Neil Young protesta contro gli OGM con un album anti-Monsanto

neilyoung

Neil Young, l’artista eletto ecopunk per eccellenza, ha annunciato l’uscita del nuovo album The Monsanto Years il 16 giugno 2015, registrato con  Promise of the Real, una band che vede attivi Lukas e Michah, entrambi figli di Willie Nelson. Come si può immaginare, l’album è composto da canzoni che criticano la multinazionale delle biotecnologie Monsanto, ribadendo il suo impegno politico e la sua sensibilità ai temi ecologici.

Durante un concerto a sorpresa a San Luis Obispo (California), Young ha eseguito qualcuno dei nuovi brani intitolati Monsanto Years, Too Big to Fail, Seeds e infine Rock Starbucks. Questo ultimo pezzo è molto probabilmente un riferimento all’invito del leggendario chitarrista a boicottare Starbucks, l’azienda del caffè apparentemente unita alla Monsanto in una causa per fermare Vermont dal richiedere alle aziende di etichettare gli alimenti geneticamente modificati.

In ogni caso, Monsanto Years uscirà il 16 giugno e Neil Young sarà in tour questa estate. Nel frattempo vi invito a firmare la Petizione su Avaaz per fermare l’uso del glifolato, il pesticida cancerogeno prodotto dalla Monsanto, e ci gustiamo un estratto dal secret concert di Young con i Promise Of The Real…

Buon anno da l'Eco Punk e… grazie!

Siamo giunti alla fine dell’anno ed è tempo di bilanci. WordPress viene in aiuto con i suoi report e visti i risultati, volevo ringraziarvi uno per uno, tutti coloro che mi hanno sostenuta, coloro che hanno seguito i laboratori di eco-cosmesi e altre iniziative dal basso, volte a diffondere il valore della sostenibilità e le buone pratiche annesse. Per i bellissimi risultati raggiunti, devo dire anche grazie anche a me e ancora a me per la determinazione e la costanza nel voler costruire una comunità critica.

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per il mio blog che condivido volentieri.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 29.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 11 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Sono davvero felice di aver ottenuto questi risultati. Per l’anno prossimo qualsiasi persona con voglia di scrivere di musica, di eventi, di sostenibilità, di autoproduzioni, è pregato di battere un colpo, perché la comunità ecopunk ha bisogno di mani e di cervelli per progredire e andare avanti. Insieme si fa la differenza!

E a proposito di musica, questi miei ultimi giorni sono stati abbastanza psycho, una specie di ritorno alle origini che spazia dal blues al rock psichedelico, dal garage al rock classico. Per questo vi auguro un buon anno con un superpezzone. Che sia di auspicio a liberarvi delle cose superflue…

L'ecologismo di Dick Dale

Chi non ricorda questo pezzo in Pulp Fiction? In occasione del ventennale del film che ha fatto la storia di questo ventennio, ecco un disco patrimonio dell’umanità, segnalato dalla nuova contributor di l’Eco Punk sulla fanpage di Fb, che ci svela una chicca:
“Non tutti sanno però che Dick Dale scrisse questo pezzo in un momento particolare: nel 1979 perse quasi una gamba a seguito di un incidente mentre stava nuotando; un’infezione dovuta all’inquinamento fece peggiorare gravemente la leggera ferita.
Come conseguenza, Dale divenne un ambientalista attivo e poco dopo ricominciò a calcare il palco, in grande forma”.

Buona domenica e seguitela su l’Eco Punk!

Festa della mamma: un regalo autoprodotto

Sto ascoltando Mother – Pink Floyd

Dall’album The Wall, 1979

Genere: Classic Rock, Psychedelic Rock

cremaantirughe

 

Il regalo per la mia mami! Una crema antirughe con oleolito di curcuma, cera d’api, un po’ di lecitina di soia e olio essenziale di ginepro. Una crema supernutriente ma non unta, utile anche per l’arrivo dell’estate perché lascia sul viso un leggero colorito dorato dato dalla curcuma che protegge dai raggi solari.

