Salame di Cioccolato con Semi di Canapa Vegan ūüćī

13009814_10208087109888870_1351514693_o

Dopo una breve assenza rieccomi qui a condividere con voi una mia nuova ricetta,

il Salame di Cioccolato con Semi di Canapa, vegan, cioccolatoso ed adatto per recuperare dei biscotti in avanzo e la cioccolata (mi raccomando fondente) recuperata dalle uova di pasqua o da smaltire prima dell’inizio della stagione calda.

Vi avevo gi√† svelato, e pertanto non posso pi√Ļ nascondermi ūüôā , la mia fissazione con la Canapa, in particolare per i¬†suoi semi.

In questo caso, l’aggiunta di semi di Canapa √® stata dettata non soltanto dalla mia voglia di sperimentarla ma anche per una questione nutrizionale. Non √® una ricetta light, ma le sue calorie e grassi sono tutti nobili, l’importante come sempre √® non eccedere.

Una fetta di salame cruelty-free che grazie al cioccolato e alla canapa sar√† il nostro antidepressivo preferito, antiossiadanti e proteine che ci aiuteranno in questo periodo di cambio stagione, che spesso pu√≤ buttarci gi√Ļ.

 

Ingredienti:

  • 100g Biscotti Vegan Integrali (potrete acquistarli o farli da voi con: 350 g di farina integrale, 70 g di zucchero grezzo di canna, 70 g di olio evo, un vasetto di yogurt di soia)
  • 140g di cioccolato fondente
  • 50g di mandorle tostate
  • 30ml circa di latte vegetale
  • 10ml di olio di semi di girasole
  • 10g di semi di canapa
  • 30g di zucchero

 

Preparazione:

– Per i Biscotti: ¬†versare in una ciotola farina e zucchero, creare una fossetta nel centro e versare yogurt e l’olio, iniziare ad incorporare la farina e impastare fino a formare un panetto morbido che dovr√† riposare 15min. sprendere l’impasto con uno spessore di 3mm circa e ritagliare i biscotti, nel nostro caso non servir√† essere precisi perch√©¬†dovranno essere spezzettati. Cuocere a 170 gradi per 15 min circa, fino a Doratura.

– Per il Salame di Cioccolato: Spezzettare il cioccolato in un pePreparazione:ntolino, aggiungete l’olio di semi, lo zucchero e portandolo su fuoco a fiamma media mescolate finch√© il cioccolato non si sar√† sciolto e si sar√† creata una crema che metteremo da parte, giusto il tempo di frullare grossolanamente le mandorle che uniremo insieme alla farina di semi di canapa al cioccolato precedentemente fuso.

A questo punto, sbricioliamo i biscotti e uniamo anch’essi al composto di cioccolato, aggiungiamo il latte e mescoliamo, il composto per ora risulter√† ancora morbido ma non troppo (se dovesse risultare troppo morbido potrete aggiungere del cacao per addensare). Facciamo riposare in frigorifero per 10 min, in questo modo si addenser√† e sar√† pi√Ļ facile lavorarlo. Trasferiamo l’impasto su della carta da forno (la larghezza del foglio che userete dipender√† da quanto saranno grosse le vostre fette di salame) e arrotoliamo stringendo ben bene l’impasto, fino a dare la forma del salame. In foto per uno scopo decorativo io ho lasciato la carta forno, tagliata a misura, cos√¨ da simulare la classica pellicina degli insaccati come il salame. far riposare altri 30min in frigo e Buon Appetito!

 

CANAPELLA: Crema Spalmabile Veg di Canapa e Nocciole ūüćī

12788223_10207731389556084_758013232_n

Ben ritrovati EcoPunkers,

non so voi ma io oggi, dopo una settimana di influenza, avevo proprio bisogno di coccolarmi e quale modo migliore se non con un dolce?

In particolare oggi prepareremo una crema spalmabile simile alla famosissima crema di nocciole, ma non potevamo accontentarci delle classiche ricette ormai viste e riviste,  quindi ecco la mia versione arricchita da una buona dose di proteine date dai semi di Canapa, Nocciole italiane biologiche e zucchero di canna integrale!

Prepararla sar√† molto semplice, provare a non finirla al contrario sar√† molto difficile! ūüôā

Ormai, avrete capito¬†che nutro un certo amore nei confronti della Canapa e dei suoi derivati e direi che la sfida pi√Ļ grande √® proprio quella di riuscire ad utilizzarla nelle preparazioni dolci, ma per noi dell’EcoPunk nessuna sfida √® impossibile e ci siamo riusciti con ottimi risultati e tanta soddisfazione.

Inutile dirvi in quanti modi √® possibile utilizzare questa crema di canapa e nocciole, dal pi√Ļ classico dei modi, cio√® su una bella fetta di pane all’autoproduzione di prodotti da pasticceria come cornetti, crostate e muffin.

Ingredienti:

50gr di nocciole

30gr di semi di canapa (circa 2 cucchiai )

40 gr di zucchero di canna integrale

50gr di cioccolato fondente al 80%

2 cucchiai di cacao amaro in polvere

2 cucchiai di olio di semi di girasole

1/2 bicchiere circa di latte di canapa (in alternativa un qualsiasi latte vegetale)

Procedimento:

Iniziamo con il tostare, in un pentolino, le nocciole ed i semi di canapa, basterà circa un minuto. Lasciamo raffreddare e successivamente tritiamo, creando un farina molto fine le nocciole, i semi di canapa e lo zucchero.

Creata questa polvere possiamo aggiungere il cioccolato fondente tagliato a pezzetti nel nostro bicchiere del mixer e frullare nuovamente formando così una pasta molto densa e profumatissima.

