Mini Cheesecake ai Mirtilli – gluten free 🍴

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Arrivata l’estate, addio dolci super calorici e cioccolatosi, è tempo di dolci coccole fresche e leggere.

Una domenica in famiglia mi ha ispirato questa ricetta Gluten Free e sana, delle mini cheesecake, belle da vedere, presentare e buonissime da mangiare.

Super apprezzate anche da chi non è abituato a sperimentare e predilige i sapori più classici, il papà, il nonno, la suocera anzi molto probabilmente vi chiederà la ricetta 🙂

Hanno un grandissimo pregio, se riuscirete a non mangiarle tutte potrete conservarle anche in congelatore per averle pronte all’uso; basterà toglierle da congelatore 4 ore prima.

P- r-o-v-a-t-e-l-e , non ve ne pentirete!

 

Ingredienti

  • 250gr farina di ceci tostata
  • 80gr di zucchero
  • 1 cuc di cacao
  • 3 cuc di olio
  • 300 ml d’acqua

 

  • 100 gr di formaggio spalmabile light
  • 250 gr di ricotta
  • 5 cucchiai di zucchero integrale
  • 1cucchiaino di estratto di vaniglia

A parte
1 vaschetta di mirtilli,mezzo bicchiere d’acqua, 1 cucchiaio colmo di zucchero integrale per creare il topping o in alternativa marmellata di mirtilli.

 

Procedimento:

Tostata e pesata la farina di ceci, lasciamo raffreddare e trasferiamo in una ciotola. Mettiamo in un pentolino l’acqua e quando arriverà a bollore abbassiamo la fiamma aggiungendo poi prima la farina di ceci e successivamente zucchero e cacao e  l’olio. Con un cucchiaio di legno mescoliamo ben bene finché non si formerà la palla d’impasto, a questo punto trasferiamo su una spianatoia e lasciamo raffreddare 10 min prima di lavorare nuovamente l’impasto per renderlo più omogeneo. Stendiamo l’impasto con il matterello e con l’aiuto di un coppa pasta ricaviamo dei cerchi di impasto da riporre negli stampini (ance quelli da muffin andranno più che bene). Inforniamo a 180 gradi per 15/20 min.

Mentre aspettiamo che le basi delle nostre cheesecake si cuociano passiamo alla farcitura; basterà riporre tutti gli ingredienti in una ciotola ed amalgamarli ben bene, con uno sbattitore a velocità bassa per non smontare i formaggi o ancora meglio con la cara e vecchia forchetta 🙂 riponiamo in frigo fino alla farcitura.

Per il topping ai mirtilli riponiamo acqua zucchero e mirtilli in un pentolino e cuciamo finché la salsa non sia addensa, a fuoco medio ci vorranno circa 10 min.

Quando saranno pronte le nostre basi, lasciamo raffreddare e successivamente con l’aiuto di un cucchiaino o una saccapoche, farciamo le nostre basi.

Guarniamo il tutto con la nostra salsa ai mirtilli e una foglia di menta.

Far riposare in frigo per 1 ora.

Buon Appetito!!

🙂

DIY – Il dentifricio all’olio di cocco e breve storia critica dell’igiene dentale

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Un’autoproduzione cosmetica davvero economica, semplice ed efficace: il dentifricio all’olio di cocco. Ho provato varie ricette di dentrifici in polvere e in pasta con l’argilla verde, il tè, l’aloe vera ma avevano sempre un sapore per me poco gradevole e, visivamente diciamocelo, non siamo abituati a sciacquare la bocca con qualcosa di scuro e terroso come l’argilla o il tè. Per questo motivo vi propongo questa autoproduzione semplicissima che sto riscontrando essere parecchio efficace proprio per il suo elemento principale. Prima però di illustrare le proprietà dell’olio di cocco per l’igiene dentale e la ricetta, vorrei fare un passo indietro con voi.

Un po’ di storia: da dove viene il nesso fra menta e alito pulito

Non molto tempo fa, ho letto un interessante articolo su Il Post a suo volta tratto da un articolo del giornalista scientifico Joseph Stromberg che analizza come l’industria pubblicitaria ci ha convinti che una bocca pulita e fresca sia una bocca che profuma di menta e  ne riporto alcune informazioni utili.

