DIY: Collana Boho con Collant recuperati

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Siete arrivate al 22 di dicembre con solo dei collant bucati e ancora dei regali da fare? L’EcoPunk ha per voi una soluzione diy , una collana creata con il recupero di diversi materiali, partendo da un paio di collant bucati.

Come promesso eccoci ritornate con un altro post dedicato al Do It Yourself, un progetto molto semplice ma d’effetto. Il nostro progetto ovviamente è solo d’ispirazione, potrete giocare con i colori, le pietre o altri materiali, così da personalizzare e arricchire la vostra collana!

Occorrente : 

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Sostituzioni:

  • le palline di polistirolo possono essere sostituite con quelle di legno o con delle palline create con la carta;
  • le perle i coralli ed i distanziatori sono a vostra scelta, potrete inserirne anche più di quanti ne abbiamo messi noi.

Procedimento:

Prima di tutto dobbiamo ricavare una striscia di tessuto da poter lavorare, in questo caso è consigliato utilizzare l’intera gamba dei collant tagliando la punta ed il resto del tessuto e successivamente aprire la striscia di tessuto a metà così da poter inserire al suo interno le palline di polistirolo creando un nodo al centro di quella che poi sarà la vostra collana, quindi continuate ad inserire le palline da entrambi i lati del nostro nodo di partenza e create altri nodi per fermare le palline che inserite in sequenza. Ad ogni nodo potrete inserire le vostre perle o decorazioni (ancora meglio se autoprodotte anch’esse!!).

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Noi abbiamo inserito 3 palline di polistirolo, ma potreste continuare per tutto il diametro della collana, oppure, dividere il tessuto rimanente in 3 e intrecciarlo fino al termine della collana. per le chiusure, essendo un tessuto elastico potreste chiudere con un nodo o inserire una perla su un estremità e creare un cappio sull’altra, così che possano incastrarsi tra loro.

Quando terminerete il lavoro, vi assicuro che vi verrà voglia di farne una anche per voi! 🙂

 

L’EcoPunk vi augura Buone Feste, ci rivedremo nel prossimo anno.

 

AUTUMN LANTERN JAR – decorazioni autunnali

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Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo, direbbe qualcuno.

Ben ritrovate/i , dopo questo lungo periodo di assenza vogliamo ritornare con un contenuto “leggero”… l’autunno/inverno ha risvegliato i nostri spiriti creativi ed infatti questo sarà solo il primo di una serie di articoli sul DIY.

Le zucche, le foglie che vanno dal giallo al rosso, i primi freddi, le lune più brillanti che mai, quanti suoni e colori ci regala questa stagione? Allora mi sono detta, perché non portare un po’ di questi colori anche in casa?

Che voi vogliate regalarla o autoprodurla per voi stessi, ciò di cui avremo bisogno e veramente poco, low-cost, di riciclo e lascia tanto spazio alla vostra fantasia 🙂

Questa lanterna potrà essere utilizzata con candele, in quanto non utilizzeremo vernici quindi non c’è il rischio che si surriscaldi o emani sostanze tossiche o come nel mio caso utilizzando le luci a led che ormai si riescono a reperire con grande facilità e a prezzi modici (io le ho acquistate per 2€ in un discount)

Passiamo al DIY!

Occorrente:

  • Una play list che vi dia la carica e vi catapulti nel clima autunnale e…

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Preparazione:

  • coprite la vostra superficie con della carta di giornale, useremo della colla a base d’acqua, quindi se vi dovesse scappare qualche goccia non disperate, sarà comunque facile rimuoverla (per questo motivo potrete farvi aiutare anche dai vostri bambini)
  • Spennellate il retro delle foglie (che dovranno essere ancora abbastanza fresche e non scricchiolanti) con la colla vinilica, scegliete foglie di piccole dimensioni, così che possiate giocare con colori e forme.
  • Quando avrete le vostre foglie ben pregne di colla, disponetele sul barattolo, creando un disegno che vi possa piacere, vi consiglio di lasciare qualche buchino/spazio vuoto, così che la luce possa attraversarli e creare giochi di luce.
  • Ora la parte più triste e dolorosa 😀 l’attesa!! Dovremo aspettare all’incirca 2 ore affinché il tutto si asciughi, se avete già i caloriferi accesi posizionate il barattolo sul termosifone, si asciugherà molto prima.
  • Decorate con lo spago, non è un passaggio obbligatorio ma darà un tocco in più.

