Pout pourri con scarti alimentari in vinile riusato

poutpourri

Eccoci qua nella Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti per proporre il pout pourri in un portaoggetti riusato, un’autoproduzione ecopunk per la casa con gli scarti alimentari, il tema della SERR 2014. Perché eco? Perchè il pout pourri è fatto con foglie secche raccolte per strada, bucce di limone e foglie di karkadè. Perché punk? Perchè il contenuto del vinile era musica leggera, quindi salviamo la buona musica, sbarazzandoci di vinili che non ascoltiamo, e riusiamoli per creare uno svuotatasche rock’n’roll.

Questa autoproduzione è frutto di una collaborazione fra un’ecopunker mia amica, che ha creato il vinile portaoggetti, e me che ho deciso di riempirlo con bucce di limone e karkadè che uso quasi quotidianamente (buttare via quelle foglie color rubino è davvero un peccato…) e foglie autunnali in tinta, che amo raccogliere per strada.

Preparazione

-Per prima cosa mettete a seccare le bucce di limone e le foglie di karkadè all’aria oppure su un termosifone e appena avete voglia, raccogliete un bel po’ di foglie per strada (se siete decadenti come me, vi capiterà spesso di raccoglierle…)

-Prendete un vinile del Quartetto Cetra, Orietta Berti o quel genere lì, accendete il forno a 150° e metteteci il vinile appoggiato su una pentolino a testa in giù e fatelo cuocere per 2 o 3 minuti. A questo punto i bordi del vinile saranno malleabili e date voi la forma che volete. In questo caso la mia amica gli ha dato la forma di un tegame da budino. Fate raffreddare.

-A questo punto tagliate a pezzetti le foglie e le bucce e mettetele in un barattolo di vetro con una decina di gocce di olio essenziale a vostra scelta. Io ho scelto il sandalo, dall’effetto rilassante e distensivo (in una città come Milano, ci vuole…). Conservate al buio per due settimane circa.

-Trascorso il tempo necessario, prendete il vostro pout pourri e versatelo nel contenitore, in questo caso il vinile.

Come avete visto è un’autoproduzione molto semplice, carina ed ecologica. Dopo un po’ il profumo dell’olio essenziale svanirà e non dovete far altro che ripetere l’operazione nel barattolo di vetro o se proprio non avete voglia, versate qualche goccia sul pout pourri e mescolate, le foglie emaneranno di nuovo il profumo.

Essendo tè e limone dipendente, ho scelto di conseguenza la profumazione e tonalità del mio pout pourri casalingo, ma si può fare con bucce di frutta e verdura, rami secchi, pigne, frutta secca, decidete voi cosa metterci in base a quello che consumate di più in casa.

Che ve ne pare? A me piace tanto, soprattutto perché è un’autoproduzione condivisa.

Cosmesi naturale con l'arancio amaro, mica solo marmellate!

arance amare

Un bel giorno succede che arriva un amico e ti porta a casa una bacinella piena di arance amare non trattate dalla sua campagna e ti dice “con queste puoi fare la marmellata”. La marmellata? Sì ok, ma con tutte le virtù delle arance amare non vuoi che mi metta a spignattare un po’?

Virtù dell’arancio amaro

L’arancio amaro è poco utilizzato per scopi alimentari per via di quel sapore dannatamente amaro (ve lo dice una che in arance dolci e limoni ci fa il bagno e ama sapori acri e amari), infatti per questo tutti ci fanno la marmellata aggiungendo un quintale di zucchero e ottenendo un gusto gradevole e molto particolare. In aromaterapia invece si utilizza tutta la pianta: dalla buccia esterna si estrae l’olio essenziale di Arancio Amaro, dalle foglie fresche e dai ramoscelli si distilla il Petit Grain e dalla distillazione dei fiori si ottiene una pregiata essenza chiamata Neroli.