A questo punto in un pentolino con i bordi alti, mettiamo il cacao e lo sciogliamo in una parte del latte, aggiungiamo ora la pasta di canapa, nocciole e fondente e iniziamo a mescolare gli ingredienti, accendiamo il fuoco a fiamma bassa e riscaldiamo il composto aggiungendo prima l’olio di semi e successivamente poco alla volta il latte per regolare la consistenza, ricordandoci che la crema quando si sar√† raffreddata sar√† leggermente pi√Ļ densa.

Quando il composto sar√† ben caldo ed omogeneo non ci resta altro se non prendere un bel vasetto, riporre all’interno la crema e chiudere con il suo coperchio. Quando si sar√† raffreddata possiamo riporla in frigorifero, nel quale si conserver√† per circa 2 settimane.

Buona autoproduzione e buona merenda a tutti!

Vi lascio con un’idea stuzzicante…Muffin Vegan e Light con cuore morbido di Canapella

image

 

Cannelloni di Farro Integrale con ripieno di Hemp-tofu e Spinaci

image

Si lo so….non siete ancora pronti…. Ma l’EcoPunk √® gi√† all’opera per darvi qualche idea per le varie “Reunion ” che affronterete nelle prossime feste.

Oggi prepareremo un piatto non molto elaborato,potrebbe sembrare, pensando ad i classici cannelloni, ma questi pur essendo gustosi e sazianti presentano ingredienti poco lavorati e semplici come farina, spinaci e pomodoro.

Qualche informazione sul’ Hemp-tofu e via con la ricetta.

Chiamato Hemp-Tofu, Hemp-Fu o Tofu di Canapa altro non √® se non il frutto della cagliata del latte ricavato dai semi di canapa. Facile da produrre in casa. Ha tutti i vantaggi di un latte vegetale e non vaccino ed in pi√Ļ i benefici della Canapa, ricca di proteine, acidi grassi e una discreta quota di fibre. √ą ideale nella dieta vegana e perch√© no anche per gli intolleranti al lattosio. Ha un sapore che ricorda il sesamo e la nocciola.

Questa settimana i nostri ascolta sono andati a riscoprire i suoni caldi e avvolgenti di Johnny Cash con I walk the line , e come sempre troverete il link infondo alla pagina per ascoltarlo.

Ingredienti:
– 150gr di farina di farro integrale
– 100gr semola di grano duro
– 1 cuc di olio evo
– 1cuc di curcuma
– Acqua q.b

Per il ripieno:
-1 panetto di Hemp-tofu (in alternativa tofu di soia)
– 500 gr di Spinaci saltati con olio e aglio

  • Salsa di pomodoro per condire (meglio se sugo di semplice pomodoro e spezie…magari avanzato!)

Iniziamo con IMPASTO!!
Sulla spianatoia disporre le due farine setacciate, unite il cucchiaino di curcuma e l’olio. A questo punto (si lo so, ormai sapete farlo un po’ tutti ūüėČ) √® ora di aggiungere pian piano l’acqua impastando ed incorporando la farina (saranno all’incirca 100 ml di acqua). Ottenuto un panetto liscio ed omogeneo non dovrete far altro che coprirlo con un panno umido e lasciarlo riposare 1 oretta. Passato il tempo di riposo stenderemo l’impasto in una sfoglia abbastanza sottile, circa mezzo centimetro e ricaveremo da questa sfoglia dei quadrati di pasta che dopo ci occuperemo di farcire.

A parte prepariamo il RIPIENO:

Baster√† mettere un filo d’olio √® uno spicchio di aglio intero in una padella, far riscaldare ed unire gli spinaci sciacquati e sgocciolati, mettere il coperchio e senza aggiungere acqua far appassire 2 min. Una volta pronti trasferiteli nel vostro robot da cucina insieme al tofu e frullare ma lasciandolo grumoso. Regolare di sale e pepe. Far riposare un ora.

PREPARAZIONE:

Mettere il ripieno in ogni quadrato di pasta precedentemente ricavato, disponendo il ripieno su 1/3 e arrotolate formando i cannelloni.

A parte prenderemo una pirofila e disporremo prima un po’ di salsa di pomodoro (meglio se fatta andare sul fornello con un po’ di cipolla ed aromi) poi i nostri cannelloni.

Completato lo strato copriremo il tutto con altra salsa di pomodoro e una spolverata di pan grattato per far formare la crosticina, un giro di pepe e dritti nel forno per 20 min a 180 gradi.

A dimenticavo!! Buon appetito ūüėČ

Scaloppine di Seitan al limone e rosmarino

12166653_10206858047643082_270098262_n

Altro gioved√¨ altra ricetta del nostro men√Ļ stagionale!

Questa volta ci occuperemo della seconda portata, le scaloppine di SEITAN AUTOPRODOTTO al rosmarino e limone; autunnali vista la presenza del rosmarino ma con un retrogusto d’estate dato invece dal limone. Da accompagnare con un buon bicchiere di vino e in diffusione Pink Moon di Nick Drake e la sua chitarra acustica (nel link qui sotto come sempre). Comfort food , folk e vinello, mi sembra non manchi nessuno all’appello ūüôā ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬†

Il seitan o muscolo di grano è ormai diventato di uso comune, demonizzato da alcuni e lodato da altri, è un alimento non molto bilanciato e in prevalenza proteico (ma privo di colesterolo al contrario di altri fonti proteiche), motivo per il quale vi consigliamo di accompagnarlo sempre ad una buona porzione di verdure crude e cotte, ad esempio, sempre di stagione potremmo accompagnarlo con un insalatina di spinaci crudi, limone e noci o delle erbette saltate in padella.

