Cubetti di ghiaccio lenitivi e depurativi: Tarassaco e Malva

image.jpegBuongiorno EcoPunkers,
oggi piccolo suggerimento per un’autoproduzione, dissetante, lenitiva e depurativa!!
Siete in compagnia dei vostri amici in una giornata afosa e soleggiata e non volete proporre il solito the freddo?
Allora preparate con noi questi simpaticissimi oltre che utilissimi cubetti di ghiaccio con all’interno fiori di tarassaco e malva.

È da poco passata la notte di San Giovanni e nella nostra racconta ci siamo imbattute in queste erbe anche se non utilizzate nella tradizione di questa festa ma è da questo raccolto che è nata l’idea.

Le erbe spontanee hanno 1000 utilizzi, foglie, radici, fiori tutto messo a nostra disposizione dalla natura. Mi raccomando, siate critici nella raccolta, non raccogliete mai tutto quello che trovate ma lasciate sempre una parte di pianta così che possa rigenerarsi.

Questi cubetti aromatici potranno essere utilizzati per raffreddare bevande come il the verde, per avere una bevanda oltre che disintossicante anche antiossidante, anche un profumatissimo the alla menta o perché no, potrete sorprendere i vostri amici con cocktail alcolici o analcolici nei quali risbocceranno i fiori🌸 quando il cubetto si sarà sciolto.

Il procedimento è molto semplice, dobbiamo raccogliere i fiori, meglio alla sera, farli seccare al sole per una settimana (così che una volta congelati i petali non si sfalderanno) e successivamente posizionare nel contenitore per il ghiaccio un paio di fiori a cubetto, acqua e via in freezer!!

Saranno già dal giorno successivo pronti per essere tuffati nelle vostre bevande.

Vi è piaciuta questa idea?
Continuate a seguirci 😊

Mini Cheesecake ai Mirtilli – gluten free 🍴

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Arrivata l’estate, addio dolci super calorici e cioccolatosi, è tempo di dolci coccole fresche e leggere.

Una domenica in famiglia mi ha ispirato questa ricetta Gluten Free e sana, delle mini cheesecake, belle da vedere, presentare e buonissime da mangiare.

Super apprezzate anche da chi non è abituato a sperimentare e predilige i sapori più classici, il papà, il nonno, la suocera anzi molto probabilmente vi chiederà la ricetta 🙂

Hanno un grandissimo pregio, se riuscirete a non mangiarle tutte potrete conservarle anche in congelatore per averle pronte all’uso; basterà toglierle da congelatore 4 ore prima.

P- r-o-v-a-t-e-l-e , non ve ne pentirete!

 

Ingredienti

  • 250gr farina di ceci tostata
  • 80gr di zucchero
  • 1 cuc di cacao
  • 3 cuc di olio
  • 300 ml d’acqua

 

  • 100 gr di formaggio spalmabile light
  • 250 gr di ricotta
  • 5 cucchiai di zucchero integrale
  • 1cucchiaino di estratto di vaniglia

A parte
1 vaschetta di mirtilli,mezzo bicchiere d’acqua, 1 cucchiaio colmo di zucchero integrale per creare il topping o in alternativa marmellata di mirtilli.

 

Procedimento:

Tostata e pesata la farina di ceci, lasciamo raffreddare e trasferiamo in una ciotola. Mettiamo in un pentolino l’acqua e quando arriverà a bollore abbassiamo la fiamma aggiungendo poi prima la farina di ceci e successivamente zucchero e cacao e  l’olio. Con un cucchiaio di legno mescoliamo ben bene finché non si formerà la palla d’impasto, a questo punto trasferiamo su una spianatoia e lasciamo raffreddare 10 min prima di lavorare nuovamente l’impasto per renderlo più omogeneo. Stendiamo l’impasto con il matterello e con l’aiuto di un coppa pasta ricaviamo dei cerchi di impasto da riporre negli stampini (ance quelli da muffin andranno più che bene). Inforniamo a 180 gradi per 15/20 min.