L’olio essenziale si estrae per spremitura a freddo della scorza del frutto quasi maturo ed è utilizzato quasi come una panacea. A livello gastrointestinale combatte cattiva digestione, meteorismo, aerofagia; efficacissimo nel combattere gli inestetismi della cellulite, migliorando il microcircolo e ridurre i cuscinetti adiposi; presenta anche proprietà espettoranti e diuretiche. Inoltre aiuta nei momenti di tristezza, allevia ansia e stress, rende positivi, donando allegria, si usa in caso di emicrania, cefalea, apatia.

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Possibili autoproduzioni

– Come prima cosa, ho creato una maschera per il viso con la polpa di mezzo arancio, mezzo cucchiaino di olio di oliva e mezzo di amido di riso o mais. Ho spalmato sul viso, lasciato in posa una ventina di minuti e sciacquato. Ho proceduto con il tonico e la crema idratante da routine. L’arancio è un incredibile riequilibrante, va bene sia per la pelle mista che per le pelli più mature con rughe, in quanto gli acidi della frutta creano uno scrub dolce che lascia la pelle levigata per giorni.

Doccia energizzante. Ho tagliato le arance in due parti e dopo aver fatto la doccia consueta, ho passato le metà di arance su tutto il corpo, strofinando sulle parti più secche come gomiti, talloni e ginocchia. Risultato sorprendente: pelle levigata e morbida, anche le zone più dure.

Tonico purificante. Ho messo a bollire l’acqua in un pentolino e ci ho aggiunto 1 rametto di rosmarino e la buccia di un’arancia amara. Ho fatto risposare per 15 minuti e ho filtrato, ottenendo un tonico astringente che rende la pelle più luminosa e i pori dilatati meno evidenti. Si può usare più volte al giorno.

Estratto alcolico. Avendo a disposizione solo le bucce, ho estratto da queste l’olio essenziale, tramite estrazione in alcool, da usare per arricchire i miei cosmetici perché la buccia, come abbiamo visto, è un incredibile raccoglitore di proprietà benefiche. Ho messo a seccare la scorza di 4 arance per una settimana circa, dopodiché le ho tagliate a pezzettini e messe a macerare nell’alcool per un’altra settimana, sbattendo il contenuto più volte durante una giornata. Una volta passata una settimana, ho filtrato il liquido arancione in una bottiglietta di vetro scuro (quella che vedete in foto) lasciata aperta per qualche giorno per far evaporare l’alcool. L’estratto è pronto per essere utilizzato!

Profumo per ambienti. Date le sue proprietà rilassanti, ho aggiunto un po’ di estratto al pout pourri, lasciando in stanza un profumo gradevolmente secco e floreale.

Ah sì, alla fine abbiamo fatto anche la marmellata e una crostata con questa dal gusto particolarissimo. Al mio amico ho già ordinato anche i fiori per la prossima primavera…

Una buona pratica da Contiamoci: il decluttering

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Avete una buona pratica da proporre? Funziona? Condividete su Contiamoci, il social network delle buone pratiche! È una comunità che collauda e scambia le green action, cioè le buone abitudini pratiche per ridurre i danni che provochiamo all’ambiente. L’Eco Punk è iscritto da tempo, ma solo da un mesetto circa l’ha inserito fra gli amici ecopunkers, ma la cosa più importante è che Contiamoci compie un anno e per questo sono qui per parlarne.

Facilissimo da utilizzare, basta registrarsi e inserire la vostra buona pratica, inoltre potete fare domande e dare risposte. Avete l’imbarazzo della scelta, pensate che finora sono state inserite 435 buone pratiche, che se ce le insegniamo a vicenda e le pratichiamo, diventano piccole grandi azioni che riducono gli sprechi e difendono noi e l’ambiente.