¬†Il Seitan¬†pu√≤ essere ottenuto dalla lavorazione di diversi tipi di farine (con una buona percentuale di proteine) ci√≤ rispetto ad altri alimenti vegan proteici, come tofu, tempeh e altri, ci permette di farne un uso ancor pi√Ļ eco-sostenibile. Infatti non solo il seitan autoprodotto sar√† cruelty-free, ma anche economico, locale (potremo infatti selezionare le farine dai produttori locali, ottenendo tra l’altro una migliore qualit√† nel prodotto finale) e con una bassa percentuale di scarto. Detto tutto questo, ricordo: mai abusarne e al contrario variate sempre la vostra alimentazione prediligendo alimenti stagionali e poco lavorati.

Anche questa volta è arrivato il momento di mettersi a lavoro!        

 Ingredienti per il Seitan (4 persone):

  • 500g farina 1

  • 500g farina di farro integrale

  • 600g di acqua

  • dado vegetale (o sedano,carota e cipolla per il brodo)

  • aromi a piacere: rosmarino,timo

Procedimento:

Il procedimeto consister√† sostanzialmente in 3 fasi, preparazione dell’impasto, il suo lavaggio e la bollitura.

Prendiamo le farine pesate e aggiungendo i 600g di acqua, poco per volta, iniziare ad impastare gli ingredienti fino ad ottenere un panetto. Lavorare il panetto per qualche minuto finché non sarà abbastanza liscio. A questo punto il panetto verrà fatto riposare per circa un ora in una ciotola coperto da acqua fredda.

12167134_10206858048123094_309264611_n

Riprendiamo il nostro panetto e passiamo al lavaggio, sembrer√† complicatissimo ma in realt√† √® molto semplice. Io mi trovo molto bene con questo metodo, che mi permette di ottenere un seitan abbastanza morbido e impiegare qualche minuto in meno: mettere la palla scolata in una ciotola capiente e aprire l‚Äôacqua calda a filo. Man mano che l‚Äôacqua scorre sul vostro panetto, lavorarlo energicamente come se doveste impastarlo. Sin da subito vedrete l‚Äôamido che se ne va. A intervalli, cambiare la temperatura dell‚Äôacqua da calda a fredda e continuate ad impastare. Il panetto in questo procedimenti potrebbe sgretolarsi un po’, non preoccupatevi, raccogliete i pezzettini e rimpastateli. Ci vorranno circa 5/6 cambi di acqua prima che l’acqua risulti limpida e il panetto sia pronto (il tutto in circa 10/15 min di lavorazione, nulla di impossibile insomma!

E oraaa vai con la cottura! Iniziamo a mettere sul fuoco una pentola abbastanza capiente con acqua, il nostro dado autoprodotto (trovate la ricetta sul blog) e aggiungete sedano e carote, se preferite potrete anche preparare un semplice brodo, ma ricordate che pi√Ļ saporito sar√† il brodo pi√Ļ lo sar√† anche il seitan. Prendiamo la nostra palla leggermente spugnosa, e arrotoliamola dandole una forma cilindrica; questo sarebbe il momento per aromatizzare il nostro seitan aggiendendo spezie, verdurine, un po’ di pepe o peperoncino o ci√≤ che la vostra fantasia vi ispira.

Per la nostra ricetta o preferito lasciarlo al naturale e legarlo come se fosse un arrosto con lo spago aggiungendo un rametto di rosmarino (legandolo calcolate già lo spessore delle vostre fettine, infatti vi sarà utile solo a questo scopo, avremmo potuto anche lasciarlo libero) e lasciatelo a scolare in uno scolapasta per qualche min ma se avete deciso di non legarlo mettetelo in una tazza e capovolgete la tazza sullo scola pasta, in questo modo scolerà senza perdere la sua forma. Dopodiché metterlo in cottura nel brodo per circa 40 min.

Il seitan andrebbe fatto riposare una notte nel suo brodo così che intensifichi il suo sapore.

Ricordo inoltre che potrà essere conservato in frigo, coperto dal suo brodo di cottura per circa 4/5 giorni.

12064111_10206858047923089_1416073452_n

Per le Scaloppine di Seitan al Limone e Rosmarino:

Ingredienti:

  • fettine di Seitan

  • farina 00 q.b.

  • Olio

  • Pepe

  • Rosmarino

  • 1 limone

  • 1 tazza di brodo

Preparazione:

Infariniamo le nostre fettine di seitan e facciamole dorare in padella con un cucchiaio d’olio. Iniziamo ad insaporire con il pepe e non appena saranno dorate potremo sfumare con il succo del nostro limone e aggiunger il rosmarino. Senza far asciugare tutto il succo di limone uniremo anche la tazza di brodo, e a fuoco medio porteremo avanti la cottura. Attendiamo circa 10 min, il tempo necessario affinch√© la nostra salsina si sia addensata. Impiattare e guarnire con la scorza di limone e qualche ago di rosmarino.

Ed ecco che la Seconda portata è pronta per essere gustata con gli occhi e con la mente!!

12165669_10206857755315774_1117970352_n

Cucina stagionale: caserecce di canapa alla crema di zucca e timo

12105740_924826890923826_3084082922934390194_n[1]

Come promesso eccomi qui a condividere con voi le ricette della mia proposta di men√Ļ stagionale per questo mese con qualche consiglio all’ascolto. Iniziamo con un godurioso primo, stagionale e salutare che con il suo colore arancio vivo ci ridar√† un po’ di grinta visto l’arrivo del primo freddo. La zucca √® uno dei miei ortaggi autunnali preferiti (la mangerei anche a colazione e non √® detto che ci√≤ non accadr√†…in qualche nuova ricetta) e ottobre, tra feste pagane, profumi e colori √® il mese che pi√Ļ di tutti ci ricorda che √® pronta ad essere colta nei nostri orti e portata in tavola. Ed √® stato proprio l’autunno e il caldo arancio della zucca, mi hanno fatto ha ispirata anche a proporre un po’ di sana musica folk, partendo dall’abc, un superclassicone, ovvero Harvest del grandissimo Neil Young che potrete ascoltare tranquillamente su Spotify con un semplice clic sull’immagine che troverete alla fine del post. Ma passiamo al lato ancora pi√Ļ interessante, la ricetta!

