DIY: Collana Boho con Collant recuperati

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Siete arrivate al 22 di dicembre con solo dei collant bucati e ancora dei regali da fare? L’EcoPunk ha per voi una soluzione diy , una collana creata con il recupero di diversi materiali, partendo da un paio di collant bucati.

Come promesso eccoci ritornate con un altro post dedicato al Do It Yourself, un progetto molto semplice ma d’effetto. Il nostro progetto ovviamente è solo d’ispirazione, potrete giocare con i colori, le pietre o altri materiali, così da personalizzare e arricchire la vostra collana!

Occorrente : 

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Sostituzioni:

  • le palline di polistirolo possono essere sostituite con quelle di legno o con delle palline create con la carta;
  • le perle i coralli ed i distanziatori sono a vostra scelta, potrete inserirne anche più di quanti ne abbiamo messi noi.

Procedimento:

Prima di tutto dobbiamo ricavare una striscia di tessuto da poter lavorare, in questo caso è consigliato utilizzare l’intera gamba dei collant tagliando la punta ed il resto del tessuto e successivamente aprire la striscia di tessuto a metà così da poter inserire al suo interno le palline di polistirolo creando un nodo al centro di quella che poi sarà la vostra collana, quindi continuate ad inserire le palline da entrambi i lati del nostro nodo di partenza e create altri nodi per fermare le palline che inserite in sequenza. Ad ogni nodo potrete inserire le vostre perle o decorazioni (ancora meglio se autoprodotte anch’esse!!).

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Noi abbiamo inserito 3 palline di polistirolo, ma potreste continuare per tutto il diametro della collana, oppure, dividere il tessuto rimanente in 3 e intrecciarlo fino al termine della collana. per le chiusure, essendo un tessuto elastico potreste chiudere con un nodo o inserire una perla su un estremità e creare un cappio sull’altra, così che possano incastrarsi tra loro.

Quando terminerete il lavoro, vi assicuro che vi verrà voglia di farne una anche per voi! 🙂

 

L’EcoPunk vi augura Buone Feste, ci rivedremo nel prossimo anno.

 

Cubetti di ghiaccio lenitivi e depurativi: Tarassaco e Malva

image.jpegBuongiorno EcoPunkers,
oggi piccolo suggerimento per un’autoproduzione, dissetante, lenitiva e depurativa!!
Siete in compagnia dei vostri amici in una giornata afosa e soleggiata e non volete proporre il solito the freddo?
Allora preparate con noi questi simpaticissimi oltre che utilissimi cubetti di ghiaccio con all’interno fiori di tarassaco e malva.

È da poco passata la notte di San Giovanni e nella nostra racconta ci siamo imbattute in queste erbe anche se non utilizzate nella tradizione di questa festa ma è da questo raccolto che è nata l’idea.

Le erbe spontanee hanno 1000 utilizzi, foglie, radici, fiori tutto messo a nostra disposizione dalla natura. Mi raccomando, siate critici nella raccolta, non raccogliete mai tutto quello che trovate ma lasciate sempre una parte di pianta così che possa rigenerarsi.

Questi cubetti aromatici potranno essere utilizzati per raffreddare bevande come il the verde, per avere una bevanda oltre che disintossicante anche antiossidante, anche un profumatissimo the alla menta o perché no, potrete sorprendere i vostri amici con cocktail alcolici o analcolici nei quali risbocceranno i fiori🌸 quando il cubetto si sarà sciolto.

Il procedimento è molto semplice, dobbiamo raccogliere i fiori, meglio alla sera, farli seccare al sole per una settimana (così che una volta congelati i petali non si sfalderanno) e successivamente posizionare nel contenitore per il ghiaccio un paio di fiori a cubetto, acqua e via in freezer!!

Saranno già dal giorno successivo pronti per essere tuffati nelle vostre bevande.

Vi è piaciuta questa idea?
Continuate a seguirci 😊

“Elegy for the Arctic”, il contributo di Ludovico Einaudi per salvare l’Artico

Econews al volo! Greenpaece diffonde oggi le spettacolari immagini di Ludovico Einaudi, musicista e compositore di fama mondiale, mentre esegue al pianoforte il suo inedito “Elegy for the Arctic” su una piattaforma galleggiante alla deriva nel Mar Glaciale Artico. La performance dell’artista italiano si è svolta di fronte al ghiacciaio Wahlenbergbreen, alle Isole Svalbard (Norvegia), in sostegno della campagna di Greenpeace a difesa dell’Artico.

