Celebra l’Earth Day raccogliendo piante medicinali spontanee!

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Come ogni 22 aprile, anche oggi si celebra l’Earth Day (Giornata della Terra), la più grande manifestazione ambientale del pianeta, una giornata in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia.

L’Earth Day prese definitivamente forma nel 1969 a seguito del disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi al largo di Santa Barbara, in California, a seguito del quale il senatore Nelson decise fosse giunto il momento di portare le questioni ambientali all’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo politico. “Tutte le persone, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”. Il 22 aprile 1970, ispirandosi a questo principio, 20 milioni di cittadini americani si mobilitarono per una manifestazione a difesa della Terra e oggi questa ricorrenza coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo*.

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Per celebrare la Madre Terra, noi de l’Eco Punk non ci accontentiamo di ricordare la festività e tanto meno ribadire il paradigma caro all’ambiente del Riduci-Riusa-Ricicla, ma vi invitiamo a svolgere un’attività che vi ricongiunge non solo con la Madre Terra ma con l’universo intero! Cosa? In occasione della primavera e del lungo weekend del 25 aprile, vi suggeriamo di uscire all’aria aperta e cogliere i regali che la Terra ci dona, raccogliendo piante (erbe e fiori) spontanee per utilizzarle in cucina e in cosmesi, una pratica antichissima e ancora diffusa nelle famiglie del sud Italia. Non sapete da dove iniziare? Ecco qualche consiglio da due “ragazze di campagna”!

Prendete un paio di buoni libri per identificare le piante della vostra zona

Nella foto in alto potete vedere le piante spontanee più comuni e facilmente riconoscibili nell’area mediterranea ma è particolarmente utile trovare dei libri che descrivono le piante officinali e commestibili, ancora meglio se riuscite a trovare uno specifico della vostra regione. Camminate con un esperto locale (la sottoscritta ci andava con la nonna!) prima di avventurarvi da soli e, prima della raccolta, siate sicuri al 100% della vostra identificazione in quanto vi sono alcune piante sosia tossiche.

Abbiate tutto l’occorrente

Prima di partire, mettete in uno zaino o borsa i libri sulle piante spontanee, acqua, un coltello da tasca, forbici, uno o più sacchetti, uno spuntino, impermeabile e anche un piccolo kit di pronto soccorso (non si sa mai!!!).

Uscite!

Non importa se per una lunga camminata nei boschi o per una passeggiata nel vostro quartiere, le piante officinali crescono in tutto il mondo. Non vi resta che uscire e iniziare la ricerca!

Camminate piano e tenete gli occhi aperti

Siamo abituati a non avere tempo e a camminare in fretta, ma quando vogliamo raccogliere le piante spontanee, è necessario essere calmi e attenti in modo da notare accuratamente l’ambiente circostante. Guardate in basso e cercate in tutte le direzioni, talvolta anche dietro di voi, e continuate a cercare! State attenti a non entrare in proprietà private e non raccogliete in zone che sono vicine a siti industriali, sotto le linee elettriche o in prossimità di aziende agricole che potrebbero utilizzare pesticidi.

Lasciate di più di quanto prendete

Anche se trovate piante in abbondanza, non prendetele tutte. Se desideriamo che queste meravigliose piante medicinali continuino a darci i loro meravigliosi benefici, dobbiamo lasciare un po’ agli altri e per gli anni futuri. Quindi siate rispettosi, lasciate di più di quello che prendete e ringraziate Madre Terra per i suoi bellissimi regali!

Pronti per la passeggiata?

Prossimamente vi mostreremo gli utilizzi delle piante spontanee più comuni ;).

 

*Info da www.earthdayitalia.org/CELEBRAZIONI/Giornata-Mondiale-per-la-Terra

Muffin Salati Integrali con Zucchine e Rosmarino 🍴

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Ben ritrovati EcoPunkers,

oggi altra ricetta veloce, primaverli ed adatta alle scampagnate per questo week-end.

