Autoproduzioni cosmetiche con i fiori spontanei: l’oleolito di malva e calendula

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Vi ricordate la raccolta di piante e fiori spontanei in occasione dell’Earth Day? Dopo avervi mostrato papaveri, calendula, tarassaco e malva taccolti sulla Murgia pugliese, in particolare ai piedi di Castel del Monte; in tanti ci avete chiesto cosa avremmo fatto della raccolta. Bene, il tarassaco è stato stufato e consumato il giorno dopo accompagnato da focaccia semintegrale fatta in casa; i papaveri sono finiti in un infuso per una tisana della buonanotte (il cosidetto “papagno” per far dormire i bambini, in questo caso abbastanza cresciuti…) e la malva e la calendula? Sott’olio di oliva rigorosamente made in Puglia!

L’oleolito è un preparato molto utilizzato in ecocosmesi che, come già scritto, altro non è che la macerazione della cosiddetta droga in olio a vostra scelta; in questo caso ho utilizzato olio di oliva, un olio abbastanza pesante che ben si sposa con le proprietà di malva e calendula. Dopo 20 giorni dalla messa sott’olio al buio, si filtra in un barattolo di vetro pulito e completamente asciutto ed è pronto all’utilizzo. Il cosmetico ottenuto possiede proprietà lenitive, emollienti, antinfiammatorie, antispasmodiche, cicatrizzanti. Vediamo insieme i vari utilizzi:

  • puro come olio dopobagno per i neonati, olio intimo, olio lenitivo per il corpo in caso di pelle molto irritata;
  • in aggiunta a dei preparati come la Crema solare protettivaLozione dopobarbaGel DoposolePomata all’ossido di zinco per le irritazioni di varia natura, l’Unguento post puntura di zanzare e insetti vari, sempre durante la fase oleosa;
  • come base per un olio repellente per le punture di insetti a cui andrete ad aggiungere l’olio essenziale di citronella e tea tree o per un olio contro le irritazioni in generale a cui aggiungerete l’olio essenziale di tea tree, lavanda, camomilla.

Come vedete è un oleolito abbastanza versatile e molto utile soprattuto in vista dell’estate. E voi come lo utilizzate?

DIY – Il dentifricio all’olio di cocco e breve storia critica dell’igiene dentale

dentifricio

Un’autoproduzione cosmetica davvero economica, semplice ed efficace: il dentifricio all’olio di cocco. Ho provato varie ricette di dentrifici in polvere e in pasta con l’argilla verde, il tè, l’aloe vera ma avevano sempre un sapore per me poco gradevole e, visivamente diciamocelo, non siamo abituati a sciacquare la bocca con qualcosa di scuro e terroso come l’argilla o il tè. Per questo motivo vi propongo questa autoproduzione semplicissima che sto riscontrando essere parecchio efficace proprio per il suo elemento principale. Prima però di illustrare le proprietà dell’olio di cocco per l’igiene dentale e la ricetta, vorrei fare un passo indietro con voi.

Un po’ di storia: da dove viene il nesso fra menta e alito pulito

Non molto tempo fa, ho letto un interessante articolo su Il Post a suo volta tratto da un articolo del giornalista scientifico Joseph Stromberg che analizza come l’industria pubblicitaria ci ha convinti che una bocca pulita e fresca sia una bocca che profuma di menta e  ne riporto alcune informazioni utili.

L’utilizzo della pianta della menta a fini terapeutici è attestato già nell’antichità, sebbene non fosse specificamente per i denti; infatti fino ai primi del ‘900, la gente si spazzolava i denti semplicemente con acqua o polveri abrasive e, per migliorarne il sapore, alcuni aggiungevano delle erbe tritate fra cui occasionalmente della menta, ma anche rosmarino, salvia e prezzemolo. Il primo dentifricio moderno ad esempio, inventato dallo scienziato francese Julien Botot verso la metà del Settecento, conteneva essenze di garofano, zenzero e cannella; tutt’altro che erbe dalla sensazione di freschezza.