Einaudi ha raggiunto il ghiacciaio a bordo della nave “Arctic Sunrise” di Greenpeace, unendosi all’appello firmato da quasi otto milioni di persone per chiedere alla comunità internazionale di sottoscrivere al più presto un accordo che protegga l’Artico dallo sfruttamento e dai cambiamenti climatici.

L’azione di Greenpeace si è svolta alla vigilia di un’importante riunione dell’OSPAR, la commissione internazionale deputata alla conservazione dell’Atlantico nordorientale, che proprio in questi giorni discute dell’istituzione di un’area protetta di oltre 226 mila chilometri quadrati nelle acque internazionali del Mar Glaciale Artico, al momento il mare meno protetto del mondo.

In attesa dell’esito, ci godiamo questo bellissimo video.

Info da Greenreport.it

Seed Bomb DIY: la guerrilla gardening per diffondere amore per il pianeta

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Nel mese in cui si parla d’Amore, l’EcoPunk non poteva non farlo parlando di Amore per il Pianeta. Ed eccoci qui a spiegarvi come autoprodurre un regalo originale per la vostra lei/il vostro lui, le Seeds Bomb, delle vere e proprie bombe di semi, che è possibile acquistare online già pronte o potreste fare voi, hand made, per essere ancora più originali e personalizzate.

Il loro messaggio è uno “diffondere l’amore per la terra e il pianeta” in modo critico e non violento, lanciando queste bombe nelle aiuole della vostra città, nei parchi e in qualsiasi altro posto la vostra mente le immagini. Un tentativo non violento di sovversione, attraverso le uniche “Bombe che fanno bene al pianeta” e che possono rendere un regalo ancora più sostenibile ed originale. Prima di passare all’autoproduzione, vediamo un po’ da dove nasce questa idea.

IL MOVIMENTO GUERRILLA GARDENING

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Guerrilla Gardening nasce come opposizione attiva al degrado urbano. Una forma di giardinaggio politico che, tramite un’ azione nonviolenta diretta, mette in risalto temi come la permacultura o le problematiche riguardanti i diritti della terra. Citando le loro parole “TRASFORMIAMO IL CEMENTO IN FIORI”.

La prima volta che viene usato il termine guerrilla gardening è nel 1973, da parte di Liz Christy e il suo gruppo Green Guerrilla (Guerriglia verde), nella area di Bowery Houston a New York. Questo gruppo trasformò un lotto abbandonato e privato in un giardino.
“Un esempio di guerrilla gardening ebbe luogo nel maggio 1996, quando circa 500 attivisti affiliati a The Land is Ours (La terra è nostra), tra cui il giornalista George Monbiot, occuparono circa 13 acri (circa 5 ettari) di terreno abbandonato, appartenente alla Guinness, sulle rive del Tamigi nel Wandsworth, la parte sud di Londra. La loro azione voleva sottolineare quello che loro descrissero come “Il terrificante spreco della terra urbana, la mancanza di case popolari e il deterioramento dell’ambiente urbano”. (fonte Wikipedia)

In italia questo movimento si è diffuso nel 2006 a Milano ed ora si vedono gruppi attivi in tutta italia (qui il link per chi fosse interessato Gruppi di GG Italia). La guerrilla gardening continua tuttora, quando delle singole persone piantano segretamente alberi da frutto, o altre piante commestibili perenni, o ancora dei semplici fiori nei parchi o lungo le piste ciclabili.

AUTOPRODUCIAMO UNA BOMBA DI SEMI

Per creare le nostre  Seed Bomb avremo bisogno di:

Semi (acquistati o meglio se recuperati da ortaggi o frutta)
Argilla (creta essiccata, la si trova nei negozi di giardinaggio ma va anche bene quella per uso artistico o modellismo acquistabile nei negozi di giocattoli)
Terriccio precedentemente fertilizzato.

Per creare le nostre bombe di semi dovremo:

-Stendere il nostro panetto di argilla formando dei dischi di medie dimensioni.