Prepareremo dei Muffin Salati con Zucchine e Rosmarino, vegan, infatti non utilizzeremo ne burro ne uova, il che li rende anche più leggeri ed adatti a chi ha intolleranze 😉

Io ho utilizzato le zucchine recuperate a fine mercato e che avevano bisogno di essere smaltite il prima possibile ma largo spazio alla fantasia, sarebbero buonissimi anche con asparagi, peperoni, pomodori secchi, provate.

 

Ingredienti :

  • 150g farina integrale
  • 100g farina 00
  • 40/50ml latte vegetale
  • 40ml olio d’oliva
  • lievito per dolci non vanigliato
  • 1/2 cuchiaino di curcuma
  • 1 zucchina grande
  • 1 rametto di rosmarino
  • sale & pepe qb

Procedimento:

Il primo passo è quello di preparare le zucchine, le laviamo e tagliamo con il lato grosso della grattugia, quando saranno pronte, mettiamo un filo d’olio in padella e aggiungiamo le zucchine, sale, pepe e il rosmarino, lasciamo soffriggere con coperchio  a fiamma media per 6/7min, dovranno dorarsi ed insaporirsi ma non dovranno essere del tutto cotte.

Ora passiamo all’impasto: versare la farina insieme all’olio d’oliva, il latte vegetale, il sale,la curcuma e anche il lievito amalgamando gli ingredienti, con una frusta o una forchetta, fino a ottenere un composto omogeneo e liscio e successivamente aggiungere le zucchine precedente cotte e tiepide, se il composto dovesse risultare troppo solido aggiungete un po’ di latte. A questo punto siamo pronti per riempire i nostri pirottini, io preferisco usare quelli di silicone, pratici da usare e riusare all’infinito. Cottura 180 gradi per 20/30 min, dovranno risultare ben dorati; ricordate di controllare la cottura interna con il vecchio trucchetto dello stuzzicadenti/spaghetto, se infilandolo nel muffin ne uscirà ben pulito e asciutto, i vostri muffin saranno pronti.

Vi suggerisco di accompagnarli con una buona insalata di pomodorini 🙂

Ed eccoli pronti per essere mangiati, Buon Appetito!

 

Salame di Cioccolato con Semi di Canapa Vegan 🍴

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Dopo una breve assenza rieccomi qui a condividere con voi una mia nuova ricetta,

il Salame di Cioccolato con Semi di Canapa, vegan, cioccolatoso ed adatto per recuperare dei biscotti in avanzo e la cioccolata (mi raccomando fondente) recuperata dalle uova di pasqua o da smaltire prima dell’inizio della stagione calda.

Vi avevo già svelato, e pertanto non posso più nascondermi 🙂 , la mia fissazione con la Canapa, in particolare per i suoi semi.

In questo caso, l’aggiunta di semi di Canapa è stata dettata non soltanto dalla mia voglia di sperimentarla ma anche per una questione nutrizionale. Non è una ricetta light, ma le sue calorie e grassi sono tutti nobili, l’importante come sempre è non eccedere.

Una fetta di salame cruelty-free che grazie al cioccolato e alla canapa sarà il nostro antidepressivo preferito, antiossiadanti e proteine che ci aiuteranno in questo periodo di cambio stagione, che spesso può buttarci giù.

 

Ingredienti:

  • 100g Biscotti Vegan Integrali (potrete acquistarli o farli da voi con: 350 g di farina integrale, 70 g di zucchero grezzo di canna, 70 g di olio evo, un vasetto di yogurt di soia)
  • 140g di cioccolato fondente
  • 50g di mandorle tostate
  • 30ml circa di latte vegetale
  • 10ml di olio di semi di girasole
  • 10g di semi di canapa
  • 30g di zucchero

 

Preparazione:

– Per i Biscotti:  versare in una ciotola farina e zucchero, creare una fossetta nel centro e versare yogurt e l’olio, iniziare ad incorporare la farina e impastare fino a formare un panetto morbido che dovrà riposare 15min. sprendere l’impasto con uno spessore di 3mm circa e ritagliare i biscotti, nel nostro caso non servirà essere precisi perché dovranno essere spezzettati. Cuocere a 170 gradi per 15 min circa, fino a Doratura.