Mentre aspettiamo che le basi delle nostre cheesecake si cuociano passiamo alla farcitura; basterà riporre tutti gli ingredienti in una ciotola ed amalgamarli ben bene, con uno sbattitore a velocità bassa per non smontare i formaggi o ancora meglio con la cara e vecchia forchetta 🙂 riponiamo in frigo fino alla farcitura.

Per il topping ai mirtilli riponiamo acqua zucchero e mirtilli in un pentolino e cuciamo finché la salsa non sia addensa, a fuoco medio ci vorranno circa 10 min.

Quando saranno pronte le nostre basi, lasciamo raffreddare e successivamente con l’aiuto di un cucchiaino o una saccapoche, farciamo le nostre basi.

Guarniamo il tutto con la nostra salsa ai mirtilli e una foglia di menta.

Far riposare in frigo per 1 ora.

Buon Appetito!!

🙂

Ricette Stagionali Veloci: Hamburgher di Piselli e Chia 🍴

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Si ritorna con una ricetta stagionale, fresca e veloce.

Un modo alternativo per utilizzare i piselli, dolcissimi e tenerissimi che si trovano in questo periodo al mercato, motivo per il quale consiglio di utilizzarli quasi crudi, solo leggermente sbianchiti in acqua bollente.

Parliamo un po’ della Chia, sapere di cosa di tratta e come è possibile utilizzarne i semi?

I semi di chia sono ricavati da una specie vegetale denominata Salvia Hispanica, particolarmente ricca di calcio sono presenti in modo bilanciato anche gli acidi grassi essenziali omega3 e omega6.

Ma contengono anche Vitamian C (in quantità maggiore rispetto alle arance), Potassio, Ferro, Zinco e Magnesio. Gli Antiossidanti, presenti all’interno di essi in quantità 4 volte superiore rispetto ai mirtilli.

Può essere utilizzata come arricchimento dei nostri piatti, sia dolci che salari, per renderli più bilanciati o come ingrediente legante (come ad esempio in questa ricetta) in quanto il gel presente nei semi di chia può essere utilizzato come sostituto delle uova.

Ma non tralasciamo i Piselli, ecco qualche informazione nutrizionale riguardante loro.
Rispetto ad altri legumi i piselli contengono più acqua (fino all’80 per cento) ma meno proteine vegetali (intorno al 5,5), fibre (circa il 6,3) e carboidrati (intorno al 6,5). Nonostante la quantità di fibre non sia elevatissima rispetto ad altri semi della stessa famiglia, è comunque abbondante e soprattutto è sufficiente ad aiutare l’intestino, è quindi utile in caso di stitichezza. L’estrema scarsità di grassi li denota come adatti nelle diete ipocaloriche (i piselli secchi però contengono molte più calorie di quelli freschi); possiedono inoltre importanti proprietà diuretiche.
La ricchezza di questi piccoli legumi sta nella quantità di acido folico che contengono, insieme ad altre vitamine, tra cui spicca la C, e ai minerali, soprattutto potassio, seguito da magnesio, ferro e calcio, presenti principalmente nei baccelli, che possono essere utilizzati per preparare brodi di verdure.
La presenza di purine li rende controindicati in casi di gotta e per gli iperuricemici; la cottura è necessaria per poterli digerire, poiché crudi contengono sostanze antidigestive.

Passiamo alla ricetta, pronti con…

Ingredienti

  • 300gr di piselli sbianchiti in acqua salata e frullati
  • 2 patate bollite e schiacciate
  • 2 cucchiai di semi di Chia ammorbiditi nell’acqua (così si formerà il gel)
  • 1/2 cucchiaino di paprika1/2 cucchiaino di erba cipollina
  • 1 rametto di timo (meglio se limoncino)
  • Sale e pepe
  • Pan grattato qb

Preparazione

Prendiamo i nostri piselli frullati, uniamo i semi di Chia e iniziamo ad amalgamare, aggiungiamo quindi spezie e aromi, le patate ed impastiamo. A questo punto aggiungere man mano il pan grattato per migliorare la consistenza.
Dovrà risultare ben lavorabile.
Formiamo i nostri Burger, o perché no, delle polpettine o 1 polpettone.
Impaniamo ben bene l’esterno con pan grattato e con l’aiuto di un pennello cospargiamo con olio di oliva (giusto un velo per la doratura).
Cuociamo gli Hamburger in padella finchè non saranno sufficentemente sodi e compatti.
In alternativa cuocere in forno a 190′ per 30 min.