-Posizionare all’interno il terriccio e al centro i semi acquistati o recuperati da ortaggi o frutta (es. semi di peperoncini, semi di mela), scegliendo piante o fiori resistenti come ad esempio il girasole, ma vanno benissimo anche piante come rosmarino, origano, timo ed altri. Qui starà a voi personalizzare le vostre bombe in base alla persona a cui vorrete regalarla.

-Richiudere il disco di argilla su stesso, formando una palla.

-Lasciare asciugare per 24 ore.

-Racchiudere tutte le vostre Seed Bomb in una scatola o sacchetto riciclato e da voi decorato

-Lanciare le Bombe ovunque la vostra immaginazione possa arrivare!! 🙂

Di seguito vi lascio un video dei ragazzi di Urban Farm che mostra come creare le Seed Bombs.

Crostata Veg Integrale con semi di Canapa e Marmellata di Pere e Cannella 🍴

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Buongiorno EcoPunkers,

credevate mi fossi scordata di voi? E bene no!! Ero a lavoro anche per voi, alla scoperta di nuovi ingredienti, nuove tecniche e più semplicemente nuove idee ed oggi vi racconterò proprio di un mio esperimento, più che riuscito e apprezzato, quasi interamente handmade (eheh chissà che un giorno l’EcoPunk non si metta a produrre anche le farine).

Una Crostata Veg Integrale ai semi di Canapa con marmellata di Pere e Cannella autorpodotta.

Uno degli ingredienti presenti in questa ricetta è la CANAPA, con la quale mi sto divertendo molto a sperimentare combinazioni di sapori e devo dire, non mi delude mai, oggi utilizzeremo la farina di semi di canapa che ormai non manca nella mia dispensa.

Un’altra piacevole autoproduzione presente in questa ricetta è  la marmellata di pere e cannella prodotta con pochissimo zucchero di integrale di canna (500gr di pere, 130gr di zucchero, succo di 1 limone e 1 cuc. di cannella). Nata dalla necessita di recuperare una cassettina di pere, che insieme a dei carissimi amici, ho salvato dalla triste fine che avrebbero fatto alla fine di un mercato a Milano solo perché sarebbero durate integre ancora per pochi giorni.

A  tal proposito vi consiglio, di fare qualche ricerca per verificare che nella vostra zona vi siano gruppi o associazioni che si occupano del recupero del cibo in eccedenza o esteticamente non più perfetto, presente nei mercati rionali.

Ora passiamo alla parte più dolce 🙂

 

Ingredienti:

  • 170 gr di farina di farro integrale
  • 50 gr di crusca di avena
  • 60 gr di farina di semi di canapa ( o semi di canapa tritati)
  • 80gr di zucchero
  • 50ml circa di acqua
  • 70gr di margarina (meglio se autoprodotta e fredda o sostituibile con 70ml di olio di semi di girasole)
  • lievito, nel mio caso esubero di lievito madre (andrà bene anche il lievito per dolci, 1/2 bustina)
  • scorza di mezzo limone
  • Marmellata di Pere & Cannella ( in alternativa una marmellata di mele o pesche, sconsiglio una marmellata che sia acidula come quella di frutti di bosco o mirtilli)
  • 1 pizzico di bicarbonato

Procedimento:

Nel mio caso il primo step è quello di sciogliere l’esubero di lievito madre in un po’ d’acqua ed in un altro contenitore setacciare la farina ed unire la crusca ed i semi di canapa.

Pronti i primi due ingredienti non facciamo altro che unirli tra loro aggiungendo anche lo zucchero e la margarina.

Iniziamo a dare una prima mescolata con un cucchiaio di legno, fino a che non vedremo formarsi dei pezzetti d’impasto sparsi qua e la nella ciotola.

Aggiungiamo il bicarbonato e la scorsa di limone e pian piano continuando ad impastare aggiungeremo dell’acqua per regolarne la consistenza, che dovrà risultare compatta ma morbida. Diamo un altro paio di giri a mano all’impasto e formiamo una palla che ricopriremo con la pellicola. Far riposare l’impasto 30 min in frigo.

Ed ora stendiamo con un matterello il nostro impasto con uno spessore di circa 1 cm e ricopriamo la nostra teglia ricavando a parte le striscioline di frolla da disporremo sullo strato di marmellata come la migliore delle tradizioni vuole!