– Per il Salame di Cioccolato: Spezzettare il cioccolato in un pePreparazione:ntolino, aggiungete l’olio di semi, lo zucchero e portandolo su fuoco a fiamma media mescolate finché il cioccolato non si sarà sciolto e si sarà creata una crema che metteremo da parte, giusto il tempo di frullare grossolanamente le mandorle che uniremo insieme alla farina di semi di canapa al cioccolato precedentemente fuso.

A questo punto, sbricioliamo i biscotti e uniamo anch’essi al composto di cioccolato, aggiungiamo il latte e mescoliamo, il composto per ora risulterà ancora morbido ma non troppo (se dovesse risultare troppo morbido potrete aggiungere del cacao per addensare). Facciamo riposare in frigorifero per 10 min, in questo modo si addenserà e sarà più facile lavorarlo. Trasferiamo l’impasto su della carta da forno (la larghezza del foglio che userete dipenderà da quanto saranno grosse le vostre fette di salame) e arrotoliamo stringendo ben bene l’impasto, fino a dare la forma del salame. In foto per uno scopo decorativo io ho lasciato la carta forno, tagliata a misura, così da simulare la classica pellicina degli insaccati come il salame. far riposare altri 30min in frigo e Buon Appetito!

 

Sprechi alimentari: le comunità solidali e locali come soluzione ad un problema globale

Secondo la FAO, 800 milioni di persone nel mondo soffrono la fame e contemporaneamente sprechiamo 1,3 miliardi di tonnellate di cibo all’anno, una quantità sufficiente a sfamarne almeno il doppio; in particolare frutta e ortaggi vengono buttati di più rispetto ad altri alimenti perché facilmente deperibili e vulnerabili ai cambiamenti di temperatura durante tutta la filiera dal campo alla tavola. In un pianeta dalle risorse limitate e che nel 2050 conterà 9 miliardi di persone, un simile spreco è un’indecenza. Ma dove finisce tutto il cibo buttato via?

LA FILIERA GLOBALE DELLO SPRECO

Nei paesi in via di sviluppo gran parte dei prodotti si perde dopo il raccolto per la mancanza di strutture adeguate per la conservazione e il trasporto; nei paesi sviluppati, invece, il cibo si spreca nel commercio al dettaglio, quando i commercianti ordinano, servono o espongono troppi prodotti e la gente acquista più di quello che serve realmente, dimenticando gli avanzi nel frigorifero o buttando via cibi deperibili prima della data di scadenza. Lo spreco alimentare oltre a non essere etico, è anche insostenibile dal punto di vista ambientale: produrre cibo che nessuno mangia implica lo sperpero di acqua, fertilizzanti, pesticidi, semi, carburante e terreni.

Si deve ridefinire il concetto di bellezza, non di gusto” afferma Ron Clark, uno dei fondatori di Imperfect, una startup californiana che acquista i prodotti non esteticamente belli dai coltivatori e li rivende a basso costo agli utenti interessati. Il problema alla base è proprio questo: spesso frutta e verdura vengono lasciate nei campi perché non hanno le giuste dimensioni per essere raccolte meccanicamente e a mano non le raccoglie nessuno perché non aderiscono agli standard di bellezza e qualità, quindi sono fuori mercato. I supermercati e i piccoli commercianti ortofrutticoli sono liberi di fissare i propri standard di acquisto ma negli ultimi decenni allestiscono i reparti di frutta e verdura come se fossero negozi di prodotti di bellezza perché le persone acquistano solo i prodotti più belli, spesso a scapito della stessa qualità. Avete mai provato a mangiare una mela bella e perfetta coltivata in serra del supermercato e una meno bella di un piccolo produttore agricolo locale? Assaggiate e poi mi fate sapere se pensate anche voi di non aver mai mangiato una vera mela prima…