L’utilizzo della pianta della menta a fini terapeutici è attestato già nell’antichità, sebbene non fosse specificamente per i denti; infatti fino ai primi del ‘900, la gente si spazzolava i denti semplicemente con acqua o polveri abrasive e, per migliorarne il sapore, alcuni aggiungevano delle erbe tritate fra cui occasionalmente della menta, ma anche rosmarino, salvia e prezzemolo. Il primo dentifricio moderno ad esempio, inventato dallo scienziato francese Julien Botot verso la metà del Settecento, conteneva essenze di garofano, zenzero e cannella; tutt’altro che erbe dalla sensazione di freschezza.

Negli anni Venti un’azienda in particolare, la Listerine, mise in commercio un collutorio a base di mentolo – una sostanza contenuta nella nota pianta della menta piperita – che venne pubblicizzato come il rimedio per l’alitosi. In realtà però, la sensazione di freschezza dell’alito provocata dal mentolo è stata rappresentata dai pubblicitari come il segno della pulizia e freschezza dell’alito, sebbene non ci fossero prove che funzionasse meglio di altre sostanze o odori (“Il mentolo – così come altre sostanze come l’eucaliptolo – produce lo stesso effetto, ingannando i recettori e dando una sensazione di fresco. Ovviamente, il mentolo non uccide i germi né copre l’alito cattivo meglio di altre sostanze, ma la sensazione di “freschezza” produce un effetto immediato e notevole). Poco dopo il lancio del collutorio Listerine, la ditta Life Savers per esempio produsse delle caramelle bianche al mentolo pubblicizzandole come se fossero “alla menta” – di cui in realtà contenevano poche tracce – che ebbero un gran successo e vennero presto soprannominate “mentine”. Ancora oggi un sacco di pubblicità per chewing gum e dentifrici pubblicizzano prodotti “alla menta”, benché della vera pianta di menta contengano quasi nulla e il mentolo venga spesso sintetizzato chimicamente. (Qui per leggere l’intero articolo).

L’olio di cocco per l’igiene dentale

Sfatato un po’ il mito di menta e mentolo, ora al centro delle polemiche c’è il fluoro che pare sia nocivo. Fra pareri discordanti, io dico sempre “nel dubbio, autoproduci!”. Fra le varie ricette per fare un dentifricio in casa, quello con l’olio di cocco mi è sembrato il più semplice ed efficace ed eccomi qui ad invitarvi ad autoprodurlo. Il valore aggiunto dell’olio di cocco sta nella sua composizione, infatti il 50% di  grasso contenuto nell’olio di cocco è acido laurico, elemento estremamente raro in natura, un potente distruttore di ogni tipo di microbo: virus, batteri, protozoi (molti potenzialmente nocivi).

Si può utilizzare quindi come semplice colluttorio, sciacquando la bocca con l’olio di cocco per 15 minuti, dopodiché sputarlo necessariamente e sciacquare la bocca con acqua. Questo processo permette all’olio di ‘tirare fuori’ batteri, virus, funghi e altri detriti. Importante è evitare di deglutire l’olio in quanto si ingerirebbe una sostanza popolata dai batteri e qualsiasi altra potenziale tossina e detrito appena rimossi. Se fatto correttamente, lo sciacquo comporta una notevole pulizia, disintossicazione ed effetti curativi, non solo per la bocca ma per tutto il corpo perché contribuisce a ridurre il carico tossico totale sul sistema immunitario, impedendo la diffusione di questi organismi dalla bocca al resto del corpo, tramite il flusso sanguigno. (Info da disinformazione.it).

Dentifricio all’olio di cocco

Dopo tutte queste premesse necessarie, passiamo all’autoproduzione del dentifricio. È talmente semplice e alla portata di tutti che la ricetta base l’ho sintetizzata in un’infografica.

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A questa ricetta si possono fare aggiunte e sostituzioni. Per esempio, nel mio dentifricio ho messo 5 gocce di olio essenziale di menta, 5 gocce di olio essenziale di tea tree e 5 di olio essenziale di salvia; questi ultimi due sono degli antibatterici molto indicati per i dentifrici homemade. Alla ricetta base ho aggiunto anche mezzo cucchiaino di glicerina vegetale per migliorare la consistenza, oppure potete aggiungere anche un cucchiaino di gel di aloe vera, anch’esso indicato per l’igiene dentale.

