Tinture madri, oleoliti, oli essenziali: istruzioni e qualche ricetta per schiarirvi le idee

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Finalmente dopo le vacanze un bel post per sporcarsi le mani come piacciono a me! Inutile dire che durante le vacanze non sono riuscita a starmene tranquilla, anzi diciamo proprio che non vedevo l’ora di essere libera per fare “pasticci cosmetici” con gli ingredienti che mi ero diligentemente procurata prima delle vacanze in erboristeria, ma non solo. Il giorno di ferragosto in campagna dai miei zii, ho raccolto tante piante officinali (alcune trapiantate poi nel mio orto sul balcone) e nel frattempo ammiravo il bellissimo e ottagonale Castel del Monte, perla donataci dal grande Federico di Svevia che, dalla Germania e dopo varie scomuniche, visse molta parte della sua vita in Puglia e per questo denominato Puer Apulie. 

Dopo un pò di storia pugliese in piccolissime compresse (se volete farle diventare pilloloni, sono sempre disponibile ad approfondire il discorso su Federico II di Svevia, grande personaggio storico, nonchè sicuramente mio amico in una vita passata), passiamo a far chiarezza sui prodotti fitoterapici estratti dalle piante come le tinture madri, gli oli essenziali e gli oleoliti. All’inizio avevo difficoltà anch’io a distinguerli, ma ricercando e cominciando a riprodurli, ho ricordato una cosa fondamentale: alcuni principi attivi delle piante sono estraibili tramite la macerazione in acqua (idrosolubili) e altre in olio (liposolubili), oppure si possono estrarre per via aerea come nel caso degli oli essenziali.

TINTURE MADRI ED ESTRATTI IDRO-GLICEROL-ALCOLICI

Entrambi gli estratti sono delle preparazioni erboristiche liquide, ottenute mediante l’azione estrattiva dell’alcol sulla pianta intera o su sue parti (foglie, radici ecc.) il quale funziona anche da conservante del preparato. La differenza sta nel tipo di pianta: per la tintura si usa la droga fresca, per gli estratti quella secca.

Come si prepara

La droga fresca o secca, viene messa a macero in una miscela di acqua e alcol etilico (macerazione idroalcolica), seguendo una percentuale di alcol che permette di ottenere un rapporto droga/solvente di 1 a 10. Personalmente ho provato a riprodurlo, mettendo al macero foglie secche di edera e centella per la preparazione di un olio anticellulite che riattivasse anche la circolazione venosa. Quindi ho versato in un barattolo di vetro pulito 10 gr di droga ricoperta di alcol buongusto (quello per preparare liquori) e l’ho lasciato macerare per 1 settimana al buio. Dopo 7 giorni ho aggiunto 45 gr di glicerina vegetale e 45 gr di acqua (per raggiungere la proporzione 10 a 100) e l’ho lasciato macerare per altre 2 settimane sempre al buio. Passate 3 settimane, ho filtrato, spremuto e messo a riposo per 48 ore al buio e solo allora è pronto per l’uso.

I miei estratti idro-glicerol-alcolici

I miei estratti idro-glicerol-alcolici

Guardate che belli, sono venuti abbastanza scuri, garanzia che la droga sia stata estratta bene e li aggiungo nelle creme o negli oli. In erboristeria trovate quelli da prendere in gocce per via orale, ma se provate a riprodurli, usateli solo per uso esterno e hanno durata intorno ai 5 anni.

OLEOLITI

Sono macerati oleosi di piante fresche o essiccate poste in un contenitore di vetro, ricoperte d’olio vegetale e lasciate a macerare per un certo periodo di tempo. Anche qui potete scegliere la pianta che più vi occorre (sempre informandovi se è idrosolubile o liposolubile). Io ho scelto il limone in quanto è astringente, purificante, anticellulite, rinforzante per i capelli e ho messo ad essiccare per un giorno le bucce di limoni tagliate finemente e poi le ho messe a macerare in un barattolo di vetro con metà olio di mandorle e metà olio di oliva fino a ricoprirle del tutto.

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Bucce di limone bio seccate al sole

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Oleolito di limone con aggiunta di rosmarimo secco

Seguendo il metodo tradizionale a freddo, bisogna coprirlo con la stagnola e lasciarlo macerare al buio per un mese circa. Nel metodo a caldo invece si mette il barattolo in una pentola piena d’acqua, si fa bollire per 3 ore a fuoco lento, avendo la premura di mettere un panno sotto il barattolo in modo da non far bollire mai l’olio, e lasciarlo riposare per un giorno. A seconda del metodo scelto, una volta macerata la pianta, si filtra l’olio in un altro barattolo con un panno e si strizza il più possibile la pianta perché è proprio lì che sono rimaste attaccate le sostanze naturali. Anche questi possono essere utilizzati per arricchire i vostri cosmetici oppure come oli da massaggio per i dolori muscolari e articolari nel caso dell’oleolito di iperico, per lenire o calmare le irritazioni l’oleolito di camomilla o calendula. A voi la scelta.

OLI ESSENZIALI

Detti anche oli eterici, sono prodotti ottenuti per estrazione a partire da materiale vegetale aromatico, ricco cioè in essenze. Le metodologie di estrazione accettate nella definizione di olio essenziale sono la distillazione in corrente di vapore, la spremitura a freddo e per alcune autorità anche la distillazione a secco o distruttiva. È veramente difficile riprodurli in quanto l’estratto è altamente selettivo perché isola una componente minoritaria della pianta (mediamente dallo 0,01% al 2%), quindi data la complessità del processo di estrazione da effettuare solo con gli strumenti adatti, assolutamente no al fai da te! La cosa migliore da fare è acquistarli in erboristeria o in negozi che hanno prodotti biologici e si presentano in boccette di vetro scuro con il contagocce.

Uso e raccomandazioni

Gli oli essenziali vengono usati in aromaterapia oppure per arricchire i cosmetici o anche i detergenti per la casa. Sono miscele concentratatissime di sostanze chimiche, quindi bastano poche gocce per beneficiare dell’essenza. In commercio ce ne sono tanti, ovviamente la scelta dipende sempre dall’uso che dovete farne, ma ci sono degli oli quasi “multiuso” che non dovrebbero mancare in casa, io ad esempio ho sempre con me l’olio essenziale di lavanda (calmante, lenitivo), tea tree (disinfettante, purificante) oppure uso anche l’olio essenziale alla menta piperita (per mal di testa, suffumigi, sollievo a tosse, mal di gola, bronchiti)

Attenzione: data l’elevata concentrazione, l’uso senza la supervisione di un medico può essere pericoloso. L’applicazione di oli essenziali puri sulla pelle può portare a infiammazioni e lesioni della cute e la loro ingestione (a seconda del tipo di olio e della quantità ingerita) è potenzialmente mortale. Bisogna, infatti, considerare che l’indice terapeutico degli oli essenziali, ovvero il rapporto tra la dose tossica e quella terapeutica, è molto basso e ciò significa che anche piccoli aumenti del dosaggio terapeutico possono produrre fenomeni tossici di varia gravità. [1] 

Io uso sia estratti, sia oleoliti che oli essenziali ma sempre con estrema cautela e la dovuta informazione. Spero di essere stata esaustiva, ma per approfondimenti non esitate a scrivermi.

[1] Dizionario degli oli essenziali di B. Rieder, Fred Wollner.

4 pensieri su “Tinture madri, oleoliti, oli essenziali: istruzioni e qualche ricetta per schiarirvi le idee

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