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COSA SI PUO’ FARE

Entro il 2050 ci saranno 9 miliardi di persone da sfamare e una delle soluzioni invocate è l’aumento della produzione alimentare globale di una percentuale che va dal 70 al 100% causando un ulteriore inquinamento planetario derivato dall’agricoltura e l’allevamento intensivi. Se riuscissimo a ridurre gli sprechi, cambiare la nostra dieta mangiando meno carne e latticini (per i quali sono necessarie grandi quantità di cereali e altre risorse a fronte di un ridotto apporto calorico), destinare alcuni raccolti alla produzione di biocombustibili, si potrebbe nutrire in modo più sano più di 9 miliardi di persone senza distruggere altre foreste, praterie, zone paludose.

Questo i governi lo sanno bene, tanto che molti si stanno dotando di leggi antispreco fra cui anche quella italiana passata alla Camera con l’obiettivo di ridurre gli sprechi, incentivare la donazione di tutte le eccedenze, promuovere il riciclo. Ma le leggi non bastano, occorre un cambiamento di mentalità partendo dalla consapevolezza dell’insostenibilità di questo sistema alimentare così strutturato per passare a piccole azioni quotidiane che, sommate insieme, possono far davvero la differenza e lanciare un segnale forte di cambiamento.

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Questo è l’intento di Foodsharing: come ridurre gli sprechi creando solidarietà, il primo evento che si terrà a Barletta (BT) il 17 aprile organizzato da Assoimprese in cui interverranno come relatori i ragazzi di Avanzi Popolo e la sottoscritta in qualità di attivista e promotrice che, dopo le varie esperienze dirette di foodsharing in giro per l’Italia e alcune città d’Europa, vuole raccontarle ai suoi concittadini invitandoli a fare qualcosa nel concreto riguardo questa buona pratica. L’obiettivo dell’evento è quello di creare una comunità solidale che coinvolga aziende, associazioni e cittadini, in modo da recuperare il cibo che viene buttato via ma ancora in ottimo stato o prossimo alla scadenza per ridistribuirlo e condividerlo fra chi ne ha bisogno o chi è semplicemente contro lo spreco.

Ecopunker della Bat (Barletta-Andria-Trani), chi viene a sostenerci? E dopo le chiacchiere, si fa aperitivo con cibo rigorosamente recuperato e condiviso!

Stecco a chi? Hamburger Vegetale con Erbette 🍴

Hamburger Vegetale su Stecco

Oggi vi presento l’hamburger che si crede uno Stecco, tutto meno che secco,un po’ spavaldo, dai colori brillanti ma con un solo fine…. essere mangiato!!

La primavera è arrivata, ed io ho iniziato a raccogliere le prime erbette dal mio orto balcone, spinaci, biete, cicorie ed infatti è molto facile trovarle anche presso i banchi al mercato.

Mi sono immaginata al parco, in una giornata di sole, a mangiare qualcosa in compagnia, ma cosa? L‘hamburger sullo stecco ovvio!

Vi propongo due varianti della ricetta, una vegetariana ed una vegana.

Pronti per la preparazione

Ingredienti:

  • 200gr di erbette miste di stagione già cotte
  • 1 patata grande
  • 1 uovo (da sostituire con 3 cucchiai di farina di ceci per la versione vegan )
  • pan grattato
  • timo
  • noce moscata (a piacere)
  • sale e pepe
  • 2 c di parmigiano reggiano
  • semi di Chia (1 cucchiaio raso per l’impasto ed 1 per la panatura)
  • Stecchi in legno (recuperati ad esempio da gelati o dolciumi)

 

Procedimento:

Schiacciare le patate ed unire in una ciotola la verdura, precedentemente cotta in padella con un filo d’olio ed uno spicchio d’aglio e frullata grossolanamente.