Buon Appetito!

Ricette Stagionali: La Rucola 🍴

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Non amata da tutti, amara, piccantina, ognuna di queste piantine ha la sua peculiarità, stiamo parlando della Rucola.

La rucola, rughetta o anche ruca, è antitumorale, antidiabetica e antianemica.  Contiene ben 110 mg di vitamina C in 100 gr come i broccoli, e più del succo di limone che ne contiene 50 mg, che stimola il sistema immunitario e discrete quantità di betacarotene (protovitamina A: anticancerogena, utile alla vista, alla pelle…), oltre che sali minerali come il ferro (antianemico), il calcio e il magnesio, utili per la salute delle ossa, ma anche potassio e fibre. ha fra i suoi componenti anche la K, la A, la B5 e l’acido folico. E’ importante ricordare che la vitamina C aumenta l’assorbimento del ferro e qui ci sono entrambi, in buone quantità.
Fornisce 30 calorie per 100 grammi.

Le Proprietà:
– Aiuta la digestione, stimolando la produzione di succhi gastrici.
– Stimola l’appetito, col suo sapore amarognolo.
– E’ depurativa .
– Antidiabetica e antitumorale per il suo contenuto in sulforafano.
– E’ antibatterica, sempre per il contenuto in sulforafano, sostanza che aiuta la pianta a difendersi da vermi e funghi e che sull’uomo ha effetto anti-cancro.
– Protegge la mucosa gastrica quindi è un utile alleato in caso di iperacidità e ulcera.

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È possibile raccogliere la Rucola spontanea nei campi dal centro al sud Italia.

Ora passiamo ad una ricetta veloce, un pesto fresco e depurativo adatto per condire la pasta o utilizzato come patè per le bruschette.

Pochi ingredienti ma risultato assicurato, come la tradizione culinaria italiana ci racconta.

Ingredienti:

  • 50gr di Rucola
  • 15gr di pinoli tostati
  • 5 pomodori secchi (ammollati)
  • 20gr di parmigiano
  • olio, sale, pepe.

 

Procedimento:

Lavare la Rucola, lasciarla asciugare e disporla nel mixer direttamente con pinoli, pomodori secchi, parmigiano sale e pepe, iniziare a frullare ed aggiungere piano piano l’olio per regolare la consistenza.

Con queste quantità uscirà pesto necessario a condire 5/6 piatti di pasta. Se in eccesso può essere congelato e conservato per un paio di mesi.

Questa e tante altre erbe spontanee sono ad attenderci nei campi, staccare dalla frenesia cittadina e recarsi a raccoglierle gioverà sia al vostro spirito che alla vostra salute.

 

Muffin Salati Integrali con Zucchine e Rosmarino 🍴

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Ben ritrovati EcoPunkers,

oggi altra ricetta veloce, primaverli ed adatta alle scampagnate per questo week-end.

Prepareremo dei Muffin Salati con Zucchine e Rosmarino, vegan, infatti non utilizzeremo ne burro ne uova, il che li rende anche più leggeri ed adatti a chi ha intolleranze 😉

Io ho utilizzato le zucchine recuperate a fine mercato e che avevano bisogno di essere smaltite il prima possibile ma largo spazio alla fantasia, sarebbero buonissimi anche con asparagi, peperoni, pomodori secchi, provate.

 

Ingredienti :

  • 150g farina integrale
  • 100g farina 00
  • 40/50ml latte vegetale
  • 40ml olio d’oliva
  • lievito per dolci non vanigliato
  • 1/2 cuchiaino di curcuma
  • 1 zucchina grande
  • 1 rametto di rosmarino
  • sale & pepe qb

Procedimento:

Il primo passo è quello di preparare le zucchine, le laviamo e tagliamo con il lato grosso della grattugia, quando saranno pronte, mettiamo un filo d’olio in padella e aggiungiamo le zucchine, sale, pepe e il rosmarino, lasciamo soffriggere con coperchio  a fiamma media per 6/7min, dovranno dorarsi ed insaporirsi ma non dovranno essere del tutto cotte.