Insomma, per far rimanere le nostre mamme naturalmente giovani!

Auguri a tutte le mamme.

Saponette di marsiglia al cocco e vaniglia

Consigli per l’ascolto: Acqualung – Jetro Tull

Dall’album Acqualung, 1971

Genere: Classic Rock, Folk, Folk Rock

sapnette

Le autoproduzioni ribelli ritornano. Oggi vi propongo delle saponette di Marsiglia arricchite in base alle proprie esigenze di pelle e di olfatto… Un’ottima alternativa per chi non vuole o non ha tempo per creare il sapone ex novo, il sapone di Marsiglia neutro è consigliato dai dermatologi perchè non contiene sostanze aggiunte con coloranti, conservanti, opacizzanti, addensanti, profumi sintetici e altre sostanze che possono essere causa di problemi soprattutto per le pelli sensibili. Inoltre il sapone puro è grande amico del’ambiente perchè ha un bassissimo impatto ambientale sia in fase di produzione che  di smaltimento, quindi è in assoluto uno dei detergenti schiumogeni meno inquinanti.

Per procurarselo basta cercarlo nel reparto cura della persona (non sognatevi di usare il sapone per bucato) e dovete essere attenti all’Inci perchè è difficile trovare un sapone neutro senza altre sostanze. Quindi cercate quello neutro e in base alle proprie esigenze, potete aggiungere farine per un effetto scrub, oli vegetali per renderlo più emolliente ed essenze per profumarlo.
Io ho scelto un profumo molto delicato e femminile con la farina di cocco e l’essenza alimentare oleosa di vaniglia. Solitamente per me scelgo delle essenze più agrumate, ma stavolta ho creato queste saponette messe negli stampini per dolci, per fare dei regali originali e artigianali. In generale potete sbizarrirvi come volete a seconda delle esigenze e occasioni. E adesso passiamo al fare!

Ingredienti

1 pezzo di sapone di Marsiglia puro da 300 gr
250 gr di farina di cocco
3 cucchiai di olio di oliva
1 tazza d’acqua
Mezza boccetta di essenza alimenntare oleosa o 5 gocce di olio essenziale a piacere

Preparazione

-Grattuggiate il sapone di Marsiglia alla julienne. Mettere le scaglie in una pentola con l’acqua, ponete a bagnomaria e lasciate cuocere con un coperchio per circa un quarto d’ora, mescolando di tanto in tanto con delicatezza.

-Quando il sapone sarà uniformemente ammorbidito, unitevi la farina di cocco e l’olio, mescolando a lungo per amalgamare bene il tutto.

-Spolverizzate gli stampi con del borotalco, togliete il sapone dal bagnomaria, versatelo negli stampi e lasciate raffreddare.

-Quando sarà solidificato, estraetelo dagli stampi e appoggiate le forme di sapone su un foglio di carta bianca e lasciate seccare da fonti dirette di calore per cinque o sei giorni, capovolgendole spesso per farle seccare uniformemente.

Viene fuori un sapone delicato, con la farina di cocco che crea una simpatica schiumetta tipo latte e soprattutto leviga, rendendo la pelle morbida e liscia. L’esperimento è riuscito bene, prossima volta altre profumazioni!