Amalgamare gli ingredienti ed unire l’uovo (o la farina di ceci), il parmigiano, le spezie ed una piccola parte dei semi di chia; impastare tra loro gli ingredienti ed incorporare poco per volta il pan grattato, fino a raggiungere una consistenza simile a quella delle polpette, così che sia possibile dargli la forma desiderata ma non dovrà essere troppo secco.

Lasciamo riposare l’impasto per almeno 30 min; il risultato sarà anche migliore se preparato al mattino o la sera prima (gli ingredienti saranno ben amalgamati tra loro e l’impasto sarà ancora più sodo).

A questo punto iniziamo a dare la forma desiderata, ci si può aiutare con delle formine, coppa pasta o semplicemente utilizzare le mani. Un’idea molto carina ad esempio potrebbe essere quella di utilizzare un coppa pasta di grandi dimensioni a forma di stella, foglia o altra figure. Preparate le sagome del nostro hamburger inseriremo lo stecco bagnato precedentemente così che non bruci, infatti sarà successivamente necessario coprire la parte di stecco che sporge con della carta stagnola, così rimarrà pulito e non annerirà (io in foto sono stata pigra ed infatti come potete notare lo stecco si è un po’ scurito). Impanare l’esterno con un mix tra pangrattato e semi di chia per avere una migliore doratura.

Per la cottura avrete due possibilità, cuocerli su una griglia oleata come fareste con dei normalissimi hamburger o come ho preferito fare io, cuocerli in forno ventilato a 200° per 20/30 minuti.

Potranno essere portati a tavola inserendo tutti gli stecchi in un barattolo o ad esempio in un cestino rivestito con la carta del pane recuperata 🙂

Non si può pensare bene, né amare bene, né dormire bene se non si ha mangiato bene. V.W.

 

 

 

Il 17 aprile cambia energia! Vota SI’ per fermare le trivelle


Il 17 aprile ci sarà il Referendum No Triv, primo referendum nella storia della Repubblica italiana richiesto dalle regioni anziché tramite la raccolta firme. Gli italiani vengono chiamati a scegliere se vietare o meno il rinnovo delle concessioni estrattive di gas e petrolio per i giacimenti entro le 12 miglia dalla costa italiana, ma non potranno dire la loro riguardo al divieto di effettuare nuove trivellazioni oltre le 12 miglia e continueranno a essere permesse anche con la vittoria del Sì. Nel referendum, quindi, si chiede se abrogare la parte di una legge che permette a chi ha ottenuto concessioni per estrarre gas o petrolio da piattaforme entro 12 miglia dalla costa di rinnovare la concessione fino all’esaurimento del giacimento.

 

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In tv non se ne parla, sul web girano parecchi articoli di ambientalisti, geologi, esperti in materia di energia favorevoli e contrari; in particolare l’articolo di una geologa contraria al referendum ha scatenato un oceano di polemiche, fra cui quella di alcuni esperti che ci hanno visto lo zampino di qualche “gruppo fossile” (in calce i link di alcuni articoli per farvi un’idea).

Questo post non vuole essere un dogma scritto da un’inesperta scientifica, ma è scritto per ricordare soprattutto che il referendum del 17 aprile è un atto politico che serve a dare un segnale contrario all’utilizzo delle fonti di energia fossile, come il gas e il petrolio; è una presa di coscienza dal basso riguardo l’insostenibilità dell’economia capitalistica che porta sfruttamento, inquinamento, diseguaglianze, brutture. Le alternative a questo sistema esistono e sono anche meno dispendiose in termini economici, sociali ed ambientali; per questo l’EcoPunk si schiera a favore del SI’, spingendo il governo (insieme al 50% più 1 di aventi diritti al voto) a perseguire con chiarezza e decisione l’abbandono dell’utilizzo delle fonti fossili e l’adesione ad un modello energetico pulito, rinnovabile, distribuito e democratico già affermato in Paesi più sostenibili del nostro.

Questo è il nostro parere, a voi la scelta.