12084074_10206808498084374_1144151414_n[1]

INGREDIENTI:

Per la pasta

250gr di semola di grano duro

50gr di farina di semi di canapa

150gr circa di acqua

1 cucchiaino di olio evo

Per il condimento:

¬ľ di zucca a buccia verde

1 cipollotto

Sale pepe timo e rosmarino (nella variante pi√Ļ ghiotta ci servir√† anche della panna vegetale, io ho usato quella di avena)

Ora pronti e mani in pasta!!

PROCEDIMENTO

Una volta pesate le farine disporle a fontana e aggiungendo il cucchiaino di olio e poco per volta l’acqua fino ad ottenere un panetto ancora ruvido che andr√† lavorato per una decina di minuti, finch√© non risulter√† un impasto liscio ed elastico (vale sempre il trucchetto di tastare con un dito l’impastato, se l’impronta del vostro dito tender√† a risalire in pochi secondi l’impasto √® pronto). Lasciar riposare il panetto, coperto di pellicola, per circa 30 minuti.

Quando l’impasto avr√† finito di riposare saremo pronti a dare finalmente forma alla nostra pasta. Uno dei formati pi√Ļ semplici ed indicati per questo condimento sono le tagliatelle, o perch√® no anche i maltagliati, ma se anche voi come me avete piacere di avere le mani in pasta potrete sbizzarrirvi con altri formati.

Per dare la forma di caserecce non avendo gli appositi strumenti io mi sono adoperata cos√¨: ho suddiviso l’impasto in 4 parti, da queste ho ricavato 4 salsicciotti abbastanza fini e successivamente ho tagliato il salsicciotto in piccoli pezzetti di pochi millimetri di spessore (5 mm circa). Ottenuti i nostri pezzetti d’impasto non bisogna far altro che trascinarlo con una forchetta leggermente infarinata finch√© non si viene a creare il ricciolo. Una volta presa la mano ci vorranno circa 10 minuti per terminare la lavorazione. La pasta dovr√† rimanere all’aria per circa 1 ora cos√¨ che si asciughi leggermente. Nella foto qui sotto potrete vedere il procedimento riassunto.

12080913_10206804682228980_1949525005_n[1]

PER IL CONDIMENTO:

Passiamo al condimento della nostra pasta. Come prima cosa dovremo pulire la zucca (ricordatevi sempre di recuperare anche i suoi semi) e tagliarla a dadini. Prendiamo una padella, e facciamo rosolare, con un filo d’olio, il cipollotto che una volta che sar√† imbiondito sar√† pronto a ricevere la nostra zucca, il sale e il pepe. Se avrete tagliato la zucca a cubetti non molto grandi ci metter√† circa 15 minuti per ammorbidirsi.

Quando la nostra zucca risulter√† facile fa schiacciare con una forchetta non ci rester√† altro da fare se non aggiungere il timo e il rosmarino e frullare il tutto e se anche voi avrete voglia di una coccola in pi√Ļ suggerisco di aggiungere circa mezza confezione di panna vegetale, io in questo caso ho aggiunto la panna d’avena (non disperate la restante panna vegetale non verr√† buttata ma ci servir√† per la nostra seconda ricetta!! )

Ora potremo finalmente assemblare il tutto:

La nostra pasta avrà bisogno di cuocere circa 5 min in acqua bollente salata, nel frattempo riscalderemo il nostro condimento in una padella. Appena la pasta salirà a galla potremo unirla al condimento scolandola con una schiumarola. (Useremo la nostra acqua di cottura per mettere in ammollo i nostri piatti sporchi). Impiattiamo, qualche altra fogliolina di timo e BUON APPETITO e BUON ASCOLTO!

Are you ready for the country? A giovedì con la prossima ricetta!

Felicia

Crema antirughe con olio di canapa e curcuma (part II)

cremaantirughe

Vi avevo gi√† parlato della cold cream antirughe con olio di canapa e tutte le bufale cosmetiche sui “potenti” effetti di alcuni ingredienti chimici, ritenuti assolutamente necessari per il ringiovanimento cutaneo. Bene, dopo tutte le richieste per la crema antirughe e i consigli dati per mantenere la pelle giovane e sana, mi appresto a scrivere la ricetta della mia crema antirughe sicuramente pi√Ļ professionale, meno unta e pi√Ļ corposa rispetto alla cold cream.

Prima per√≤ di parlare della ricetta, tenevo a smontare il dogma creato dalla pubblicit√† delle creme in commercio, secondo cui una donna a trent’anni deve necessariamente utilizzare una crema antirughe anche in assenza delle stesse, per prevenire l’invecchiamento cutaneo. E cos√¨ vedo ragazze trentenni senza rughe, ossessionate dal mantenere la pelle giovane a tutti i costi, che acquistano creme antiage inutili e costose… In verit√† vi dico che se utilizzate creme piene di petrolati, √® quasi certo che le rughe vi verranno molto prima del previsto! Se invece utilizzate una buona crema idratante che nutre a fondo la pelle, autoprodotta o meno, e seguite un’alimentazione corretta (in particolare ricca di vitamina E), la vostra pelle rimarr√† giovane e tonica molto a lungo. Quindi suvvia, anzich√© pensare alle rughe che vi verranno in futuro, pensate a quale crema utilizzare ora per idratare la pelle!

