze chimiche e meno del 20% di queste sono state valutate sicure dagli esperiti di sicurezza industriale*. 

Scoprendo e verificando l’effetto Labello su di me, sono ricorsa subito a balsami labbra naturali e poi all’autoproduzione e devo dire che finalmente ho risolto il problema delle labbra screpolate. L’inverno è ormai cominciato e proprio ieri mi son messa ad autoprodurre balsami labbra, aumentando le quantità per regalare alle amiche il piacere delle labbra idratate.

RICETTA (dal forum di Lola)

  • 1,5g cera d’api
  • 2g burro di cacao
  • 1g burro di karitè
  • 1,5g olio di ricino, di oliva, di riso
  • 0,5g tocoferolo (vitamina E)
  • Una puntina (di cucchiaino) di miele d’acacia

PREPARAZIONE

-In un bicchierino di vetro versare la cera, i burri, gli oli, il tocoferolo e il miele, pesandoli con una bilancina di precisione.

-Versato tutto potete riempire un pentolino con 2/3 dita d’acqua e mettere sul fuoco. Fate scaldare a bagnomaria fino a che il contenuto non si è sciolto tutto (in particolare ci vorrà del tempo per sciogliere la cera), mescolare per bene in modo da far amalgamare il miele e gli altri ingredienti.

-Nel frattempo preparate il tubetto vuoto (un labello pulito e riciclato o un tubetto apposito). Versare il liquido caldo nel tubetto fino al bordo (in modo che non strabordi). Lasciare raffreddare per diverse ore, anche una notte, e provare ad aprire il tubetto con molta calma solo quando è completamente freddo.

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Fatto! Queste dosi sono per uno stick solo o uno stick e mezzo se avete un tubetto più piccolino, in più per chi ha problemi di herpes è consigliabile aggiungere qualche goccia di olio essenziale di Tea Tree o Malaleuca che è disinfettante e cicatrizzante. Io ho utilizzato dei piccoli contenitori che avevo in casa puliti e asciugati, ma per fare dei regali d’effetto, si possono usare ad esempio le scatolette delle caramelle. Stendete un sottile strato di questo balsamo labbra prima di andare a dormire e vedrete che differenza la mattina!

* Dal sito Terranuova, Ecco come ci avveleniamo con i cosmetici

Dopo quella maledetta mattinata al sole, ecco alcuni consigli su come abbronzarsi.

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Una mattina di sole come tante, decido di fare qualcosa di diverso: vado al mare. Ho la pelle chiara e me ne vanto, anzi direi che a volte più mi chiedono “Ma vai al mare? Come sei bianca, ma stai bene?”, io rispondo “guardate che sto benissimo” e in più distruggono per i giorni a seguire quella scarsissima voglia di abbronzarmi. Sì mi piacciono i vampiri (già prima di Twilight e di tutti gli emo che lo seguono), la pelle diafana e i rossetti scarlatti ma in fondo credo che l’aria iodata sia assolutamente vitale, specie se l’hai respirata per la maggior parte della vita e poi perchè no? Un pò di abbronzatura alla fine non è poi così male.

So che la crema protettiva dopo un anno perde la sua efficacia, ma non avendo altro in casa ed essendo di un bianco da notte horror, tiro fuori la crema dell’anno scorso e me la spalmo abbondantemente. Vado al mare rigorosamente in bici e trascorro un paio d’ore al sole (10.00 – 12.00) tutto sommato piacevoli.

Sappiamo che il bello viene dopo. Pur non essendo molto arrossata, dal pomeriggio comincia quella sottile sensazione di pizzicore diffuso che via via verso la sera, diventa persistente fino a quando vorresti strapparti la pelle di dosso e cominci a maledire il sole, la luna e tutti i pianeti. Ovviamente faccio volare nella spazzatura la crema protettiva dell’anno scorso e corro ai ripari: bagno in acqua fredda con bicarbonato, fette di patate da strofinare su tutto il corpo (proprio da gallina arrosto con patate!) e infine crema Prep a volontà.