LINK UTILI

Il Post: Pro e contro il referendum sulle trivellazioni

Referendum Trivelle, una geologa: “ecco perché io non andrò a votare e se proprio fossi costretta, voterei NO”

Ferma le trivelle

La vera posta in gioco del referendum anti trivelle: uscire dal “Petrolitico”

Nota Fb di Andrea Boraschi – Referendum Trivelle: le balle degli astensionisti

Il sì al referendum: tutta la verità

Ricetta Salva Avanzi: Quiche Patate,Rosmarino e Paprika con Esubero di Lievito Madre 🍴

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Questa ricetta ha 2 fantastici pregi, salvarmi la serata quando non ho voglia e tempo di preparare qualcosa di più elaborato e l’essere una ricetta svuota frigo e salva avanzi, infatti la sfoglia utilizzata per la preparazione è un ottima base per creare altre ricette, con gli avanzi di verdure (rape,broccoli,zucchine e verdure miste) , in più per chi come me cresce e custodisce il Lievito Madre è un ottimo modo per smaltire il suo esubero dopo il rinfresco.

Questa versione vuole essere più leggera ed aromatica, infatti la farina integrale di farro monococco risulta essere molto profumata e digeribile; io ho trovato la mia spacciatrice di farine bio, e inutile dirlo è molto più buona di quella reperibile nella grande distribuzione.

Ingredienti:

Per la Quiche :

  • 100gr di farina di farro monococco
  • 50gr di esubero di lievito madre (di almeno 5giorni)
  •  50gr di farina 0
  •  30gr di olio di oliva
  •  un cucchiaino di sale
  • 100 ml circa di acqua

Per il ripieno :

  • 2 patate medie
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 pizzico di paprika dolce
  • Sale e pepe

Procedimento:

Prendiamo come prima cosa l’esubero di lievito madre e sciogliamolo in 50 ml di acqua; a parte mescoliamo le due farine in una terrina, aggiungiamo il sale ed incorporiamo il lievito madre precedentemente ammorbidito, diamo una prima mescolata e successivamente incorporiamo dapprima l’olio e pian piano la restante acqua (in base alla vostra farina, se più o meno integrale, sarà necessario un quantitativo diverso di acqua, quindi aggiungetela per gradi in base alla consistenza).

Versiamo l’impasto su una spianatoia e lo lavoriamo con le mani, ottenendo un impasto molle ma che non si attacchi alle mani.  Far riposare coperto per 15/20 minuti.

Passiamo al ripieno, mettiamo a marinare in una terrina le patate, tagliate a fettine dello spessore di circa mezzo millimetro, aggiungendo un filo d’olio,il rosmarino, la paprika, il sale ed il pepe; mescoliamo e lasciamo riposare fino a quando l’impasto non sarà pronto.

Prendiamo l’impasto e stendiamolo in una teglia tonda di circa 22 cm, disponiamo le patate accavallandole leggermente tra di loro. Rivestita tutta la sfoglia aggiungiamo un filo d’olio se necessario e inforniamo a 200° per circa 20/30 min con funzione statica.              Tagliare una fetta e GUSTARE.

E anche per oggi gli avanzi e la cena sono salvi!!

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“Cittadinanza attiva contro lo spreco”: l’EcoPunk sostiene Recup a Fà la cosa giusta

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Sapete quanto io tenga al cibo e ancor di più sono attenta a ridurre gli scarti e gli sprechi alimentari quindi non potevo non iniziare questa settimana se non con un invito alla partecipazione attiva, riguardo un argomento che in Italia fa ancora fatica ad emergere ma in molti iniziano a raccontare,  lo spreco alimentare e di rifiuti fanno, ahimè, parte della nostra storia ed è giusto dedicargli del tempo.