ORA ACCENDETE UNA CANDELA, INSERITELA NELLA JAR, POSIZIONATEVI SUL VOSTRO DIVANO CON UNA BELLA TISANA, AMMIRATELA E RILASSATEVI!!

A presto Ecopunkers , ci siete mancati.

Giù in Salento per il Laboratorio di Ecocosmesi a Luna_Laboratorio Rurale

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Venerdì 18 dicembre avrò il piacere di essere ospite di Luna_laboratorio Rurale: un progetto di cinque ragazze che hanno recuperato un terreno a Galatone (LE), prendendo in gestione una struttura di una parrocchia nata inizialmente come comunità di recupero dalla tossicodipendenza e abbandonata per dieci anni, e accogliendo adesso attività di innovazione sociale e agricola. Scrivono per la campagna di crowdfunding “Stiamo coltivando il terreno che abbiamo a disposizione, vogliamo fare formazione tecnica, promuovere l’innovazione, tutelare il territorio e dare opportunità di lavoro ai giovani. Vogliamo promuovere colture tradizionali e renderle volano di sviluppo, creare circuiti virtuosi di cooperazione”.

Con queste premesse, la collaborazione è presto fatta e sono entusiasta per vari motivi. In primis perché non ho mai svolto una laboratorio così a sud, cogliendo l’occasione per tornare a fare un giro in Salento e conoscere e fare rete con queste ragazze così audaci che vogliono far rivivere questo spazio strappato all’abbandono “facendolo diventare un punto di riferimento locale, un luogo aperto e creativo, dove si impara da tutti, si condividono esperienze, si cresce insieme e si crea sviluppo per il territorio“. In secondo luogo sono felice di poter usare, durante il laboratorio, gli scarti agricoli (come le foglie di vite) e mostrare praticamente quanto gli scarti si stanno trasformando in risorsa importantissima per contenere gli sprechi e pensare ad un tipo di economia circolare che privilegia la sostenibilità ambientale e il consumo critico.

Di questo se ne parlerà meglio il 18 dicembre, ma soprattutto durante la giornata si autoprodurranno cosmetici con tutti i partecipanti fra una chiacchiera e l’altra, in modo da avere un confronto e uno scambio di esperienze. Ecco il programma:

-Lettura delle etichette

-Il consumo critico e l’utilizzo degli scarti agricoli in cosmesi

-Autoproduzione collettiva di 3 cosmetici + un breve tutorial su come creare un unguento

-Packaging di riuso (a cura di Luna)

E dopo il laboratorio, merenda offerta da Luna, a base di tisana di canapa e marmellata di stagione home made!

Per maggiori info, guarda l’Evento Fb o scrivi a lunalaboratoriorurale@gmail.com

 

 

Come il consumismo crea deforestazione: il documentario Green

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“Si dice che il minimo battito d’ali sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”

Il cosiddetto “effetto farfalla” riassume bene il messaggio di Green, il documentario girato dal regista Patrick Rouxell nel 2010 che ha vinto oltre venti premi in tutto il mondo e ci mostra in maniera realistica cosa succede dall’altra parte del mondo mentre noi acquistiamo tranquilli e inconsapevoli cosmetici e dolci al supermercato o mobili a basso costo. Il regista affronta una tematica fin troppo taciuta facendo parlare le immagini spezzate dai lamenti degli oranghi che abitano le foreste pluviali; la trama infatti si snoda attorno alle ultime ore di vita di una femmina di orango, privata del suo habitat a causa della deforestazione selvaggia. Rouxell dichiara che  il film “è frutto di una produzione indipendente e privo di connotazioni commerciali o politiche. Green riguarda , dura 48 minuti ed è disponibile gratuitamente. Il film non ha narrazione ed è quindi disponibile per spettatori di qualsiasi nazionalità”. 