E voi l’avete provato il dentifricio all’olio di cocco? Cosa ne pensate?

Il cedro e i suoi utilizzi: dalla crostata veg all’impiego in ecocosmesi

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Ti arrivano dei cedri non trattati dalla campagna di un tuo amico. Che fai? Non vuoi metterti a sperimentare? Ed eccoci qui di giovedì ad approfondire questo frutto di origine asiatica, entrato di diritto a far parte della famiglia degli agrumi insieme ad arance, pompelmi, mandarini e limoni (la nostra amica Felicia per questo giovedì mi ha ceduto il suo posto sul blog per farci una sorpresa per San Valentino…).

Ogni qualvolta abbiamo un frutto o un tipo di verdura e vogliamo sperimentarne i vari utilizzi, dobbiamo partire necessariamente dalle proprietà intrinseche. In questo caso, scopro che il cedro, come tutti gli agrumi è un concentrato di qualità nutrizionali e benefiche per l’organismo ed è una vera e propria miniera di sali minerali e vitamine, in particolare vitamina C. Ricco di flavonoidi, rientra, quindi, tra gli alimenti antiossidanti. Ha proprietà digestive, germicide, disinfettanti, stimolanti e lassative, quindi aiuta a combattere la formazione di gas addominale, è un antipertensivo naturale e un ottimo alleato in caso di cistite, cellulite e disturbi renali, stimola la crescita dei capelli. Il cedro, infine, ha pochissime calorie (circa 11 per 100 grammi di frutto fresco), quindi fa benissimo al mattino berne il succo, magari diluito in un bicchiere d’acqua*. Passiamo adesso ai vari utilizzi.

CROSTATA VEGANA CON CREMA AL CEDRO

Dato il sapore molto particolare, non tutti gradiscono il cedro fresco, infatti spesso viene candito con lo zucchero e aggiunto nei dolci.
Io ho preferito utilizzarlo fresco nella preparazione di una buonissima crostata veg sana, gustosa e ipocalorica. Sia per la pasta frolla che per la crema pasticcera, ho seguito la ricetta di Vegolosi, apportando delle modifiche.

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Pasta frolla

100 gr di farina 0
150 gr di farina di farro
80 ml di olio di semi di girasole spremuto a freddo
60 ml di acqua
8 gr di cremor tartaro
120 gr di zucchero integrale di canna
La scorza di 1/2 cedro

Crema pasticcera al cedro

400 ml di latte di soia
10 dl di succo di cedro fresco
60 gr di di zucchero di canna integrale
25 gr di farina di avena
3 gr di amido di mais
4 gr di curcuma in polvere
La scorza di 1/2 cedro

Decorazione

Scorza di cedro
Zucchero di canna

Preparazione

-Per prima cosa, dobbiamo fare la pasta frolla. In una ciotola capiente, metteteci gli ingredienti secchi setacciati (farine, zucchero, cremor tartaro) e poi aggiungete l’acqua e l’olio e la scorza di cedro. Mescolate con un cucchiaio di legno o con le vostre fantastiche mani fino ad ottenere un impasto morbido ed omogeneo. Formate una palla e avvolgetelo in una pellicola per alimenti. Lasciate riposare in frigo per almeno un’ora.

-Passiamo alla crema. Prendete un pentolino con i bordi alti e metteteci farina e zucchero setacciati e una parte di latte e mescolate con una frustra cercando di eliminare tutti i grumi. Mettete il pentolino sul fuoco basso e aggiungete il latte poco alla volta, continuando a mescolare dolcemente fino a quando comincerà un po’ a bollire. Aggiungete l’amido e la scorza di cedro, continuando sempre a mescolare dolcemente per un minuto e facendo attenzione al fondo del pentolino dove potrebbe solidificarsi la crema. Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare la crema.

-Dopo un’ora, tirate fuori la frolla dal frigo e stendetela in un tegame per crostate (io l’ho stesa con le mani), dopo aver messo un po’ di farina sul fondo.Versate la crema sulla frolla e livellatela.

-Tagliate a striscioline la scorza di cedro facendo attenzione a non prendere la parte bianca (io ho usato un pelapatate) e mettetelo a piacimento sulla crema per guarnire la torta. Mettete dello zucchero di canna sulle scorze in modo che, col calore, diventino quasi caramellate.

-Cuocete in forno a 180 gradi per mezz’ora/40 minuti.