“Cittadinanza attiva contro lo spreco” è il nome dell’evento previsto nel ricco programma di Fa’ la cosa giusta, tra i quali sono presenti anche molti laboratori per iniziare a “far da se” in ambito di moda, cucina e design. Ecodallecittà in collaborazione con Giacimenti Urbani hanno in questo progetto l’obiettivo di individuare, raccontare e valorizzare i cittadini che mettono in atto delle buone pratiche  sul fronte della raccolta differenziata e delle 5R (riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riciclo dei materiali e recupero di energia) in tutta Milano.

Io stessa sperimento la raccolta di frutta e verdura in avanzo presso diversi mercati a Milano e tra le meravigliose conoscenze fatte, dai commercianti agli abbitudinari frequentatori dei mercati, ho avuto il piacere di conoscere i ragazzi di Recup, uno dei progetti presenti, che attraverso una rete ormai consolidata, si occupano della raccolta settimanale di cibo presso i mercati di quartiere e non solo.

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Cibo recuperato al mercato in Barona a Milano

Recup si occupa di recuperare e ridistribuire il cibo presso i mercati di Milano tra i volontari e chi ne ha bisogno, con l’obiettivo di ridare valore sociale al cibo che ormai ha perso valore economico perché ammaccato o in eccedenza e che quindi verrebbe buttato. Grazie alla mia passione per il cibo e l’ecosostenibilita ho avuto la fortuna di poter contribuire, come volontaria, a tutto ciò insieme alle ideatrici e agli altri volontari del progetto, che da mesi si sono impegnati nel sensibilizzare i cittadini e i commercianti sul tema dello spreco alimentare, cercando di creare un momento di scambio sociale attraverso il cibo, proponendo un metodo collaborativo totalmente differente dal processo di raccolta di cibo e rifiuti, piuttosto individualistico e solitario, degli skippers.

Quello che per il “mercato” è uno scarto che diventa rifiuto, è in realtà una risorsa, perché ancora commestibile ed in grado di garantire cibo a molte persone.

I volontari Recup sono ormai sempre presenti nei mercati di Viale Papiniano al sabato e in Via Marco Aurelio al venerdì, ma l’obiettivo del progetto è quello di espandersi su altri mercati e per far questo abbiamo bisogno di voi!

Quindi vi invito a passare a trovarli in fiera a “Fa’ la cosa giusta”, per avere maggiori informazioni sul progetto, sui loro obiettivi e dare la vostra disponibilità , contribuendo così tutti insieme a limitare gli sprechi alimentari e non solo.

C’è tanta Frutta e Verdura che ha bisogno di voi 🙂  per essere salvata e riacquistare valore!

CANAPELLA: Crema Spalmabile Veg di Canapa e Nocciole 🍴

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Ben ritrovati EcoPunkers,

non so voi ma io oggi, dopo una settimana di influenza, avevo proprio bisogno di coccolarmi e quale modo migliore se non con un dolce?

In particolare oggi prepareremo una crema spalmabile simile alla famosissima crema di nocciole, ma non potevamo accontentarci delle classiche ricette ormai viste e riviste,  quindi ecco la mia versione arricchita da una buona dose di proteine date dai semi di Canapa, Nocciole italiane biologiche e zucchero di canna integrale!

Prepararla sarà molto semplice, provare a non finirla al contrario sarà molto difficile! 🙂

Ormai, avrete capito che nutro un certo amore nei confronti della Canapa e dei suoi derivati e direi che la sfida più grande è proprio quella di riuscire ad utilizzarla nelle preparazioni dolci, ma per noi dell’EcoPunk nessuna sfida è impossibile e ci siamo riusciti con ottimi risultati e tanta soddisfazione.

Inutile dirvi in quanti modi è possibile utilizzare questa crema di canapa e nocciole, dal più classico dei modi, cioè su una bella fetta di pane all’autoproduzione di prodotti da pasticceria come cornetti, crostate e muffin.