Le industrie implicate sono quelle che usano legno, carta, olio di palma e il biodiesel (che di bio non ha nulla) nelle loro produzioni, aiutate in questo dalle istituzioni della finanza mondiale, le banche, la politica, ma soprattutto i consumatori di tutto il mondo e in questo siamo tutti colpevoli.

Cosa possiamo fare per invertire la rotta? Prima di tutto dovremmo pensare che noi umani insieme a tutti gli esseri viventi siamo ospiti sulla Terra, che nulla ci appartiene e che non dobbiamo mai smettere di informarci su quello che accade intorno a noi e “lontano da noi”, acquistando in maniera consapevole. Per questo prima di lasciarvi alla visione del film, riporto il piccolo decalogo dei prodotti di uso comune che contribuiscono alla deforestazione (tratto da Green Me):

1) Dolci e prodotti da forno confezionati

Il problema fondamentale della maggior parte dei dolci, degli snack salati e dei prodotti da forno confezionati in vendita nei supermercati sta nel loro contenuto, ovvero l’olio di palma, ingrediente che rappresenta forse il peggior nemico delle foreste. Se siamo soliti acquistare questo tipo di prodotti, andiamo con pazienza alla ricerca delle alternative che non contengono olio di palma. Oppure optiamo per l’autoproduzione.

2) Cacao e cioccolato

Nel caso del cacao, del cioccolato e di tutti i prodotti a base di questi ingredienti la soluzione a minor impatto sull’ambiente e sulle foreste consiste nella scelta di quegli alimenti che provengano dai circuiti del commercio equo e solidale, e dunque risultino garantiti dal punto di vista ecologico, oltre che etico e sociale. E se cerchiamo un’alternativa, possiamo optare per la farina di carrube.

3) Carta, legno e cellulosa

Purtroppo non sempre la filiera del legno, della carta e della cellulosa risulta virtuosa. Eppure basterebbe impegnarsi di più per rendere la gestione delle foreste più sostenibile, visto che il legno rappresenta una risorsa rinnovabile e che il nostro Pianeta ha bisogno della presenza di alberi per l’assorbimento della Co2. In questo caso la scelta dovrebbe rivolgersi ai prodotti certificati. Tra le certificazioni più importanti troviamo FSC e PEFC.

4) Soia

La coltivazione non sostenibile della soia riguarda principalmente la produzione di mangimi per animali, che richiedono di produrre questo alimento su larga scala in nome della crescita del fatturato degli allevamenti intensivi. Ma anche noi, con le nostre scelte quotidiane, possiamo fare la differenza. Scegliamo sempre soia biologica e italiana. In questo modo non contribuiremo alla deforestazione e eviteremo anche gli Ogm.

5) Carne

Ormai anche la scienza ha riconosciuto l’elevato impatto ambientale della produzione e del consumo di carne. Se non riusciamo proprio ad eliminarla dalla dieta, cerchiamo almeno di ridurne il consumo al minimo. E’ sufficiente pensare a quante foreste vengano abbattute per fare spazio a campi da coltivare esclusivamente per la produzione di mangimi da destinare agli animali da allevamento. Non esiste forse nulla di meno sostenibile al mondo.

6) Caffè

Il discorso del caffè è molto simile a quello del cacao e del cioccolato. Possiamo scegliere caffè biologico e del commercio equo e solidale per avere a disposizione un prodotto rispettoso dell’ambiente e che non contribuisca alla deforestazione. Inoltre, pare che le piante di caffè coltivate all’ombra garantiscano maggiori benefici per l’ambiente, proprio perché almeno in parte preservano la presenza di alberi.

