Autoproduzioni cosmetiche con i fiori spontanei: l’oleolito di malva e calendula

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Vi ricordate la raccolta di piante e fiori spontanei in occasione dell’Earth Day? Dopo avervi mostrato papaveri, calendula, tarassaco e malva taccolti sulla Murgia pugliese, in particolare ai piedi di Castel del Monte; in tanti ci avete chiesto cosa avremmo fatto della raccolta. Bene, il tarassaco è stato stufato e consumato il giorno dopo accompagnato da focaccia semintegrale fatta in casa; i papaveri sono finiti in un infuso per una tisana della buonanotte (il cosidetto “papagno” per far dormire i bambini, in questo caso abbastanza cresciuti…) e la malva e la calendula? Sott’olio di oliva rigorosamente made in Puglia!

L’oleolito è un preparato molto utilizzato in ecocosmesi che, come già scritto, altro non è che la macerazione della cosiddetta droga in olio a vostra scelta; in questo caso ho utilizzato olio di oliva, un olio abbastanza pesante che ben si sposa con le proprietà di malva e calendula. Dopo 20 giorni dalla messa sott’olio al buio, si filtra in un barattolo di vetro pulito e completamente asciutto ed è pronto all’utilizzo. Il cosmetico ottenuto possiede proprietà lenitive, emollienti, antinfiammatorie, antispasmodiche, cicatrizzanti. Vediamo insieme i vari utilizzi:

  • puro come olio dopobagno per i neonati, olio intimo, olio lenitivo per il corpo in caso di pelle molto irritata;
  • in aggiunta a dei preparati come la Crema solare protettivaLozione dopobarbaGel DoposolePomata all’ossido di zinco per le irritazioni di varia natura, l’Unguento post puntura di zanzare e insetti vari, sempre durante la fase oleosa;
  • come base per un olio repellente per le punture di insetti a cui andrete ad aggiungere l’olio essenziale di citronella e tea tree o per un olio contro le irritazioni in generale a cui aggiungerete l’olio essenziale di tea tree, lavanda, camomilla.

Come vedete è un oleolito abbastanza versatile e molto utile soprattuto in vista dell’estate. E voi come lo utilizzate?

Giù in Salento per il Laboratorio di Ecocosmesi a Luna_Laboratorio Rurale

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Venerdì 18 dicembre avrò il piacere di essere ospite di Luna_laboratorio Rurale: un progetto di cinque ragazze che hanno recuperato un terreno a Galatone (LE), prendendo in gestione una struttura di una parrocchia nata inizialmente come comunità di recupero dalla tossicodipendenza e abbandonata per dieci anni, e accogliendo adesso attività di innovazione sociale e agricola. Scrivono per la campagna di crowdfunding “Stiamo coltivando il terreno che abbiamo a disposizione, vogliamo fare formazione tecnica, promuovere l’innovazione, tutelare il territorio e dare opportunità di lavoro ai giovani. Vogliamo promuovere colture tradizionali e renderle volano di sviluppo, creare circuiti virtuosi di cooperazione”.

Con queste premesse, la collaborazione è presto fatta e sono entusiasta per vari motivi. In primis perché non ho mai svolto una laboratorio così a sud, cogliendo l’occasione per tornare a fare un giro in Salento e conoscere e fare rete con queste ragazze così audaci che vogliono far rivivere questo spazio strappato all’abbandono “facendolo diventare un punto di riferimento locale, un luogo aperto e creativo, dove si impara da tutti, si condividono esperienze, si cresce insieme e si crea sviluppo per il territorio“. In secondo luogo sono felice di poter usare, durante il laboratorio, gli scarti agricoli (come le foglie di vite) e mostrare praticamente quanto gli scarti si stanno trasformando in risorsa importantissima per contenere gli sprechi e pensare ad un tipo di economia circolare che privilegia la sostenibilità ambientale e il consumo critico.

Di questo se ne parlerà meglio il 18 dicembre, ma soprattutto durante la giornata si autoprodurranno cosmetici con tutti i partecipanti fra una chiacchiera e l’altra, in modo da avere un confronto e uno scambio di esperienze. Ecco il programma:

-Lettura delle etichette

-Il consumo critico e l’utilizzo degli scarti agricoli in cosmesi

-Autoproduzione collettiva di 3 cosmetici + un breve tutorial su come creare un unguento

-Packaging di riuso (a cura di Luna)

E dopo il laboratorio, merenda offerta da Luna, a base di tisana di canapa e marmellata di stagione home made!