Ora passiamo all’impasto: versare la farina insieme all’olio d’oliva, il latte vegetale, il sale,la curcuma e anche il lievito amalgamando gli ingredienti, con una frusta o una forchetta, fino a ottenere un composto omogeneo e liscio e successivamente aggiungere le zucchine precedente cotte e tiepide, se il composto dovesse risultare troppo solido aggiungete un po’ di latte. A questo punto siamo pronti per riempire i nostri pirottini, io preferisco usare quelli di silicone, pratici da usare e riusare all’infinito. Cottura 180 gradi per 20/30 min, dovranno risultare ben dorati; ricordate di controllare la cottura interna con il vecchio trucchetto dello stuzzicadenti/spaghetto, se infilandolo nel muffin ne uscirà ben pulito e asciutto, i vostri muffin saranno pronti.

Vi suggerisco di accompagnarli con una buona insalata di pomodorini 🙂

Ed eccoli pronti per essere mangiati, Buon Appetito!

 

Salame di Cioccolato con Semi di Canapa Vegan 🍴

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Dopo una breve assenza rieccomi qui a condividere con voi una mia nuova ricetta,

il Salame di Cioccolato con Semi di Canapa, vegan, cioccolatoso ed adatto per recuperare dei biscotti in avanzo e la cioccolata (mi raccomando fondente) recuperata dalle uova di pasqua o da smaltire prima dell’inizio della stagione calda.

Vi avevo già svelato, e pertanto non posso più nascondermi 🙂 , la mia fissazione con la Canapa, in particolare per i suoi semi.

In questo caso, l’aggiunta di semi di Canapa è stata dettata non soltanto dalla mia voglia di sperimentarla ma anche per una questione nutrizionale. Non è una ricetta light, ma le sue calorie e grassi sono tutti nobili, l’importante come sempre è non eccedere.

Una fetta di salame cruelty-free che grazie al cioccolato e alla canapa sarà il nostro antidepressivo preferito, antiossiadanti e proteine che ci aiuteranno in questo periodo di cambio stagione, che spesso può buttarci giù.

 

Ingredienti:

  • 100g Biscotti Vegan Integrali (potrete acquistarli o farli da voi con: 350 g di farina integrale, 70 g di zucchero grezzo di canna, 70 g di olio evo, un vasetto di yogurt di soia)
  • 140g di cioccolato fondente
  • 50g di mandorle tostate
  • 30ml circa di latte vegetale
  • 10ml di olio di semi di girasole
  • 10g di semi di canapa
  • 30g di zucchero

 

Preparazione:

– Per i Biscotti:  versare in una ciotola farina e zucchero, creare una fossetta nel centro e versare yogurt e l’olio, iniziare ad incorporare la farina e impastare fino a formare un panetto morbido che dovrà riposare 15min. sprendere l’impasto con uno spessore di 3mm circa e ritagliare i biscotti, nel nostro caso non servirà essere precisi perché dovranno essere spezzettati. Cuocere a 170 gradi per 15 min circa, fino a Doratura.

– Per il Salame di Cioccolato: Spezzettare il cioccolato in un pePreparazione:ntolino, aggiungete l’olio di semi, lo zucchero e portandolo su fuoco a fiamma media mescolate finché il cioccolato non si sarà sciolto e si sarà creata una crema che metteremo da parte, giusto il tempo di frullare grossolanamente le mandorle che uniremo insieme alla farina di semi di canapa al cioccolato precedentemente fuso.

A questo punto, sbricioliamo i biscotti e uniamo anch’essi al composto di cioccolato, aggiungiamo il latte e mescoliamo, il composto per ora risulterà ancora morbido ma non troppo (se dovesse risultare troppo morbido potrete aggiungere del cacao per addensare). Facciamo riposare in frigorifero per 10 min, in questo modo si addenserà e sarà più facile lavorarlo. Trasferiamo l’impasto su della carta da forno (la larghezza del foglio che userete dipenderà da quanto saranno grosse le vostre fette di salame) e arrotoliamo stringendo ben bene l’impasto, fino a dare la forma del salame. In foto per uno scopo decorativo io ho lasciato la carta forno, tagliata a misura, così da simulare la classica pellicina degli insaccati come il salame. far riposare altri 30min in frigo e Buon Appetito!