200° in forno statico per circa 30 min

Per i più golosi, spolverata di zucchero a velo et voilà ecco la crostata pronta per le vostre colazioni e merende con un occhio di riguardo alla salute, alla linea e perché no anche al portafogli.

Cook’n’roll  e alla prossima ricetta!

 

 

 

 

 

Cannelloni di Farro Integrale con ripieno di Hemp-tofu e Spinaci

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Si lo so….non siete ancora pronti…. Ma l’EcoPunk è già all’opera per darvi qualche idea per le varie “Reunion ” che affronterete nelle prossime feste.

Oggi prepareremo un piatto non molto elaborato,potrebbe sembrare, pensando ad i classici cannelloni, ma questi pur essendo gustosi e sazianti presentano ingredienti poco lavorati e semplici come farina, spinaci e pomodoro.

Qualche informazione sul’ Hemp-tofu e via con la ricetta.

Chiamato Hemp-Tofu, Hemp-Fu o Tofu di Canapa altro non è se non il frutto della cagliata del latte ricavato dai semi di canapa. Facile da produrre in casa. Ha tutti i vantaggi di un latte vegetale e non vaccino ed in più i benefici della Canapa, ricca di proteine, acidi grassi e una discreta quota di fibre. È ideale nella dieta vegana e perché no anche per gli intolleranti al lattosio. Ha un sapore che ricorda il sesamo e la nocciola.

Questa settimana i nostri ascolta sono andati a riscoprire i suoni caldi e avvolgenti di Johnny Cash con I walk the line , e come sempre troverete il link infondo alla pagina per ascoltarlo.

Ingredienti:
– 150gr di farina di farro integrale
– 100gr semola di grano duro
– 1 cuc di olio evo
– 1cuc di curcuma
– Acqua q.b

Per il ripieno:
-1 panetto di Hemp-tofu (in alternativa tofu di soia)
– 500 gr di Spinaci saltati con olio e aglio

  • Salsa di pomodoro per condire (meglio se sugo di semplice pomodoro e spezie…magari avanzato!)

Iniziamo con IMPASTO!!
Sulla spianatoia disporre le due farine setacciate, unite il cucchiaino di curcuma e l’olio. A questo punto (si lo so, ormai sapete farlo un po’ tutti 😉) è ora di aggiungere pian piano l’acqua impastando ed incorporando la farina (saranno all’incirca 100 ml di acqua). Ottenuto un panetto liscio ed omogeneo non dovrete far altro che coprirlo con un panno umido e lasciarlo riposare 1 oretta. Passato il tempo di riposo stenderemo l’impasto in una sfoglia abbastanza sottile, circa mezzo centimetro e ricaveremo da questa sfoglia dei quadrati di pasta che dopo ci occuperemo di farcire.

A parte prepariamo il RIPIENO:

Basterà mettere un filo d’olio è uno spicchio di aglio intero in una padella, far riscaldare ed unire gli spinaci sciacquati e sgocciolati, mettere il coperchio e senza aggiungere acqua far appassire 2 min. Una volta pronti trasferiteli nel vostro robot da cucina insieme al tofu e frullare ma lasciandolo grumoso. Regolare di sale e pepe. Far riposare un ora.

PREPARAZIONE:

Mettere il ripieno in ogni quadrato di pasta precedentemente ricavato, disponendo il ripieno su 1/3 e arrotolate formando i cannelloni.

A parte prenderemo una pirofila e disporremo prima un po’ di salsa di pomodoro (meglio se fatta andare sul fornello con un po’ di cipolla ed aromi) poi i nostri cannelloni.

Completato lo strato copriremo il tutto con altra salsa di pomodoro e una spolverata di pan grattato per far formare la crosticina, un giro di pepe e dritti nel forno per 20 min a 180 gradi.

A dimenticavo!! Buon appetito 😉

Plumcake Pere e Cioccolato Veg

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Giovedì? Si, ed eccoci con una nuova ricetta!

Non sono una grande amante di dolci, ma la soddisfazione di condividere un pezzo di torta con le persone a me care, davanti ad una tazza di the, ripaga sempre.

Oggi prepareremo un Plumcake Pere e Cioccolato vegano, poco calorico rispetto ai classici dolci e perfetto sia per la colazione che la merenda.