Negli anni Venti un’azienda in particolare, la Listerine, mise in commercio un collutorio a base di mentolo – una sostanza contenuta nella nota pianta della menta piperita – che venne pubblicizzato come il rimedio per l’alitosi. In realtà però, la sensazione di freschezza dell’alito provocata dal mentolo è stata rappresentata dai pubblicitari come il segno della pulizia e freschezza dell’alito, sebbene non ci fossero prove che funzionasse meglio di altre sostanze o odori (“Il mentolo – così come altre sostanze come l’eucaliptolo – produce lo stesso effetto, ingannando i recettori e dando una sensazione di fresco. Ovviamente, il mentolo non uccide i germi né copre l’alito cattivo meglio di altre sostanze, ma la sensazione di “freschezza” produce un effetto immediato e notevole). Poco dopo il lancio del collutorio Listerine, la ditta Life Savers per esempio produsse delle caramelle bianche al mentolo pubblicizzandole come se fossero “alla menta” – di cui in realtà contenevano poche tracce – che ebbero un gran successo e vennero presto soprannominate “mentine”. Ancora oggi un sacco di pubblicità per chewing gum e dentifrici pubblicizzano prodotti “alla menta”, benché della vera pianta di menta contengano quasi nulla e il mentolo venga spesso sintetizzato chimicamente. (Qui per leggere l’intero articolo).

L’olio di cocco per l’igiene dentale

Sfatato un po’ il mito di menta e mentolo, ora al centro delle polemiche c’è il fluoro che pare sia nocivo. Fra pareri discordanti, io dico sempre “nel dubbio, autoproduci!”. Fra le varie ricette per fare un dentifricio in casa, quello con l’olio di cocco mi è sembrato il più semplice ed efficace ed eccomi qui ad invitarvi ad autoprodurlo. Il valore aggiunto dell’olio di cocco sta nella sua composizione, infatti il 50% di  grasso contenuto nell’olio di cocco è acido laurico, elemento estremamente raro in natura, un potente distruttore di ogni tipo di microbo: virus, batteri, protozoi (molti potenzialmente nocivi).

Si può utilizzare quindi come semplice colluttorio, sciacquando la bocca con l’olio di cocco per 15 minuti, dopodiché sputarlo necessariamente e sciacquare la bocca con acqua. Questo processo permette all’olio di ‘tirare fuori’ batteri, virus, funghi e altri detriti. Importante è evitare di deglutire l’olio in quanto si ingerirebbe una sostanza popolata dai batteri e qualsiasi altra potenziale tossina e detrito appena rimossi. Se fatto correttamente, lo sciacquo comporta una notevole pulizia, disintossicazione ed effetti curativi, non solo per la bocca ma per tutto il corpo perché contribuisce a ridurre il carico tossico totale sul sistema immunitario, impedendo la diffusione di questi organismi dalla bocca al resto del corpo, tramite il flusso sanguigno. (Info da disinformazione.it).

Dentifricio all’olio di cocco

Dopo tutte queste premesse necessarie, passiamo all’autoproduzione del dentifricio. È talmente semplice e alla portata di tutti che la ricetta base l’ho sintetizzata in un’infografica.

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A questa ricetta si possono fare aggiunte e sostituzioni. Per esempio, nel mio dentifricio ho messo 5 gocce di olio essenziale di menta, 5 gocce di olio essenziale di tea tree e 5 di olio essenziale di salvia; questi ultimi due sono degli antibatterici molto indicati per i dentifrici homemade. Alla ricetta base ho aggiunto anche mezzo cucchiaino di glicerina vegetale per migliorare la consistenza, oppure potete aggiungere anche un cucchiaino di gel di aloe vera, anch’esso indicato per l’igiene dentale.

E voi l’avete provato il dentifricio all’olio di cocco? Cosa ne pensate?

Il cedro e i suoi utilizzi: dalla crostata veg all’impiego in ecocosmesi

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Ti arrivano dei cedri non trattati dalla campagna di un tuo amico. Che fai? Non vuoi metterti a sperimentare? Ed eccoci qui di giovedì ad approfondire questo frutto di origine asiatica, entrato di diritto a far parte della famiglia degli agrumi insieme ad arance, pompelmi, mandarini e limoni (la nostra amica Felicia per questo giovedì mi ha ceduto il suo posto sul blog per farci una sorpresa per San Valentino…).

Ogni qualvolta abbiamo un frutto o un tipo di verdura e vogliamo sperimentarne i vari utilizzi, dobbiamo partire necessariamente dalle proprietà intrinseche. In questo caso, scopro che il cedro, come tutti gli agrumi è un concentrato di qualità nutrizionali e benefiche per l’organismo ed è una vera e propria miniera di sali minerali e vitamine, in particolare vitamina C. Ricco di flavonoidi, rientra, quindi, tra gli alimenti antiossidanti. Ha proprietà digestive, germicide, disinfettanti, stimolanti e lassative, quindi aiuta a combattere la formazione di gas addominale, è un antipertensivo naturale e un ottimo alleato in caso di cistite, cellulite e disturbi renali, stimola la crescita dei capelli. Il cedro, infine, ha pochissime calorie (circa 11 per 100 grammi di frutto fresco), quindi fa benissimo al mattino berne il succo, magari diluito in un bicchiere d’acqua*. Passiamo adesso ai vari utilizzi.