Per maggiori info, guarda l’Evento Fb o scrivi a lunalaboratoriorurale@gmail.com

 

 

DIY: crema viso contro le macchie scure

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Bentornati con un’autoproduzione cosmetica adatta per questo periodo. Avete presente quelle macchie scure sulla pelle? Solitamente sono date dai segni del tempo, ma possono anche essere causate da un’abbronzatura aggressiva o cicatrici o irritazioni in generale. La mia vicina di casa mi ha chiesto di prepararle una crema viso dal potere schiarente e idratante contro le macchie scure delle pelle e sono arrivata a formulare questa crema leggermente antirughe con gli ingredienti “attivi” in tal senso che sono l’olio di ricino, il gel d’aloe vera, l’olio essenziale di limone. Vediamo le loro proprietà da vicino e poi passiamo alla ricetta.

L’olio di ricino e il gel d’aloe vera (ricavato direttamente dalla pianta nel mio orto sul balcone) sono formidabili per aiutare la pelle a rigenerarsi. Potrete verificare l’efficacia di entrambi anche solo applicandoli sulle macchie prima di andare a dormire e tenendoli in posa tutta la notte. Il gel d’aloe è valido soprattutto per il trattamento delle macchie causate dall’acne e delle macchie rossastre dovute ad allergie o irritazioni della pelle.

Il limone è lo schiarente naturale per eccellenza e l’olio essenziale ricavato dalla buccia aumenta questo potere. Ricco di vitamina E, purificante, levigante (come l’olio essenziale di carota che ho utilizzato nella crema); il succo fresco potete anche utilizzarlo in una maschera viso mescolando yogurt bianco intero e miele e tenendola in posa un quarto d’ora. Sciacquate e applicate la crema viso.

RICETTA

FASE A

1,5 glicerina
0,3 xantana
36,2 acqua demineralizzata

FASE B

2 gr di olio di mandorle
2 gr di olio di semi di girasole spremuto a freddo
2 gr di olio di oliva
4 gr di olio di ricino
2,5 gr di olivem 1000 (emulsionante)

FASE C

2 gr di gel d’aloe vera
1 gr di amido di riso
1 gr di estratto di arancio amaro
7 gtt olio essenziale di limone
5 gtt olio essenziale di carota
8 gtt cosgard (conservante)

Per il procedimento, dovete emulsionare la FASE B nella FASE C seguendo il classico procedimento di preparazione delle creme come lo trovate qui e alla fine aggiungete la FASE C (attivi) a freddo. Potete sostituire l’estratto di arancio amaro con l’oleolito di limone, ottimo da utilizzare sulle mani durante la stagione fredda.

IMPORTANTE: questa crema va utilizzata solo nelle stagioni fredde e va assolutamente evitata l’esposizione al sole per via dell’olio essenziale di limone e dell’estratto di arancio amaro che, come tutti gli agrumi, sono fotosensibilizzanti e possono dare reazioni allergiche a contatto con i raggi solari.

BB cream autoprodotta

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Un’autoproduzione cosmetica perfetta per la primavera! La BB Cream fornisce in un unico cosmetico una crema solare protettiva, un fondotinta e una crema idratante; per questo è l’ideale da usare in questo periodo, quando la pelle non è ancora abbronzata e si ha bisogno di proteggersi dal sole e perché no, anche di nascondere qualche imperfezione…

La BB Cream è un cosmetico abbastanza facile da autoprodurre, se si hanno già in casa un fondotinta, una crema idratante e una protettiva con un buon Inci; invece se volete autoprodurre ex novo, la cosa si fa un po’ più complicata, soprattutto per quanto riguarda la crema solare protettiva (per approfondire le info sulle creme solari, vi consiglio di leggere questo post). Per le creme idratanti, sappiamo già cosa fare; per il fondotinta minerale invece, mi sono cimentata ad autoprodurlo seguendo lo schema della ricetta di Carlitadolce e apportando le varie modifiche di colore in base al colorito di pelle personale. Le materie prime non sono di facile reperibilità, per questo ho utilizzato ingredienti acquistati su Aromazone. Bene, ora iniziamo!