 

Sprechi alimentari: le comunità solidali e locali come soluzione ad un problema globale

Secondo la FAO, 800 milioni di persone nel mondo soffrono la fame e contemporaneamente sprechiamo 1,3 miliardi di tonnellate di cibo all’anno, una quantità sufficiente a sfamarne almeno il doppio; in particolare frutta e ortaggi vengono buttati di più rispetto ad altri alimenti perché facilmente deperibili e vulnerabili ai cambiamenti di temperatura durante tutta la filiera dal campo alla tavola. In un pianeta dalle risorse limitate e che nel 2050 conterà 9 miliardi di persone, un simile spreco è un’indecenza. Ma dove finisce tutto il cibo buttato via?

LA FILIERA GLOBALE DELLO SPRECO

Nei paesi in via di sviluppo gran parte dei prodotti si perde dopo il raccolto per la mancanza di strutture adeguate per la conservazione e il trasporto; nei paesi sviluppati, invece, il cibo si spreca nel commercio al dettaglio, quando i commercianti ordinano, servono o espongono troppi prodotti e la gente acquista più di quello che serve realmente, dimenticando gli avanzi nel frigorifero o buttando via cibi deperibili prima della data di scadenza. Lo spreco alimentare oltre a non essere etico, è anche insostenibile dal punto di vista ambientale: produrre cibo che nessuno mangia implica lo sperpero di acqua, fertilizzanti, pesticidi, semi, carburante e terreni.

Si deve ridefinire il concetto di bellezza, non di gusto” afferma Ron Clark, uno dei fondatori di Imperfect, una startup californiana che acquista i prodotti non esteticamente belli dai coltivatori e li rivende a basso costo agli utenti interessati. Il problema alla base è proprio questo: spesso frutta e verdura vengono lasciate nei campi perché non hanno le giuste dimensioni per essere raccolte meccanicamente e a mano non le raccoglie nessuno perché non aderiscono agli standard di bellezza e qualità, quindi sono fuori mercato. I supermercati e i piccoli commercianti ortofrutticoli sono liberi di fissare i propri standard di acquisto ma negli ultimi decenni allestiscono i reparti di frutta e verdura come se fossero negozi di prodotti di bellezza perché le persone acquistano solo i prodotti più belli, spesso a scapito della stessa qualità. Avete mai provato a mangiare una mela bella e perfetta coltivata in serra del supermercato e una meno bella di un piccolo produttore agricolo locale? Assaggiate e poi mi fate sapere se pensate anche voi di non aver mai mangiato una vera mela prima…

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COSA SI PUO’ FARE

Entro il 2050 ci saranno 9 miliardi di persone da sfamare e una delle soluzioni invocate è l’aumento della produzione alimentare globale di una percentuale che va dal 70 al 100% causando un ulteriore inquinamento planetario derivato dall’agricoltura e l’allevamento intensivi. Se riuscissimo a ridurre gli sprechi, cambiare la nostra dieta mangiando meno carne e latticini (per i quali sono necessarie grandi quantità di cereali e altre risorse a fronte di un ridotto apporto calorico), destinare alcuni raccolti alla produzione di biocombustibili, si potrebbe nutrire in modo più sano più di 9 miliardi di persone senza distruggere altre foreste, praterie, zone paludose.

Questo i governi lo sanno bene, tanto che molti si stanno dotando di leggi antispreco fra cui anche quella italiana passata alla Camera con l’obiettivo di ridurre gli sprechi, incentivare la donazione di tutte le eccedenze, promuovere il riciclo. Ma le leggi non bastano, occorre un cambiamento di mentalità partendo dalla consapevolezza dell’insostenibilità di questo sistema alimentare così strutturato per passare a piccole azioni quotidiane che, sommate insieme, possono far davvero la differenza e lanciare un segnale forte di cambiamento.