ALTRI UTILIZZI DEL CEDRO

In cucina

Può essere utilizzato nella preparazione di insalate, liquori, marmellate, sciroppi.

In eco-cosmesi

Come tutti gli agrumi, anche la buccia del cedro contiene l’olio essenziale dalle proprietà anticellulite, rinfrescanti, repellenti e disinfettanti. Dei preparati casalinghi possono essere:

  • l’oleolito da impiegare per massaggi anticellulite o lozioni anticaduta;
  • l’estratto alcolico da aggiungere alle creme anticellulite homemade, l’unguento post-puntura (che in tal caso diventerebbe pre-puntura) e al pout pourri per profumare gli ambienti;
  • Tonico purificante (segui la stessa ricetta con l’arancio amaro).

*Info da Curenaturali.it

Crostata Veg Integrale con semi di Canapa e Marmellata di Pere e Cannella 🍴

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Buongiorno EcoPunkers,

credevate mi fossi scordata di voi? E bene no!! Ero a lavoro anche per voi, alla scoperta di nuovi ingredienti, nuove tecniche e più semplicemente nuove idee ed oggi vi racconterò proprio di un mio esperimento, più che riuscito e apprezzato, quasi interamente handmade (eheh chissà che un giorno l’EcoPunk non si metta a produrre anche le farine).

Una Crostata Veg Integrale ai semi di Canapa con marmellata di Pere e Cannella autorpodotta.

Uno degli ingredienti presenti in questa ricetta è la CANAPA, con la quale mi sto divertendo molto a sperimentare combinazioni di sapori e devo dire, non mi delude mai, oggi utilizzeremo la farina di semi di canapa che ormai non manca nella mia dispensa.

Un’altra piacevole autoproduzione presente in questa ricetta è  la marmellata di pere e cannella prodotta con pochissimo zucchero di integrale di canna (500gr di pere, 130gr di zucchero, succo di 1 limone e 1 cuc. di cannella). Nata dalla necessita di recuperare una cassettina di pere, che insieme a dei carissimi amici, ho salvato dalla triste fine che avrebbero fatto alla fine di un mercato a Milano solo perché sarebbero durate integre ancora per pochi giorni.

A  tal proposito vi consiglio, di fare qualche ricerca per verificare che nella vostra zona vi siano gruppi o associazioni che si occupano del recupero del cibo in eccedenza o esteticamente non più perfetto, presente nei mercati rionali.

Ora passiamo alla parte più dolce 🙂

 

Ingredienti:

  • 170 gr di farina di farro integrale
  • 50 gr di crusca di avena
  • 60 gr di farina di semi di canapa ( o semi di canapa tritati)
  • 80gr di zucchero
  • 50ml circa di acqua
  • 70gr di margarina (meglio se autoprodotta e fredda o sostituibile con 70ml di olio di semi di girasole)
  • lievito, nel mio caso esubero di lievito madre (andrà bene anche il lievito per dolci, 1/2 bustina)
  • scorza di mezzo limone
  • Marmellata di Pere & Cannella ( in alternativa una marmellata di mele o pesche, sconsiglio una marmellata che sia acidula come quella di frutti di bosco o mirtilli)
  • 1 pizzico di bicarbonato

Procedimento:

Nel mio caso il primo step è quello di sciogliere l’esubero di lievito madre in un po’ d’acqua ed in un altro contenitore setacciare la farina ed unire la crusca ed i semi di canapa.

Pronti i primi due ingredienti non facciamo altro che unirli tra loro aggiungendo anche lo zucchero e la margarina.

Iniziamo a dare una prima mescolata con un cucchiaio di legno, fino a che non vedremo formarsi dei pezzetti d’impasto sparsi qua e la nella ciotola.

Aggiungiamo il bicarbonato e la scorsa di limone e pian piano continuando ad impastare aggiungeremo dell’acqua per regolarne la consistenza, che dovrà risultare compatta ma morbida. Diamo un altro paio di giri a mano all’impasto e formiamo una palla che ricopriremo con la pellicola. Far riposare l’impasto 30 min in frigo.

Ed ora stendiamo con un matterello il nostro impasto con uno spessore di circa 1 cm e ricopriamo la nostra teglia ricavando a parte le striscioline di frolla da disporremo sullo strato di marmellata come la migliore delle tradizioni vuole!