Ricetta fondotinta

25 gr di biossido di titanio
5 gr di magnesio stereato
4 gr di argilla bianca
1,1 ossido giallo
0,2 ossido blu
0,3 ossido rosso

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Per la preparazione del fondotinta minerale, non dovete far altro che pesare le polveri su una bilancia di precisione e metterle tutte insieme in un macinacaffè e tritarle finemente fino a quando avrete un composto polveroso omogeneo. Fate poi una prova sulla mano o sul viso per vedere se il colore ottenuto è compatibile con il vostro colorito naturale, in caso contrario aggiustatelo con gli ossidi. Potete usare l’ossido di zinco al posto del biossido di titanio e l’amido di riso al posto del magnesio stereato.

Una volta ottenuto il vostro fondotinta, potete fare tranquillamente la vostra BB Cream, aggiungendo una crema solare protettiva e la vostra crema idratante per il viso.

Ricetta BB Cream

1 cucchiaino di fondotinta minerale autoprodotto
1 cucchiaino di olio vegetale a vostra scelta
1 cucchiaino di crema solare protettiva
Crema idratante a piacere

-Mescolate in una ciotolina il fondotinta con l’olio vegetale (in caso di pelle mista potete usare l’olio di jojoba, per pelle secca l’olio di mandorle o di oliva) fino a quando i grumi del fondotinta non saranno spariti. Aggiungete la crema solare protettiva (potete usare la crema solare dell’anno precedente) e continuate a mescolare. A questo punto piano piano aggiungete un cucchiano di crema idratante e continuate a mescolare fino ad ottenere la tonalità che più vi piace, ricordando che più crema idratante aggiungete, più la BB Cream sarà meno coprente.

Se non riuscite ad autoprodurre il fondotinta a casa, potete usare un fondotinta minerale con un buon inci (attenzione perché proprio nei fondotinta c’è un’altissima percentuale di derivati del petrolio).
Non ha bisogno di conservante e si conserva in luogo fresco e asciutto come tutte le altre creme.

 

Crema antirughe con olio di canapa e curcuma (part II)

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Vi avevo già parlato della cold cream antirughe con olio di canapa e tutte le bufale cosmetiche sui “potenti” effetti di alcuni ingredienti chimici, ritenuti assolutamente necessari per il ringiovanimento cutaneo. Bene, dopo tutte le richieste per la crema antirughe e i consigli dati per mantenere la pelle giovane e sana, mi appresto a scrivere la ricetta della mia crema antirughe sicuramente più professionale, meno unta e più corposa rispetto alla cold cream.

Prima però di parlare della ricetta, tenevo a smontare il dogma creato dalla pubblicità delle creme in commercio, secondo cui una donna a trent’anni deve necessariamente utilizzare una crema antirughe anche in assenza delle stesse, per prevenire l’invecchiamento cutaneo. E così vedo ragazze trentenni senza rughe, ossessionate dal mantenere la pelle giovane a tutti i costi, che acquistano creme antiage inutili e costose… In verità vi dico che se utilizzate creme piene di petrolati, è quasi certo che le rughe vi verranno molto prima del previsto! Se invece utilizzate una buona crema idratante che nutre a fondo la pelle, autoprodotta o meno, e seguite un’alimentazione corretta (in particolare ricca di vitamina E), la vostra pelle rimarrà giovane e tonica molto a lungo. Quindi suvvia, anziché pensare alle rughe che vi verranno in futuro, pensate a quale crema utilizzare ora per idratare la pelle!

Torniamo all’autoproduzione. Per chi ha voglia di spignattare come si deve (detesto questo termine, però viene chiamato così il mescolare per creare cosmetici), può seguire tranquillamente tutti i passaggi utilizzando ingredienti naturali reperibili sugli e-commerce come Aromazone o La saponaria; per chi invece non dispone di questi ingredienti, può continuare a creare la cold cream ugualmente efficace con ingredienti sicuramente di più facile reperibilità. Pronti? Andiamo!