Questa settimana sono stata ispirata da un altro grande album, Speak and Spell dei Depeche Mode, in basso il link per ascoltarlo.

Ma, passiamo alla ricetta.

Ingredienti:

  • 100 gr farina integrale
  • 70gr farina 00
  • 60gr cacao amaro
  • 80gr zucchero di canna
  • 2 cucchiai di olio di oliva
  • 240 gr latte di soia (se volete potete accentuare il sapore utilizzando quello al cioccolato
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 cucchiaio di lievito naturale
  • 1 pera grande tagliata a cubetti
  • 1 puntina di cannella (facoltativa)

Procedimento:

Mescolare le farine con il cacao, il bicarbonato, il lievito e lo zucchero (e la cannella se avete deciso di metterla).

A poco a pico aggiungere il latte di soia, mescolando con una frustai un cucchiaio di legno fino a quando l’impasto sarà liscio e senza grumi.

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A questo punto aggiungiamo la pera tagliata a dadini ( mi raccomando scegliete una pera non troppo matura altrimenti toglierà molto succo e rovinerà l’impasto)

Versare l’impasto in uno stampo a cassetta foderato di carta forno ed infornare in forno caldo non ventilato a 180 gradi per circa 30/40 minuti ( dipenderà dalla grandezza del vostro stampo e dal forno)

Ed eccolo qui pronto per la vostra colazione.

Il cacao vi aiuterà ad iniziare la giornata con un sorriso in più!

Buono spignatto e alla prossima

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Intervista con gli Alice Tambourine Lover, tra folk e psichedelia

Gli Alice Tambourine Lover sono un duo composto da Alice Albertazzi (vocal / guitar / tambourine) e Gianfranco Romanelli (dobro resonator guitars / bass) che qualcuno ricorderà nella seminale band stoner degli Alix tra i primi a portare il linguaggio della psichedelia pesante in Italia. Terminate quell’esperienza i due “strumenti in spalla” si sono re-inventati con questo nuovo progetto all’insegna del minimalismo e dell’autoproduzione/promozione. Nel 2015 è uscito il loro terzo album “Like a Rose”, perfetto per chi ama un certo tipo di sonorità lisergiche ed intime allo stesso tempo. Dopo averli apprezzati dal vivo questa estate al Parco Santa Geffa di Trani (BT), in una splendida cornice “Folk” immersa nel verde, si sono prestati gentilmente alla mia curiosità di appassionato del genere.

Salve ragazzi, innanzitutto complimenti per la performance live di fine Agosto al Parco di Santa Geffa di Trani dove ho potuto apprezzarvi per la prima volta! 
Grazie Paolo, è stata una bellissima serata ed è sempre un piacere suonare in Puglia!

Con “Like a Rose, siete approdati alla terza release in poco più di tre anni, vi seguo dai tempi degli Alix e sinceramente mi aspettavo un concerto più “acustico”, in realtà è parecchio elettrico, lisergico e “sabbioso”..avete mai pensato di allargare la formazione ad altri elementi, magari un batterista/percussionista?
Con il primo album  “Naked Songs” ci siamo “svestiti” dei suoni psych/stoner degli Alix. Le “Canzoni Nude” ci hanno permesso di ritrovare quell’intimità che una band. dopo 15 anni di “amore e duro lavoro”, facilmente tende a perdere.. aggiungerei “amore squattrinato”…  “Naked Songs” è stato un volersi fermare e riflettere, prendendoci poco sul serio, godendo al massimo il momento, unico e irripetibile, in cui nasce qualcosa di nuovo. Con il secondo “Star Rovers” ci siamo aperti ad altre sonorità, coinvolgendo alcuni amici musicisti in studio di registrazione, esperienza che abbiamo poi ripetuto nell’ultimo disco “Like A Rose” … il più lisergico e visionario dei tre, che vede un’ulteriore evoluzione degli Alice Tambourine Lover. Almeno per ora non sentiamo l’esigenza di un percussionista/batterista all’interno del progetto, ma continueremo sicuramente ad aprirci musicalmente collaborando con altri musicisti.