200° in forno statico per circa 30 min

Per i più golosi, spolverata di zucchero a velo et voilà ecco la crostata pronta per le vostre colazioni e merende con un occhio di riguardo alla salute, alla linea e perché no anche al portafogli.

Cook’n’roll  e alla prossima ricetta!

 

 

 

 

 

Plumcake Pere e Cioccolato Veg

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Giovedì? Si, ed eccoci con una nuova ricetta!

Non sono una grande amante di dolci, ma la soddisfazione di condividere un pezzo di torta con le persone a me care, davanti ad una tazza di the, ripaga sempre.

Oggi prepareremo un Plumcake Pere e Cioccolato vegano, poco calorico rispetto ai classici dolci e perfetto sia per la colazione che la merenda.

Questa settimana sono stata ispirata da un altro grande album, Speak and Spell dei Depeche Mode, in basso il link per ascoltarlo.

Ma, passiamo alla ricetta.

Ingredienti:

  • 100 gr farina integrale
  • 70gr farina 00
  • 60gr cacao amaro
  • 80gr zucchero di canna
  • 2 cucchiai di olio di oliva
  • 240 gr latte di soia (se volete potete accentuare il sapore utilizzando quello al cioccolato
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 cucchiaio di lievito naturale
  • 1 pera grande tagliata a cubetti
  • 1 puntina di cannella (facoltativa)

Procedimento:

Mescolare le farine con il cacao, il bicarbonato, il lievito e lo zucchero (e la cannella se avete deciso di metterla).

A poco a pico aggiungere il latte di soia, mescolando con una frustai un cucchiaio di legno fino a quando l’impasto sarà liscio e senza grumi.

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A questo punto aggiungiamo la pera tagliata a dadini ( mi raccomando scegliete una pera non troppo matura altrimenti toglierà molto succo e rovinerà l’impasto)

Versare l’impasto in uno stampo a cassetta foderato di carta forno ed infornare in forno caldo non ventilato a 180 gradi per circa 30/40 minuti ( dipenderà dalla grandezza del vostro stampo e dal forno)

Ed eccolo qui pronto per la vostra colazione.

Il cacao vi aiuterà ad iniziare la giornata con un sorriso in più!

Buono spignatto e alla prossima

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Tofu Burmese Speziato

 

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Sempre presenti con il nostro appuntamento nella cucina dell’EcoPunk, questa volta vogliamo proporvi un’ alternativa economica, semplice, biologica, autoprodotta e non Ogm al classico Tofu di soia.
Buonissimo, più delicato del tofu tradizionale e anche per questo forse riuscirete a convincere anche chi di tofu non ne vuole neanche sentir parlare.
Su le maniche e a lavoro!!
Ingredienti:
  • 1tazza di farina di ceci
  • 1+1e1/2 tazze di acqua
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1/2 cucchiaino di curry e curcuma
  • 1 di erba cipollina fresca
  • ed aromi freschi a piacere (io ho aggiunto basilico e rosmarino)
Il procedimento è veramente semplice 10 min e non ci penserete più…o meglio..continuerete a pensarci solo perché non vedrete l’ora di mangiarlo 🙂
In una ciotola mettiamo la farina e 1 tazza di acqua più tutti gli aromi e il sale e con una forchetta iniziato a mescolare creando una pastella liscia. A parte avremo messo a bollire 2 tazze di acqua; quando sarà arrivata a bollore abbassiamo la fiamma e uniamo la pastella preparata in precedenza. Ora così come accadrebbe per una besciamella, continuando a mescolare, noterete che il tutto inizierà ad addensarsi, bene! Quando sarà abbastanza denso possiamo spegnere e mettere la crema in un contenitore precedentemente oleato (così che sia più semplice estrarlo successivamente).
Riponiamo in frigo per almeno 5 ore ma se possibile vi consiglio di lasciarlo tutta la notte così si insaporirà meglio. image
Una volta tirato fuori dal vostro stampino sarà pronto per essere gustato così al naturale, in un insalata ad esempio, farlo alla griglia, condirlo con qualche salsina (ad esempio una salsina ai pomodori secchi o majo di avocado) o ancora utilizzarlo per farcire torte salate e panini.
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Vi è piaciuta l’idea?
Noi ci vediamo la prossima settimana ma intanto proseguiamo i nostri ascolti musicali con Electric dei The Cult