Il giorno dopo mi sono data al ripasso su raggi UVB, UVA e compagnia bella, che condivido volentieri in questo post e con la speranza che possa arrivare anche a tutti quelli che si espongono al sole come lucertole sfoggiando un ridicolo colorito rosso peperone, ignorando tutti i danni causati dal sole.

Cominciamo col dire che i raggi UVB sono i maggiori responsabili dell’abbronzatura ma anche degli eritemi e delle scottature, rappresentando un notevole fattore di rischio per la degenerazione cellulare. Gli UVA invece sono quella parte di raggi solari che penetrano maggiormente nella pelle causando danni negli strati più profondi del derma contribuendo all’invecchiamento della pelle. Quindi dobbiamo cercare un solare che prima di tutto, ci protegga da entrambi i raggi, quindi che contengano dei filtri che attutiscano il loro contatto con la pelle.

La stragrande maggioranza delle creme protettive contengono due tipi di filtri:

chimici. Sono derivati del petrolio, filtrano solo una parte delle radiazioni solari e il loro meccanismo d’azione conduce anche all’aumento della sensazione di calore sulla pelle.

fisici. Sono di origine minerale e agiscono riflettendo semplicemente i raggi luminosi e non filtrandoli, conferendo protezione subito dopo l’applicazione e non provocando surriscaldamento dell’epidermide.

Esistono in commercio diversi tipi di prodotti formulati con prodotti fisici, chimici oppure con combinazione di entrambi. Inoltre ho scoperto che non esiste nessun filtro solare in grado di offrire una protezione totale dalle radiazioni e tantomeno esistono dei prodotti solari totalmente biologici e naturali, quindi è importante combinare questi con indumenti adatti come cappelli, vestiti di cotone, occhiali da sole (importantissimi per proteggere la delicata zona occhi e prevenire le dannate “zampe di gallina”).

Prima di concludere, vi dò qualche consiglio che cerco di seguire dopo quella “maledetta mattinata” al mare, per esporci al sole con maggiore consapevolezza:

-conoscere il proprio fototipo per determinare il preciso SFP (Sun Protection Factor) secondo l’etichettatura europea vigente[1] ed esporsi al      sole in maniera graduale,

-tenere i neonati e i bambini lontani dalla luce diretta del sole e proteggerli con prodotti ad elevata protezione,

-evitare l’esposizione al sole durante le ore centrali della giornata (11.00 – 15.00),

-riapplicare la crema protettiva dopo aver sudato o dopo il bagno e sospendere l’esposizione in presenza di arrossamento cutaneo associato a prurito e leggero bruciore,

-consumare frutta e verdura a volontà e bere tanta acqua perchè l’alimentazione riveste un ruolo fondamentale, apportando tutti gli elementi necessari a favorire il mantenimento delle mostre difese immunitarie e nutrire la pelle dall’interno,

-buttate le creme solari dell’anno scorso!

Come scoprire la verità sui cosmetici: Inci e Biodizionario

Ogni giorno siamo bombardati da una miriade di prodotti miracolosi accompagnati da immagini di donne dalla pelle splendida e capelli di fata e un packaging creato ad hoc per risaltare certe componenti (minime) del prodotto che lo rendono assolutamente indispensabile per la nostra cura personale. Ma qualcuno ha riscontrato scarsi risultati dopo l’utilizzo prolungato di alcuni cosmetici più comuni? Sapete che la qualità del prodotto acquistato dipende dall’Inci? Avete mai provato a leggerlo sull’etichetta dei prodotti che vi spalmate addosso quotidianamente? Questo spazio vuole chiarire le idee sulla marea di prodotti per la cura e l’igiene del corpo in commercio e proporre soluzioni alternative autoprodotte completamente naturali, a bassissimo costo e  a ridotto impatto ambientale.