CROSTATA VEGANA CON CREMA AL CEDRO

Dato il sapore molto particolare, non tutti gradiscono il cedro fresco, infatti spesso viene candito con lo zucchero e aggiunto nei dolci.
Io ho preferito utilizzarlo fresco nella preparazione di una buonissima crostata veg sana, gustosa e ipocalorica. Sia per la pasta frolla che per la crema pasticcera, ho seguito la ricetta di Vegolosi, apportando delle modifiche.

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Pasta frolla

100 gr di farina 0
150 gr di farina di farro
80 ml di olio di semi di girasole spremuto a freddo
60 ml di acqua
8 gr di cremor tartaro
120 gr di zucchero integrale di canna
La scorza di 1/2 cedro

Crema pasticcera al cedro

400 ml di latte di soia
10 dl di succo di cedro fresco
60 gr di di zucchero di canna integrale
25 gr di farina di avena
3 gr di amido di mais
4 gr di curcuma in polvere
La scorza di 1/2 cedro

Decorazione

Scorza di cedro
Zucchero di canna

Preparazione

-Per prima cosa, dobbiamo fare la pasta frolla. In una ciotola capiente, metteteci gli ingredienti secchi setacciati (farine, zucchero, cremor tartaro) e poi aggiungete l’acqua e l’olio e la scorza di cedro. Mescolate con un cucchiaio di legno o con le vostre fantastiche mani fino ad ottenere un impasto morbido ed omogeneo. Formate una palla e avvolgetelo in una pellicola per alimenti. Lasciate riposare in frigo per almeno un’ora.

-Passiamo alla crema. Prendete un pentolino con i bordi alti e metteteci farina e zucchero setacciati e una parte di latte e mescolate con una frustra cercando di eliminare tutti i grumi. Mettete il pentolino sul fuoco basso e aggiungete il latte poco alla volta, continuando a mescolare dolcemente fino a quando comincerà un po’ a bollire. Aggiungete l’amido e la scorza di cedro, continuando sempre a mescolare dolcemente per un minuto e facendo attenzione al fondo del pentolino dove potrebbe solidificarsi la crema. Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare la crema.

-Dopo un’ora, tirate fuori la frolla dal frigo e stendetela in un tegame per crostate (io l’ho stesa con le mani), dopo aver messo un po’ di farina sul fondo.Versate la crema sulla frolla e livellatela.

-Tagliate a striscioline la scorza di cedro facendo attenzione a non prendere la parte bianca (io ho usato un pelapatate) e mettetelo a piacimento sulla crema per guarnire la torta. Mettete dello zucchero di canna sulle scorze in modo che, col calore, diventino quasi caramellate.

-Cuocete in forno a 180 gradi per mezz’ora/40 minuti.

ALTRI UTILIZZI DEL CEDRO

In cucina

Può essere utilizzato nella preparazione di insalate, liquori, marmellate, sciroppi.

In eco-cosmesi

Come tutti gli agrumi, anche la buccia del cedro contiene l’olio essenziale dalle proprietà anticellulite, rinfrescanti, repellenti e disinfettanti. Dei preparati casalinghi possono essere:

  • l’oleolito da impiegare per massaggi anticellulite o lozioni anticaduta;
  • l’estratto alcolico da aggiungere alle creme anticellulite homemade, l’unguento post-puntura (che in tal caso diventerebbe pre-puntura) e al pout pourri per profumare gli ambienti;
  • Tonico purificante (segui la stessa ricetta con l’arancio amaro).

*Info da Curenaturali.it

DIY: crema viso contro le macchie scure

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Bentornati con un’autoproduzione cosmetica adatta per questo periodo. Avete presente quelle macchie scure sulla pelle? Solitamente sono date dai segni del tempo, ma possono anche essere causate da un’abbronzatura aggressiva o cicatrici o irritazioni in generale. La mia vicina di casa mi ha chiesto di prepararle una crema viso dal potere schiarente e idratante contro le macchie scure delle pelle e sono arrivata a formulare questa crema leggermente antirughe con gli ingredienti “attivi” in tal senso che sono l’olio di ricino, il gel d’aloe vera, l’olio essenziale di limone. Vediamo le loro proprietà da vicino e poi passiamo alla ricetta.