RICETTA (per 100 gr circa di crema)

FASE A (acquosa)
3 gr di glicerina
0,6 di gomma xantana
36,2 di acqua demineralizzata

FASE B (grassa)
2 gr di jojoba
4 grammi di olio di semi di girasole spremuto a freddo
5 gr di olio di germe di grano
5 gr di olio di canapa
2 gr di burro di karitè
1 gr di tocoferolo
4 gr di gliceryl stereate (emulsionante)
3 gr di cetearyl alcohol (emulsionante)

FASE C (attivi)
2 gr di acido ialuronico
3 gr di oleolito di curcuma
2 gr di estratto di arancio amaro
10 gocce di olio essenziale di ginepro
18 gocce di cosgard

-Prepariamo subito la fase acquosa, creando il gel. Prendiamo un bicchiere di vetro, sciogliamo all’interno la xantana e la glicerina con un cucchiaino e aggiungiamo l’acqua. Aspettiamo che si formi il gel.

-Prendete un altro bicchiere di vetro e versateci tutti gli ingredienti della fase grassa, escluso il tocoferolo.

-Ponete entrambi i bicchieri a bagnomaria e lasciate riscaldare fino a quando la fase grassa si sarà completamente sciolta. Mentre aspettate, preparatevi già un bicchiere con i bordi alti e il minipimer per emulsionare.

-Appena sciolta la fase B, togliete la fase acquosa dal bagnomaria e versatela nel bicchiere con i bordi alti e frullatela un attimo a bassa velocità.

-Aggiungete poco alla volta la fase grassa alla fase acquosa e nel frattempo continuate a frullare sempre a bassa velocità.

-Una volta effettuata l’emulsione, vedrete che la crema sbiancherà, avrà un po’ di bolle e sarà un po’ fluida. A questo punto mescolate con un cucchiaino e lasciatela riposare per 5 minuti, in modo che si raffreddi e si addensi.

-Una volta raffreddata, aggiungete tutti gli attivi e il tocoferolo. Mi raccomando il conservante sempre alla fine.

La texture di questa crema è sbalorditiva: morbida, corposa, non unta, nutre la pelle a fondo. Potete sostituire l’oleolito di curcuma o l’acido ialuronico con l’olio di rosa mosqueta o borragine, l’olio essenziale di ginepro con della lavanda o olio essenziale di rosa, l’olio di canapa con l’olio di oliva.

Questa crema sta riscuotendo un successone perché realmente efficace! Fatemi sapere se la fate e se avete qualche suggerimento.

Al prossimo spignatto.

Per la ricetta della cold cream e sugli utilizzi dell’olio di canapa in cosmesi, leggi qui

Report su riso e cosmetici bio: l'informazione è l'unica via

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Come ogni domenica, anche ieri è andato in onda Report affrontando dei temi che toccano da vicino l’Eco Punk, ovvero riso e cosmetici naturali. Si inizia da Vercelli, capitale del riso made in Italy, e delle differenze fra i risicoltori bio, convenzionali e quella stragrande parte di aziende agricole che fanno agricoltura bio e convenzionale che stanno danneggiando seriamente sia gli uni che gli altri per via di legislazioni poco chiare, programmate e facilmente eludibili in prossimità dei controlli.

Per quanto riguarda i cosmetici bio invece, la puntata di Report mostra come esista una marea di marchi che contengono la parola bio nel marchio ma che al loro interno contengono derivati del petrolio e altre schifezze simili, senza distinzione fra prodotti farmaceutici, da erboristeria e da supermercato, e cercando di cavalcare il trend positivo del bio nell’economia nazionale.

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La puntata ha suscitato un mare di polemiche in difesa del bio e delle aziende oneste. Certo, le aziende serie esistono così come esistono dei prodotti realmente biologici ma noi ecopunkers queste cose qui già le sapevamo, perché a noi non interessa un’etichetta o una certificazione pagata fior di soldi, noi non crediamo che una crema che costa 20 euro sia a tutti i costi superiore ad una di 10 euro. A noi interessa la faccia di chi produce e l’amore nel proprio lavoro, facendo attenzione a tutta la filiera e cercando di perseguire il più possibile la sostenibilità. L’unico mio appunto personale alla puntata di Report è che non dà gli strumenti per poter identificare un vero prodotto bio, poca attenzione alle etichette alimentari e per quanto riguarda gli Inci cosmetici, nessun riferimento al Biodizionario, nonostante mostrino gli ingredienti di un cosmetico tramite i semafori proprio del Biodizionario.