Ingredienti:

50gr di nocciole

30gr di semi di canapa (circa 2 cucchiai )

40 gr di zucchero di canna integrale

50gr di cioccolato fondente al 80%

2 cucchiai di cacao amaro in polvere

2 cucchiai di olio di semi di girasole

1/2 bicchiere circa di latte di canapa (in alternativa un qualsiasi latte vegetale)

Procedimento:

Iniziamo con il tostare, in un pentolino, le nocciole ed i semi di canapa, basterà circa un minuto. Lasciamo raffreddare e successivamente tritiamo, creando un farina molto fine le nocciole, i semi di canapa e lo zucchero.

Creata questa polvere possiamo aggiungere il cioccolato fondente tagliato a pezzetti nel nostro bicchiere del mixer e frullare nuovamente formando così una pasta molto densa e profumatissima.

A questo punto in un pentolino con i bordi alti, mettiamo il cacao e lo sciogliamo in una parte del latte, aggiungiamo ora la pasta di canapa, nocciole e fondente e iniziamo a mescolare gli ingredienti, accendiamo il fuoco a fiamma bassa e riscaldiamo il composto aggiungendo prima l’olio di semi e successivamente poco alla volta il latte per regolare la consistenza, ricordandoci che la crema quando si sarà raffreddata sarà leggermente più densa.

Quando il composto sarà ben caldo ed omogeneo non ci resta altro se non prendere un bel vasetto, riporre all’interno la crema e chiudere con il suo coperchio. Quando si sarà raffreddata possiamo riporla in frigorifero, nel quale si conserverà per circa 2 settimane.

Buona autoproduzione e buona merenda a tutti!

Vi lascio con un’idea stuzzicante…Muffin Vegan e Light con cuore morbido di Canapella

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Con un pizzico di gomasio homemade…

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Per questo giovedì la nostra amica Felicia è in via di guarigione e saluta tutti, dandovi appuntamento per il prossimo giovedì e cedendo il posto a me. Ho pensato di proporre un’autoproduzione alimentare facile, salutare e da utilizzare per vari impieghi: il gomasio è l’alternativa sana al sale, composto da semi di sesamo (goma in giapponese) e sale marino (shio) integrale, tostati e tritati. È tipico della cucina giapponese, viene usato come condimento per insaporire ricette non solo della cucina macrobiotica o vegana.

I semi di sesamo, e di conseguenza il gomasio, contengono omega 6, proteine, vitamine D ed E, calcio, fosforo, ferro e zinco. Tutte queste sostanze sono fondamentali per il buon funzionamento e la rigenerazione del sistema nervoso. Il gomasio, inoltre, contiene anche sesamina, sesamolina e sesamolo, tre antiossidanti che contribuiscono a controllare i livelli di colesterolo nel sangue e salvaguardare il fegato. Ideale per le diete che richiedono poco sodio e in generale per chi ha voglia di cambiare e assaggiare cose nuove.

RICETTA

Di solito per creare questo sale aromatizzato, si usa una proporzione di 1:10, cioè un cucchiaio di sale e dieci di sesamo e non vi resta che tostare e pestare:

-Prendete una pentola d’acciaio con un fondo spesso e tostate i semi di sesamo a fiamma media fino a quando i semi vi sembranno dorati e ve ne accorgerete anche dal profumo che emaneranno. Non appena dorati, spegnete il fuoco e metteteli in una ciotola per farli raffreddare;

-In un’altra pentola d’acciaio, tostate leggermente il sale per togliere l’umidità (vi accorgerete che sarà diventato leggermente grigio);

-A questo punto dovete andare di olio di gomito… unite i semi al sale mescolandoli, prendete un mortaio e pestate per bene i semi fino a quando saranno aperti e si “sfarineranno”. Respirate, meditate, buttate via i pensieri negativi mentre pestate i semi, quest’operazione richiede un po’ di tempo ma vi assicuro che è terapeutica…

-Mettete tutto in un barattolo di vetro pulito e asciutto e conservate nella vostra dispensa.

Ha un buonissimo profumo simile a quello delle mandorle tostate e si può utilizzare crudo su insalate, zuppe o sulla pasta al posto del formaggio. Facile vero?