 

Green Riot! Five Years di David Bowie

ziggystardust

Il lunedì abbiamo bisogno di alleggerirci la mente, un pò di buona musica fa sempre bene al cuore e alla mente. Oggi per la rubrica Green Riot! Canzoni per l’ambiente propongo una canzone splendida da un album cult per tutti i rockettari, una pietra miliare: sto parlando di quel capolavoro del 1972 intitolato The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars di quel che sarà il duca bianco e della sua band dell’epoca, ovvero David Bowie in arte Ziggy Stardust per la prima parte della sua lunga carriera.

ziggystardust Ziggy Stardust è un concept album che narra di un mondo sull’orlo dell’apocalisse in cui l’ultimo eroe è un ragazzo divenuto rockstar grazie ad un aiuto extraterreste. Ziggy è l’emblema della rockstar, che con la sua ascesa e la sua caduta ripercorre idealmente la parabola della celebrità, dietro la quale si nascondono l’insicurezza e la fragilità dell’artista. Col tramonto del movimento hippy impegnato, trionfano così il disimpegno, il travestitismo e l’androginia, fra lustrini e paillettes, piume e rimmel, capelli proto-punk e tutine spaziali. L’album inaugura un nuovo genere musicale, il Glam Rock la cui cornice è sicuramente la Swingin’ London.

Da questo album che ha fatto e continua ad essere fonte di ispirazione per innumerevoli band rock con gusto estetico, è tratta Five Years, dove sono cinque gli anni di vita che rimangono alla terra nello scenario apocalittico di Bowie, un lamento e un’esortazione a restare umani nel destino comune.

Pushing thru the market
square
so many mothers sighing
News had just come over,
we had five years left to cry in

News guy wept and told us
earth was really dying
Cried so much his face was wet
then I knew he was not lying

I heard telephones, opera house, favourite melodies
I saw boys, toys electric irons and T.V.’s
My brain hurt like a warehouse
it had no room to spare
I had to cram so many things
to store everything in there
And all the fat-skinny people, and all the tall-short people
And all the nobody people, and all the somebody people
I never thought I’d need so many people

A girl my age went off her head
hit some tiny children
If the black hadn’t a-pulled her off, I think she would have killed them

A soldier with a broken arm, fixed his stare to the wheel of a Cadillac
A cop knelt and kissed the feet of a priest
and a queer threw up at the sight of that
I think I saw you in an ice-cream parlour
drinking milk shakes cold and long
Smiling and waving and looking so fine
don’t think you knew you were in this song

And it was cold and it rained so I felt like an actor
And I thought of Ma and I wanted to get back there
Your face, your race, the way that you talk
I kiss you, you’re beautiful, I want you to walk

We’ve got five years, stuck on my eyes
We’ve got five years, what a surprise
We’ve got five years, my brain hurts a lot
We’ve got five years, that’s all we’ve got

Non ci rimane che ascoltare Five Years con un invito ad ascoltare tutto l’album e capire il motivo del colore dei miei capelli…

 

 

Scrub delicato al cocco

Sto ascoltando The Clash – Brand New Cadillac

Dall’album London Calling, 1979

Genere: punk, punk rock, rock, classic rock

scrub cocco

Mi sono svegliata con i Clash (tanto, troppo amore) che rimbombavano in testa e in fibrillazione per il laboratorio di domani, non vedo l’ora di condividere l’autoproduzione! Purtroppo non avremo il tempo di fare tantissime cose, ecco perchè propongo qui un’altra ricetta di bellezza semplice, efficace e facilissima, proprio per chi si è appena affacciata al mondo dell’ecocosmesi. Lo scrub con la farina di cocco è un dolce esfoliante adatto sia per il viso che per il corpo, arricchito con le proteine del latte. Le dosi nella ricetta sono minime, perchè va usato al momento.

Ricetta

3 cucchiai di farina di cocco

1 cucchiaio di zucchero di canna

2 cucchiaini di olio di mandorle o di oliva

2 cucchiai di latte o acqua

Mescolate tutti gli ingredienti, affinchè abbia una consistenza cremosa e spalmabile. Applicare sulla pelle bagnata e risciacquare. Dopo l’uso lascia la pelle talmente liscia, che non è necessario applicare la crema idratante.

A domani con le autoproduzioni in rock!