L’unico modo che abbiamo per difenderci è l’informazione e subito dopo l’acquisto consapevole. Questo è il principio che ripeto all’infinito durante i miei laboratori di eco-cosmesi. Leggete le etichette, informatevi sui prodotti che consumate e sarete liberi di scegliere, non importa se bio o naturale, l’importante è essere consapevoli. E speriamo che trasmissioni come Report durino in eterno.

Guarda qui il clip Il trucco col trucco

Per saperne di più su Inci e Biodizionario, leggi Come scoprire la verità sui cosmetici: Inci e Biodizionario

Scrub rosa fai da te al melograno

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Succede così, dal fruttivendolo guardo i prodotti stagionali e penso a come utilizzarli in ecocosmesi. Siamo nel periodo del melograno e quindi ecco una ricettina express: lo scrub viso e corpo al melograno, un frutto molto utilizzato in cosmesi per le sue proprietà. Questo frutto infatti è costituito per l’80 per cento da acqua e contiene inoltre vitamina C e vitamine del gruppo B, fibre, proteine, fosforo e una buona quantità di sodio, magnesio e ferro. Tutte proprietà che rendono questo frutto un alimento importante da utilizzare in cucina per molte ricette, sia dolci che salate.

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Per le sue proprietà antiossidanti, in cosmesi il melograno contrasta le macchie dell’età e gli effetti della pelle secca ed è per questo che l’estratto di melograno lo troviamo soprattutto nelle creme per pelli mature.

Quindi avevo dei melograni a casa, ho spaccato uno a metà e ho pensato bene di premere una ventina di chicchi, il cui succo l’ho messo in una ciotolina con due cucchiaini di zucchero bianco (che uso solo in cosmesi) e qualche goccia di olio di mandorle, ho mescolato e ho ottenuto il mio scrub rosa (il resto della spremitura l’ho mangiato, non si butta niente).

Questo scrub semplicissimo lascia la pelle morbidissima, fresca e idratata, adatto sia sul viso che sul corpo, in particolare si può insistere sulle zone più ruvide come ginocchia, gomiti e talloni.

"La natura ci ha dato tutto quello di cui abbiamo bisogno": i laboratori ecopunk di cosmesi pratica e naturale

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L’Eco Punk accoglie l’autunno con due laboratori di eco-cosmesi naturale, pratica e soprattutto stagionale! Il primo evento l’8 e 9 novembre sarà una due giorni di full immersion nell’eco-cosmesi applicata alla cura dei capelli e del viso a Scartoff (Barletta), percorso conclusivo di un ciclo di incontri iniziato ad ottobre dal titolo Io lo so fare,  dove precedentemente ci siamo dedicati alla detergenza e alla cura del corpo autoproducendo il deodorante, il dentifricio e un sapone solido con la farina di avena, scrub schiarente per le mani e infine il burro montato per il corpo. Cosa faremo questa volta? Autoprodurremo lo shampoo, il balsamo, scrub, maschera per viso e capelli e alla fine, con un tutorial, mostrerò come creare una cold cream, la formulazione più semplice per fare una crema idratante in casa.

Il secondo evento invece si terrà a Bari l’11 novembre all’interno di un ciclo sulle autoproduzioni, intitolato #autoproduciamocelo, al Flying Circus. L’Eco Punk tornerà a collaborare con Bio&Sisto Agricoltura Biologica e ad utilizzare materie prime raccolte direttamente dalla terra, quindi a km 0, e mescolarle per creare dei cosmetici semplici e biologici di uso quotidiano. Al termine dell’incontro, l’aperitivo bio offerto dall’azienda agricola.

Entrambi i cicli di laboratori di autoproduzioni sono stati e saranno inaugurati con immenso piacere da l’Eco Punk, perché “la natura ci ha dato tutto quello di cui abbiamo bisogno” e lo scopo di questi incontri è proprio far comprendere come, subito dopo il cibo, l’ecocosmesi è l’immediato passo successivo per un lifestyle sostenibile, economico e pratico.

Prossimi laboratori? Location a sorpresa! Stay tuned.