Ho deciso di trattare questo tema non in qualità di medico o specialista, ma in base alla mia esperienza personale. Sono approdata alla bio-cosmesi homemade dopo anni di vani e costosi tentativi per curare un’infezione della pelle con prodotti farmaceutici e da grande distribuzione, collezionando una serie di pessimi risultati. Superato lo scetticismo iniziale, ho cominciato a muovere i primi passi seguendo forum[1] e tutorial su Youtube, ho letto tanti commenti e recensioni positive, per non parlare del numero esorbitante di followers di alcuni canali e portali che mi hanno convinta a riporre fiducia nella cosmesi fatta in casa.

Comincio ad informarmi su cos’è un Inci (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) e cosa contengono i prodotti più comuni. L’Inci è la nomenclatura utilizzata a livello internazionale per identificare gli ingredienti presenti in un prodotto cosmetico ed è rappresentata da quell’elenco di parole strane e incomprensibili inserite in un rettangolino che si trova di solito sull’etichetta posteriore delle confezioni. Bene, quell’indecifrabile rettangolino vi dirà la verità sul vostro prodotto perché quelle strane parole in latino e inglese sono gli ingredienti disposti in ordine di quantità decrescente. I primi ingredienti quindi, sono quelli contenuti in percentuale maggiore.

Esempio di inci

Esempio di inci

Una grande aiuto arriva dal Biodizionario, una guida insostituibile per chi vuole usare i cosmetici in maniera consapevole. L’ho consultato per controllare l’Inci dei prodotti che avevo in casa e il risultato è stato a dir poco impressionante: paraffina, petrolati, mineral oil, peg, parabeni e altri composti chimici tutti derivati dal petrolio che creano una patina oleosa sullo strato superficiale della pelle dando inizialmente un effetto lisciante e idratante, ma al tempo stesso facendo penetrare in profondità sostanze cancerogene che rendono la pelle secchissima e col tempo la predispongono a malattie e nei peggiori dei casi, ai tumori. L’allarme è scattato quando ho scoperto che anche nelle comunissime creme e oli per neonati, ci sono sostanze chimiche che danneggiano la pelle, in barba ai bebè e alle mamme apprensive!

Nello specifico, ogni prodotto cosmetico o per la detergenza della persona pensato per essere rispettoso dell’ambiente e della pelle non dovrà contenere ingredienti come:

  • Tensioattivi derivati dalla raffinazione del petrolio (Sodium laureth sulfate, Sodium lauryl sulfate, Ammoniun lauryl sulfate e altri).
  •  Altri ingredienti derivati dal petrolio come Paraffinum Liquidum, PEG e PPG, Mineral Oil, Petrolatum contenuti anche in cosmetici farmaceutici e per bambini.
  • Ingredienti altamente inquinanti come EDTA, MEA, TEA, MIPA.
  • Ingredienti altamente allergizzanti o considerati come potenziali cessori di formaldeide, tra i quali troviamo: Triclosan e Imidazolidinyl urea, DMDM Hydantoin, Methylisothiazolinone e Methylchloroisothiazolinone, utilizzati come conservanti.
  •  Siliconi come Poliquaternium-80, Dimethicone e Amodimethicone, inquinanti e capaci di creare una pellicola sulla pelle e sui capelli, per renderli apparentemente sani, ma per nulla nutriti[2].

Ho cominciato con l’autoprodurre un semplice sapone per il viso alla farina di ceci e da allora non ho mai smesso di fare esperimenti da piccola alchimista. Ho risolto il mio problema alla pelle e ho conosciuto meglio le proprietà e le sostanze dei prodotti che abbiamo nei nostri pensili in cucina e non sappiamo quanto siano davvero prodigiosi, non solo per la cura personale, ma in generale per il benessere psico-fisico. E poi diciamolo, pasticciare per creare delle creme, saponi, anche trucchi per il make-up è assolutamente divertente!

Nel prossimo post pubblicherò la ricetta facilissima del sapone alla farina di ceci, invitandovi nel frattempo a consultare l’Inci dei prodotti che usate ogni giorno e sperando di avervi  fatto sorgere almeno un piccolo dubbio sulla qualità dei prodotti in commercio.



[1] Consiglio l’utile forum L’angolo di Lola

 [2] Secondo quanto riportato da GreenMe.it