L’olio di ricino e il gel d’aloe vera (ricavato direttamente dalla pianta nel mio orto sul balcone) sono formidabili per aiutare la pelle a rigenerarsi. Potrete verificare l’efficacia di entrambi anche solo applicandoli sulle macchie prima di andare a dormire e tenendoli in posa tutta la notte. Il gel d’aloe è valido soprattutto per il trattamento delle macchie causate dall’acne e delle macchie rossastre dovute ad allergie o irritazioni della pelle.

Il limone è lo schiarente naturale per eccellenza e l’olio essenziale ricavato dalla buccia aumenta questo potere. Ricco di vitamina E, purificante, levigante (come l’olio essenziale di carota che ho utilizzato nella crema); il succo fresco potete anche utilizzarlo in una maschera viso mescolando yogurt bianco intero e miele e tenendola in posa un quarto d’ora. Sciacquate e applicate la crema viso.

RICETTA

FASE A

1,5 glicerina
0,3 xantana
36,2 acqua demineralizzata

FASE B

2 gr di olio di mandorle
2 gr di olio di semi di girasole spremuto a freddo
2 gr di olio di oliva
4 gr di olio di ricino
2,5 gr di olivem 1000 (emulsionante)

FASE C

2 gr di gel d’aloe vera
1 gr di amido di riso
1 gr di estratto di arancio amaro
7 gtt olio essenziale di limone
5 gtt olio essenziale di carota
8 gtt cosgard (conservante)

Per il procedimento, dovete emulsionare la FASE B nella FASE C seguendo il classico procedimento di preparazione delle creme come lo trovate qui e alla fine aggiungete la FASE C (attivi) a freddo. Potete sostituire l’estratto di arancio amaro con l’oleolito di limone, ottimo da utilizzare sulle mani durante la stagione fredda.

IMPORTANTE: questa crema va utilizzata solo nelle stagioni fredde e va assolutamente evitata l’esposizione al sole per via dell’olio essenziale di limone e dell’estratto di arancio amaro che, come tutti gli agrumi, sono fotosensibilizzanti e possono dare reazioni allergiche a contatto con i raggi solari.

Crema solare protettiva naturale all'ossido di zinco

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Siamo oramai in estate, qualcuno di voi avrà già preso il sole e spero non un’insolazione! Per questo oggi vi presento la mia crema abbronzante protettiva con ossido di zinco, l’unico filtro fisico naturale insieme al biossido di titanio. Ho autoprodotto questa crema per una signora stufa delle creme piene di petrolati e pronta a sperimentare qualcosa di completamente naturale, con una pelle scura già un po’ abbronzata: devo dire che i risultati sono stati a dir poco sbalorditivi! A detta sua, la pelle rimane idratata a lungo, senza essere eccessivamente accaldata e con un colorito assolutamente naturale. La crema è impreziosita dagli oli di cocco, sesamo e oliva che contengono un fattore protettivo (da 2 a 4 sfp), il tè verde antiossidante, il gel d’aloe vera che previene le scottature e burro di karitè e oleolito di calendula autoprodotto che sono straordinariamente lenitivi.

L’ossido di zinco

Lo Zinc Oxide è anche utilizzato come filtro solare, in quanto è capace di riflettere e disperdere le radiazioni solari, proteggendo la cute dai loro effetti nocivi. Ha uno spettro d’azione ampio, ma con superiorità di efficacia sulle radiazioni UVA a maggiore lunghezza d’onda, rispetto al biossido di titanio che invece è più efficace contro i raggi UVB*. Nelle creme solari protettive si può aggiungere una percentuale che va dal 5 al 25% su 100 gr di crema, in base al tipo di protezione di cui si ha bisogno. Nel caso di questa crema ho scelto un 8% perché come ho già scritto su, si trattava di una pelle scura e già abbastanza abbronzata. L’unico problema dell’ossido di zinco è che lascia un antiestetico strato bianco quando applicato sulla pelle, per cui per ridurre tale fenomeno, si può utilizzare ossido di zinco di granulometria molto fine e nell’emulsione frullare un po’ più a lungo in modo che si amalgami completamente agli altri ingredienti.

Siete pronti a crearvi la vostra crema solare protettiva e completamente biodegradabile? Andiamo!