Per info, guarda gli eventi su Fb:

Io lo so fare a Scartoff (Barletta)

Spalmiamoci di Natura al Flying Circus (Bari)

Cosmesi di Halloween: maschera viso alla zucca

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Oggi è Halloween e l’ortaggio simbolo di questa festa è sicuramente la zucca. Se siete in procinto di utilizzarla per creare la vostra lanterna o il vostro piatto orrorifico, ricordate di conservare un pezzetto di polpa per la vostra maschera viso di Halloween. Fa strano? In realtà non lo è perché la zucca è ricca di antiossidanti, ideale quindi come antirughe e per le pelli miste perché pulisce a fondo e al tempo stesso idrata. Io l’ho provata ieri e il risultato mi ha alquanto sorpresa: pelle luminosa, levigata e idratata, tanto che la crema viso dopo il trattamento si stendeva più facilmente.

Ricetta maschera di Halloween (per pelli miste)

1 pezzo di zucca grande quanto una noce
1 cucchiaino di yogurt bianco
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di argilla bianca

Prendete il pezzo di zucca crudo e grattugiatelo in una scodella. Aggiungete gli altri ingredienti e mescolate ottenendo una consistenza cremosa. Applicatela sul viso pulito e tenetela fino a quando si asciuga completamente. Risciacquate con acqua tiepida, applicate un tonico e poi la crema viso.

Sostituzioni per pelle secca o con rughe

Se desiderate una maschera più idratante e lenitiva, basta semplicemente stufare il pezzo di zucca in forno (mi raccomando non accendete il forno solo per un pezzetto di zucca!), schiacciarlo con la forchetta, aggiungere gli altri ingredienti e sostituire l’argilla bianca con l’amido di riso o di mais.

Quando cuocete la zucca, ricordate di non buttare via i semi perché buoni e salutari, basta infornarli a 180° con un po’ di sale fino a quando diventano dorati e potrete gustarli. Ma non finisce qui… I semi potete tritarli e aggiungerli ad un po’ d’olio di riso o di mandorle e fare uno scrub viso-corpo ai semi di zucca.

Che ve ne pare Halloween antispreco? Non si butta via niente!

E a proposito di zucche…

Per saperne di più sulle origini di Halloween e le proprietà della zucca: Cos’è Halloween? La festa fra rituali, zucche e scherzetti

Consumo critico: l'Europa vieta un mix di conservanti nei cosmetici

conservanti Sappiamo tutti che alla base del consumo critico c’è la lettura delle etichette. Da Altroconsumo ci giunge una notizia segnalata da una nuova ecopunker che riguarda un regolamento dello scorso settembre con cui la Commissione europea vieta l’utilizzo della miscela MCI/MI (Methylchloroisothiazolinone e Methylisothiazolinone) usata come conservante nell’industria cosmetica. Il divieto riguarda tutti quei prodotti che rimangono a contatto con la pelle, come creme, deodoranti e prodotti per il make up; resta ammessa, invece, per saponi liquidi, docciaschiuma, shampoo, cioè per tutti quei prodotti che si risciacquano.

La Commissione ha concluso che il mix di questi due ingredienti è effettivamente responsabile di sensibilizzazioni della pelle, con reazioni più probabili e prevedibili se la miscela veniva utilizzata nei prodotti che rimangono a lungo a contatto con la pelle. Le decisioni prese nel regolamento, inoltre, non riguardano l’utilizzo del solo methylisothiazolinone, nonostante siano stati registrati nel tempo diversi casi di allergie causate da questo ingrediente. I produttori hanno tempo fino al 16 luglio 2015 per adeguarsi alle nuove disposizioni.

Si ricorda che le reazioni di sensibilizzazione della pelle possono essere provocate anche dall’uso di prodotti a risciacquo, quindi attenzione ai prodotti per bambini o in caso di pelle sensibile e delicata, più incline ad allergie. Inoltre, la presenza della miscela nei prodotti a risciacquo crea danni all’ambiente: entrambi gli ingredienti (methylchloroisothiazolinone e methylisothiazolinone) sono molto tossici per l’ambiente acquatico. Si ricordiamo infine che questo mix di conservanti si trova in molti prodotti per la casa e per il bucato: lo si può trovare, ad esempio, in detersivi e ammorbidenti e in alcuni detergenti, tipo quelli per pavimenti.

Quindi occhio alle etichette e se proprio non avete voglia di cimentarvi nella lettura, ricordo che la buona e cara autoproduzione viene sempre in nostro aiuto.

Ringrazio la prof. ecopunker Giuseppina Morelli e se avete qualcosa da segnalare, l’Eco Punk rimane a vostra disposizione.

Info da Altroconsumo.it