Frutta stagionale, consumo critico e lifestyle sostenibile: il laboratorio di ecocosmesi a Torino con Contiamoci

labecocosmesi_lecopunkSono stati giorni di scoperta, confronto, scambio. Da poco tornata da Torino per il secondo laboratorio nel nord Italia, metto un po’ in ordine le emozioni di questi giorni fra Milano e Torino. Guardando le foto dell’evento con Contiamoci, ripercorro i bei momenti condivisi con persone motivate e sorridenti, con la voglia di scoprire e mettersi in gioco con l’autoproduzione cosmetica, un qualcosa che va al di là del mero benessere materiale ma che fa ripensare a tutto il nostro stile di vita.

Abbiamo chiacchierato sulle etichette dei cosmetici da supermercato, sulla produzione e sul consumo critico dei prodotti e autoprodotto con mele, arance e limoni acquistati dai contadini di Porta Palazzo a Torino, il mercato di ortofrutta più grande di Europa (così mi han detto…), all’interno del Milk Bar, un posto molto tranquillo dove solitamente si incontrano mamme bambini e donne incinte per parlare di allattamento, nutrizione, per fare yoga, confrontarsi e supportarsi. Vi lascio immaginare il profumo della frutta stagionale, quella vera, non esteticamente perfetta, ma corposa e sana.

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La bellezza di questi giorni torinesi sta nella genuinità, a partire dalla scelta delle materie prime, all’incontro con Greta e Silvano che mi sembrava di conoscere da sempre, allo scambio con altre persone durante il laboratorio e con cui ho avuto la sensazione di sentirmi a casa.

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Scusate se sono stata poco presente sul web in questi giorni, ma ho preferito vivere i momenti. E se Greta sul suo blog scrive “Perché autoprodurre significa anche imparare a rallentare, ad andare di pari passo con i ritmi della natura. A ricordarci che non c’è saggezza nell’avere tutto e subito” riguardo a me e al laboratorio, significa che sto seminando bene…

Un grazie a Greta e Silvano e a tutti i partecipanti, sperando di rivederci presto per future collaborazioni e autoproduzioni.

Per leggere cosa scrive Greta di Contiamoci sul laboratorio ecopunk, leggi qui.

Per vedere la gallery, guarda sulla Fb.

Laboratorio di ecocosmesi al Milk Bar di Torino con Contiamoci – Buone pratiche che contano

laboratoriocontiamociVi avevo preannunciato delle belle novità e quindi ricominciamo la settimana con una bella notizia: il 14 di febbraio l’Eco Punk terrà un laboratorio di ecocosmesi a Torino, presso il Milk Bar, ma la notizia più bella è che questo laboratorio è stato organizzato con Greta, la co-fondatrice di Contiamoci – Buone pratiche che contano, partner de l’Eco Punk fin dai suoi primi vagiti. Dopo un anno di scambi, collaborazioni e confronti, finalmente siamo riuscite ad organizzare un laboratorio di autoproduzione insieme e io sono davvero contenta di condividere l’amore per le autoproduzioni (sarà un caso che è proprio il giorno di San Valentino?) con chi ogni giorno si impegna a creare una comunità critica che scambia, insegna ed impara le buone pratiche per ridurre l’impatto ambientale e per proporre una stile di vita sobrio e decrescente.

Il laboratorio di ecocosmesi con Contiamoci, è inserito all’interno di una serie di attività didattiche da loro organizzate con il fine di far riscoprire e condividere la manualità e il consumo critico; per cui dopo la lettura delle etichette dei cosmetici da supermercato, autoprodurremo tutti insieme lo scrub al cocco, il tonico agli agrumi e la maschera viso alla mela. Tre cosmetici semplici ed ecologici, con ingredienti stagionali e facilmente reperibili, per insegnare a rispettare i ritmi della natura e mostrare come le autoproduzioni cambiano i modi di pensare e quindi lo stile di vita (basta pensare a quanto siamo abituati ad ottenere tutto e subito…).