RICETTA

Fase a

3 gr di glicerina
0,6 gomma xantana
51,4 gr di infuso di tè verde o acqua demineralizzata

Fase b

8 gr di ossido di zinco
10 gr di olio di cocco
4 gr di olio di sesamo
3 gr di olio di oliva
3 gr di burro di karitè
5 gr di cera di grano

Fase c
10 gr di gel d’aloe vera
3 gr di oleolito di calendula
10 gtt di olio essenziale di lavanda
10 gtt di estratto di vaniglia
18 gtt cosgard

PREPARAZIONE

-Iniziate come ogni crema a disperdere la glicerina e la gomma xantana in un bicchiere di vetro, aggiungete l’acqua e mescolate fino a quando inizia a formarsi il gel.
Prendete un altro bicchiere di vetro e metteteci l’ossido di zinco e gli oli, cercando di sciogliere quasi completamente i grumi dell’ossido di zinco, e aggiungete il burro di karitè e la cera.

-Una volta avuta la fase a in un bicchiere e la fase b in un altro, poniamo entrambi i bicchieri a bagnomaria e aspettiamo che la cera e il burro di karitè si siano completamente sciolti.

-A questo punto togliete dal bagnomaria la fase a e versatela in una ciotola dai bordi alti e frullate un attimo con il minipimer. Togliete anche la fase b dal bagnomaria e versatela in due volte nella fase a, continuando a frullare con il minipimer. Frullate per 5 minuti circa e vedrete che la vostra crema avrà già preso una giusta consistenza. Fate raffreddare la crema.

-Una volta diventata tiepida, aggiungete alla crema tutta la fase c, continuando a mescolare con un cucchiaino e ricordandovi di aggiungere il conservante alla fine.

Per chi ha una pelle non troppo chiara o già abbronzata, può provare questa crema aumentando o diminuendo la quantità di ossido di zinco a seconda del proprio tipo di pelle. Per chi invece ha una pelle chiara o chiarissima, consiglio di non affidarsi all’autoproduzione e usare una crema protettiva in cui sono combinati ossido di zinco e biossido di titanio, da acquistare in farmacia o erboristeria, stando sempre attenti a leggere le etichette.

Per un ripasso generale sui filtri solari: Io so fare cosmetici per un’abbronzatura naturale senza inquinare

Per saperne di più sull’ossido di zinco e creare una crema tipo Fissan: Sos irritazioni: pomata all’ossido di zinco

*Info da Mypersonaltrainer

BB cream autoprodotta

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Un’autoproduzione cosmetica perfetta per la primavera! La BB Cream fornisce in un unico cosmetico una crema solare protettiva, un fondotinta e una crema idratante; per questo è l’ideale da usare in questo periodo, quando la pelle non è ancora abbronzata e si ha bisogno di proteggersi dal sole e perché no, anche di nascondere qualche imperfezione…

La BB Cream è un cosmetico abbastanza facile da autoprodurre, se si hanno già in casa un fondotinta, una crema idratante e una protettiva con un buon Inci; invece se volete autoprodurre ex novo, la cosa si fa un po’ più complicata, soprattutto per quanto riguarda la crema solare protettiva (per approfondire le info sulle creme solari, vi consiglio di leggere questo post). Per le creme idratanti, sappiamo già cosa fare; per il fondotinta minerale invece, mi sono cimentata ad autoprodurlo seguendo lo schema della ricetta di Carlitadolce e apportando le varie modifiche di colore in base al colorito di pelle personale. Le materie prime non sono di facile reperibilità, per questo ho utilizzato ingredienti acquistati su Aromazone. Bene, ora iniziamo!

Ricetta fondotinta

25 gr di biossido di titanio
5 gr di magnesio stereato
4 gr di argilla bianca
1,1 ossido giallo
0,2 ossido blu
0,3 ossido rosso

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Per la preparazione del fondotinta minerale, non dovete far altro che pesare le polveri su una bilancia di precisione e metterle tutte insieme in un macinacaffè e tritarle finemente fino a quando avrete un composto polveroso omogeneo. Fate poi una prova sulla mano o sul viso per vedere se il colore ottenuto è compatibile con il vostro colorito naturale, in caso contrario aggiustatelo con gli ossidi. Potete usare l’ossido di zinco al posto del biossido di titanio e l’amido di riso al posto del magnesio stereato.

Una volta ottenuto il vostro fondotinta, potete fare tranquillamente la vostra BB Cream, aggiungendo una crema solare protettiva e la vostra crema idratante per il viso.