Torta salata con stracciatella, cime di rapa e semi di girasole

Sto ascoltando Mistery Train – Elvis Presley

Da Lato B di I Forgot To Remember To Forget, 1955

Genere: rock’n’roll, classic rock, rockabilly, oldies

tortasalata

Eccomi con un post domenicale e una bella ricettina ascoltando il grande Elvis Presley. Oggi vi propongo una torta salata molto semplice, con pasta sfoglia acquistata al supermercato ma arricchita con quell’ingrediente in più che sono i semi di girasole. Tutti i semi fanno bene, io cerco sempre di acquistare il pane con i semi perchè più sano e nutriente e, dato che non si ha sempre tempo per poter autoprodurre dall’inizio alla fine, ho pensato di rendere più sana e nutriente questa ricetta, fatta con la stracciatella e le cime di rapa, ingredienti della mia terra.

I semi di girasole

semidigirasole I semi di girasole sono immensamente nutrienti: hanno livelli particolarmente elevati di alcuni  importanti nutrienti per il nostro organismo. Questi semi rappresentano infatti una ricca fonte di vitamina E, utile per la protezione del cuore oltre che dell’intero sistema cardiovascolare. Ancora tra i benefici dovuti alla vitamina E, vi è l’azione antinfiammatoria ed antiossidante grazie alla quale si riescono a combattere i radicali liberi nel corpo e di conseguenza si riesce a ridurre il rischio di sviluppare il cancro o altre malattie dannose. Sono presenti buone quantità di grassi insaturi, oltre che una buona quantità di grassi monoinsaturi e polinsaturi. I primi di questi grassi menzionati sono ritenuti ottimi secondo il parere dei nutrizionisti, dal momento che contribuiscono alla salute generale di cuore e cervello. Sebbene il contenuto di grassi non sia basso, quelli presenti non sono dannosi per l’organismo*.

RICETTA:

2 basi di pasta sfoglia fresca (bio se possibile)

1 kg di cima di rapa

300 gr di stracciatella

semi di girasole a piacere

aglio, olio evo, sale q.b.

Preparazione:

-Lavate e pulite le cime di rapa togliendo le foglie più grandi e dure.

-Mettete a soffriggere dell’aglio con un pò di olio, aggiungete le cime di rapa e un pizzico di sale e fate cuocere fino a quando avranno perso la loro acqua e risulteranno più morbide. Togliete l’aglio e spegnete il fuoco.

-In una ciotola mescolate la stracciatella e le cime di rapa e avrete ottenuto il composto della torta salate.

-In un tegame, mettete della carta da forno sul fondo e stendete la prima base di pasta sfoglia a cui andrete ad aggiungere i semi di girasole, cercando di fissarli nella pasta.

basetorta

-Dopo aver ricoperto il fondo con i semi, versate il composto di cime di rape e stracciatella e livellatelo con una spatola.

torta3

-A questo punto ricoprite tutto con l’altra base di pasta sfoglia, facendo combaciare le due basi e arrotondando i bordi. Aggiungete altri semi di girasole sulla crosta.

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-Infornate per mezz’ora circa a 180°.

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Ecco qui la torta salata. Il ripieno morbido di cime di rapa e stracciatella ben si sposa con la pastra sfoglia resa ancora più croccante dai semi. Facilissima, da provare.

*Da www.inerboristeria.com

Green riot! Don't go near the water dei Beach Boys

beachboys

Chi non conosce i Beach Boys? Green riot! Canzoni per l’ambiente oggi parla proprio di loro, della celebre rock band rimasta alla storia della musica per i loro testi spensierati inneggianti ad un certo stile di vita fatto di surf, sole, spiagge californiane e belle ragazze in bikini. Chi non ha mai ballato sulle note di Surf in the USA o I Get Around? Ma non sono qui per parlare di ballo e di ascelle sudate, bensì di musica più impegnata. Infatti al di là dei pezzi più conosciuti, l’album unanimemente riconosciuto come loro capolavoro è stato Pet Sounds del 1966, indicato come uno dei migliori album della storia della musica, e ben lontano dal sound originario, grazie anche alla sperimentazione di strumenti insoliti come campanelli di biciclette, clavicembali, flauti, il Theremin e l’abbaiare dei cani.