Torniamo all’autoproduzione. Per chi ha voglia di spignattare come si deve (detesto questo termine, per√≤ viene chiamato cos√¨ il mescolare per creare cosmetici), pu√≤ seguire tranquillamente tutti i passaggi utilizzando ingredienti naturali reperibili sugli e-commerce come Aromazone o La saponaria; per chi invece non dispone di questi ingredienti, pu√≤ continuare a creare la cold cream ugualmente efficace con ingredienti sicuramente di pi√Ļ facile reperibilit√†. Pronti? Andiamo!

RICETTA (per 100 gr circa di crema)

FASE A (acquosa)
3 gr di glicerina
0,6 di gomma xantana
36,2 di acqua demineralizzata

FASE B (grassa)
2 gr di jojoba
4 grammi di olio di semi di girasole spremuto a freddo
5 gr di olio di germe di grano
5 gr di olio di canapa
2 gr di burro di karitè
1 gr di tocoferolo
4 gr di gliceryl stereate (emulsionante)
3 gr di cetearyl alcohol (emulsionante)

FASE C (attivi)
2 gr di acido ialuronico
3 gr di oleolito di curcuma
2 gr di estratto di arancio amaro
10 gocce di olio essenziale di ginepro
18 gocce di cosgard

-Prepariamo subito la fase acquosa, creando il gel. Prendiamo un bicchiere di vetro, sciogliamo all’interno la xantana e la glicerina con un cucchiaino e aggiungiamo l’acqua. Aspettiamo che si formi il gel.

-Prendete un altro bicchiere di vetro e versateci tutti gli ingredienti della fase grassa, escluso il tocoferolo.

-Ponete entrambi i bicchieri a bagnomaria e lasciate riscaldare fino a quando la fase grassa si sarà completamente sciolta. Mentre aspettate, preparatevi già un bicchiere con i bordi alti e il minipimer per emulsionare.

-Appena sciolta la fase B, togliete la fase acquosa dal bagnomaria e versatela nel bicchiere con i bordi alti e frullatela un attimo a bassa velocità.

-Aggiungete poco alla volta la fase grassa alla fase acquosa e nel frattempo continuate a frullare sempre a bassa velocità.

-Una volta effettuata l’emulsione, vedrete che la crema sbiancher√†, avr√† un po’ di bolle e sar√† un po’ fluida. A questo punto mescolate con un cucchiaino e lasciatela riposare per 5 minuti, in modo che si raffreddi e si addensi.

-Una volta raffreddata, aggiungete tutti gli attivi e il tocoferolo. Mi raccomando il conservante sempre alla fine.

La texture di questa crema √® sbalorditiva: morbida, corposa, non unta, nutre la pelle a fondo. Potete sostituire l’oleolito di curcuma o l’acido ialuronico con l’olio di rosa mosqueta o borragine, l’olio essenziale di ginepro con della lavanda o olio essenziale di rosa, l’olio di canapa con l’olio di oliva.

Questa crema sta riscuotendo un successone perché realmente efficace! Fatemi sapere se la fate e se avete qualche suggerimento.

Al prossimo spignatto.

Per la ricetta della cold cream e sugli utilizzi dell’olio di canapa in cosmesi, leggi¬†qui

Canaparliamone, la radio pugliese sulla canapa

canaparliamoneDopo tutti i bagordi delle feste e le pessime notizie in tv, oggi inizia il weekend e vi parlo di un bel progettino tutto pugliese che mi √® stato segnalato sulla pagina Fb da uno degli ideatori e che condivido volentieri perch√© unisce informazione e musica, vicino quindi al mood ecopunk. Sto parlando di “Canaparliamone”,¬†un progetto radio di 3 puntate, nato dall‚Äôidea di quattro amici decisi ad arginare la disinformazione in tema di uso, o meglio, usi della canapa.¬†L’obiettivo √® diffondere consapevolezza attraverso i mezzi di diffusione di massa sulle reali propriet√†, gli svariati utilizzi e le novit√† legate al mondo della cannabis e di conseguenza avanzare proposte, ascoltare la gente, raccordare le diverse voci sull’argomento e dare voce a chi ha qualcosa di importante da dire. Il progetto nasce dall’esigenza di colmare l’ignoranza e la disinformazione, generati da quasi un secolo di proibizionismo e questo l’Eco Punk lo sa bene, tanto da scrivere post di informazione sulla canapa, ricette alimentari e cosmetiche e anche di strumenti musicali.

Le tre puntate di Canaparliamone indagano la realt√† industriale, terapeutica ed alimentare della Canapa in Puglia, regione che si sta muovendo molto in questo senso (e non lo dico perch√© √® la mia regione eh…) con degli ottimi risultati.

La prima puntata √® registrata a Bisceglie (BT) presso Pedone Working, azienda¬†attiva nel settore dell‚Äôedilizia naturale da un ventennio che progetta e realizza costruzioni di diverso genere con materiali naturali e che¬†nel 2013 √® arrivata a costruire di un complesso residenziale di 60 appartamenti in calce e canapa a Bisceglie. Personalmente ho avuto modo di conoscere il loro progetto alla Fabbrica del Vapore a Milano all’interno del Fuori Salone 2014 e l’ho trovato molto interessante.

La seconda puntata √® registrata in Valle d’Itria presso un negozio di tutto sfuso, dove vengono illustrati i benefici dell’uso alimentare della canapa e come utilizzarla per fare pizze, focacce, torte, biscotti.

Nella terza puntata invece si indaga sull’uso terapeutico della canapa e quindi √® stata registrata in Salento presso l’associazione noprofit Lapiantiamo, che¬†promuove l‚Äôuso terapeutico della canapa medicinale attraverso la coltivazione e l‚Äôapprovvigionamento ai pazienti affetti da patologie come sclerosi multipla, cancro, dolore cronico, sla, parkinson, glaucoma e tantissime altre. Questa associazione √® molto attiva a livello regionale e nazionale, tanto da suscitare l’interesse de Le Iene (programma di Italia 1) e dedicarci un servizio che ha avuto moltissime visualizzazioni in tv e online e moltissime condivisioni.