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Una pratica ha scatenato la mia curiosità, anche perchè diversa dalle solite: il decluttering, che letteralmente significa togliere ciò che ingombra, quindi liberare la casa dagli oggetti superflui e che non ci servono più.  E mi ha incuriosita talmente tanto che sono andata in giro per il web a cercare più informazioni possibili e scrivere un articolo per Decrescita Felice Social Network sul decluttering appunto e sullo spaceclearing, ossia l’arte di fare spazio che ha origine dal Feng Shui, una disciplina cinese che risale a più di 4000 anni fa, riscoperta e molto utilizzata in occidente, nasce dal bisogno di dominare lo stress e l’ansia che caratterizzano la nostra epoca. Per approfondire trovate il mio articolo qui.

Insomma grazie a Contiamoci ho imparato, proposto e condiviso tante buone pratiche, per cui vi invito a dargli uno sguardo, interagire e se date un’occhiata alle organizzazioni, c’è anche l’Eco Punk! Questo post quindi, vuole essere un augurio e un mega in bocca al lupo. Funzionano? Contiamoci! Siamo sempre più numerosi? Contiamoci!

Faresti il bagno nel tuo detersivo? (part II) Ricetta Detersivo al Limone per Stoviglie

Sto ascoltando Mellow Yellow – Donovan

Dall’album Mellow Yellow, 1967

Genere: folk, psychedelic rock, classic rock

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L’inquinamento domestico non finisce mai fra le quattro mura di casa, ma riguarda la nostra respirazione, la nostra pelle e anche l’ambiente. Ho spiegato questo concetto in un altro post (che vi invito a rileggere), ove come soluzione economica e sostenibile, ho proposto come sempre l’autoproduzione. La volta scorsa quindi ho postato la ricetta per autoprodurre un detersivo da bucato, questa volta invece farò passaparola di una ricetta per autoprodurre un detersivo al limone per stoviglie al suono di Mellow Yellow di Donovan, niente di più carino per “ancheggiare” fra un limone e l’altro.

Fra le mie varie ricerche per il web, la ricetta che ho trovato è sempre la stessa, pertanto mi limito a diffondere questa buona pratica. Facilissimo da fare, con ingredienti semplici che tutti noi abbiamo nelle nostre cucine, è adatto sia per il lavaggio a mano che in lavastoviglie, con un risparmio notevole per le nostre tasche e in termini di inquinamento ambientale.

RICETTA:

3 limoni maturi (meglio se bio)

200 gr di sale fino

400 ml di acqua

100 ml di aceto

PREPARAZIONE

-Tagliate a pezzetti i limoni, avendo cura di togliere le estremità e i semi, onde evitare di rompere le lame del frullatore.

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-Frullare con un pò dell’acqua occorrente, fino a quando non risulterà una specie di “pappina” di limoni.

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-Prendete una pentola e versateci l’acqua rimanente, l’aceto, il sale e la pappina al limone e fate bollire per dieci min circa.

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-Una volta raggiunto il bollore, spegnete il fuoco e frullate con un minipimer, fino ad ottenere una crema di detersivo.

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Il vostro detersivo per stoviglie è pronto! Non vi resta che conservarlo in barattoli di vetro e durerà per circa un mese.

Consigli per l’utilizzo:

-A mano: versare il detersivo sulla spugnetta e procedere al lavaggio, meglio utilizzarlo con acqua calda in modo da potenziare le sue caratteristiche sgrassanti.

-In lavastoviglie: per un pieno carico ne servono due cucchiai e le stoviglie usciranno dal lavaggio perfettamente pulite e anche profumate. Al posto del brillantante, usate un cucchiaio di aceto in grado di svolgere perfettamente lo stesso compito, senza però inquinare.

Semplice, economico e biodegradabile!