Ricetta BB Cream

1 cucchiaino di fondotinta minerale autoprodotto
1 cucchiaino di olio vegetale a vostra scelta
1 cucchiaino di crema solare protettiva
Crema idratante a piacere

-Mescolate in una ciotolina il fondotinta con l’olio vegetale (in caso di pelle mista potete usare l’olio di jojoba, per pelle secca l’olio di mandorle o di oliva) fino a quando i grumi del fondotinta non saranno spariti. Aggiungete la crema solare protettiva (potete usare la crema solare dell’anno precedente) e continuate a mescolare. A questo punto piano piano aggiungete un cucchiano di crema idratante e continuate a mescolare fino ad ottenere la tonalità che più vi piace, ricordando che più crema idratante aggiungete, più la BB Cream sarà meno coprente.

Se non riuscite ad autoprodurre il fondotinta a casa, potete usare un fondotinta minerale con un buon inci (attenzione perché proprio nei fondotinta c’è un’altissima percentuale di derivati del petrolio).
Non ha bisogno di conservante e si conserva in luogo fresco e asciutto come tutte le altre creme.

 

Unguento all'arnica homemade, un sollievo immediato dai dolori

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L’unguento all’arnica fatto in casa è un toccasana per tutti i dolori di origine articolare e muscolare, utile soprattutto in primavera, quando si risvegliano malanni e malumori del “cambio di stagione”. Con olio di arnica puro, oleolito di artiglio del diavolo e oli essenziali di zenzero, canfora, lavanda, è un rimedio facilissimo da autoprodurre e produce effetti immediati. Attenzione, dà dipendenza!

L’olio di arnica

È un oleolito ottenuto dalla macerazione dei fiori di Arnica montana in un olio vegetale e dotato di proprietà antinfiammatorieanalgesiche sui traumi del sistema circolatorio, dei muscoli e dell’apparato osteoarticolare. Oltre a ridurre il dolore dovuto a traumi quali urti e cadute, favorisce anche il riassorbimento dei lividi, ematomi. Da usare al posto del ghiaccio in caso di cadute, fratture, lussazioni, incidenti, è molto efficace anche su strappi e stiramenti muscolari, distorsioni, contusioni, slogature, flebiti, dolori articolari caratterizzati anche da infiammazione e gonfiore, e reumatismi. Ideale quindi per un massaggio tonificante, si può applicare direttamente sui muscoli doloranti o diluendolo in un altro olio vegetale.

Artiglio del diavolo

L’efficacia analgesica e anti-infiammatoria si è dimostrato particolarmente attivo soprattutto nelle situazioni che causano dolore e infiammazione come tendiniti, osteoatrite, artrite reumatoide, mal di schiena, mal di testa da artrosi cervicale, dolori generici alla cervicale, contusioni, sciatica, artrite, artrosi.

Oli essenziali

Quelli di zenzero e canfora hanno proprietà spiccatamente antinfiammatorie in caso di dolori di origine reumatica e traumi sportivi, tensioni muscolari di varia origine; la lavanda invece è conosciuta per le sue proprietà calmanti e antispasmodiche.

Ricetta

10 gr di olio di arnica
30 gr di oleolito di artiglio del diavolo
8 gr di cera d’api (o cera di soia)
10 gtt di olio essenziale di zenzero
8 gtt di olio essenziale di canfora
6 gtt di olio essenziale di lavanda

Preparazione

-Sciogliete la cera d’api e l’olio di arnica in un bicchiere di vetro a bagnomaria.
-Una volta che la cera si è completamente sciolta, togliete dal bagnomaria e fate raffreddare per qualche minuto.
-Aggiungete al preparato l’oleolito di artiglio del diavolo e gli oli essenziali mescolando con una stecchetta di legno.
-Versate il tutto in un barattolino di vetro e fate raffreddare a temperatura ambiente.

In caso di dolori, si consiglia di applicare una piccola dose 3 volte al giorno fino al completo assorbimento. Non ha bisogno di conservanti in quanto non sono presenti parti acquose e dona sollievo immediato. Provare per credere!

Per saperne di più, leggi Tinture madri, oleoliti, oli essenziali

Info sulle erbe da Curenaturali.it

Frutta stagionale, consumo critico e lifestyle sostenibile: il laboratorio di ecocosmesi a Torino con Contiamoci

labecocosmesi_lecopunkSono stati giorni di scoperta, confronto, scambio. Da poco tornata da Torino per il secondo laboratorio nel nord Italia, metto un po’ in ordine le emozioni di questi giorni fra Milano e Torino. Guardando le foto dell’evento con Contiamoci, ripercorro i bei momenti condivisi con persone motivate e sorridenti, con la voglia di scoprire e mettersi in gioco con l’autoproduzione cosmetica, un qualcosa che va al di là del mero benessere materiale ma che fa ripensare a tutto il nostro stile di vita.