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Questo è l’intento di Foodsharing: come ridurre gli sprechi creando solidarietà, il primo evento che si terrà a Barletta (BT) il 17 aprile organizzato da Assoimprese in cui interverranno come relatori i ragazzi di Avanzi Popolo e la sottoscritta in qualità di attivista e promotrice che, dopo le varie esperienze dirette di foodsharing in giro per l’Italia e alcune città d’Europa, vuole raccontarle ai suoi concittadini invitandoli a fare qualcosa nel concreto riguardo questa buona pratica. L’obiettivo dell’evento è quello di creare una comunità solidale che coinvolga aziende, associazioni e cittadini, in modo da recuperare il cibo che viene buttato via ma ancora in ottimo stato o prossimo alla scadenza per ridistribuirlo e condividerlo fra chi ne ha bisogno o chi è semplicemente contro lo spreco.

Ecopunker della Bat (Barletta-Andria-Trani), chi viene a sostenerci? E dopo le chiacchiere, si fa aperitivo con cibo rigorosamente recuperato e condiviso!

Stecco a chi? Hamburger Vegetale con Erbette 🍴

Hamburger Vegetale su Stecco

Oggi vi presento l’hamburger che si crede uno Stecco, tutto meno che secco,un po’ spavaldo, dai colori brillanti ma con un solo fine…. essere mangiato!!

La primavera è arrivata, ed io ho iniziato a raccogliere le prime erbette dal mio orto balcone, spinaci, biete, cicorie ed infatti è molto facile trovarle anche presso i banchi al mercato.

Mi sono immaginata al parco, in una giornata di sole, a mangiare qualcosa in compagnia, ma cosa? L‘hamburger sullo stecco ovvio!

Vi propongo due varianti della ricetta, una vegetariana ed una vegana.

Pronti per la preparazione

Ingredienti:

  • 200gr di erbette miste di stagione già cotte
  • 1 patata grande
  • 1 uovo (da sostituire con 3 cucchiai di farina di ceci per la versione vegan )
  • pan grattato
  • timo
  • noce moscata (a piacere)
  • sale e pepe
  • 2 c di parmigiano reggiano
  • semi di Chia (1 cucchiaio raso per l’impasto ed 1 per la panatura)
  • Stecchi in legno (recuperati ad esempio da gelati o dolciumi)

 

Procedimento:

Schiacciare le patate ed unire in una ciotola la verdura, precedentemente cotta in padella con un filo d’olio ed uno spicchio d’aglio e frullata grossolanamente.

Amalgamare gli ingredienti ed unire l’uovo (o la farina di ceci), il parmigiano, le spezie ed una piccola parte dei semi di chia; impastare tra loro gli ingredienti ed incorporare poco per volta il pan grattato, fino a raggiungere una consistenza simile a quella delle polpette, così che sia possibile dargli la forma desiderata ma non dovrà essere troppo secco.

Lasciamo riposare l’impasto per almeno 30 min; il risultato sarà anche migliore se preparato al mattino o la sera prima (gli ingredienti saranno ben amalgamati tra loro e l’impasto sarà ancora più sodo).

A questo punto iniziamo a dare la forma desiderata, ci si può aiutare con delle formine, coppa pasta o semplicemente utilizzare le mani. Un’idea molto carina ad esempio potrebbe essere quella di utilizzare un coppa pasta di grandi dimensioni a forma di stella, foglia o altra figure. Preparate le sagome del nostro hamburger inseriremo lo stecco bagnato precedentemente così che non bruci, infatti sarà successivamente necessario coprire la parte di stecco che sporge con della carta stagnola, così rimarrà pulito e non annerirà (io in foto sono stata pigra ed infatti come potete notare lo stecco si è un po’ scurito). Impanare l’esterno con un mix tra pangrattato e semi di chia per avere una migliore doratura.

Per la cottura avrete due possibilità, cuocerli su una griglia oleata come fareste con dei normalissimi hamburger o come ho preferito fare io, cuocerli in forno ventilato a 200° per 20/30 minuti.

Potranno essere portati a tavola inserendo tutti gli stecchi in un barattolo o ad esempio in un cestino rivestito con la carta del pane recuperata 🙂

Non si può pensare bene, né amare bene, né dormire bene se non si ha mangiato bene. V.W.