Per ascoltare il programma, clicca sulle puntate:

Prima puntata – Uso industriale della canapa

Seconda puntata – Uso alimentare della canapa

Terza puntata – Uso terapeutico della canapa

E in Colorado, dove hanno legalizzato e tassato la canapa, sapete cosa sta succedendo? Lo Stato del Colorado si è ritrovato con così tanti soldi in cassa che ha deciso di rimborsare i propri cittadini… Nei giorni scorsi il governatore John Hickenlooper ha dichiarato che gli incassi dalla vendita di marijuana sono stati molto maggiori di quanto stimato, tanto da portare le casse statali a un eccesso di oltre 184 milioni di dollari.

Per maggiori info sulla canapa, leggi¬†La canapa: storia e utilizzi di una delle piante pi√Ļ antiche e controverse al mondo

Per ricette alimentari, leggi Muffin verdi con pasta madre e farina di canapa

Per ricette cosmetiche, leggi Cold cream antirughe con olio di canapa

Per strumenti musicali, leggi La musica sostenibile: dalle chitarre in canapa agli eco-eventi musicali

La musica sostenibile: dalle chitarre in canapa agli eco-eventi musicali

guitar1crop[1]

Cos’hanno in comune gli eventi musicali e la sostenibilit√†? A prescindere dal messaggio che passa il testo di una canzone, anche i grandi eventi possono essere organizzati e suonati in maniera sostenibile, mantenendo la qualit√† dell’evento e soprattutto del suono.

A tal proposito ho letto una news interessante su canapaindustriale.it, in merito alle chitarre fatte con la canapa di Body Pellow, che nel suo laboratorio ricreato all’interno di un fienile, ha dato vita nel 2011 alla Canadian Hemp Guitars insieme al musicista Stewart Burrows. Producono chitarre elettriche con linee che richiamano gli anni ’50 e ’60 seguendo il metodo dei liutai tradizionali con l’eccezione per il materiale.
Oltre ad avere un suono molto apprezzato, sono strumenti eco-friendly che contribuiscono alla diminuzione della deforestazione e l’utilizzo di legnami rari o pregiati e nonostante l’artigianalità del prodotto sono anche abbastanza abbordabili economicamente con un prezzo base che si aggira intorno ai 1300 dollari.

palco_pedali[1]

Strumenti musicali a parte, in Italia ci sono stati tanti eventi musicali sostenibili, il pi√Ļ famoso √® il concerto a pedali dei Tetes de Bois¬†¬†in cui, per circa due ore, i musicisti romani si sono esibiti solo grazie ai muscoli dei ciclisti che si sono alternati sui veicoli collegati tutti da una dinamo all‚Äôalimentatore del palco. Ma non √® questo l’unico modo per organizzare un evento sostenibile e qui ci viene in aiuto il Manifesto della Musica Sostenibile creato dalla community di Edison,¬†la societ√† italiana di fornitura di energia elettrica e gas metano ‚Äď nell‚Äôambito di ‚ÄúEdison ‚Äď Change The Music‚ÄĚ un progetto dedicato alla¬†sostenibilit√† ambientale nella musica.

Il manifesto riporta¬†un decalogo che riassume le ‚Äúbest practice‚ÄĚ per la realizzazione di un evento musicale sostenibile:

1. Localizzare l’evento musicale in un luogo ben servito dalla rete dei trasporti urbani (treni, autobus, tram e metro) per disincentivare l’utilizzo dell’auto privata da parte del pubblico;

2. In occasione di concerti all’aperto notturni, evitare l’uso eccessivo di luci ed effetti speciali al fine di contenere i consumi energetici. Ove possibile, privilegiare i concerti diurni;

3. Produrre energia elettrica a zero emissioni da impianti solari fotovoltaici per alimentare il sistema audio, luci e video;

4. Azzerare le emissioni di CO2 attraverso i certificati di produzione rinnovabile (RECS ‚Äď Renewable Energy Certificate System), un sistema di certificazione internazionale volto alla promozione e allo sviluppo di un mercato volontario di certificati legati alla produzione di energia da fonti rinnovabili;

5. Annullare le emissioni di CO2 con l’acquisto di crediti di emissione di tipo VER (Verified Emissions Reductions) sul mercato volontario o compensarle con la piantumazione di alberi nell’ambito di progetti di forestazione (in Italia e all’estero);

6. Utilizzare apparecchiature efficienti per la produzione di energia elettrica come gli impianti a led e gli amplificatori digitali e – dovendo utilizzare gruppi elettrogeni convenzionali – alimentarli con il biodiesel invece dei combustibili fossili;

7. Promuovere l’utilizzo di mezzi di trasporto efficienti per lo spostamento della band e dell’equipment musicale preferendo l’uso del treno o delle auto alimentate a metano o biodiesel invece delle auto o camion alimentati a benzina; inoltre per gli eventi di piccole dimensioni che non richiedono installazioni ed apparecchiature musicali specifiche si consiglia di affittare l’equipment in loco;

8. Incoraggiare soluzioni di trasporto efficiente per lo spostamento dei fan:
– trasporto su treni, tram e autobus premiato con una consumazione o con un gadget;
– adozione del car pooling ossia la condivisione dell’automobile con altre persone per percorrere lo stesso tragitto;
Рadottare servizi navetta nei punti nevralgici della città.