Ho sempre pensato, e correggetemi se sbaglio, che i semi del progetto ALICE TAMBOURINE LOVER fossero già presenti nella musica degli Alix (soprattutto quelli dell’ultimo album), credete che questo progetto si sarebbe sviluppato anche senza la momentanea pausa della vostra band d’origine? Com’è cambiato il vostro approccio rispetto ad una band “completa”?
Sicuramente il seme era già nato, anche se, una volta rimasti in due, non abbiamo mai sentito il bisogno di creare una nuova band, ritenendo gli ALIX insostituibili… Abbiamo piuttosto sentito l’esigenza di percorrere altre strade.

Ho parecchio apprezzato la cover di John Garcia, la voce “stoner” per eccellenza. Cosa rappresenta per voi e in che maniera ha influenzato il vostro percorso musicale?
E’ un onore aver arrangiato e suonato due brani di Dandy Brown “Watch It Go” e “ Never Boulevard”, quest’ultima firmata anche da John Garcia. Sono due brani stupendi che Dandy Brown ci ha dato dopo aver sentito i nostri lavori precedenti. Ci lega una grandissima stima reciproca e chissà che un giorno non si riesca a suonarle insieme dal vivo.
Dandy Brown, oltre che bassista degli Hermano, è il principale compositore del progetto “Orquesta Del Desierto” che a fine anni ’90, insieme ai Kyuss di John Garcia, sono state tra le band che più abbiamo ascoltato in furgone durante i mitici tour con gli ALIX.

In Europa, ma anche in Italia negli ultimi anni, sembra esserci una fiorente scena dedita allo stoner e al rock in qualche maniera psichedelico e “retrò”. In che maniera siete supportati dalla vostra etichetta storica la “Go Down Records”? Ci sono delle band in particolare che apprezzate e seguite?
Con La Go Down c’è una collaborazione che dura ormai da anni, anche se il grosso dei lavoro organizzativo lo svolge Alice.
Ultimamente stiamo ascoltando Duke Garwood, chitarrista/cantante inglese, spesso in tour con Mark Lanegan e molto african blues tipo Tinariwen.

Ultimamente avete aperto i concerti di Nick Olivieri (con cui avete anche jammato) e Mark Lanegan, avete qualche aneddoto in particolare da raccontare?
Durante il soundcheck di Nick, dopo aver provato Green Machine dei Kyuss, gli abbiamo chiesto se gli andava di accennare “Auto Pilot”, una delle canzoni dei QOTSA preferite da Alice.. a quel punto nessuno si aspettava che ci invitasse a provarla con lui per poi suonarla insieme durante il concerto…
Non abbiamo aneddoti su Mark Lanegan ma la sua voce ci copre ancora come un mantello.. è un grandissimo artista ed è stato bello esserci.

 

Scaloppine di Seitan al limone e rosmarino

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Altro giovedì altra ricetta del nostro menù stagionale!

Questa volta ci occuperemo della seconda portata, le scaloppine di SEITAN AUTOPRODOTTO al rosmarino e limone; autunnali vista la presenza del rosmarino ma con un retrogusto d’estate dato invece dal limone. Da accompagnare con un buon bicchiere di vino e in diffusione Pink Moon di Nick Drake e la sua chitarra acustica (nel link qui sotto come sempre). Comfort food , folk e vinello, mi sembra non manchi nessuno all’appello 🙂                                                                                                                                                                                                            

Il seitan o muscolo di grano è ormai diventato di uso comune, demonizzato da alcuni e lodato da altri, è un alimento non molto bilanciato e in prevalenza proteico (ma privo di colesterolo al contrario di altri fonti proteiche), motivo per il quale vi consigliamo di accompagnarlo sempre ad una buona porzione di verdure crude e cotte, ad esempio, sempre di stagione potremmo accompagnarlo con un insalatina di spinaci crudi, limone e noci o delle erbette saltate in padella.

 Il Seitan può essere ottenuto dalla lavorazione di diversi tipi di farine (con una buona percentuale di proteine) ciò rispetto ad altri alimenti vegan proteici, come tofu, tempeh e altri, ci permette di farne un uso ancor più eco-sostenibile. Infatti non solo il seitan autoprodotto sarà cruelty-free, ma anche economico, locale (potremo infatti selezionare le farine dai produttori locali, ottenendo tra l’altro una migliore qualità nel prodotto finale) e con una bassa percentuale di scarto. Detto tutto questo, ricordo: mai abusarne e al contrario variate sempre la vostra alimentazione prediligendo alimenti stagionali e poco lavorati.