Abbiamo chiacchierato sulle etichette dei cosmetici da supermercato, sulla produzione e sul consumo critico dei prodotti e autoprodotto con mele, arance e limoni acquistati dai contadini di Porta Palazzo a Torino, il mercato di ortofrutta più grande di Europa (così mi han detto…), all’interno del Milk Bar, un posto molto tranquillo dove solitamente si incontrano mamme bambini e donne incinte per parlare di allattamento, nutrizione, per fare yoga, confrontarsi e supportarsi. Vi lascio immaginare il profumo della frutta stagionale, quella vera, non esteticamente perfetta, ma corposa e sana.

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La bellezza di questi giorni torinesi sta nella genuinità, a partire dalla scelta delle materie prime, all’incontro con Greta e Silvano che mi sembrava di conoscere da sempre, allo scambio con altre persone durante il laboratorio e con cui ho avuto la sensazione di sentirmi a casa.

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Scusate se sono stata poco presente sul web in questi giorni, ma ho preferito vivere i momenti. E se Greta sul suo blog scrive “Perché autoprodurre significa anche imparare a rallentare, ad andare di pari passo con i ritmi della natura. A ricordarci che non c’è saggezza nell’avere tutto e subito” riguardo a me e al laboratorio, significa che sto seminando bene…

Un grazie a Greta e Silvano e a tutti i partecipanti, sperando di rivederci presto per future collaborazioni e autoproduzioni.

Per leggere cosa scrive Greta di Contiamoci sul laboratorio ecopunk, leggi qui.

Per vedere la gallery, guarda sulla Fb.

Laboratorio di ecocosmesi al Milk Bar di Torino con Contiamoci – Buone pratiche che contano

laboratoriocontiamociVi avevo preannunciato delle belle novità e quindi ricominciamo la settimana con una bella notizia: il 14 di febbraio l’Eco Punk terrà un laboratorio di ecocosmesi a Torino, presso il Milk Bar, ma la notizia più bella è che questo laboratorio è stato organizzato con Greta, la co-fondatrice di Contiamoci – Buone pratiche che contano, partner de l’Eco Punk fin dai suoi primi vagiti. Dopo un anno di scambi, collaborazioni e confronti, finalmente siamo riuscite ad organizzare un laboratorio di autoproduzione insieme e io sono davvero contenta di condividere l’amore per le autoproduzioni (sarà un caso che è proprio il giorno di San Valentino?) con chi ogni giorno si impegna a creare una comunità critica che scambia, insegna ed impara le buone pratiche per ridurre l’impatto ambientale e per proporre una stile di vita sobrio e decrescente.

Il laboratorio di ecocosmesi con Contiamoci, è inserito all’interno di una serie di attività didattiche da loro organizzate con il fine di far riscoprire e condividere la manualità e il consumo critico; per cui dopo la lettura delle etichette dei cosmetici da supermercato, autoprodurremo tutti insieme lo scrub al cocco, il tonico agli agrumi e la maschera viso alla mela. Tre cosmetici semplici ed ecologici, con ingredienti stagionali e facilmente reperibili, per insegnare a rispettare i ritmi della natura e mostrare come le autoproduzioni cambiano i modi di pensare e quindi lo stile di vita (basta pensare a quanto siamo abituati ad ottenere tutto e subito…).

Sarà sicuramente uno splendido sabato pomeriggio al Milk Bar di Torino, un negozio e un luogo di incontro dedicato alla gravidanza, all’allattamento ed alla maternità, in pieno centro, vicino Piazza Bodoni, una delle piazze più belle della città. E io non vedo l’ora di esserci per confrontarmi sempre con realtà diverse, insegnando l’amore per le autoproduzioni e mettere in pratica il concetto di nomadismo… Ve ne parlerò appena mi fermerò, se mi fermerò… Per il momento aspetto gli ecopunkers torinesi al Milk Bar dalle 15 alle 18.

Per le iscrizioni, leggete cosa scrive Greta sul laboratorio e compilate il modulo di iscrizione sul Blog di Contiamoci, oppure date un’occhiata all’evento su Fb.