9. Favorire l’utilizzo di prodotti in materiale riciclato (carta riciclata per la realizzazione delle locandine, dei manifesti e dei biglietti; plastica riciclata o bioplastica per i materiali di consumo). Inoltre i biglietti cartacei potrebbero esser sostituiti con quelli elettronici acquistandoli via internet e le bottiglie delle bevande potrebbero esser ridotte con la distribuzione di bibite alla spina;

10. Incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti (carta, vetro, plastica, alluminio e umido) all’interno della manifestazione musicale predisponendo delle aree attrezzate con specifici contenitori e segnalate all’ingresso del luogo della manifestazione.

Che ve ne pare? Un bel decalogo come promemoria nel caso in cui voleste organizzare un bell’eco-concerto!

Bufale cosmetiche? Autoproduciamo una cold cream antirughe con olio di canapa bio

bufaleQ10, Retinolo, Ceramide, Collagene e chi pi√Ļ ne ha, pi√Ļ ne metta. Durante i laboratori sono tante le donne che mi chiedono informazioni sulle creme antirughe e i loro ingredienti e per questo ho deciso di scrivere qualcosa sulle “bufale cosmetiche”, invitando a creare o quantomeno provare una crema antirughe autoprodotta.

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla comparsa di “indispensabili” ingredienti miracolosi per contrastare le rughe e in generale l’invecchiamento cutaneo, la cui efficacia sulla pelle non √® mai stata dimostrata o peggio ancora √® stata dimostrata l’inefficienza. Qualche esempio.

Il collagene √® una proteina presente negli strati profondi della pelle, indispensabile per garantire il turgore e il tono cutaneo, viene prodotta naturalmente dall’organismo. Il collagene presente nelle creme in commercio non ha alcuna possibilit√† di superare la barriera cutanea, in realt√† forma solo una pellicola superficiale che pu√≤ limitare la perdita di umidit√†. Alcuni esperti ne sconsigliano l’uso nelle creme, in quanto potrebbe avere un effetto occlusivo. O ancora l’elastina √® una proteina presente negli strati profondi della pelle che viene prodotta naturalmente dall’organismo e anch’essa non penetra attraverso la pelle e ha solo un effetto occlusivo.

Andando a guardar da vicino gli ingredienti delle creme antirughe, viene da pensare che questi siano semplicemente opera di una strategia di marketing che punta alla corsa all’ingrediente miracoloso che, guarda caso, cambia ogni paio d’anni con un bombardamento mediatico che induce a pensare solo una cosa: “se voglio rimanere giovane, devo usare assolutamente una crema antirughe con l’ingrediente bomba del momento”.

 

cremantirughe

 

L’olio di canapa in cosmesi

Vi avevo gi√† parlato della storia della canapa, sperimentando la sua farina in cucina. Bene, ora permettetemi di presentarvi la mia crema antirughe con olio di canapa, completamente naturale e realmente idratante e rigenerante, senza la creazione di quell’effetto pellicola sulla pelle che fa tanto crema industriale.

Avevo gi√† realizzato delle cold cream antirughe alla curcuma e alla lecitina di soia, ma stavolta l’ingrediente in pi√Ļ √® proprio l’olio di canapa che, grazie all’altro contenuto di EFA (Essential Fatty Acid) cio√® Acidi Grassi Essenziali, √® da ritenersi un ottimo ingrediente per prodotti (creme, latti, geli, oleoliti, ecc.) destinati al trattamento di pelli secche, disidratate, senili e quindi perfetto per realizzare cosmetici destinati a pelli tendenti alla rugosit√†, alla secchezza, alla screpolatura.¬†L’olio di canapa si presenta di colore verde scuro ed √® disponibile sia in forma di olio vergine, ottenuto per spremitura a freddo dei semi di canapa, sia come olio raffinato indicato per formulazioni cosmetiche pi√Ļ sofisticate, ove si richiede meno odore e meno colore, caratterizzato da una elevata fluidit√† e dal fatto che penetra molto facilmente*.

Ricetta cold cream antirughe

30 gr di acqua distillata o acqua di rose
20 gr olio di semi di girasole spremuto a freddo
20 gr olio di canapa
3 gr cera d’api
2 gr lecitina di soia
5 gr burro di karitè
2 gr di tocoferolo (vitamina E)
20 gr oleolito di curcuma
5 gtt di olio essenziale di rosa
5 gtt di olio essenziale di ginepro
18 gocce estratto di semi di pompelmo (conservante)

Preparazione

-Preparate due bicchieri. In uno mettete l’acqua con la lecitina di soia e nell’altro la cera d’api con l’olio di canapa, l’olio di semi di girasole, il burro di karit√® e il tocoferolo. Mettete entrambi a bagnomaria e aspettate che la lecitina e la cera d’api si siamo completamente sciolte, mescolando di tanto in tanto.

-Mentre la cera e la lecitina si sciolgono, preparate una ciotola ben pulita, un frullatore e un cucchiaino di legno.

-Appena sciolte, versate l’acqua con la lecitina sciolta nella ciotola e cominciate a frullare a bassa velocit√†; dopodich√© prendete il bicchiere con gli oli e la cera e poco alla volta aggiungeteli nella ciotola con acqua e lecitina. Quindi versate un po’ di oli e frullate, ripetendo questa operazione fino alla fine degli oli. Man mano che frullate l’emulsione fra acqua e olio sar√† completata e avrete ottenuto la vostra crema. Se la trovate un po’ liquida, potete correggerla con un cucchiaino di amido di riso.

-Aggiungete adesso gli attivi, ossia tutte quelle sostanze che si aggiungono a freddo, cio√® l’oleolito di curcuma, gli oli essenziali e il conservante. Mi raccomando di aggiungerli poco alla volta, continuando sempre a frullare fino alla fine.

-Mettete la vostra cold cream in un barattolo di vetro pulito e fate riposare in frigo per un giorno. Dopo il riposo la vostra crema √® pronta all’uso.