Anche questa volta è arrivato il momento di mettersi a lavoro!        

 Ingredienti per il Seitan (4 persone):

  • 500g farina 1

  • 500g farina di farro integrale

  • 600g di acqua

  • dado vegetale (o sedano,carota e cipolla per il brodo)

  • aromi a piacere: rosmarino,timo

Procedimento:

Il procedimeto consisterà sostanzialmente in 3 fasi, preparazione dell’impasto, il suo lavaggio e la bollitura.

Prendiamo le farine pesate e aggiungendo i 600g di acqua, poco per volta, iniziare ad impastare gli ingredienti fino ad ottenere un panetto. Lavorare il panetto per qualche minuto finché non sarà abbastanza liscio. A questo punto il panetto verrà fatto riposare per circa un ora in una ciotola coperto da acqua fredda.

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Riprendiamo il nostro panetto e passiamo al lavaggio, sembrerà complicatissimo ma in realtà è molto semplice. Io mi trovo molto bene con questo metodo, che mi permette di ottenere un seitan abbastanza morbido e impiegare qualche minuto in meno: mettere la palla scolata in una ciotola capiente e aprire l’acqua calda a filo. Man mano che l’acqua scorre sul vostro panetto, lavorarlo energicamente come se doveste impastarlo. Sin da subito vedrete l’amido che se ne va. A intervalli, cambiare la temperatura dell’acqua da calda a fredda e continuate ad impastare. Il panetto in questo procedimenti potrebbe sgretolarsi un po’, non preoccupatevi, raccogliete i pezzettini e rimpastateli. Ci vorranno circa 5/6 cambi di acqua prima che l’acqua risulti limpida e il panetto sia pronto (il tutto in circa 10/15 min di lavorazione, nulla di impossibile insomma!

E oraaa vai con la cottura! Iniziamo a mettere sul fuoco una pentola abbastanza capiente con acqua, il nostro dado autoprodotto (trovate la ricetta sul blog) e aggiungete sedano e carote, se preferite potrete anche preparare un semplice brodo, ma ricordate che più saporito sarà il brodo più lo sarà anche il seitan. Prendiamo la nostra palla leggermente spugnosa, e arrotoliamola dandole una forma cilindrica; questo sarebbe il momento per aromatizzare il nostro seitan aggiendendo spezie, verdurine, un po’ di pepe o peperoncino o ciò che la vostra fantasia vi ispira.

Per la nostra ricetta o preferito lasciarlo al naturale e legarlo come se fosse un arrosto con lo spago aggiungendo un rametto di rosmarino (legandolo calcolate già lo spessore delle vostre fettine, infatti vi sarà utile solo a questo scopo, avremmo potuto anche lasciarlo libero) e lasciatelo a scolare in uno scolapasta per qualche min ma se avete deciso di non legarlo mettetelo in una tazza e capovolgete la tazza sullo scola pasta, in questo modo scolerà senza perdere la sua forma. Dopodiché metterlo in cottura nel brodo per circa 40 min.

Il seitan andrebbe fatto riposare una notte nel suo brodo così che intensifichi il suo sapore.

Ricordo inoltre che potrà essere conservato in frigo, coperto dal suo brodo di cottura per circa 4/5 giorni.

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Per le Scaloppine di Seitan al Limone e Rosmarino:

Ingredienti:

  • fettine di Seitan

  • farina 00 q.b.

  • Olio

  • Pepe

  • Rosmarino

  • 1 limone

  • 1 tazza di brodo

Preparazione:

Infariniamo le nostre fettine di seitan e facciamole dorare in padella con un cucchiaio d’olio. Iniziamo ad insaporire con il pepe e non appena saranno dorate potremo sfumare con il succo del nostro limone e aggiunger il rosmarino. Senza far asciugare tutto il succo di limone uniremo anche la tazza di brodo, e a fuoco medio porteremo avanti la cottura. Attendiamo circa 10 min, il tempo necessario affinché la nostra salsina si sia addensata. Impiattare e guarnire con la scorza di limone e qualche ago di rosmarino.

Ed ecco che la Seconda portata è pronta per essere gustata con gli occhi e con la mente!!

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