 

 

 

Ricetta Salva Avanzi: Quiche Patate,Rosmarino e Paprika con Esubero di Lievito Madre 🍴

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Questa ricetta ha 2 fantastici pregi, salvarmi la serata quando non ho voglia e tempo di preparare qualcosa di più elaborato e l’essere una ricetta svuota frigo e salva avanzi, infatti la sfoglia utilizzata per la preparazione è un ottima base per creare altre ricette, con gli avanzi di verdure (rape,broccoli,zucchine e verdure miste) , in più per chi come me cresce e custodisce il Lievito Madre è un ottimo modo per smaltire il suo esubero dopo il rinfresco.

Questa versione vuole essere più leggera ed aromatica, infatti la farina integrale di farro monococco risulta essere molto profumata e digeribile; io ho trovato la mia spacciatrice di farine bio, e inutile dirlo è molto più buona di quella reperibile nella grande distribuzione.

Ingredienti:

Per la Quiche :

  • 100gr di farina di farro monococco
  • 50gr di esubero di lievito madre (di almeno 5giorni)
  •  50gr di farina 0
  •  30gr di olio di oliva
  •  un cucchiaino di sale
  • 100 ml circa di acqua

Per il ripieno :

  • 2 patate medie
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 pizzico di paprika dolce
  • Sale e pepe

Procedimento:

Prendiamo come prima cosa l’esubero di lievito madre e sciogliamolo in 50 ml di acqua; a parte mescoliamo le due farine in una terrina, aggiungiamo il sale ed incorporiamo il lievito madre precedentemente ammorbidito, diamo una prima mescolata e successivamente incorporiamo dapprima l’olio e pian piano la restante acqua (in base alla vostra farina, se più o meno integrale, sarà necessario un quantitativo diverso di acqua, quindi aggiungetela per gradi in base alla consistenza).

Versiamo l’impasto su una spianatoia e lo lavoriamo con le mani, ottenendo un impasto molle ma che non si attacchi alle mani.  Far riposare coperto per 15/20 minuti.

Passiamo al ripieno, mettiamo a marinare in una terrina le patate, tagliate a fettine dello spessore di circa mezzo millimetro, aggiungendo un filo d’olio,il rosmarino, la paprika, il sale ed il pepe; mescoliamo e lasciamo riposare fino a quando l’impasto non sarà pronto.

Prendiamo l’impasto e stendiamolo in una teglia tonda di circa 22 cm, disponiamo le patate accavallandole leggermente tra di loro. Rivestita tutta la sfoglia aggiungiamo un filo d’olio se necessario e inforniamo a 200° per circa 20/30 min con funzione statica.              Tagliare una fetta e GUSTARE.

E anche per oggi gli avanzi e la cena sono salvi!!

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DIY – Il dentifricio all’olio di cocco e breve storia critica dell’igiene dentale

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Un’autoproduzione cosmetica davvero economica, semplice ed efficace: il dentifricio all’olio di cocco. Ho provato varie ricette di dentrifici in polvere e in pasta con l’argilla verde, il tè, l’aloe vera ma avevano sempre un sapore per me poco gradevole e, visivamente diciamocelo, non siamo abituati a sciacquare la bocca con qualcosa di scuro e terroso come l’argilla o il tè. Per questo motivo vi propongo questa autoproduzione semplicissima che sto riscontrando essere parecchio efficace proprio per il suo elemento principale. Prima però di illustrare le proprietà dell’olio di cocco per l’igiene dentale e la ricetta, vorrei fare un passo indietro con voi.

Un po’ di storia: da dove viene il nesso fra menta e alito pulito

Non molto tempo fa, ho letto un interessante articolo su Il Post a suo volta tratto da un articolo del giornalista scientifico Joseph Stromberg che analizza come l’industria pubblicitaria ci ha convinti che una bocca pulita e fresca sia una bocca che profuma di menta e  ne riporto alcune informazioni utili.