Faresti il bagno nel tuo detersivo? Ricetta Detersivo per Bucato al Sapone di Marsiglia e Ammorbidente

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Molti sono indotti a pensare che l’inquinamento sia solo quello generato dalle auto e dalle industrie, pensando di eludere il problema, chiudendosi fra il relax delle mura domestiche. In realtà se andiamo a guardare bene, non si può stare tranquilli neanche in casa perchè molto spesso l’aria all’interno delle case risulta più inquinata di quella di fuori. Fra le mura domestiche rimangono intrappolate aria viziata, vapori, esalazioni chimiche di detergenti e mobili d’arredamento tanto da parlare di inquinamento domestico, che danneggia la salute degli abitanti più deboli come anziani, bambini e io ci aggiungerei anche il vostro cane, sempre a contatto con pavimenti inquinati. La situazione peggiora se non ci sono degli impianti di condizionamento a norma o campi elettromagnetici pericolosi.

Ma andiamo ad esaminare i detergenti per la casa: esistono miliardi di prodotti per pavimenti, cucina, bagno, bucato, per utilizzi minimi e anche ridicoli a mio parere (come il buchetto del fornello di quella cucina particolare, la macchietta sulla vasca, etc.), per aumentare le manie di pulizia di casalinghe ignare delle sostanze contenute in quelle bottiglie che respirano, spalmano per la casa e che indossano. Utilità di tutti questi prodotti? Pulire certo apparentemente… oltre ad occupare spazio, sono dispendiosi e nocivi per l’ambiente, in quanto sappiamo bene che gli scarichi intaccano le falde acquifere, andando a finire nei nostri mari, laghi e fiumi col risultato di farci un bel bagno d’estate in un mare giallognolo con la schiuma in superficie e di dare sempre la colpa al comune, alla regione, alle industrie. Se le nostre acque sono inquinate, la colpa è di tutti, cittadini compresi, ficcatevelo bene in testa!

Distinguere un detersivo nocivo da uno che non lo è non è cosa semplice, proprio nel campo della detergenza casalinga ci sono stati molti casi di greenwashing (etichette ingannevoli spacciate per bio o eco). Allora come distinguere un buon detersivo? La risposta più sicura è sempre la stessa, l’autoproduzione! Posterò delle ricette per detergenti casalinghi che uso quotidianeamente partendo da quello per il bucato che indossiamo ogni giorno al sapone di marsiglia e per l’ammorbidente più eco che ci sia. Veloci, supereconomici ed ecologici.

DETERSIVO LIQUIDO PER BUCATO AL SAPONE DI MARSIGLIA

1 saponetta di marsiglia ecobio

3 lt e mezzo d’acqua circa

3 cucchiai di bicarbonato (a piacere)

-Tagliate a dadini il sapone di marsiglia con un coltello e riponeteli in un contenitore di vetro con capienza 4 lt circa.

-Aggiungete il bicarbonato se volete un effetto più sbiancante e versateci dell’acqua fino ad immergere tutti i dadini (scarso 1 lt). Mescolate con un cucchiaio per amalgamare tutti gli ingredienti e fate riposare per 24 ore.

-Dopo 24 ore avrete il sapone sciolto e altamente concentrato. Aggiungete 3 lt d’acqua, mescolate ancora e lasciate riposare per altre 24 ore, mescolando di tanto in tanto.

-Trascorso il tempo necessario, avrete ottenuto un detersivo talmente bianco e cremoso che semprerà panna. Travasatelo in flacone da detersivo vuoto.

Con poco più di un euro avete ottenuto 4 lt di detersivo profumato, ecologico ed economico.

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AMMORBIDENTE

Qui viene il bello! Talmente semplice che sembra quasi surreale, ma vi garantisco che è assolutamente efficace:

Aceto bianco o di mele

Qualche goccia di olio essenziale a piacimento.

-Aggiungete l’aceto bianco o di mele nella quantità indicata dalla vaschetta della vostra lavatrice riservata all’ammorbidente, aggiungendo gocce essenziali del vostro olio preferito per profumare. L’aceto è portentoso per ammorbidire, pensate che lo uso anche sui capelli al posto del balsamo. Se avete paura dell’odore di aceto, non vi preoccupate perchè evaporerà dopo aver steso i panni e rimarrà il profumo del vostro olio essenziale preferito.