7) Sigarette

Piantagioni di cacao e caffè, ma non dimentichiamo quelle di tabacco. Sappiamo che smettere di fumare è difficile ma conosciamo anche l’alto impatto ambientale delle piantagioni di tabacco. Cosa possiamo fare noi per migliorare la situazione? Se non riusciamo a dire addio alle sigarette, magari possiamo scegliere tabacco coltivato in Italia.

8) Zucchero

Nel caso dello zucchero le opzioni sono differenti. Possiamo decidere di non acquistare zucchero raffinato e di privilegiare lo zucchero di canna integrale del commercio equo, oppure optare per altri dolcificanti naturali sempre derivanti da filiere etiche, sostenibili e rispettose dell’ambiente. A volte per arricchire i nostri dolci basta aggiungere più frutta, come mele mature e uvetta, senza dover esagerare con l’aggiunta di zucchero.

9) Magliette e abbigliamento in cotone

La coltivazione del cotone è tra le meno sostenibili del mondo per quanto riguarda il settore tessile. La domanda di cotone biologico sta crescendo ma il cambiamento delle tecniche di coltivazione richiederà probabilmente ancora molti anni e operazioni mirate di formazione degli agricoltori. Nel frattempo, quando possiamo, scegliamo il cotone biologico, rammendiamo e riutilizziamo gli abiti che possediamo già e optiamo per tessuti alternativi e sostenibili, come la canapa organica, se ne abbiamo la possibilità.

10) Cosmetici e detersivi

Ecco un ultimo punto, che comunque rimane tra i più importanti, in cui possiamo orientare le nostre scelte di acquisto per non supportare la coltivazione insostenibile di olio di palma e la deforestazione. Scegliamo cosmetici, saponi e detersivi che non contengano olio di palma, un ingrediente largamente utilizzato dall’industria della detergenza. Proviamo a limitare il più possibile i cosmetici e i detersivi convenzionali, optiamo per le alternative bio e ecologiche leggendo sempre le etichette. L’olio di palma è presente in molte saponette, anche di marchi “green”, ma con pazienza possiamo individuare le alternative già in commercio. E, come sempre, dedicarci all’autoproduzione di detersivi e cosmetici.

Boicottare e acquistare in maniera critica è l’unica via per porre fine alla crudeltà svelata nel documentario.

Per approfondimenti, leggi anche:

Miniguida al consumo critico sfogliabile

Tutti vegetariani? Basterebbe consumare meno carne

L’ ecologismo di Neil Young: dalle magliette in cotone organico al Farm Aid

Io lo so fare – Laboratorio Ecopunk di Cosmesi naturale

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Felicissima di presentarvi il mio primo laboratorio di eco-cosmesi, tenuto dalla sottoscritta insieme ai ragazzi di Scartoff, sabato 22 marzo presso l’ecobottega. Durante il laboratorio vi daremo delle informazioni fondamentali sull’eco-cosmesi, come inci ed etichette, ma soprattutto vi daremo delle basi per cominciare a muovervi nel mondo della cosmesi homemade. Partendo da materie prime che abbiamo tutti noi in casa o comunque di facile reperibilità, mostreremo come arrivare ad un prodotto finito ed efficace, economico e sostenibile.

Il laboratorio di eco-cosmesi è inserito in un ciclo di laboratori sull’autoproduzione organizzati dall’ecobottega Scartoff, dal titolo Io lo so Fare, e io sono davvero lieta di cominciare questo percorso con loro, perchè quello che ci accomuna è proprio l’amore per il “fare”, la voglia di sperimentare, di creare con le nostre mani e di trasmettere la bellezza dell’autoproduzione, soprattutto quando è condisa.

Oli, farine, spezie, sali e tanto altro per creare creme corpo, saponi per il viso, tonici e struccanti per rendere naturalmente bella la pelle del nostro corpo, senza incidere negativamente sull’ambiente, e con la possibilità di portare a casa i cosmetici creati durante il laboratorio.

Venite ad autoprodurre con noi!

Per info e prenotazioni, potete scrivere a Contatti o scartoffbarletta@gmail.com

Evento Fb – IO LO SO FARE – Laboratorio di Eco Cosmesi

Fanpage di Scartoff