Oggi però ci soffermiamo su un brano in particolare a sfondo ambientale, di Don’t go near the water tratto dall’album Surf Up del 1971 anch’esso lontano dall’immaginario della band, anzi quasi contrastante, perchè per la prima volta invece di godersi il surf e altre divertenti attività in spiaggia, questa volta si consiglia all’ascoltatore  (già dal 1971…) di evitare l’acqua di oceani, fiumi, laghi perchè inquinata, piena di veleni e di bolle create da dentifrici e saponi. Buona lettura e buon ascolto.

Don’t go near the water
Don’t you think it’s sad
What’s happened to the water
Our water’s going bad

Oceans, rivers, lakes and streams
Have all been touched by man
The poison floating out to sea
Now threatens life on land

Don’t go near the water
Ain’t it sad
What’s happened to the water
It’s going bad

Don’t go near the water
Don’t go near the water

Toothpaste and soap will make our oceans a bubble bath
So let’s avoid an ecological aftermath
Beginning with me
Beginning with you

Don’t go near the water
To do it any wrong
To be cool with the water
Is the message of this song

Let’s all help the water
Right away
Do what we can and ought to
Let’s start today

I Love Radio Rock

iloveradiorock

Un film che merita di entrare a pieno titolo fra i film consigliati da l’Eco Punk è sicuramente I Love Radio Rock, un film del 2009 diretto da Richard Curtis e portato alla memoria dopo la tragica perdita di Philip Seymour Hoffman, uno degli attori principali che recita la parte de “il conte” in una radio pirata degli anni ’60. Al di là della perdita di un grandissimo attore, ricordo questo film perchè incarna lo spirito di questo blog: il rock visto come la musica contro il potere e contro l’autorità, la musica che ti permette ancora di poter esprimere il dissenso negli anni ’60 come oggi.

Radio Rock è una nave ancorata nel Mare del Nord e trasformata in una stazione pirata, che trasmette musica pop e rock ventiquattro ore al giorno in una Swinging London dedita a trasmettere solo musica leggera. L’emittente è gestita da Quentin e dai vari dj rock’n’roll: lo statunitense detto “Il Conte”, l’allegro Simon, “Dottor” Dave, l’affascinante e misterioso “Midnight” Mark e il taciturno “Tessitore dell’Alba” Bob. Il ministro inglese Sir Alistair Dormandy, uomo ottuso e bigotto, affida al segretario Pirlott l’incarico di ostacolare in tutti i modi le trasmissioni delle stazioni pirata, in particolar modo di Radio Rock, iniziando una vera e propria crociata personale, tanto da ottenere l’attuazione di un atto che dichiara le navi-radio illegali poiché a rischio di occupare le frequenze di soccorso. L’unico sistema per continuare a trasmettere senza venire arrestati è però quello di disancorare la nave e salpare, ma questa versa purtroppo in tali pessime condizioni da impedirle di reggere il mare, e presto comincia ad imbarcare acqua. Dalle loro frequenze i deejay lanciano un sos, sperando che qualcuno li salvi da una morte certa e, proprio quando la nave sta per affondare e tutti credono di essere perduti, arrivano decine di barche, tutte di fan che hanno ascoltato il loro messaggio e che stanno arrivando a salvarli.

Questo film è un atto d’amore nei confronti della musica rock, denuncia il bigottismo e lancia un messaggio di speranza di salvezza da certe mentalità conservatrici che ostacolano la cultura e il pensiero critico.

Il rock deve vivere perchè il rock è libertà. Per chi non l’avesse ancora visto, un invito a guardarlo e ad ascoltare attentamente la colonna sonora. Commovente.