Note, sostituzioni, avvertenze

-Le creme richiedono la massima concentrazione durante l’emulsione. Per una buona riuscita della crema, √® fondamentale che la temperatura dei due bicchieri sia elevata, tale da far sciogliere completamente gli ingredienti. Per prendere i bicchieri senza scottarvi, aiutatevi con una presina o uno strofinaccio.

-Potete sostituire l’olio di canapa con l’olio di rosa mosqueta, enotera, oliva, avocado, borragine, oppure aumentare le dosi dell’olio di semi di girasole e dell’oleolito di curcuma (gli oleoliti sempre a freddo). Sono tutti oli pesanti adatti a pelli mature.

-La ricetta è per 100 gr di crema circa. Se non avete il conservante, potete provare a creare la vostra cold cream dimezzando le dosi e conservandola in frigo per due settimane.

-Se avete messo il conservante, ¬†potete lasciare la vostra crema a temperatura ambiente, in un luogo possibilmente buio, asciutto e pulito e ricordate di toccarla sempre con le mani pulite. Se invece la temperatura dell’ambiente supera i 25 gradi, √® bene conservarla sempre in frigo. In caso di buona conservazione, la cold cream dura sei mesi, in caso contrario durer√† ben poco nonostante il conservante.

-Per mantenere la pelle giovane √® importante aiutarsi con l’alimentazione, in particolare con i cibi ricchi di vitamine.

Approfondimenti

Per una cold cream antirughe pi√Ļ semplice, leggi Crema alla lecitina¬†e¬†Festa della mamma

Per la ricetta della crema antirughe migliorata, leggi qui

Per una maschera viso antirughe fai da te, leggi Maschera viso al kiwi e mela

Per saperne di pi√Ļ sulla canapa, leggi¬†La canapa: storia e utilizzi di una delle piante pi√Ļ antiche e controverse al mondo

Per ricette di cucina con la canapa, leggi Ravioli di canapa con ricotta e limone e Muffin verdi con pasta madre e farina di canapa

 

*Info sugli ingredienti antirughe dal libro Cosmesi Naturale di Francesca Marotta

*Info sulle proprietà cosmetiche della canapa da www.usidellacanapa.it

Autoproduciamo quello che mangiamo: Ravioli di Canapa con ricotta, limone e salsa alla salvia

raviolicanapa1

Con immenso piacere l’Eco Punk torna fra i fornelli, dopo pi√Ļ di una settimana dedicata trascorsa interamente a formulare cosmetici per la fiera delle autoproduzioni. Ritorna anche protagonista un ingrediente che, attraverso progetti di recupero e informazione, si sta imponendo come esempio di pianta innovatrice: sto parlando della canapa.

Come vi avevo anticipato nel mio primo¬†post¬†informativo sulla canapa (che invito a leggere per chi non l’avesse fatto), ogni tanto mi diverto a sperimentare ricette buone, salutari e alternative con la farina di canapa biologica. Dopo i¬†muffin¬†con la pasta madre, mi sono cimentata a fare la pasta senza uova, questa volta i ravioli. Perch√© i ravioli? Semplice, da poco ho acquistato il coppa pasta e non vedevo l’ora di provarlo!

La formula per fare la pasta senza uova √® pi√Ļ o meno la stessa: 100 gr di semola per ogni persona, stando attenti in questo caso a sostituire 1/3 della semola totale con la farina di canapa! La ricetta dei ravioli con la salsa alla salvia poi, √® di una semplicit√† unica, quindi concentratevi a fare bene la pasta, perch√© il resto √® abbastanza facile.

Ricetta per pasta con farina di canapa (per 2 persone)

100 gr di semola di grano duro
60 gr di farina di canapa
300 gr d’acqua
1 cucchiaio d’olio di oliva
1 pizzico di sale

Per il ripieno:
250 gr di ricotta fresca
Scorza grattugiata di un limone ben lavato
Sale, pepe, parmigiano a piacere

-Mescolate le due farine e disponete a fontana su una spianatoia. Aggiungere l’olio, il sale e l’acqua un po’ alla volta e cominciate ad impastare energicamente fino a quando otterrete un impasto liscio che poi avvolgerete con pellicola e farete riposare per mezz’ora.

raviolicanapa3

-Mescolate gli ingredienti per il ripieno in una ciotola.

-Trascorsa mezz’ora, stendete la pasta sulla spianatoia con un mattarello e con un coppapasta, fate dei dischetti regolari a cui poi andrete a sovrapporre il ripieno con un cucchiaino.

raviolicanapa

-Chiudete i dischetti in due parti e fissate l’estremit√† con i rebbi di una forchetta. Adagiate i ravioli su un vassoio infarinato e fateli asciugare per qualche ora.

raviolicanapa

 

Ravioli di canapa con ricotta, limone e salsa di salvia

200 gr circa di ravioli con ricotta e limone
10 foglie di salvia (meglio se del proprio orto)
20 mandorle
Sale pepe parmigiano

-Mettere a bollire l’acqua per la pasta e nel frattempo versate in un frullatore la salvia, le mandorle, il sale, il pepe, il parmigiano e frullate. Se il composto risulta troppo denso, potete aggiungere qualche cucchiaio di acqua della pasta.

-Fate cuocere la pasta e appena sale in superficie, spegnete il fuoco e scolate.

-Versate la pasta e la salsa nella pentola e fate insaporire a fiamma viva per qualche minuto.

Visto quanto √® semplice? Un tipo di pasta molto casereccio, piace a chi vuole provare gusti un po’ pi√Ļ forti, lontani dalla dolcezza chimica della farina 00… Al prossimo esperimento con la canapa!

Per info:

Storia della canapa

Muffin alla canapa con pasta madre