Sarà sicuramente uno splendido sabato pomeriggio al Milk Bar di Torino, un negozio e un luogo di incontro dedicato alla gravidanza, all’allattamento ed alla maternità, in pieno centro, vicino Piazza Bodoni, una delle piazze più belle della città. E io non vedo l’ora di esserci per confrontarmi sempre con realtà diverse, insegnando l’amore per le autoproduzioni e mettere in pratica il concetto di nomadismo… Ve ne parlerò appena mi fermerò, se mi fermerò… Per il momento aspetto gli ecopunkers torinesi al Milk Bar dalle 15 alle 18.

Per le iscrizioni, leggete cosa scrive Greta sul laboratorio e compilate il modulo di iscrizione sul Blog di Contiamoci, oppure date un’occhiata all’evento su Fb.

Laboratorio di eco-cosmesi al Negozio Leggero di Milano

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E come vi avevo preannunciato, partiamo subito con le news: l’EcoPunk sosterrà il laboratorio di ecocosmesi al Negozio Leggero di Milano! Per chi ancora non lo conoscesse, il Negozio Leggero nasce dall’esperienza dell’Ente di ricerca Ecologos e dal lavoro di Rinova s.c. per proporre al mercato un nuovo modo di fare la spesa: senza imballaggi, quindi più leggera. All’interno del Negozio Leggero potete trovare pasta, legumi, farine, birre, detersivi, cosmetici, birre, tutto rigorosamente sfuso per ridurre il più possibile lo spreco e quindi l’impatto ambientale (per info negozioleggero.it).

In quest’ottica volta alla sostenibilità, il Negozio Leggero e l’EcoPunk si sono ritrovati per proporre il laboratorio di autoproduzione di cosmetici naturali utilizzando le materie prime fornite dal Negozio, ossia farine, sale, bicarbonato, acido citrico, argilla verde per fare in modo di facilitarne la riproduzione a casa.

Non vedo l’ora di autoprodurre!

Per tutti gli ecopunkers di Milano e dintorni, vi aspetto il 4 febbraio in via Anfossi, 13.

Vicks Vaporub vegan: rimedi naturali contro il raffreddore con cera di soia no ogm

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Una bella autoproduzione cosmetica e funzionale era da un po’ che mancava, perciò eccomi qui con il vicks vaporub autoprodotto e vegano. In questo periodo a tutti può capitare un raffreddore, congestioni nasali, difficoltà nel respirare e via discorrendo. Vi ricordate il vicks in pomata nel barattolino blu che tutte le mamme ci hanno spalmato su petto, schiena e sotto il naso? Beh credetemi si può fare tranquillamente a casa e forse funziona anche di più, con pochi ingredienti facilmente reperibili e completamente naturali.

Di unguenti e pomate varie ne ho fatte moltissime, il cui ingrediente fondamentale è la cera d’api. E allora mi sono chiesta, perché non fare un unguento vegano? Come? Semplicissimo, sostituendo la cera d’api con la cera di soia rigorosamente no Ogm acquistata su quel meraviglioso mondo che è Aromazone.

Per un buon unguento balsamico, non deve mancare l’olio essenziale di eucalipto che ha proprietà analgesiche e antibatteriche, efficace per il raffreddore e per i disturbi respiratori che interessano i bronchi, aiuta il corpo a regolare la temperatura in caso di febbre. A questo ho aggiunto il tea tree antibatterico naturale, la canfora dalle proprietà antinfiammatorie, la menta anestetica e rinfrescante o la lavanda che, come tutti sappiamo, è un potente calmante.

Ricetta

8 gr di cera di soia (o cera d’api per i non veg)
20 gr di olio di mandorle
20 gr di olio di oliva
7 gocce di olio essenziale di eucalipto
6 gocce di olio essenzial di canfora
3 gocce di olio essenziale di tea tree
4 gocce di olio essenziale di menta piperita o lavanda

-Pesate la cera, mettetela in un bicchiere di vetro con gli oli e ponete tutto a bagnomaria;

-Non appena la cera si sarà completamente sciolta, togliete dal fuoco, fate raffreddare per qualche minuto continuando a mescolare;

-Aggiungete gli oli essenziali e mescolate;

-Fate raffreddare a temperatura ambiente (consigliato) oppure per velocizzare potete mettere l’unguento in frigo non appena sarà diventato tiepido.

Non appena si sarà raffreddato, il vostro unguento sarà pronto per l’utilizzo. Con la cera di soia, l’unguento sarà molto più chiaro e soffice rispetto a quello con la cera d’api, ma state tranquilli perché la funzionalità è la stessa.