Crema antirughe con olio di canapa e curcuma (part II)

cremaantirughe

Vi avevo già parlato della cold cream antirughe con olio di canapa e tutte le bufale cosmetiche sui “potenti” effetti di alcuni ingredienti chimici, ritenuti assolutamente necessari per il ringiovanimento cutaneo. Bene, dopo tutte le richieste per la crema antirughe e i consigli dati per mantenere la pelle giovane e sana, mi appresto a scrivere la ricetta della mia crema antirughe sicuramente più professionale, meno unta e più corposa rispetto alla cold cream.

Prima però di parlare della ricetta, tenevo a smontare il dogma creato dalla pubblicità delle creme in commercio, secondo cui una donna a trent’anni deve necessariamente utilizzare una crema antirughe anche in assenza delle stesse, per prevenire l’invecchiamento cutaneo. E così vedo ragazze trentenni senza rughe, ossessionate dal mantenere la pelle giovane a tutti i costi, che acquistano creme antiage inutili e costose… In verità vi dico che se utilizzate creme piene di petrolati, è quasi certo che le rughe vi verranno molto prima del previsto! Se invece utilizzate una buona crema idratante che nutre a fondo la pelle, autoprodotta o meno, e seguite un’alimentazione corretta (in particolare ricca di vitamina E), la vostra pelle rimarrà giovane e tonica molto a lungo. Quindi suvvia, anziché pensare alle rughe che vi verranno in futuro, pensate a quale crema utilizzare ora per idratare la pelle!

Torniamo all’autoproduzione. Per chi ha voglia di spignattare come si deve (detesto questo termine, però viene chiamato così il mescolare per creare cosmetici), può seguire tranquillamente tutti i passaggi utilizzando ingredienti naturali reperibili sugli e-commerce come Aromazone o La saponaria; per chi invece non dispone di questi ingredienti, può continuare a creare la cold cream ugualmente efficace con ingredienti sicuramente di più facile reperibilità. Pronti? Andiamo!

RICETTA (per 100 gr circa di crema)

FASE A (acquosa)
3 gr di glicerina
0,6 di gomma xantana
36,2 di acqua demineralizzata

FASE B (grassa)
2 gr di jojoba
4 grammi di olio di semi di girasole spremuto a freddo
5 gr di olio di germe di grano
5 gr di olio di canapa
2 gr di burro di karitè
1 gr di tocoferolo
4 gr di gliceryl stereate (emulsionante)
3 gr di cetearyl alcohol (emulsionante)

FASE C (attivi)
2 gr di acido ialuronico
3 gr di oleolito di curcuma
2 gr di estratto di arancio amaro
10 gocce di olio essenziale di ginepro
18 gocce di cosgard

-Prepariamo subito la fase acquosa, creando il gel. Prendiamo un bicchiere di vetro, sciogliamo all’interno la xantana e la glicerina con un cucchiaino e aggiungiamo l’acqua. Aspettiamo che si formi il gel.

-Prendete un altro bicchiere di vetro e versateci tutti gli ingredienti della fase grassa, escluso il tocoferolo.

-Ponete entrambi i bicchieri a bagnomaria e lasciate riscaldare fino a quando la fase grassa si sarà completamente sciolta. Mentre aspettate, preparatevi già un bicchiere con i bordi alti e il minipimer per emulsionare.

-Appena sciolta la fase B, togliete la fase acquosa dal bagnomaria e versatela nel bicchiere con i bordi alti e frullatela un attimo a bassa velocità.

-Aggiungete poco alla volta la fase grassa alla fase acquosa e nel frattempo continuate a frullare sempre a bassa velocità.

-Una volta effettuata l’emulsione, vedrete che la crema sbiancherà, avrà un po’ di bolle e sarà un po’ fluida. A questo punto mescolate con un cucchiaino e lasciatela riposare per 5 minuti, in modo che si raffreddi e si addensi.

-Una volta raffreddata, aggiungete tutti gli attivi e il tocoferolo. Mi raccomando il conservante sempre alla fine.

La texture di questa crema è sbalorditiva: morbida, corposa, non unta, nutre la pelle a fondo. Potete sostituire l’oleolito di curcuma o l’acido ialuronico con l’olio di rosa mosqueta o borragine, l’olio essenziale di ginepro con della lavanda o olio essenziale di rosa, l’olio di canapa con l’olio di oliva.

Questa crema sta riscuotendo un successone perché realmente efficace! Fatemi sapere se la fate e se avete qualche suggerimento.

Al prossimo spignatto.

Per la ricetta della cold cream e sugli utilizzi dell’olio di canapa in cosmesi, leggi qui