L’utilizzo della pianta della menta a fini terapeutici è attestato già nell’antichità, sebbene non fosse specificamente per i denti; infatti fino ai primi del ‘900, la gente si spazzolava i denti semplicemente con acqua o polveri abrasive e, per migliorarne il sapore, alcuni aggiungevano delle erbe tritate fra cui occasionalmente della menta, ma anche rosmarino, salvia e prezzemolo. Il primo dentifricio moderno ad esempio, inventato dallo scienziato francese Julien Botot verso la metà del Settecento, conteneva essenze di garofano, zenzero e cannella; tutt’altro che erbe dalla sensazione di freschezza.

Negli anni Venti un’azienda in particolare, la Listerine, mise in commercio un collutorio a base di mentolo – una sostanza contenuta nella nota pianta della menta piperita – che venne pubblicizzato come il rimedio per l’alitosi. In realtà però, la sensazione di freschezza dell’alito provocata dal mentolo è stata rappresentata dai pubblicitari come il segno della pulizia e freschezza dell’alito, sebbene non ci fossero prove che funzionasse meglio di altre sostanze o odori (“Il mentolo – così come altre sostanze come l’eucaliptolo – produce lo stesso effetto, ingannando i recettori e dando una sensazione di fresco. Ovviamente, il mentolo non uccide i germi né copre l’alito cattivo meglio di altre sostanze, ma la sensazione di “freschezza” produce un effetto immediato e notevole). Poco dopo il lancio del collutorio Listerine, la ditta Life Savers per esempio produsse delle caramelle bianche al mentolo pubblicizzandole come se fossero “alla menta” – di cui in realtà contenevano poche tracce – che ebbero un gran successo e vennero presto soprannominate “mentine”. Ancora oggi un sacco di pubblicità per chewing gum e dentifrici pubblicizzano prodotti “alla menta”, benché della vera pianta di menta contengano quasi nulla e il mentolo venga spesso sintetizzato chimicamente. (Qui per leggere l’intero articolo).

L’olio di cocco per l’igiene dentale

Sfatato un po’ il mito di menta e mentolo, ora al centro delle polemiche c’è il fluoro che pare sia nocivo. Fra pareri discordanti, io dico sempre “nel dubbio, autoproduci!”. Fra le varie ricette per fare un dentifricio in casa, quello con l’olio di cocco mi è sembrato il più semplice ed efficace ed eccomi qui ad invitarvi ad autoprodurlo. Il valore aggiunto dell’olio di cocco sta nella sua composizione, infatti il 50% di  grasso contenuto nell’olio di cocco è acido laurico, elemento estremamente raro in natura, un potente distruttore di ogni tipo di microbo: virus, batteri, protozoi (molti potenzialmente nocivi).

Si può utilizzare quindi come semplice colluttorio, sciacquando la bocca con l’olio di cocco per 15 minuti, dopodiché sputarlo necessariamente e sciacquare la bocca con acqua. Questo processo permette all’olio di ‘tirare fuori’ batteri, virus, funghi e altri detriti. Importante è evitare di deglutire l’olio in quanto si ingerirebbe una sostanza popolata dai batteri e qualsiasi altra potenziale tossina e detrito appena rimossi. Se fatto correttamente, lo sciacquo comporta una notevole pulizia, disintossicazione ed effetti curativi, non solo per la bocca ma per tutto il corpo perché contribuisce a ridurre il carico tossico totale sul sistema immunitario, impedendo la diffusione di questi organismi dalla bocca al resto del corpo, tramite il flusso sanguigno. (Info da disinformazione.it).

Dentifricio all’olio di cocco

Dopo tutte queste premesse necessarie, passiamo all’autoproduzione del dentifricio. È talmente semplice e alla portata di tutti che la ricetta base l’ho sintetizzata in un’infografica.

dentifricio

A questa ricetta si possono fare aggiunte e sostituzioni. Per esempio, nel mio dentifricio ho messo 5 gocce di olio essenziale di menta, 5 gocce di olio essenziale di tea tree e 5 di olio essenziale di salvia; questi ultimi due sono degli antibatterici molto indicati per i dentifrici homemade. Alla ricetta base ho aggiunto anche mezzo cucchiaino di glicerina vegetale per migliorare la consistenza, oppure potete aggiungere anche un cucchiaino di gel di aloe vera, anch’esso indicato per l’igiene dentale.

E voi l’avete provato il dentifricio all’olio di cocco? Cosa ne pensate?